IN LOTTA PER LA VITA

Damiano Minenna, 44 anni, affetto dal Morbo di Parkinson giovanile racconta alla nostra città la sua tragedia. E chiede sostegno e collaborazione. Leggi la sua lettera aperta, clicca qui

540333512.jpgNella tua lettera dici di voler costituire a Bitonto una sede dell’A.I.P. In che cosa consiste e quali sono i suoi obiettivi?
L’associazione Italiana Parkinsoniani è un ente fondato nel 1990 a Milano con lo scopo di promuovere un’informazione capillare a approfondita su tutti gli aspetti della malattia. Non ne esiste una sede in tutto il Sud Italia. Con la mia lettera voglio sensibilizzare la gente a queste problematiche e raccogliere adesioni per poter fondare una sede AIP a Bitonto oppure aprire un’associazione ex novo.

In che modo Papa Giovanni Paolo II ti ha aiutato ad affrontare la tua malattia? Ti sei mai recato da lui di persona?
Mi sono recato da lui al momento della sua morte. Io lo chiamo “fratello nella malattia” perché ha condiviso con me le sofferenze, i dolori e i disagi del morbo di Parkinson, affrontandoli con forza e tenacia nonostante la sua età avanzata.

Perché, per i malati di Parkinson, è importante avere accanto amici e familiari?
Perché questa malattia ti consuma poco per volta, ti indebolisce fino alla paralisi  e ti crea notevoli disagi che chi ti sta intorno non ti deve fare pesare. In più, molto spesso al Parkinson si associa una forte depressione, per uscire dalla quale si bisogno del conforto e del sostegno delle persone care. A me, per fortuna, non è mancato niente di tutto questo

Nei momenti di maggiore difficoltà in che modo riesci a trovare la forza per andare avanti?
Non lo so. Dagli amici, dai parenti. E anche da Dio. Se riesci a leggere ciò che ti accade con gli occhi della fede, tutto ti appare diverso. Inoltre c’è sempre la speranza che si trovi presto una soluzione; pare, infatti, che la scienza stia facendo passi da gigante e che forse tra 5 o 6 anni saranno disponibili farmaci che consentiranno ad un malato di convivere con la malattia.

Cosa vorresti dire a tutti coloro che si trovano a dover affrontare una tragedia improvvisa?
Cosa dire? Ogni tragedia è una storia in sé. Ciò che posso consigliare è di riuscire a trovare dentro di sé e poi negli altri la forza per andare avanti e continuare a vivere, senza chiudersi in se stessi. È indispensabile riuscire a cogliere in ogni evento, anche il più banale, un segnale di speranza per non abbattersi, non mollare.

Quanto sono presenti nella tua vita le istituzioni locali, bitontine in particolare?
Per me sono state presenti fin da subito, fin da quando ho fatto richiesta per la pensione, ma è servito un po’ di tempo. Come al solito, bisogna conoscere le persone e, soprattutto le leggi, i propri diritti.

Chiara Colamorea

IN LOTTA PER LA VITAultima modifica: 2008-09-30T08:19:00+02:00da bfreezones
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4 pensieri su “IN LOTTA PER LA VITA

  1. …domenico, la tua è una testimonianza che fa molto riflettere e
    la dignità e il coraggio che dimostri nell’affontare le avversità della
    vita ti fanno veramente onore
    ho riflettuto non poco su come potevo esserti utile, ma devo dirti che il rischio di essere banale era alto
    io faccio parte di una associazione da poco costituita e non cito il
    nome per motivi comprensibili
    siamo in piazza cattedrale, esattamente di fronte all’ingresso principale
    ci incontriamo ogni sabato pomeriggio alle 16,30
    sicuro di rappresentare il pensiero del nostro gruppo invito te e altri tuoi amici presso la nostra sede per cercare insieme una possibile collaborazione
    un saluto da GIO

  2. ciao damiano…io sono una ragazza laureanda in educazione professionale presso la facoltà di medicina di Bari e già da un pò di tempo lavoro con le persone che purtroppo soffrono della tua stessa malattia….ed anch’io sento di poter fare qualcosa per tutti voi pertanto puoi contare su di me per ogni tua iniziativa……..
    io ci sarò!
    forza damiano, facciamo tutti il tifo per te!
    mamy

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