IN CARCERE PER ERRORE, VIENE RISARCITA CON 12MILA EURO

1346786371.jpgFinisce in carcere per una settimana, poi ai domiciliari ma risulta innocente e per l’ingiusta detenzione viene risarcita con 12mila euro. Protagonista della disavventura giudiziaria una ragioniera di Genova. L’indennizzo e’ stato assegnato dalla corte di appello di Perugia dopo l’istanza presentata dalla donna nel febbraio scorso.

La ragioniera, Giulia G., 60enne, originaria di Bitonto (Bari) e residente a Genova, era finita in carcere a seguito di una indagine avvenuta in Umbria (ad Assisi) che aveva portato al fermo di oltre 20 persone accusate di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti poiche’ lei, con gli altri indagati, faceva uso, durante i riti religiosi di un movimento, di una bevanda considerata sacra ma contenente, seppur in minima parte, il dmt (dimeltiltriptamina), sostanza presente nella tabella degli stupefacenti. Tale sostanza, al termine dell’indagine, è stata poi riconsegnata dagli inquirenti agli indagati aderenti al movimento ispirato ai principi del cristianesimo. Alla donna, oggi 63enne, arrestata nel marzo del 2005 (difesa dai legali Andrea e Simone Vernazza) la corte di appello di Perugia (presidente Borsini) ha assegnato un indennizzo di 1.650 euro per i sette giorni di carcere subiti e 10.061 euro per i 90 giorni di arresti domiciliari a titolo di riparazione per ingiusta detenzione. Per la donna, inoltre, al termine dell’inchiesta era stata chiesta l’archiviazione concessa dal gip di Perugia.

Fonte: AGI
IN CARCERE PER ERRORE, VIENE RISARCITA CON 12MILA EUROultima modifica: 2008-09-26T11:14:00+02:00da bfreezones
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