TOUR DE FORCE DEL CONSIGLIO PER SALVARE L’OSPEDALE

Sospesa alle 0.45, la seduta riprende stasera alle 21

d96fb6d43294b2e7d33a612c8cc73fab.jpgTour de force fino a notte inoltrata ieri per il Consiglio Comunale, in seduta straordinaria sul tema sanità.
“Pietra dello scandalo” il “Piano Regionale di Salute 2008-2010” definito dall’assessore Tedesco e prossimo al varo nell’assise consiliare pugliese. Prevedendo la chiusura delle strutture ospedaliere con meno di 70 posti letto e la riconversione in strutture territoriali, tale Piano destinerebbe infatti il nosocomio bitontino ad incerte sorti, sopprimendo anche quei minimi servizi ospedalieri rimasti superstiti dopo le pesanti serrate del precedente Piano Fitto.  
Ad inaugurare il dibattito nell’emiciclo bitontino un’accurata relazione dell’assessore al ramo, l’avvocato Damiano Somma, che sottolineando l’urgenza e la gravità della questione in oggetto si è fatto portavoce di un documento redatto nei giorni scorsi dai medici di base ed ospedalieri bitontini. Tale documento, proposto al Consiglio perché potesse farlo proprio e presentarlo così alle competenti autorità regionali, si pone come opera di sintesi di tutte le realtà sanitarie presenti sul territorio, esprimendo forte preoccupazione per le linee di indirizzo indicate dal piano sanitario ed evidenziando, con una lunga e doviziosa disamina sui servizi attualmente presenti nell’ospedale bitontino, l’importanza che esso avrebbe non solo in città, ma addirittura su di un bacino di utenza di ben 90 000 unità, comprensive anche del centro di Palo del Colle, che dal Distretto socio-sanitario bitontino  è servito.
Precise e chiare, sulla base di queste rivendicazioni, le richieste avanzate: un consolidamento delle realtà già presenti tramite una ridefinizione dell’organico e delle figure professionali da esso contemplate, il potenziamento del Pronto Soccorso e l’implementazione dei servizi di collegamento con l’Ospedale S. Paolo, considerato unico punto di riferimento possibile per la struttura sanitaria bitontina.
Pienamente in linea con le istanze dei medici l’assessore Somma, che ha proposto al consiglio di invitare l’assessore Tedesco nell’assise cittadina per ulteriori chiarimenti. Su una posizione critica invece il consigliere di maggioranza Muschitiello, medico bitontino di lungo corso, che richiamando i cenni storici salienti del nosocomio cittadino ha espresso viva disapprovazione per la condotta di Vendola ed ha auspicato l’inserimento di Bitonto nel comprensorio Molfetta-Ruvo-Terlizzi-Giovinazzo per la realizzazione di un nuovo ospedale di riferimento.
Su posizioni analoghe diversi consiglieri di maggioranza, tra cui la voce forte e bellicosa di Michele Labianca, e di opposizione, fra cui il consigliere Scauro, che ha ribadito a chiare lettere la necessità di lottare per il mantenimento ed il consolidamento dei servizi tuttora in funzione nel nosocomio bitontino.
Voce fuori dal coro Francesco Ricci (PD), che insistendo sulla bontà del Piano di Salute nel suo complesso ha cercato di persuadere il consiglio dell’opportunità di reindirizzare i fondi ospedalieri sulle emergenti strutture di sostegno socio-assistenziale operanti sul territorio, dall’ADI all’UDT a tutte le altre attività di competenza del Distretto Socio-sanitario cui, ad esempio, andrebbero dedicate strutture e mezzi più idonei all’opera di grande rilievo socio-assistenziale che svolge.
I numerosissimi ed appassionati interventi di gran parte dei consiglieri e di alcuni assessori, però, non sono riusciti in sostanza a trovare la quadratura del cerchio “sanità”. Parte dell’opposizione, infatti, ha rifiutato la sottoscrizione diretta ed immediata del documento realizzato dai medici bitontini, chiedendo ulteriore tempo per poter realizzare una proficua sintesi degli svariati punti di riflessione sollevati dall’assemblea consiliare.
Dalla proposta di lottare per il mantenimento ed il consolidamento degli attuali servizi ospedalieri (Scauro ed i medici firmatari del documento), a quella di lottare per un ridirezionamento dell’asse ospedaliero di riferimento verso l’area di sviluppo provinciale nordbarese Terlizzi-Ruvo, lasciando a Bitonto un posto in prima fila (Muschitiello) a quella di assecondare sostanzialmente il ridimensionamento indicato dal Piano regionale per poi pretendere una forte implementazione dei servizi territoriali di assistenza domiciliare (Ricci), lo spettro di strade percorribili è apparso davvero composito, se non confuso.
Per questo, su richiesta della conferenza dei capigruppo, la seduta del Consiglio è stata sospesa fino alle 21 di questa sera. Già alle 19, comunque, i capigruppo si riuniranno per lavorare unitamente alla redazione di un nuovo documento rappresentativo di istanze unanimemente condivise.
In serata una proposta “salva-ospedale” dovrebbe essere pronta. Resta da capire, a pochi giorni dal varo definitivo del Piano di Tedesco, quale valenza effettiva potrà sortire agli occhi della Regione.

Sabino Paparella – foto Maurizio Loragno

TOUR DE FORCE DEL CONSIGLIO PER SALVARE L’OSPEDALEultima modifica: 2008-07-08T09:30:00+02:00da bfreezones
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6 pensieri su “TOUR DE FORCE DEL CONSIGLIO PER SALVARE L’OSPEDALE

  1. No scusate, non ho capito una cosa. Anzi due.
    Alla Regione Puglia c’era Raffaele Fitto (centro destra) e la Giunta Comunale di Bitonto (centro sinistra) premeva e scriveva lettere, faceva consigli comunali monotematici per non far chiudere il nostro ospedale.
    Oggi alla Regione Puglia c’è Nichi Vendola (centro sinistra) e al Comune di Bitonto c’è una Giunta di centro destra mentre all’opposizione sta il centro sinistra di cui credo faccia parte anche Francesco Paolo Ricci del PD (in Giunta e quindi Maggioranza con Pice) che da quello che ha scritto Sabino Paparella “insiste sulla bontà del Piano di Salute nel suo complesso” che prevede la “chiusura” del nostro ospedale….
    Ma abbiamo preso tutti una insolazione? Ma vogliamo essere seri una volta tanto nella vita e non comportarci da ignavi e/o salamelecchi?

  2. …e nel frattempo per lunedì 14 luglio ore 10 a Bari nella sala della Giunta della Provincia in via Spalato 19 audizioni della terza commissione consiliare permanente sul Piano Regionale dell Salute: Presidente della Provincia di Bari, Preside della Facoltà di Medicina, Direttore Generale ASL Bari, Sindaci di Bari, BITONTO, Corato, Molfetta, Ruvo, Terlizzi, Altamura, Grumo, Gravina, Santeramo, Triggiano, etc…

  3. Che la Sanità sia un “ramo secco” (e nell’accezzione comune significa “ramo che produce solo costi”) è pacificamente vero dal momento che nessuna azienda pubblica produce o può produrre profitti. Come tale, un’azienda pubblica sanitaria, anche qui per definizione, dovrebbe produrre servizi utili, efficaci, efficienti e al minor costo possibile.
    Questo significa che nel valutare le scelte o decisioni che altri stanno per prendere in seno al Consiglio Regionale e che riguardano il servizio sanitario di cui ciascuno di noi è fruitore, da ciò si dovrebbe partire, ponendosi poche semplici interrogativi: la struttura ospedaliera cittadina, per quello che è rimasto, assolve al suo compito verso il suo bacino d’utenza? si o no? e con quale dispendio economico?

    L’utilità, l’efficacia e l’efficienza la si dimostra con i numeri che in questo caso significano statistiche, analisi dei centri di costo, del gardimento degli utenti, magari da confrontare con altre strutture.
    Ad esempio:
    – come si fa a sapere se un intervento chirurgico di bassa complessità costa di meno a Bitonto piuttosto che altrove?
    – chi ci dice quali attrezzature di cui dispone il nostro nosocomio sono utilizzate al meglio o sono sotto utilizzate e perchè?
    – a quanto ammontano gli investimenti necessari per apparecchiature diagnostiche affinchè le prestazioni di alcuni servizi specialistici possano assolvere al meglio al loro compito? evitando che la gente congestioni altre strutture o sia costretta a rivolgersi altrove o peggio, ai privati?

    PRIVATI! loro si, sono legittimati a produrre utili, anche attraverso la gestione di servizi pubblici. Poi sulla qualità dei servizi resi da questi, nessuno ne parla fino a quando la magistratura non è costretta ad occuparsene.

    Francamente, da un Consiglio Comunale monotematico su un problema così delicato e unanimemente sentito (da tutti i cittadini ma non da tutti i membri del C.C.; vedi persino qualche illustre assente), che per definizione doveva rappresentare una sorta di “tregua istituzionale” durante la quale si dovevano mettere da parte le contrapposizioni e ciascuno doveva cercare di dare al meglio il proprio contributo, mi sarei aspettato di più.
    Si, ci sono quelli che sanno mettere da parte la partigianeria e profondono quotidianamente le loro energie per gli interessi di tutti, … e ieri sera qualcuno (addetto al settore) lo ha dimostrato. Ma c’è qualcun altro, parlo dei consiglieri più scafati, di qualcuno che per dono dinastico è presente in C.C. da più lungo tempo, che conosce bene le vicende politiche legate alla sanità locale, che avrebbe potuto dare ben altro contributo, anzichè prendersela ancora con qualche ex amministratore regionale che perlomeno ha avuto il coraggio di affrontare il vecchio C.C., le associazioni e i cittadini, proprio in quell’aula.
    Non si vuol capire che se la coperta è corta, lo è per tutti!! .. e non dipende nè da chi la misura, nè da chi tocca decidere se lascir scoperti i piedi o la testa.

    CONCLUSIONE. Il punto, secondo me, è un altro: ma siamo sicuri che la Regine declassi il nostro ospedale per mancanza di risorse o per fantomatici riordini che non fanno altro che moltiplicare costi e disordine?
    Non sarà forse che ingenti risorse del “ramo secco” sono state elargite altrove, ma sempre a Bitonto, e che per ciò che vale a Nord della ferrovia Bari-Nord, non vale a Sud?

    Dimenticavo! …quando le risorse sono poche si comincia con il taglio degli sprechi.
    Almeno così ci ha insegnato la mamma.

    Mi limito ad un solo esempio ma se ne potrebbero fare diversi altri: la spesa farmaceutica, le convenzioni, ecc..

    Se l’edificio ospedaliero non ospita più tanti reparti e molti ambienti sono liberi, come mai ci sono uffici e ambulatori variamente sparsi nella città in locali in affitto e spesso nemmeno adeguati? perchè qualcuno non ci viene a dire cosa costano ai contribuenti, all’anno, quegli affitti? ..o viceversa, qualcuno ci spieghi per quale motivo certi uffici non possono essere allocati da qualche parte nell’ospedale.
    Meditate gente, meditate.
    …… con simpatia: Pasquino

  4. Una domanda al Consigliere Ricci:
    E’ ancora convinto della bontà del Piano Regionale sulla Salute visto che, sicuramente, lo stesso costringerà la Giunta Regionale ad aumentare la pressione fiscale (ad alzare le tasse, per intenderci!) ai cittadini pugliesi?
    Ma Vendola non è quello che ha promesso ai bitontini di riaprire l’ospedale e fare, così, un’inversione di tendenza rispetto allo “scempio” operato da Fitto?
    Non promise di abbassare le tasse, con riferimento proprio all’ambito sanitario?
    E tutti quelli che l’hanno votato per queste ragioni, dove sono? Venite fuori?
    Consigliere Ricci, aspetto una sua replica perchè non capisco ancora che cosa ci trovi Lei di positivo in tutto questo! O forse per Lei pagare più tasse non è un problema?
    E non mi risponda che Lei si riferiva a come è strutturato il Piano e verso chi era rivolto. Per le sue valutazioni “da buono del Paese e attento ai più bisognosi (???!!!!)” io non voglio pagare più tasse. Già ne pago a bizzeffe!

  5. Ricci aspetto una tua risposta!

    Una domanda al Consigliere Ricci:
    E’ ancora convinto della bontà del Piano Regionale sulla Salute visto che, sicuramente, lo stesso costringerà la Giunta Regionale ad aumentare la pressione fiscale (ad alzare le tasse, per intenderci!) ai cittadini pugliesi?
    Ma Vendola non è quello che ha promesso ai bitontini di riaprire l’ospedale e fare, così, un’inversione di tendenza rispetto allo “scempio” operato da Fitto?
    Non promise di abbassare le tasse, con riferimento proprio all’ambito sanitario?
    E tutti quelli che l’hanno votato per queste ragioni, dove sono? Venite fuori?
    Consigliere Ricci, aspetto una sua replica perchè non capisco ancora che cosa ci trovi Lei di positivo in tutto questo! O forse per Lei pagare più tasse non è un problema?
    E non mi risponda che Lei si riferiva a come è strutturato il Piano e verso chi era rivolto. Per le sue valutazioni “da buono del Paese e attento ai più bisognosi (???!!!!)” io non voglio pagare più tasse. Già ne pago a bizzeffe!

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