CORTEO STORICO: TRADIZIONE, LEGGENDA, FOLKLORE

84a4fb6a37691cc3888c1f8b67d52c59.jpgOggi il corteo sfilerà per il centro città con figuranti in abiti d’epoca.
Professoressa Tota: “Se la storia è magistra vitae, non può essere solo memoria”.

Quando si parla dell’amore per il passato bisogna fare attenzione; si tratta dell’amore per la vita: la vita è sempre molto più al passato che al presente”. Le parole della poetessa Margherite Yourcenar esprimono appieno il senso della tradizione che contraddistingue i bitontini.
Bitonto veste i colori della battaglia il 18 e il 25 maggio e coinvolge l’intera cittadinanza  per celebrare il ricordo della liberazione dalla dominazione austriaca.
“Bitonto e il meridione erano sotto il dominio austriaco quando il re di Spagna, Filippo V, marito della duchessa italiana Isabella Arnese, spinse il figlio Don Carlos, già duca di Parma e Piacenza, a muovere
91e8ea068f6dcc6580160f7f1ffefbb3.jpgalla conquista del Mezzogiorno. Il 10 maggio del 1734 il Conte Montemar entrò in Napoli senza trovare resistenza, proseguendo facilmente la marcia verso Sud. Inevitabile lo scontro fra austriaci e spagnoli nelle campagne di Bitonto, che videro la vittoria degli spagnoli. Leggenda vuole che all’alba del 26 maggio, quando il generale Montemar si apprestava ad entrare a Bitonto, fosse apparsa Maria Santissima Immacolata a cacciare le truppe spagnole. Nonostante ci siano altre ragioni storiche, sicuramente più attendibili dell’evento soprannaturale di cui non si hanno prove, la città di Bitonto, da sempre credente e religiosa, festeggia questo miracolo.” È questa la storia della città, la leggenda che più di altre segna l’identità di questa terra.
Non dimentichiamo che questa fu una battaglia decisiva non solo per Bitonto, ma per tutto il
Meridione – afferma la presidentessa dell’Associazione “Accademia della Battaglia”, la professoressa Concetta Totaquesta battaglia segnò la rinascita per il Sud, perché nonostante il casato spagnolo, il regno 32aaf8abee6c0f5b4b2c1e1584eb013b.jpgche governò dopo l’Austria era pur sempre autonomo, inoltre, fu proprio con Carlo III di Borbone che arrivò l’illuminismo nel Meridione”.
A festeggiare l’evento miracoloso da vent’anni, in occasione del 26 maggio, si svolge il corteo storico, una sfilata di abiti dell’epoca, di modi di vivere, di ceti sociali: “Il corteo rappresenta la Società di Bitonto –  continua ancora la professoressa Tota, responsabile ormai da qualche anno dell’organizzazione del corteo – l’obiettivo è quello di presentare la situazione culturale, la stratificazione dei ceti, in breve la vita vissuta quotidianamente dall’intera popolazione: si tratta di riscoprire le radici, ricordare i nostri avi a cui dobbiamo ciò che siamo, recuperare la memoria storica per affidarla alle nuove generazioni. Se la storia è magistra vitae, non può essere solo memoria”.
2c84275ed342087503a4bbdea00e4703.jpg La docente si mostra soddisfatta del lavoro svolto dai ragazzi: “Sono entusiasti – dice – anche se è molto impegnativo, noi li addestriamo nel vero senso della parola, vogliamo che siano professionali”.
I figuranti percorrono tutta la città partendo da Palazzo Rogadeo, in via Mercanti, passando per Porta Robustina, da Piazza Sylos Sersale, fino a Corso Vittorio Emanuele, mentre nella cerimonia di domenica 18 maggio dopo il percorso nelle principali vie bitontine, in Piazza XXVI maggio c’è un’animazione dei fucilieri di Potenza e la consegna della chiave della città presso Porta Baresana.
Un salto nel passato, dunque, una rivisitazione storica in cui i bitontini sono allietati da musiche del ‘700 e possono ammirare costumi preziosi, risultato di un lungo e  paziente lavoro; la ricercatezza dei materiali, l’attenzione ai particolari e la ricostruzione delle pettinature costituiscono un punto di riferimento di arte e cultura che racchiude tutto l’orgoglio bitontino. Suoni, immagini e suggestioni che attirano anche i paesi vicini: “Il nostro obiettivo è anche favorire il turismo, valorizziamo la città per esporla al meglio a chi viene a trovarci da fuori – ed aggiunge con fermezza – noi non facciamo solo il corteo,  noi facciamo cultura, formazione, educazione. Questo è un fatto cittadino, non scolastico”.
L’arte che si unisce alla rievocazione storica, il folklore che ripercorre la tradizione, la cultura che rivive grazie alla memoria. È la cultura il valore più alto per l’uomo, come afferma la Tota:“La cultura deve guidarci nel presente ed educarci per un futuro in cui la dignità della persona sia al centro, la collaborazione e la solidarietà, lo strumento, un mondo di pace l’obiettivo

Lara Carbonara
CORTEO STORICO: TRADIZIONE, LEGGENDA, FOLKLOREultima modifica: 2008-05-18T07:45:00+02:00da bfreezones
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10 pensieri su “CORTEO STORICO: TRADIZIONE, LEGGENDA, FOLKLORE

  1. volevo solo dire a chi dirige l'”accademia della battaglia” che le planimetrie del territorio vanno rappresentate e, quindi, orientate sempre sull’asse nord-sud, e non al contrario (su-nord).
    Se su qualche pubblicazione l’orientazione dell’area urbana bitontina è sbagliata, è indice di “ignoranza” perseverare nell’errore scopiazzato.
    f. pallino

  2. In aggiunta a quanto sopra, dopo aver visto la sfilata del corteo, suggerisco agli organizzatori che varrebbe la pena fare una oculata ricerca sull’araldica bitontina, perché, sui labari nobiliari, devono essere correttamente rappresentale le armi, il titolo nobiliare, i colori, ecc.
    Inoltre, ho trovato anacronistico il plotone della guardia borbonica, con abbigliamento risalente sicuramente alla prima metà del 1800.
    Non me ne vogliate per il senso polemico. Se si fa cultura è giusto che sia “Cultura” e non acciabattamento scolastico, come si fa di solito.
    saluti da pallino

  3. Caro Pallino, la Guardia Borbonica è una formazione ospite dell’evento bitontino e, in ogni caso, la sua partecipazione è dettata dall’intento di ricordare il consolidamento del regno borbonico dopo la conquista del mezzogiorno d’Italia, quale epilogo del successo decretato dalla vittoria dei regnanti spagnoli nella battaglia di Bitonto.
    A parte qualche caduta di stile nel commento è, comunque, apprezzabile l’interesse manifestato per la manifestazione.
    Voglio precisare che l’Accademia della Battaglia è un’associazione senza scopo di lucro aperta a chiunque voglia apportare utili contributi e, pertanto, se ritieni di poter fornire suggerimenti fondati, puoi contattare la sede dell’Associazione, in Bitonto via Acquafredda 10.
    Avv. Emanuele Dimundo
    V. Presidente dell’Accademia della Battaglia

  4. Chiedo agli organizzatori, a titolo informativo e come personale contributo a una delle poche manifestazioni bitontine degne di nota, se hanno mai pensato di realizzare il corteo storico di sera. L’ho visto bene quest’anno e sarebbe senza dubbio un evento affascinante se lontano dalle luci del sole… un po come la processione del venerdi santo che illuminata dalle fiaccole ha tutta una sua magia… poi la gente è abituata ad uscire di sera… sarebbe un buon richiamo turistico. complimenti all’organizzazione che vedo migliora di anno in anno. è una proficua crescita. davvero.
    f.to fabio fornelli

  5. Grazie Fabio, vedo che hai apprezzato il risultato e per noi è veramente importante confrontarci: ci dà la misura del lavoro, dell’impegno e della passione che ci abbiamo messo; il tutto in completo volontariato e per il bene della Città. Se vorrai, ci farà piacere averti in associazione.
    Concetta Tota, presidente

  6. a fabio fornelli
    Il tuo suggerimento conferma la mancata conoscenza dell’evento. Non si tratta di piacere o meno, o la suggesstività, o apprezzare lo sforzo fatto, o, ancora la condizione di “onlus”, ma di attenersi fedelmente alle cronache storiche.
    Altro anacronismo rilevato è l’inserimento dei bambini vestiti da “cavalieri di Malta”. Se le cose devono essere fatte, che siano fatte da esperti e non per il piacere di acquisire compiacimenti ignoranti (nel senso di ignorare); soprattutto per l’arroganza di definirla “Accademia”.
    Al vice presidente, inoltre, dico che non dovete farvi sfuggire quelli che sanno e che già hanno operato tra voi; poi, “u bambasciul, ci u vù, te ua da sacavà”.
    Salmeria, carriaggio, masserizie e quant’altro, sono termini che vanno sapientemente adottati.
    Dal commento di un cittadino, carpito di “staraforo”, ho appreso che le salmerie erano i luoghi dove si conservavano le salme dei soldati uccisi. Fate voi!
    Facezie a parte, volevo ricordare, come suggerimento, che all’epoca, Bitonto pullulava di ordini religiosi, di preti capitolari e non, e fighie de privt”, non se ne visto alcuno.
    Spero di aver conservato un livello di stile adeguato.
    Ad agosto, con la replica, spero facciate meglio. Auguri!
    Re medaglie lassatr a re casr.
    f. pallino

  7. SE vogliamo proprio attenerci alle cronache dell’evento dovremmo far durare il corteo dalla sera del 24 fino al tardo pomeriggio del 25…

    Per Pallino: perchè , vista la sua informazione a riguardo , non entra a far parte dell’accademia? Si troverà sicuro giovamento e il corteo sarà + preciso in tutti i suoi riferimenti…

    Ps Nonostante abbia letto tutti i documenti in nostro possesso circa la battaglia di Bitonto di cavaglieri di Malta non ne ho mai sentito parlare…

  8. Volevo fare i miei più vivi complimenti agli organizzatori di questo evento bitontino. E’evidente l’impegno che un’associazione come la vostra che se non ho capito male, non ha scopo di lucro, ha investito per ottenere questi risultati.Volevo però fare solo qualche appunto, relativamente a delle” stonature” che hanno fatto ombra sull’enorme lavoro che è evidententemente stato fatto per l’organizzazione di queste due giorntae(18 e 25maggio). Mi è parso che talvolta ci fosse una mescolanza di stili relativamente a più protagonisti del corteo. Gli accessori di alcuni non sembravano avere molta attinenza con l’abito indossato. I traini di asini e cavalli colorati in modo accesso sminuivano l’eleganza dell’evento. Forse qualche piccolo accorgimento anche sugli occhiali da sole dei musicisti potrebbe essere utile a ricollocarli nel 700…e per ultimo vi dirò la cura degli abiti appariva alquanto disomogenea. Alcuni curati e precisi, altri un pò più arrabbattati.
    Comunque ancora tanti tanti complimenti.
    Avete sicuramente raggiunto un traguardo importantissimo: la partecipazione di tante persone adulte!davvero incredibile peruna città come Bitonto, ancora poco pronta e con molti pregiudizi!
    Comlimenti ! MARIA

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