SANTI MEDICI, INIZIATO IL MESE DI FESTA

Domenica scorsa il suggestivo momento della ‘discesa delle statue’. Le immagini rimarranno ai piedi dell’altare fino a domenica 16 novembre.

801503548.JPGCon la suggestiva ed emozionante cerimonia della discesa dei Santi Medici – tenutasi domenica scorsa nel Santuario – si sono ufficialmente aperti i riti che porteranno alla solenne processione della terza domenica di ottobre. I vertici del Santuario, con il rettore don Ciccio Savino e i due vice parroci don Mimmo Minafra e don Francesco Ardito, hanno deciso di anticipare di una settimana la discesa delle immagini e consentire ai tanti devoti e pellegrini di poter pregare da vicino, per l’intercessione dei Santi Cosma e Damiano.
La cerimonia ha una sua “vita propria” solo da qualche anno. Per diverso tempo la discesa era considerata, di fatto, il primo momento della processione della domenica mattina. Stessa situazione per la risalita, che avveniva subito dopo la celebrazione della Messa al ritiro della processione. La suggestione e la grande attenzione che i fedeli davano a questo momento ha portato a separarli, perché potessero viverli nella loro pienezza.
Quest’anno le immagini dei Santi Medici rimarranno ai piedi dell’altare fino a domenica 16 novembre. Il motivo della scelta è legata al fatto che l’11 novembre, con la festa di San Trifone, si chiude la stagione dei pellegrinaggi e il flusso di fedeli nel Santuario tende a ridursi fondamentalmente ai bitontini.
La cerimonia della discesa ha inizio con la “vestizione” a festa delle immagini nella notte precedente, eseguita da don Mimmo Minafra; la domenica pomeriggio, dopo la messa delle 19, le icone vengono fatte scendere dal loro “trono” e posizionate ai piedi dell’altare. Anche quest’anno, nonostante il caldo insopportabile e una elevatissima umidità, centinaia di fedeli vi hanno assistito con occhi pieni di lacrime e fede.
Dal 16 settembre inizierà la novena di preparazione alla Festa Liturgica che quest’anno sarà incentrata sullo Spirito Santo. Il 26 Settembre, giorno dei festeggiamenti, oltre alle liturgie per tutta la giornata, alle 18,30 il vescovo di Castellana presiederà la solenne concelebrazione.
Infine, il 19 ottobre, tradizionale terza domenica di ottobre, avrà luogo la grande processione che porta nella nostra città fino a 100.000 visitatori.

Francesco Paolo Cambione

SANTI MEDICI, INIZIATO IL MESE DI FESTAultima modifica: 2008-09-10T06:32:09+02:00da bfreezones
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9 pensieri su “SANTI MEDICI, INIZIATO IL MESE DI FESTA

  1. Già… solo da qualche anno… purtroppo da quando qualcuno, preso più da folklore che fede, più da banalismo pseudo-religioso che da maturità e coscienza nella vita spirituale, con le sue proposte non fa altro che alimentare il pericolo di idolatria…. Non sono contrario alle tradizioni popolari, ma eccedere come si sta progredendo ignorando tutte le riflessioni del clero e del laicato diocesano e locale, deve interrogarci sul senso pieno della fede… ricordo solamente: “Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perchè il Padre cerca tali adoratori.
    Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità” (Gv 4,23-24)… Non credo si parli di vestizioni, discese ed ascese varie….

  2. A parte il fatto che l’abitudine di citare, singole frasi estrapolate da discorsi più completi e complessi per sostenere le proprie ragioni è tipico dei Testimoni di Geova (con tutto il rispetto per il loro credo!).

    In ogni caso non penso che le cose stiano esattamente come sostiene Emanuele. O meglio esiste anche una visione diversa ed in questi casi si farebbe bene ad anteporre il discorso con la frase “secondo me”. Si avrebbe più rispetto per quei milioni di cattolici sparsi nel mondo che la pensano diversamente.
    Ma per sostenere una posizione differente ti voglio citare anche io qualcosa (seppur controvoglia): “per l’«ethos» dell’uomo europeo decisivo è stato -e lo è ancora- l’incontro con il cristianesimo, cioè l’incontro con Dio-Persona che è entrato nella storia umana in un momento e luogo concreto, e che non abbandona mai l’uomo” e ancora “I santi di oggi e di ieri testimoniano Cristo, senza di loro Cristo sarebbe forse dimenticato, messo da parte per comodità o ignoranza. I santi insegnano anche come seguire Cristo, personificano e rendono reale un ideale di vita cristiana….Solo i santi riescono ad illuminare la vita temporale con la luce dell’eternità e inserire ció che è fugace in una realtà durevole” ( Litterae Communionis, anno XV, aprile 1988).
    In particolare nella presentazione della nuova edizione del celebre (spero per molti ferventi cattolici) “MARTYROLOGIUM ROMANUM” promulgato nel 2001 e redatto in conformità alle disposizioni della “Sacrosanctum concilium” (e quindi alle indicazioni del Concilio a cui, spesso impropriamente e strumentalmente molti modernisti fanno riferimento), ad un certo punto si può leggere: “Adolescenti e giovani, adulti e anziani, tutti hanno bisogno di modelli di riferimento; e quando questi mancano se ne creano anche di virtuali! Vivere e manifestare la propria fede è sempre positivamente condizionata dall’influsso dei modelli, dal loro ruolo, dalla loro forza persuasiva ed esemplare”.

    Potremmo continuare per molto tempo, così come anche tu potresti rispondermi all’infinito. Rischieremmo di annoiare chi ci legge che magari non è interessato a queste disquisizioni ma vuole soltanto vivere la sua fede nella maniera più vicina al suo sentire, alla sua sensibilità e vicina al modello di educazione religiosa ricevuta. Le posizioni preconcette su certe tematiche, assunte senza approfondire il lato antropologico e non solo quello teologico (separatamente prese non consentono di osservare obiettivamente il fenomeno) servono soltanto ad accendere focolai di polemica di cui non si vede assolutamente la necessità.

  3. Bravo Francesco. Meglio non si puó dire. Soltanto quello che tanto fa disturbo a chi parla delle immagine si deve pensare anche come oggi di fronte al computer abbiamo migliaia e migliaia di immagine cotidiane…e non per questo faciamo adorazione di loro.
    Nella fede la nostra Chiesa sa bene l’uso delle statue e delle figure religiose per fare “presente” quelli modelli che ci danno esempio di vita. Questo é sempre un linguagio che tutti capiscono e che ci permette evangelizare…sará per questo che quelli che pensano diverso nella fede si fastidiano al vedere le immagine sacre??
    Un saluto. Luigi (Bs.As.)

  4. Bene: la frase che ho citato, non pecca per niente di mancato riferimento al contesto in cui è giustapposta : si riferisce al cap. 4 del Quarto Evangelo, quando la samaritana, “assetata”, riconoscendo l’incredibile capacità appagante di Gesù , Gli presenta una “questione spicciola” circa il luogo di culto corretto (Gerusalemme o Garizim di Samaria): la risposta di Gesù sorpassa con lungimiranza le questioni spicciole e semplicione per andare all’essenziale… lo stesso valga per il presente discorso!
    “La Chiesa è santa per vocazione”- dice la Lumen Gentium: questa vocazione si espleta nell’imitazione delle virtù e degli esempi dei santi, non limitandosi ad esteriorità e tradizionalismi corrotti!
    L’USO DELLE IMMAGINI SACRI è UN IMPORTANTE ELEMENTO DEL PATRIMONIO RELIGIOSO E UTILE STRUMENTO DI FEDE: ma sia fatto con moderazione!
    San Giovanni Crisostomo era solito dire: “Le immagini sacre raffigurano gli abitanti del cielo, la via al cielo la meritano i rappresentati con le virtù” … questo è anche quanto si ritrova nell’ampia sezione che il Catechismo della Chiesa Cattolica dedica all’argomento.
    Concludo citando un passo del Quarto Vangelo che fa riferimento al comportamento di Gesù al contatto con le consolidate tradizione della sua epoca, consolidatesi nell’ambito del culto.

    “Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato». I discepoli si ricordarono che sta scritto: “Lo zelo per la tua casa mi divora”. ”

    (Gv. 2,13-17)

    Grazie.

  5. Continuo a pensare che guardi un sol lato del problema: quello teologico. Questo ti fa dare una visione assolutamente soggettiva. Il lato antopologico è assolutamente determinante per giudicare certe manifestazioni di fede.
    La citazione del brano della cacciata dei mercanti dal tempio mi sembra assolutamente fuori luogo, se mi consenti e manca di rispetto per tanta gente che ha il cuore pieno di sofferenza e che di fronte a molti “custodi della fede” che non riescono a dare loro quel conforto morale di cui necessitano, si rivolgono a qualcosa che credono “più potente”.

    Converrai con me che ad una madre che ha un figlio in difficoltà, ad un figlio che ha un genitore molto ammalato e cerca disperatamente un conforto per il proprio dolore usciersene con “adora Dio in spirito e verità” non funzioni molto, anzi non funziona per nulla. E questo non lo troviamo nelle scritture ma vivendo la fede, quella autentica, della gente della strada, dei poveri, dei sofferenti, dei disadattati che hanno bisogno di un segno, anche eccessivo magari, di speranza. E questa speranza hanno bisogno di impersonificarla. Lo spirito e la verità sono importanti da studiare nelle facoltà di teologia, tra la gente non funziona.

    Mi sono sforzato di non citare alcun testo perchè solo così si può affrontare questo discorso partendo dal vero. Il resto è materiale buon per i convegni. Ripeto la gente ha bisogno di buoni predicatori e tali sono coloro che sanno parlare il loro linguaggio, sanno mostrare i segni delle fede. Lo stesso S. Antonio ci ha insegnato che pur essendo un dotto, conosceva il linguaggio con cui farsi capire dal popolo, a volte anche eccessivo ma sempre straordinariamente efficace per avvicinare l’uomo alla immagine di Dio.

    Molte delle tradizioni che viviamo adesso non le hanno inventate ieri, ma sono frutto di secoli di vita religiosa che hanno consentito a milioni di non credenti di avvicinarsi alla fede. Con il tuo discorso Lourdes diventa un circo, Padova un luna park. E permettimi è una cosa che non lo si può accettare.

  6. Permettimi di precisare: non tengo conto solo dell’aspetto teologico, anzi essa consegue da quello esegetico che è fondamentale perchè- se le matrici della Chiesa cattolica sono due: Rivelazione e Tradizione (dei padri, mica quella distorta del fanatismo e della superstizione popolari)- la Rivelazione ha la precedenza su tutto!
    Ogni antropologia, sociologia, dottrina, etica trova nella Rivelazione il suo fondamento e dalla Rivelazione i contenuti che diventano oggetti di studio e di fede. Quella che ad Essa non si conforma è una storpiatura al confine del paganesimo, che, non solo è priva di significato religioso, ma maschera l’illlusione di possederlo con forme oscurantistiche retrodatabili alle prassi medioevali! Vi è richiesta maturità nella fede altrimenti non sorprendiamoci se il numero dei credenti e dei praticanti è sempre in diminuzione: il cuore dell’uomo può illudersi quanto vuole di queste sciocchezze e stupidagini, ma nel profondo arde d’anelare a Dio: questo desiderio esistenziale non si appaga con tradizionalismi, storpiature pseudo-religiose, prostituzioni del senso della fede, bensì con una ricerca di Dio vera, autentica che va oltre tutto questo! E- ricordo il Vangelo di domenica scorsa XXIII del T.O.- cristiano ho il dovere della correzione fraterna, per cui il vero soccorso, sostegno ed aiuto che si può e si deve dare ai fratelli sofferenti o indigenti non consiste nel far discendere, vedere, salire statue, bensì nella comprensione del suo dolore e nell’aiuto SPIRITUALE ad accettarlo secondo la logica della “Croce”, CONCRETO tramite azioni pratiche di condivisione e comunione.
    Concludo tutto il discorso, non -come mi è stato detto- riportando citazioni “da conferenze” , ma aiutando a comprendere ed a vivere le situazioni della vita con quanto hanno detto o scritto uomini e donne, i cui insegnamenti non possono che risultare preziosi per il nostro percorso di fede. Non si tratta di sterili citazioni, ma di modelli da ascoltare e seguire: se sono stati scritti, non di certo provengono da scrivanie, ma dalle strade d’ogni giorno e dalle esperienza vissute da chi ha scritto.

    “la Chiesa va incontro allo Sposo: lo fa con le opere della carità, perché la speranza, come la fede, si dimostra nell’amore.”

    (Benedetto XVI)

  7. P.S.: dimenticavo.
    Il vero miracolo di Lourdes o di Padova o di altrove non è ricercare nelle fonti miracolose e cose simili che sanno di prodigioso- fantastico- magico, ma nei CONFESSIONALI dove il cuore piagato dalla sofferenza e dalla debolezza viene risanato dallo Spirito che soccorre l’uomo e le sue paure, attorno alle MENSE EUCARISTICHE dove viene spezzato e condiviso il Pane della Parola e dell’Eucaristia, nei centri di SOCCORSO per “gli ultimi” dove il Symbolon che recitiamo ogni domenica come professione di fede si fa impegno concreto e scelta di vita missionaria in conformità al Vangelo … questi sono i veri miracoli…

  8. Il fatto che inizi ad innvervosirti buttando fendenti e mancando di rispetto assoluto al vivere la fede di molta gente che la pensa diversamente da te, dimostra quanto la posizione assunta da te, e purtroppo anche da molti altri non riesce più a trovare proseliti e sostenitori.
    E l’accusa che rivogi sul fatto che “il numero dei credenti e dei praticanti è sempre in diminuzione” io ti dico, e possiamo dimostrarlo con i numeri, è iniziata da quando hanno iniziato a diffondersi posizioni come la tua.
    E sull'”oscurantismo medioevale” io avrei dei dubbi, così come stanno valutando alcuni dei medievisti contemporanei più illustri. Anche un’epoca in cui, l’informazione, a più livelli è gestita da grandi gruppi di potere che filtrano quello che si deve e quello che non si deve sapere, la considero molto più oscurantista rispetto a quella medievale. Ma come ti ho già scritto in altre occasioni, io temo che questi siano conversazioni che su queste pagine, siano quasi fuori luogo.

    Fermo restando che se a te queste manifestazioni di fede autentica (qualsiasi cosa tu ne dica) non piacciono, la libertà ci consente di ignorarle e soprattutto non ci autorizza a giudicare. Nessuno può sentirsi depositario della verità rivelata nè tantomeno quelli come te e coloro che l’hanno insegnato.

  9. Sono perfettamente tranquillo,non possiedo la verità rivelata, ma -come ogni uomo che vive il suo peregrinare verso l’eterno- chiedo che Essa possegga il cuore dell’uomo e diriga i suoi passi.

    Premette che non ho intenzione di giudicare perchè non è a me che spetta farlo, e , qualora il mio scrivere possa darne l’impressione, mi riferisco ad atti, non a persone, che mai mi permetterei di offendere anche in virtù del mio credo in Colui che “mai si chiuse alle necessità dei fratelli ” ( P.E. Va: “Gesù, modello d’amore”).

    Quella che mi muove a scrivere è solo un’ansia spirituale che l’impegno missionario del cristiano comporta: non giudico, ma -come detto precedentemente- il cap. 18° del Vangelo di Matteo ci porta ad esprimere le nostre considerazione perchè ognuno possa correggere il fratello… la correzione fraterna è prima di tutto auto-riflessiva perchè porta l’uomo a correggere se stesso e , poi, non da meno, reciproca in quanto l’uomo può correggersi confrontandosi con l’altro perchè – come scrive San Paolo ( Rm 13,10)- “la carità non fa alcun male”.

    Non so se tu possa pensarla alla stessa maniera, però non è molto corretto quello che hai scritto insinuando alla mia falsa pretesa di essere depositario … : così facendo rechi offesa a me ed ai miei formatori spirituali,il che non è rispettoso. Tra l’altro io non disprezzo le persone, ma credo che da cristiani maturi non si possa stare in silenzio dinanzi a certi atti che potranno essere illusioni o- chiamamole- manifestazioni di religione, ma non di fede… mi dispiace, ma questo lo si deve riconoscere: la fede è una cosa, la tradizione popolare un’altra e bisogna rivedere le manifestazioni del passato che hanno inglobato la prima nelle seconde…

    Quanto ai proseliti … io non ho la pretesa di essere un “attiratore di genti” o similia… ma devi riconoscere anche questa altra osservazione: non di certo perchè i fedeli, pensandola come me, abbandonano la fede… Ciò avviene quando si scopre che gli strumenti effimeri della tradizione popolare (processioni etc…), ai quali per motivi storici ed antropologici (e non fideistici) si è legati e della cui talvolta sterilità molti ne hanno preso atto, non sono in grado di appagare il desiderio di Dio presente nel cuore dell’uomo e quando, mettendosi con l’animo predisposto ad un cammino spirituale serio ed autentico, si scopre che la via della Croce, pur portando al mattino di Pasqua, passa per il Venerdì Santo…

    L’invito a seguire Cristo è serio, autentico, faticoso, impegnativo… per questo, quando ,tolte di mezzo manifestazioni varie che con la fede autentica non hanno nulla da condividere, si scopre che la Croce è sacrificio, allora gli uomini del nostro tempo, abituati a questi mezzucci effimeri, talvolta, a causa della debolezza di un sentimento religioso incentrato sulle “processioni”, cedono e cadono— cioè abbandonano.

    Il senso dei miei interventi è niente altro che questo: anche e soprattutto in ambito di fede, cominciamo e adottiamo come consuetudine il camminare secondo un percorso di fede vera facendo le cose seriamente!

    Con questo chiudo il mio intervento a riguardo… non per voglia di ostentare il mio “bagaglio di citazioni da conferenza”, ma avrei il desiderio di condividere qualche pensiero da un capolavoro della mistica medioevale… proprio perchè il medioevo non è solo segnato da oscurantismi… si tratta di alcuni passi dal celebre libello che la tradizione attribuisce a Tommaso da Kempis…

    ” Gesù ha ora molti che amano il suo regno celeste, ma pochi che portino la sua croce. Molti ne ha che desiderano la consolazione, ma pochi che desiderano la tribolazione. Trova molti compagni alla mensa, ma pochi nell’astinenza. Tutti desiderano godere con Lui, pochi vogliono soffrire qualcosa per Lui e con Lui. Molti seguono Gesù fino allo spezzare del pane, ma pochi lo seguono fino a bere il calice della passione. Molti venerano i suoi miracoli, pochi lo seguono nell’ignominia della Croce”

    ” A molti sembra dura questa frase: Rinnega te stesso, prendi la tua croce e segui Gesù (Matt. 16,24). ”

    Tommaso da Kempis, De imitatione Christi, II, cap. XI, 1, cap. XII, 1a

    Ancora una volta non voglio nè giudicare nè offendere nessuno, ma semplicemente far sì che sconvolga tutte le nostre piccolezze, le nostre consolidate certezze e tutte miserie umane la frase “Molti venerano i suoi miracoli, pochi lo seguono nell’ignominia della Croce”… ecco perchè processioni et similia dinanzi all’alternativa della via consistente nell’abbracciare la Croce potranno sembrare più popolari nel senso letterale del termine, ma la via da seguire è la via della “Croce”, cioè della fede seria, autentica e matura….
    Quanto alle mie scelte – perchè non mi si ripeta che mi senta in possesso della verità rivelata- io so solo dire “Domine, non sum dignus”, ma certo con la fiducia nella Sua Parola, Rivelazione di Verità, almeno spero di essere un cristiano, cioè un uomo non degno di tal nome, ma almeno che di tal nome possa avvalersi di tal nome. Quanto al mio impegno nella vita pubblica e sociale, non posso che continuamente rinnovare l’invito a prendere per festa popolare quello che è tale, ed a considerare fede altro, cioè la “Via della Croce”…

    Grazie.

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