QUANDO LE STRISCE GIALLE NON CONTANO

71e2798da924d51be5debfc4c5eff709.jpg2 volte su 4 i parcheggi in piazza Marconi, riservati ai disabili, sono occupati da normodotati. Grave la situazione anche su via Traetta e su viale Giovanni XXIII

Il 50% delle volte. La statistica non è la summa di sofisticati studi universitari ma la sintesi di una osservazione empirica: in una settimana (dal 9 al 15 giugno, ndr), negli orari di punta delle 12 e delle 19, i 2 posti auto riservati ai disabili in Piazza Marconi (in foto) sono stati occupati da normodotati 14 volte su 28. In altri termini, quotidianamente, 2 volte su 4 un disabile viene privato del suo diritto a parcheggiare.
E la situazione è ben peggiore in altre zone – afferma la mamma di R., 22 anni, costretta su una sedia a rotelle dalla nascita – su viale Giovanni XXIII, all’altezza del Bar Jolly, le sere del fine settimana, i due posti per disabili è come se non esistessero: il 90% delle volte sono occupati da motorini di ragazzi che sostano lì. Farli spostare è impossibile: se chiedi dei proprietari degli scooter nessuno sa dirti chi siano.
Non va meglio su via Traetta: “quando mia figlia frequentava la scuola Caiati – aggiunge – era praticamente impossibile parcheggiare nell’area riservata. E c’erano persino genitori che invocavano tolleranza.
Storie da terzo millennio, come al solito prive di educazione e rispetto.
Nella città del parcheggio interrato mai fatto, delle code interminabili ai semafori, del traffico da metropoli alla prima avvisaglia di pioggia e delle polemiche da strisce blu, la mobilità in auto diventa più croce che delizia e la conseguente questione parcheggio non può che dirsi delicata. “O insostenibile – commenta F., affetto da poliomielite  – la gente non si rende conto di cosa significhi. Muoversi in carrozzella in questa città è una odissea, diventa difficile tutto, persino andare ad acquistare un abito o andare alla posta. O peggio all’anagrafe, il posto che c’è lì, in piazza Marconi, è del tutto ignorato.”
La risposta di alcuni automobilisti irrispettosi, talvolta nemmeno multati, come beffa in aggiunta al danno, è da lasciare a bocca aperta. “Ti dicono che si erano fermati solo il tempo di un caffè o per prelevare al bancomat; i classici cinque minuti insomma, – amaramente sorride F. e domanda – Ma sanno che i loro 200 metri in più di passeggiata per noi equivalgono a due chilometri di fatica?
Disastrosa: il giudizio di parenti e disabili sulla situazione attuale è unanime. A mancare c’è la consapevolezza di lesione di un diritto altrui, spesso figlia di una noncuranza diffusa verso i problemi che non si vivono sulla propria pelle.
Non si può aspettare di perdere l’uso delle gambe per capire quanto è difficile – commenta L., 55 anni, semiparalizzata dal 2000 – I bitontini sono tutti presi dalla faccenda delle strisce blu, da abolire o no, per quella sentenza del Tar di Roma. Dicono tutti che i parcheggi a pagamento violano i loro diritti, che sono un furto delle amministrazioni comunali ai danni delle loro tasche. Poi sono i primi a sostare nelle zone riservate.. Non si è intolleranti solo quando ci chiamano handicappati o ci guardano come incapaci. Quando sostano dove non dovrebbero ci negano sostanzialmente la possibilità di una integrazione reale. È questa la vera violazione, la vera discriminazione.
E mentre ci osserva fotografare la segnaletica orizzontale in piazza Marconi aggiunge:“Le strisce gialle sono ben visibili; ma per la gente sono sempre state trasparenti.” Difficile darle torto.

Marica Buquicchio
QUANDO LE STRISCE GIALLE NON CONTANOultima modifica: 2008-06-17T08:40:00+02:00da bfreezones
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3 pensieri su “QUANDO LE STRISCE GIALLE NON CONTANO

  1. Credo che le forze dell’ordine abbiano la mano leggera su questa questione come sugli scivoli. Non voglio esagerare ma almeno un paio di volte ho visto sfumature di permissivismo.
    Che le cose cambino.
    Volete il posteggio? Prendetevi anche la disabilità!
    Che il senso civico si espanda…mostriamoci maturi!

  2. eppure proprio in piazza marconi c’è quasi sempre un vigile urbano. ma che fà? almeno i posti dei disabili dovrebbero essere lasciati liberi per i portatori di handicap, e quindi sanzionare tutte le autovetture che non siano autorizzate.
    e visto che siamo in un paese di furbi diciamo pure che molti lo fanno perchè non vogliono pagare il ticket nelle strisce blu(per 30 centesimi) e sanno che gli ausiliari quando passano più che una segnalazione al comando dei vigli urbani, non possono far niente.
    sono convinto che qualche multa in più in quei casi, sarebbe un’ottimo debellente per risolvere il problema!!

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