SALVA-OSPEDALE, L’ASSESSORE SOMMA FA CHIAREZZA

L’amministratore ribatte alle affermazioni di Rossiello e Natilla ed evidenzia una “strana” mancanza di comunicazione tra le forze di minoranza.
“Ciò che interessa è la qualità delle prestazioni al di là di chi le fornisca, pur restando convinto della tesi espressa nel documento iniziale”.

3f896ff0f066474843522b37e1ed271f.jpgL’assessore Somma non ci sta. Durante la conferenza stampa di giovedì 10, la minoranza in consiglio comunale ha duramente attaccato l’operato di alcuni amministratori dell’attuale giunta, retta dal sindaco Raffaele Valla. Ad alcuni giorni di distanza, uno dei più “contestati”, l’assessore ai servizi alla Comunità e alla Persona, Damiano Somma, ha ritenuto di puntualizzare su delle considerazioni fatte, in particolare dall’ex assessore Francesco Ricci e dal consigliere Franco Natilla.
Di grande attualità, all’indomani dell’audizione del Sindaco alla III Commissione regionale, il tema su cui l’avvocato Somma si è soffermato: il documento unitario sull’affaire Ospedale, votato dal consiglio comunale lunedì 7 luglio.
Sulla nota, giovedì scorso in conferenza stampa, qualcuno aveva tenuto a sottolineare come alcune delle conclusioni raggiunte fossero in antitesi rispetto a quelle proposte dallo stesso assessore, nel suo documento di presentazione. Le considerazioni dell’opposizione si riferiscono, nello specifico, alla parte relativa al Presidio Ospedaliero cui legarsi. Il dibattuto si era, allora, sviluppato nella dicotomia della scelta tra San Paolo o il nascente polo del nord barese con Molfetta, Giovinazzo, Terlizzi e Ruvo. A riguardo Somma tiene a sottolineare che la sua proposta – quella cioè di optare per il San Paolo – è stata “frutto di suggerimenti e sintesi documentali provenienti in primis dai consiglieri comunali dottor Scauro e dottor Granieri, coadiuvati da tutti i medici di base ed ospedalieri”. Ed è più duro quando afferma che probabilmente, quando è intervenuto, “il consigliere Natilla non fosse in possesso di tale informazione”; come accaduto, del resto, per “il professor Rossiello che in consiglio comunale ha definito chiacchiere alcune riflessioni lette da me ma suggerite proprio dal collega di opposizione, il dottor Scauro”. Inevitabile la conclusione dell’avvocato che definisce molto “strana” questa mancanza di comunicazione tra le forze di minoranza.
Lo spirito che ha animato la stesura del documento – sempre secondo l’assessore – è la “volontà pura e semplice di addivenire ad un accordo comune, frutto di reciproche visioni che dovevano necessariamente trovare una sintesi”. Le modifiche della nota finale, approvata dall’assise consigliare, rispetto al documento iniziale, vanno pertanto individuate proprio nel concorso di posizioni differenti e nella necessità di determinare una summa, per riuscire a definire in tempi brevi una linea quanto più condivisa da tutte le forze politiche rispetto ad un problema di primaria importanza per la vita cittadina. “Ciò che interessa – chiosa Somma – è la qualità delle prestazioni al di là di chi le fornisca, pur restando convinto della tesi espressa nel documento iniziale”.

Francesco Paolo Cambione – foto Maurizio Loragno
SALVA-OSPEDALE, L’ASSESSORE SOMMA FA CHIAREZZAultima modifica: 2008-07-15T08:40:00+02:00da bfreezones
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Un pensiero su “SALVA-OSPEDALE, L’ASSESSORE SOMMA FA CHIAREZZA

  1. Cari Signori della maggioranza …e non solo,
    chiamiamo pure le cose con il proprio nome: vi siete fatti gabbare.

    Questo è stato il prezzo da pagare per ricucire lo strappo (causato dall’irrituale esternazione del Sindaco Valla in un suo clamoroso precedente intervento), ri-creare quel minimo di dialogo con l’opposizione che è indispensabile per dare valenza politica all’azione amministrativa che vi accingete, con un certo affanno, ad iniziare.
    A mio parere tra di voi, e mi meraviglio dei soggetti più navigati, c’è parecchia gente che non ha ancora colto l’importanza di elevare il livello politico del confronto fra maggioranza e opposizione, fatta spesso di sfumature che finiscono, alla lunga, per far perdere di vista la sostanza delle cose disorientando coloro che tentano di seguire le vicende politico amministrative (i cittadini) e che, per ora e per la maggior parte, stanno dalla vostra parte.

    Insomma “la rissa” serve soprattutto a una “certa opposizione”, non a voi e ancor meno alla Città.

    Questo, dovreste saperlo bene.

    Ma torniamo al Piano Sanitario Regionale.
    In sostanza, il documento approvato dal C.C., frutto dei condizionamenti di Rossiello e Ricci, finisce per assecondare le scelte strategiche quanto mai inopportune e dannose, sotto l’aspetto finanziario e funzionale, contenute nella politica sanitaria regionale del Governatore e del suo sprovveduto Assessore.

    Era quello che gli esponenti del PD volevano:
    1) fare moine per tenere alto il livello di attenzione della gente sull’Ospedale cercando di apparire protagonisti,
    2) dimostrare di contare ancora sullo scenario politico locale tanto da far accettare dalla maggioranza le proprie tesi, anche se questo ha significato calpestare e quasi ridicolizzare i contenuti condivisi sia dai Medici di base, sia dagli Ospedalieri, Scauro in testa (è l’ennesimo manrovescio che i Socialisti prendono dall’arrogante ex candidato sindaco e dai suoi sodali),
    3) difendere, in sostanza, le scelte di Vendola pur sapendo che le stesse fanno a pugni con i criteri della più elementare economicità, efficacia ed efficienza del servizio reso ai cittadini.

    L’ospedale San Paolo, costato ai contribuenti un fiume di danaro, la cui realizzazione è durata oltre trent’anni, concepito alla fine degli anni sessanta per trasferire fuori le mura il Policlinico (scelta quanto mai lungimirante ed opportuna anche per il contesto territoriale in cui insiste) che soltanto la cupidigia e il nefasto strapotere dei baronati universitari, tutt’ora potentissimi, hanno fatto fallire, era e rimane, se mai và potenziata e migliorata, la naturale struttura di riferimento per le patologie di elevata complessità per il Nord Barese che va da Bitonto fino ad Andria.

    Il comprensorio Terlizzi, Molfetta, Ruvo e Giovinazzo in cui anche Bitonto dovrebbe rientrare, è un’invenzione del Governatore funzionale soltanto a tacitare le furibonde proteste di campanile, nel velleitario tentativo di frenare la verticale caduta di consensi determinatasi a seguito dell’impossibilità di tener fede alle altrettanto improbabili promesse fatte in campagna elettorale.
    Qual è la struttura di riferimento, il polo di eccellenza, l’ospedale per le patologie ad alta complessità, su cui i cittadini e prima di loro i medici di base, nei cinque comuni di questo fantomatico comprensorio, devono poter contare?

    Rossiello in C.C., con la sua consueta arroganza e incredibile faccia tosta l’ha detto chiaramente: …i cittadini che hanno la sventura di avere patologie serie, fin’ora, sono andati fuori regione, continueranno ad andarci anche in futuro…

    Per Ricci, il Servizio Saniatario si confonde ormai con l’assistenza sociale, come se il territorio avesse soltanto necessità di assistenza domiciliare e di lungodegenza, cosa che a malapena sarebbe credibile se la popolazione fosse costituita al 100% da pensionati e moribondi.

    Concludo, esprimendo la speranza che la prossima volta, a gente che non sa distinguere tra campagna elettorale e mandato amministrativo, dimostrando di non voler valutare con obiettività la realtà dei cittadini a cui ci si rivolge per farsi eleggere, sia data la facoltà di esprimersi, ma che i loro punti di vista non intacchino assolutamente il lavoro e l’operato quotidiano di chi ha a cuore gli interessi di tutti i cittadini senza distinzione di appartenenza.
    …da Pasquino.

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