ANCORA UNO SCHIAFFO DALLA UNIONE EUROPEA AGLI OLIVICOLTORI

03a2fb77485feb065d4668e6841fd728.jpgAncora una stangata dalla Unione Europea all’olio extravergine di qualità. Quell’olio, per intenderci, che viene prodotto nelle campagne bitontine. La Comunità europea, infatti, ha inteso aprire una procedura di infrazione contro l’Italia per la decisione assunta dal governo Prodi con un decreto dell’8 Ottobre 2007 ed entrato in vigore lo scorso 16 Gennaio, sull’obbligo di indicare nell’etichetta il luogo di provenienza delle olive. Un deciso passo avanti, quello voluto dall’ex premier, nella identificazione della vera qualità delle olive usate. Così alle DOP e alle IGT, l’aggiunta della ulteriore postilla offriva una garanzia quasi assoluta al consumatore, tutelato nell’acquisto – per esempio – dell’olio bitontino e prodotto esclusivamente con olive raccolte nell’agro cittadino. Era stata una grande vittoria, questa, per i produttori nostrani, sempre più stretti nella morsa della grande distribuzione, sui cui scaffali si vendono bottiglie che anzichè “olio extravergine di oliva” dovrebbero indicare “cocktail di olio di oliva“.

Tuttavia, tenendo fede al luogo comune secondo cui l’U.E. è soltanto economica e non politica e che gli indirizzi comunitari vengono suggeriti dalle grandi multinazionali, l’Unione ha ritenuto che questa postilla obbligatoria voluta dai produttori italiani contravvenisse alle regole europee. L’onorevole Enzo Lavarra, europarlamentare PD, di fronte a questa decisione ha scritto al Commissario europeo per l’agricoltura, Signora Mariann Fischer Boel, chiedendo spiegazioni sulla posizione assunta da Bruxelles. La risposta, di questi giorni, è sconcertante. Nella replica della Commissione Europea si legge che l’indicazione del luogo di provenienza delle olive sulla etichetta delle bottiglie non si può inserire perchè “aumenta troppo i costi di imbottigliamento dell’olio di oliva“. Tradotto: la grande distribuzione non potrebbe più vendere olio extravergine in bottiglie che contengono tutt’altro e farle pagare anche meno di 3 €uro al litro. In pratica l’Europa, proprio nel momento in cui si fanno più intensivi gli sforzi di marketing, afferma che vendere olio di qualità, certificato, è antieconomico. Nè, allo stato delle cose, il governo nazionale sembra dare garanzie agli agricoltori. Il neo ministro all’agricoltura, il veneto e leghista Luca Zaia, ha già affermato che la sua priorità sono i produttori di latte e che la trattativa da concludere prima possibile è quella sulle quote-latte.

Il problema degli olivicoltori può aspettare.

Nel periodo in cui gli ulivi rifioriscono e i nostri agricoltori sono già in grado di prevedere l’andamento della prossima raccolta ricevono ancora una volta uno schiaffo dalla Comunità Europea. Adesso spetta ai politici, che hanno a cuore i problemi dell’agricoltura meridionale, farsene carico e sostenere le ragioni dei nostri produttori nelle sedi opportune, dimostrando come l’indicazione della zona di origine delle olive rappresenti quell’elemento che può, davvero, consentire a molti produttori locali di progettare strategie in grado di aprire mercati di nicchia e riuscire a spuntare sul mercato un prezzo dell’olio più consono al procedimento qualitativo con cui viene prodotto.

Recentemente siamo stati per un viaggio di lavoro a Londra. Durante una visita ai famosi magazzini Harrods abbiamo scoperto una cosa incredibile: una bottiglia di olio extravergine toscano era venduta a 25,95 Pounds, praticamente un litro d’olio extravergine venduto ad oltre 40 (quaranta!!!) €uro. Se hanno potuto farlo i toscani allora possiamo farlo anche noi. Ma abbiamo bisogno degli strumenti e non tutti sono nelle mani dei produttori e delle loro organizzazioni.

Francesco Paolo Cambione 

ANCORA UNO SCHIAFFO DALLA UNIONE EUROPEA AGLI OLIVICOLTORIultima modifica: 2008-06-04T14:00:00+02:00da bfreezones
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28 pensieri su “ANCORA UNO SCHIAFFO DALLA UNIONE EUROPEA AGLI OLIVICOLTORI

  1. Aldilà del parere, discutibilissimo, della UE, salta all’occhio la triste verità derivante dalla puntualizzazione presente nell’articolo di Francesco sulle priorità del nostro attuale governo nazionale.
    per ulteriori informazioni vedi Gianfranco Viesti – GdM
    http://www.pit9.it/portale/images/stories/federalismo_gazm_180408q.pdf
    http://www.edupress.it/page.php?pageid=CANPG00U

    … noi del sud abbiamo votato anche per darci una mazzata sui… piedi

  2. Poi qualcuno mi spiegherà quale olio extravergine tireremo fuori dalle nostre olive quando andranno a regime il termovalorizzatore e la centrale turbogas di Modugno e la centralina a biomasse di Molfetta rispettivamente a 6km a sud e a 8 km a nord dal centro abitato di Bitonto, sapendo che la pianta dell’ulivo ha un alta capacità di assorbimento dell’inquinamento dell’aria. Promuoveremo olio extra inquinato (e allora si che ce la riconosceranno l’etichetta).

  3. caro olivicoltore,
    invece di chiedere a damascelli di far senitire la ns voce, perchè non formiamo un grande consorzio per difendere le ns. olive e il ns. olio come in toscana ? (invece di chiedere aiuto a burocrati e di pensare solo a produrre personalmente l’olio).
    e poi perchè i ns. frantoi vendono l’olio ad altre regioni che sono brave a venderlo come olio di loro produzione eh………

  4. Qualcuno ha tentato, vedi consorzio UNUM, ma i Trappetari, vero piombo al piede economico in campo agricolo, hanno detto NO!

    Andate a leggere chi ha aderito:

    Cooperativa Cima di Bitonto
    Cooperativa Produttori Olivicoli Bitonto
    Rapio Francesco (l’unico è il caso di dirlo dei Privati)
    Finoliva Global Srervice
    e praticamente la C.I.A. bitonto e la Coldiretti bitonto. BASTA!

    Gli interessi sono tali e tanti che qualsiasi altro commento che non porti all’ingiuria è inopportuno.
    xxxxx

    commento parzialmente cancellato ai sensi dell’articolo 5 del regolamento

  5. ??? Perchè ritenere censurabile una dichiarazione ialina come la mia?
    Non c’era nulla di penalmente rilevabile!
    eppure….
    Avete interessi con il citato sig. damascelli?
    Avete omesso una verità!!
    xxxxxxx
    Chi dice altro, deve provare il contrario iniziando da qualcuno della redazione di Bitontotv… omissione o che?
    Eppure avevate dato notizia della creazione http://bitonto.myblog.it/tag/consorzio+unum … può darsi mi sia sbagliato sul Vostro conto, ritenendovi liberi di dire.

    commento parzialmente cancellato ai sensi dell’articolo 5 bis del regolamento

  6. gino continui sempre ad essere contro i termovalorizzatori….ma quale inquinamento?!è stato stabilito da indagini scientifiche ed accuarte che i termovalorizzatori non immettono nell’ aria alcuna sostanza tossica, i termovalorizzatori sono urgenti per la situazione in cui il nostro paese italia verte…a bitonto tra qualche anno se non si interviene ci troveremo immersi nella monnezza .
    chiedo scusa alla redazione se ho aperto un argomento che con l’articolo non c’entra, l’ho fatto leggendo il post di maxibull, a cui gino ancona ha risposto.
    Con questa mentalità super arretrata , non si crescerà mai!!!

  7. Gentile utente Ottavio
    non abbiamo nessun interesse a difendere Damascelli e la invito a ripensare sulla sua illazione: la sfido a trovare anche un solo comunicato stampa, di qualsiasi fazione, che non sia stato pubblicato volontariamente o un qualche evento o merito offuscato di protagonisti – politici e non – della città.
    Nel suo precedentemente commento ha deliberatamente accusato alcune persone – come nell’ultimo che ho appena censurato – di “affossare qualsiasi atto che crei e porti a compimento un Consorzio di tutela”. Questa è una affermazione da denuncia per diffamazione e, mi permetta, la responsabile legale del blog, passibile di denuncia insieme a lei, sono io.
    La libertà non è libertinaggio. Ed è la centesima volta che lo ripetiamo.
    Se è certo di quello che dice prima di tutto si firmi e poi produca le prove.
    Quando ho cominciato a scrivere mi hanno insegnato a “far parlare i fatti”. Confido nel suo buon senso perchè anche lei cominci a farlo.

    Marica Buquicchio

  8. Le prove sono nel numero dei partecipanti al Consorzio.
    Intervistate chi l’ha costituito e fatevi spiegare i dinieghi, i sorrisini di sufficienza da parte dei Trappetari.
    Se il vostro compito è di rilanciare notizie e comunicati, va bene.
    Se volete andare oltre questo semplice fare bachechistico fatti vostri ci sono altri luoghi, anche non virtuali in cui parlare LIBERAMENTE.

  9. Mi pare – e in caso contrario anche su questo gradirei prove che sconfessino la mia tesi – che accanto ai comunicati stampa ci siano notizie, anche polemiche, costruite da tutti i componenti dello staff che si preoccupano sempre però di garantire il contradditorio (come successo per esempio per la rotatoria sulla bitonto-s spirito, per le pericolose sterpaglie sulla 98, per la storia della raccolta differenziata).
    I sorrisini o i dinieghi di cui lei parla non sono prove di cospirazioni e noi non processiamo le intenzioni. Mai.
    Le anticipo che in questo momento mi sto personalmente occupando del GAL e delle politiche agricole, se sul consorzio ha qualcosa da dire mi scriva una mail e possiamo incontrarci per parlarne.
    Non abbiamo mai negato lo spazio di denuncia sana e costruttiva. A nessuno.

    Marica Buquicchio

  10. io penso che il numero dei partecianti non è una prova; ottavio sei in errore
    in qualunque forma societaria non è il numero dei soci che ne determina il successo, ma ben altro
    sono le menti che pensano alla grande che mancano, e le prime fra queste sono quelle dei nostri politici paesani e locali, poi quelle nazionali.
    se si “muovono” 10 frantoiani di bitonto, a livello nazionale combinano poco, a livello europeo quasi niente, a livello mondiale zero.
    se si “muovessero” invece le politiche, con uomini capaci di raccordare tutti i soggetti produttivi puntando sulla promozione del “territorio” e del suo “prodotto”, le cose cambierebbero come dal giorno alla notte.

  11. Perchè accusare i ragazzi di parteggiare per qualcuno se loro stessi hanno lanciato il sasso nello stagno con questo articolo? oltretutto non mi sembra la semplice trascrizione di un comunicato in quanto non mi è parso che questa notizia abbia girato così tanto sui media.

    Dall’acredine di Ottavio devo immagine che è uno del settore, magari in concorrenza con damascelli.
    Oltretutto se fossi un frantoiano perchè dovrei aderire al consorzio che le uniche cose che fa in un anno è un convegno in cui si è premiata una nazione che è uno degli stati “canaglia” nella esportazione di olive di bassa qualità che vengono mescolate alle nostre per fare un olio venduto come cima di bitontoe poi un fantomatico studio sul mercato che a parte essere letto sul palco del traetta non è stato utilizzato da nessun per farne uno strumento di business (se uno studio non serve per gli imprenditori per quale motivo lo si commissiona?)

    Alla fine, come spesso succede nei commenti di questo blog, anzichè partire da una denuncia per fare fronte comune si è preferito scendere nella lotta di cortile, nelle beghe di balcone delle massaie di peggior livello e quindi distrarre l’attenzione dal problema principale che è la mancanza di una strategia in grado di far affermare sul mercato di qualità il nostro olio.

    O devo pensare, Ottavio che hai alzato questo polverone, perchè sei al soldo di qualche società che fornisce la grande distribuzione e ti interessa che il nostro olio continui a costare poco per fare il proprio business privato??? O sei addirittura proprio al soldo di qualche società della grande distribuzione che come sempre punta essa a fare il prezzo piuttosto che il produttore?

    Facci sapere Ottavio. Siamo curiosi

  12. Due anni fà un mio amico di Conegliano Veneto trovandosi di passaggio da Bitonto voleva comprare dell’olio.
    Dissi di sì, ma, dopo averglielo caricato in macchina, gli dissi che glielo regalavo.
    Voleva assolutamente pagarlo ,tentando di mettermi in mano 300 euro.
    Dopo tante insistenze, accettò il regalo dicendomi che in loco lo avrebbe pagato 400 euro.
    Pensate a 12 euro al litro!
    Immaginate se lo vendessimo a tanto quanto guadagneremmo!!!
    Mettiamoci insieme e vinciamo le diffidenze reciproche.
    Il vocio da cortile, infatti, non serve.

  13. Paolo, mi sa che le tue “indagini scientifiche” son le stesse che assicurano della qualità dell’aria e della vita a Taranto.

    l’ignoranza è una brutta bestia…

    mio caro, mi pare che la Scienza sia concorde sullo stato di collasso del Pianeta dovuto ad uno sviluppo “economico” basato sulla devastazione e rapina oltre al modermismo imbecille vostro

    l’ignoranza l’è na brutta bestia!

    in compenso ho notato con piacere lo spazio “dePILiamoci” son sempre contento quando si prova a ragionare

  14. Si sono assunto in pianta stabile dagli spagnoli che come saprete, hanno tra le mani i maggiori marchi storici italiani e ne acquisiranno un’altro di proprietà Unilever a breve.
    Mi hanno incaricato di mettere zizzania in quel di Bitonto… ma a dire il vero, sono a disagio, è come se stessi rubando loro dei soldi…di zizzania a Bitonto c’è nè in abbondanza.
    Questo strano popolo del sud italia, ne sembra naturalmente fornito!
    …a Roocooo ma che dici!
    L’unico soldo che ricevo è lo stipendio – basso- c, da altra Azienda non legata al settore di cui parliamo.
    La mia rabbia e la partecipazione a questa notizia rilanciata dagli ottimi (anche se un pò troppo apprensivi redattori di Bitontotv) è dovuta alla conoscenza degli argomenti, per legami parentali con un coltivatore oleario impegnato da sempre alla valorizzazione del prodotto.
    I fatti e sottolineo questo, sono nell’elenco dei partecipanti al Consorzio:
    Cooperativa Cima di Bitonto
    Cooperativa Produttori Olivicoli Bitonto
    Rapio Francesco (l’unico è il caso di dirlo dei Privati)
    Finoliva Global Srervice
    Coldiretti bitonto e C.I.A. bitonto.
    Il Comune, con una maggioranza di centrosinistra, ha tentato invano di riunire sotto la sua egida le forze territoriali che agiscono su tal campo.
    L’invito è stato inviato a tutti nessuno escluso, è evidente che i particolari interessi dei trappetari porteranno al momento alla divisione più che alla collaborazione.
    La miopia che induce a questo comportamento non può portare che a disastri, e non bastano le “fortune accumulate” grazie agli interventi comunitari caduti a pioggia fino a pochi anni fa (finalmente è arrivato lo stop europeo).
    Siamo sul bilico anche a Bitonto e nella Provincia, di un disastro economico annunciatissimo, l’unica salvezza è la costituzione di Consorzi, anche locali perchè no.
    Nella nostra città si produce olio in tale quantità e specialmente in tale qualità, che facendo cartello si può modificare il mercato italiano!
    Ma ai trappetari questo non interessa perchè?
    Sono essi scevri dalle altalenanti quotazioni dell’olio?
    Hanno entrate diverse dagli altri soggetti?
    Hanno accumulato negli anni d’oro talmente tanto danaro da poter sopportare questa crisi?
    Vedremo se questi personaggi, che per me non onorano il nostro Paese, avranno così tanto filo da tessere.
    P.S.
    Continuo a ritener esagerata la posizione dei ragazzi di Bitonto tv,
    fare i nomi non significa necessariamente rischiare denunce.
    In merito all’adesione ad un consorzio uno potrà pure di no.
    La questione è perchè No e perchè solo quei partecipanti, i dubbi sono leciti.

  15. ottavio mio ottavio, avevo pensato vicino fossi ad un eminente, eminentissimo assessore uscente -finalmente e fortunatamente, dico io, per il bene della città e della civiltà- ma devo, ahimè, ricredermi, con dolore. e sì, perchè scrivi abbastanza bene, non certo come angelo poliziano, ma almeno tanto da farmi capire che con lui (con l’assessore finalmente e fortunatamente uscente -una delle notizie più belle del 28 aprile, senza dubbio-) puoi condividere poco, ben poco, in quanto a padronanza della lingua italiana. e l’amicizia nasce tra i simili, a parer mio. i diversi, i troppo diversi, lo saprai, cozzano…

  16. Volevo invitare tutti i lettori e scrittore di questo blog a riflettere su alcune cose:

    le discariche non le vogliamo
    i termovalorizzatori/inceneritori non li vogliamo

    mi dite come smaltiamo i rifiuti solidi urbani? ce li ingoiamo?

    andata un po’ a leggere il principio del termovalorizzatore:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Inceneritore

    poi invece di andare dietro e mummificarsi nelle ‘direttive’ di corrente politica, che si cominci un po’ a riattivare il cervello.

  17. Evviva!!!
    A Bruxelles è passata in commissione la posizione italiana sull’etichettatura!
    Una buona notizia, finalmente!
    Il futuro è questo!!!!!! Del resto era “incomprensibile” l’atteggiamento e la risposta della Commissaria, non molto tempo fa il Parlamento Europeo aveva votato nella direzione della trasparenza e dell’indicazione geografica e d’origine del prodotto (http://www.europarl.europa.eu/news/expert/infopress_page/032-23712-070-03-11-904-20080311IPR23701-10-03-2008-2008-false/default_it.htm ).
    Non dimentichiamo MAI, che le multinazionali finanziano “in maniera lecita s’intende” tutti i gruppi parlamentari, c’è qualcuno che ne rimane affascinato più di qualche altro, ma alla fine i singoli decidono e votano.
    In questo caso siamo ad una piccola vittoria.

    Che i Consorzi, locali o provinciali FUNZIONINO ORA!

  18. dal sito http://www.cia.it, nell’articolo che parla della decisione riportata da Ottavio

    “….La Cia auspica che la proposta degli esperti Ue venga definitivamente adottata dal Consiglio dei ministri europei nella prossima riunione….”

    Attenzione a cantare vittoria. Quello di cui parli, Ottavio, è solo il parere di una commissione tecnica, consultivo e non vincolante per gli organi politici che, non dimentichiamolo, hanno avviato una procedura di infrazione contro l’Italia per questo motivo.

  19. Gio, permettimi di insistere, ma questo è un post che parla dell’atteggiamento antitaliano della commissione europea non è in discussione la qualità dell’olio nostro e dei fattori che possono intaccarla. anche perchè nessuno parla di una eventuale infiltrazione di sostanze nocive nella falda dell’attuale discarica e di eventuali problemi ai terreni circostanti. In questo periodo fa più tendenza parlare di termovalorizzatore……
    comunque la questione dell’etichettatura la dobbiamo seguire con attenzione nell’interesse nostro e del nostro futuro

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