MODUGNO CI PROVA CON LA MODA E ANCHE BITONTO VA IN PASSERELLA

Terza edizione per la sfilata di domenica scorsa che chiude la rassegna estiva, presenti due aziende bitontine. Modelle assenti sulla passerella: a mancare è l’interpretazione dell’abito

1762645985.jpgL’estate modugnese si chiude con la III edizione di “Modugno Moda”, domenica 21 settembre, organizzata da Luigi Vulpis. L’ evento mette sulla passerella dell’anfiteatro della Villa Comunale le novità dell’autunno-inverno della moda di provincia. Anche Bitonto in mostra, rappresentata dall’Atelier By Cristal, e da La pellicceria di Vincenzo Tedesco.
Le sfilate sono state presentate da Tommaso Amato e da Serena Sguera, che fra una battuta sul calcio e una “puntatina dietro le quinte” hanno introdotto anche l’ultimo cd degli Stratos, “Appunti di viaggio”, i mediocri balletti della scuola di danza “Balletto Oggi” di Mariella Rana e l’intervento di Francesco Bia, Presidente dell’“Associazione Gruppo Accoglienza Bambini Bielorussia”.
Colori, tagli e accessori che si sprecano per tutta la serata, tacchi a spillo e felpe sportive, la passerella diventa il luogo di incontro di idee e intuizioni diverse; ogni segmento di luce e ogni centimetro di stoffa ha il potere di evocare atmosfere differenti. La delicatezza degli abiti da sposa di Filly Sposa; la freschezza dell’incursione sportiva di Playlife – Undercolors of Benetton; lo sportswear originale e fashion di Effa; la seduzione raffinata di Bricolage del Cucito; l’innovazione e la ricercatezza dei prodotti di Baldassarre Calzature; l’eleganza degli accessori di Sorrisi; il dinamismo e la tendenza di Ottica del Sedile. Spalle obbligatoriamente scoperte, gonne lunghe e leggere, morbidi pieghe di tulle e drappeggi di seta per l’atelier Cristal; mantiene lo stile impero con riferimenti rassicuranti dall’espressione floreale o dalle tinte unite; tagli profondi dall’aspetto romantico ed elegante; preziose applicazioni di strass, perline e paillettes; movimenti di  ruches e piegoline aristocratiche, impreziosite da swarovsky .
Dal turchese vintage al rosso corallo dandy, dal fucsia pastello a pois eccentrici e ordinati astrattismi, le idee sono apprezzabili, le forme sottili e le linee femminili. Ma il provincialismo non ha mai abbandonato l’atmosfera stile Beautiful della serata, svantaggiata anche dal cielo grigio e umido. Poco stile, poco portamento, poca impronta professionale. Sicurezza, andatura, appoggio all’arco plantare, dinamismo, ritmo, respiro: a mancare è l’interpretazione dell’abito. La moda ha i suoi ritmi e le sue stravaganze, la moda è vitalità, divertimento, sensualità, energia solo se si riesce ad applicarne stile e raffinatezza. La fascinazione del tessuto ha a che fare con la necessità di allontanarsi dai nostri limiti. La logica centro-periferia non è mai lineare: lo si vede nella scelta delle modelle – belle, senza dubbio – ma completamente assenti. È il trionfo della passività dell’inesperienza, mischiata, scambiata, re-interpretata con l’idea della novità di paese.
Cambiare continuamente intuendo le tendenze e rivoluzionando gli stili ma senza diventarne vittime. In generale poca semplicità sulla passerella. Eppure, è la semplicità che crea la differenza.

Lara Carbonara e Antonella Natilla – foto dalla rete
MODUGNO CI PROVA CON LA MODA E ANCHE BITONTO VA IN PASSERELLAultima modifica: 2008-09-23T09:38:00+02:00da bfreezones
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3 pensieri su “MODUGNO CI PROVA CON LA MODA E ANCHE BITONTO VA IN PASSERELLA

  1. lara e antonella siete fortissime, finalmente un articolo in cui non si celebra l’evento. mi capita spesso di leggere su giornali locali recenzionie articoli post evento in cui non si guarda con occhio critico, voi invece l’avete fatto….
    Altro che occhio critico, peccato però che a nessuno probabilemente importi dell’evento stesso. proporrei a voi dello staff: perchè non eliminate tutti gli eventi di sport, cultura e quant’altro? mettete solo la politica così i soliti se la ridono e se la cantano…

  2. la moda è arte non è solo un mezzo mediatico e futile come qualcuno può pensare…
    chi fa moda ha lo stesso dono di chi dipinge, scrive, canta e qui purtroppo nessuno lo capisce ecco perchè molti “grezzano” questi eventi e manifestazini del genere diventano provinciali forse come proprio le mentalità. perchè per diventare qualcuno bisogna andare a milano? forse la risposta è nella nostra e nella vostra indifferenza

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