BITONTO BEACH: CON LE PINNE, IL FUCILE, GLI OCCHIALI…

2e1bc32d7bf54c7413be99b34578dac0.jpgCostumino, telo mare, crema solare e cellulare: i kit del bitontino che si prepara alla tintarella è pronto, il countdown per l’estate 2008 è iniziato e forse qualcuno l’ha già azzerato.
Siamo tutti in procinto a sognare, con le migliori intenzioni di andar via, mare, sole, acqua pulita e lontano possibilmente:  perché qui il mare fa schifo e per non parlare della spiaggia.
Intanto la Fee, fondazione europea per l’educazione ambientale , ha premiato la Puglia con un ulteriore bandiera blu: quest’anno sono cinque: Rodi Garganico, Mattinata, Ostuni, Vinosa e Polignano a mare.
E il nostro circondario?
Ma Bitonto non ha il mare!!” mi direte e avete ragione, ma è anche vero che a 7 km dalla nostra ridente cittadina  ci sono S.Spirito, Giovinazzo, Palese, piccole colonie bitontine da giugno a settembre.
S. Spirito? Più che frazione di Bari, sembra esserla di Bitonto, non è forse un caso che circa il 40% delle famiglie bitontine ha lì residenza estiva.
Giovinazzo? Le sue coste non sono forse tempestate e colonizzate da bitontini?
Anche Bitonto ha il suo mare ma visto che formalmente non è suo, non se ne cura, anzi tutti noi siamo pronti a lamentarci come al solito, e a snobbarlo. “Il mare fa schifo, e la spiaggia non è da meno!!” .
Non nego il mio disgusto nell’ascoltare questi vagheggiamenti impregnati da superficialità pura. Perché il bitontino che vagheggia è lo stesso che lascia i rifiuti dove capita, che getta cartacce per strada  e che vorrebbe assolutamente qualcuno che risolvesse quei problemi da lui creati e si lamenta sul comune e su tutto.
Questa non è la cultura meridionale o provinciale, come qualcuno potrebbe commentare, questa è roba indecente da selvaggi.
Ma è possibile che il grado di inciviltà è tale da non schifarsi di prendere il sole tra l’immondizia?
Ho visto gente con i teli mare tra bottiglie di birra, sacchetti patatine, carta, pacchetti di sigarette e relativi mozziconi; immaginate la scena: “Mamma dove pianto l’ombrellone?” domanda il ragazzino.
Lì caro, tra il sacchetto bianco e le due bottiglie di birra!
Ci si lamenta poi della litoranea stretta e trafficatissima (questo però non per colpa nostra), senza guard-rail, senza carreggiate laterali, senza corsie d’emergenza, che si trasforma in un immane serpente metallico di autoveicoli in colonna nei due mesi di luglio e agosto.
Parcheggi inesistenti, se non qualcuno a pagamento, con la conseguenza di automobili abbandonate dove capita, spesso ad intralciare il traffico sulla litoranea stessa, spesso rimosse coattamente non dai vigili urbani ma da bande di grattini che si occupano di assicurare il necessario turn-over dei mezzi in sosta.
Stabilimenti balneari che negli ultimi due anni hanno avuto una crescita esponenziale, sicuramente più rapida dei servizi offerti ma direttamente proporzionale alle tariffe applicate. Conseguente evidente e logica. La riduzione delle spiagge libere, che si trovano a subire l’incontrollato assalto e vacanzieri che potrebbero a buon diritto aspirare al titolo  di bagnanti e vacanzieri che potrebbero a buon diritto aspirare al titolo di “ottava piaga d’Egitto”.
Il bitontino, poi, va in vacanza e rimane allibito e nel contempo compiaciuto dei vari divieti: Vietato cogliere fiori o estirpare piante, vietato sporcare, vietalo lasciare tracce di qualsiasi genere. Ed a vietarlo non ci solo i cartelli, non ci sono arcigni tutori dell’ordine in divisa: ci sono tutti coloro che vi stanno intorno, turisti e residenti, che hanno interesse che tutto rimanga così com’è: perché è facile sporcare dove è sporco, è più difficile sporcare dove è pulito.
Allora basterebbe cacciare le macchine, e radere al suolo le case costruite a pochi metri dal mare?
Si e no, perché le case abusive così come i ristoranti, i rifiuti sparpagliati, l’aggressione selvaggia e spietata all’ambiente non sono cause ma effetti di una mentalità perversa e distruttiva, quella che fa pensare che “ci arrob au comun non arrob a nud”, quella che fa rispondere con arroganza a chi viene rimproverato per la sua inciviltà
ma stat cit, mica iej u tiuuv!
Cambiamola questa mentalità per favore, evitiamo di fare delle nostre spiagge un tappeto di mozziconi, cerchiamo di trovare la voglia di fare qualche metro a piedi per buttare le immondizie nei sia pur scarsi cestini e cassonetti disponibili.
Cari utenti smentiamola questa mentalità diffusa e perversa che si fa strada ovunque da secoli, smettiamo di partecipare al gioco delle tre scimmie:non vedono, non sentono e non parlano per connivenza e per quieto vivere.
Non ambiamo alla bandiera blu ma almeno ad un tuffo in un’acqua che sa di mare non rinunciamo “alla stessa spiaggia e allo stesso mare….”

Antonella Natilla

BITONTO BEACH: CON LE PINNE, IL FUCILE, GLI OCCHIALI…ultima modifica: 2008-05-10T09:10:00+02:00da bfreezones
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5 pensieri su “BITONTO BEACH: CON LE PINNE, IL FUCILE, GLI OCCHIALI…

  1. Sarebbe bello veramente poter andare a fare il bagno a Santo Spirito, io fino all’anno scorso sono riuscita solo a prendere il sole in spaiggia, ma per quanto riguarda il bagno non ho avuto proprio il coraggio anche se la voglia era tanta, l’acqua era tobida c’era anche uno strano odore, insomma non mi fidavo proprio meglio sudare che tuffarmi in quell’acqua. Poco dopo scoprii che le mie sensazioni erano giuste perche’ una notizia rivelo’ proprio degli scarichi abusivi da parte di ristoranti nelle acque di Santo Spirito.

  2. Fino al 1928 (28 ottobre), data di cessione al comune di Bari, il territorio di Bitonto si estendeva fino al mare; un pezzo di costa era bitontino: dallo stabilimento balneare “lido lucciola”, da un lato, al ristorante “la vela”, all’altro capo, “au tituw d palais”.
    Per quanto riguarda il senso di rispetto dell’ambiente, si può dire che si riduce sempre, più man mano che la memoria storica scema, si oblia.
    F.to Vincenzo Sblendorio

  3. VI AUGURO CHE QUlcosa cambi nella VOSTRA CITTA’ MIO PADRE VI HA COMBATTUTO PER LA 2 GUERRA MONDIALE PER LA LIBERAZIONE DELL’ITALIA MA GLI ITALIANI SONO RIMASTI PRIGIONIERI.
    CHE TUTTO INIZI A CAMBIARE COMINCIANDO DAL CONCORSO PER VOCI LIRICHE CHE E’ TERMINATO IN QUESTI GIORNI, ASPETTO CON PAZIENZA CARI CITTADINI

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