VERDE, IL COLORE DELL’ANIMA

Seduce la mostra multimediale “Verde” alla Sala Murat con 68 artisti. Per visitarla ancora un weekend d’arte.

527209876.jpgIl verde che dona la sicurezza. Il verde che ospita la speranza. Il verde che chiama la compassione. Una ricerca fotografica sul verde. Una traccia aperta ad interpretazioni letterarie e visive che alludano alla natura, alla genuinità e alla vita. Un inno all’estate ormai terminata, la mostra multimediale VERDE, ospitata presso la Sala Murat, a Bari, dal 4 al 28 settembre. Organizzata dall’Associazione Incipit e patrocinata dall’Assessorato alla Cultura di Bari, l’esposizione è composta da 4 sezioni: fotografia e video (a cura di Gianni Leone), scritture (a cura di Marina Losappio), installazioni (a cura di Daniela Corbascio). “Una parola, un nome: verde. – racconta il Presidente dell’Associazione Incipit , Gianni Leone – un lungo viaggio in cui è stato chiesto ad artisti, intellettuali, scrittori, cosa si nasconde dietro quella che è e resta una parola”.
Ospita la creatività di 68 artisti la candida e luminosa Sala Murat: anestetizzata a colpi di verde. Natura, religione, politica ed identità: la natura ibridata dall’ambiente antropomorfizzato; la messa in scena della naturalezza plastificata dalla quotidianità; l’esasperazione del dettaglio completamente fuori dalle logiche razionali; l’assenza dell’umano marcata dalla deformazione della contaminazione scientifica.
Un’ondata di freschezza, la mostra che riempie di materia e fisicità. Squarci allucinati e intuizioni mobili che passano dall’elaborazione del fittizio alla semplicità del naturale, dall’ irripetibilità del vero alla credibilità del verosimile e si intrecciano insinuandosi fra le pieghe dell’inconscio.
Verde come una rete brillante impigliata a bottiglie di lacrime e “sbagli commessi negli anni”; verde come gli occhi costretti a spalancarsi sugli orrori della realtà; verde come il pappagallo a cui il sorriso di una donna dedica la sua dolcezza; verde come l’acqua in cui galleggiano ombre di mani; verde come il gusto della caramella di un bambino; verde come la speranza di una vita nel corpo di una donna; verde come le bottiglie che imprigionano la luce; verde come lo sfondo rassicurante e protettivo di una sagoma, verde come la linfa che si ribella al corpo. Verde come il susseguirsi di immagini alienanti ed ininterrotte di immersioni ed esplorazioni nel verde. La fluidità delle luci di città lontane e la profondità di boschi incontaminati. Verde come “il colore, il pistacchio, la bandiera, l’oliva, l’acqua”.
“Verde acido. Verde mela. Verde vomito”, recita una poesia, “Verde il cuore che batte dentro le lucertole”, “Verde come lapidi di ulivo”; l’arte e la realtà si fondono in parole che danno vita ad immagini traboccanti di colori e sature di sensazioni.
Da Bruce Nauman a Oliviero Toscani, da Stanley Kubrick a Frida Kahlo, dalla genuinità della terra e dell’acqua all’artificiosità delle prove da laboratorio, i riti collettivi della società  vengono sedotti dall’intimità del verde. Evocazione virtuale della quotidianità, il linguaggio visivo della fotografia e dei video dialoga con la referenzialità palpabile della lingua, intervento concettuale sulla memoria. Raccolta, catalogazione, intervento dell’uomo sull’ambiente sospeso tra le suggestioni della scoperta e le frontiere della manipolazione genetica. Il verde: “quel momento topico di rifrazione della luce del sole al tramonto – per dirla con le parole della semiolinguista Patrizia Calafato – che tutti sperano di vedere almeno una volta nella vita e che nessuna tavolozza di pittore potrebbe mai realizzare”.

Lara Carbonara
VERDE, IL COLORE DELL’ANIMAultima modifica: 2008-09-26T08:26:00+02:00da bfreezones
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