TINA MODOTTI: UNA VITA STRAORDINARIA… PER L’ARTE

f67f6f475df4679793f6b503dc09ead7.jpg“Tina Modotti, sorella, tu non dormi, no, non dormi: forse il tuo cuore sente crescere la rosa di ieri, l’ultima rosa di ieri, la nuova rosa. Riposa dolcemente sorella”
(Pablo Neruda, versi scolpiti sulla tomba di Tina Modotti al Pantheon de Dolores di Città del Messico, 1942).


Prosegue la Mostra Nazionale dedicata alla fotografa udinese Tina Modotti (Udine, 1896 – Città del Messico, 1942), allestita presso la Sala Murat in Piazza del Ferrarese a Bari, che resterà aperta al pubblico fino al 2 Aprile.
La scoperta di questa artista inizia attraverso una ventina di fotografie scattate da illustri fotografi e artisti, anonimi estimatori ed amici, come  Edward Weston, Diego Rivera, Johan Hagemeyer, Jean Charlot, Pablo O’Higgins, Renato Guttuso: il loro occhio attento ci svela i tratti più affascinanti dell’artista.
Bella, dallo sguardo intenso e «gli occhi dall’ardente nerore», Tina Modotti fu una donna audace e una nomade appassionata, ma molto ritrosa nel parlare di sé; scopriamo il suo mondo attraverso le lettere indirizzate ai suoi amori, le poesie a lei dedicate, le testimonianze di chi l’ha conosciuta, e ovviamente, specchio privilegiato sono le sue opere fotografiche.
Il percorso espositivo continua, infatti, con le immagini realizzate dall’artista dal 1923 al 1930 che compongono il nucleo della sua opera: vedute minuziose della vegetazione messicana, foto dinamiche di spazi architettonici, di fitte geometrie di cavi elettrici, anticipatrici di tendenze successive, ritratti ‘pungenti’, toccanti documenti umani tratti dal reportage di Tehuantepec in Messico, immagini del suo vivo impegno politico e simboli di valenza ideologica , fino agli ultimi scatti realizzati a Berlino nel 1930.
La bruciante immediatezza delle opere dell’artista ci rivela, oltre al sapiente dominio del mezzo fotografico, la straordinaria sensibilità con cui sa tradurre la miseria, l’universo femminile, le rivoluzioni dell’uomo, le ombre della vita.
La tecnica è varia, ora scatti rapidi a cogliere l’attimo, ora invece pose meditate a cercare la luce giusta, che modelli la forma ed esalti la materia.
La mostra offre ai visitatori anche un video che racconta per immagini la vita e l’opera di Tina Modotti e ripropone il film muto “The Tiger’s Coat” che la stessa ha interpretato nel 1920 a Hollywood, nei suoi esordi da attrice.
Metto troppa arte nella mia vita…. e non mi rimane molto da dare all’arte” – Tina Modotti diceva di sé nel 1925 – ma ci permettiamo di essere in riguardoso disaccordo con l’artista, convinti del grande contributo che ha dato con la sua vita straordinaria all’Arte.

Lucrezia Naglieri 

TINA MODOTTI: UNA VITA STRAORDINARIA… PER L’ARTEultima modifica: 2008-03-26T17:35:00+01:00da bfreezones
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