IL RITORNO DI SCARINGI

b939074c00f3cb072c3b8ba19aa3f380.jpgIl maestro tranese torna sotto i riflettori con una personale curata da Giustina Coda 

Si è chiusa ieri la mostra dedicata all’artista Franco Scaringi,  curata dalla prof.ssa Giustina Coda, docente di Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Bari, presso la galleria Bluorg. La personale ha visto esposte le opere più recenti del maestro tranese, precisamente create dal 2004 ad oggi, segnando il ritorno dell’artista che fu protagonista, insieme al fratello Ivo, dei fermenti artistici pugliesi negli anni Sessanta e Settanta. 

Ritagli di terracotta, pezzi di terra rossa che diventano palcoscenico per fiere misteriose, animali estinti e volti di fanciulli dagli occhi vuoti, figure che emergono appena dalla bidimensionalità. Una donna sdraiata mostra curve generose, una coppia di amanti, Adamo ed Eva, come suggerisce il titolo dell’opera, dormono mentre l’uno è generato dal corpo dell’altro, un colorato San Nicolino – dedica accorata al santo patrono di Trani – ricorda le statiche icone bizantine: sono queste le sculture (la tecnica è quella dello ‘stiacciato’ che vede emergere il rilievo con variazioni minime rispetto al fondo) che ci accolgono nel mondo e nella poetica di Scaringi. A tutto tondo poi, troviamo mascheroni dal respiro antico che custodiscono l’eco di un urlo, quello dell’uomo che non trova scampo dalla memoria, e la testa di una donna dalla quale si leva il capo di un bimbo, emblematica rappresentazione di una maternità viscerale, tra mito e magia. Le forme sono modellata con intensità, anche dove ricorre il ‘non finito’, che non è mai incompletezza, come sottolinea Giustina Coda, ma meditazione.                                                                                             

Ritrovo nella pittura, forse con meno originalità, lo stesso desiderio di dare forma alla vita: la linea dura e marcata scava i corpi, le figure emergono dall’ombra e portano con sé oggetti reali, ora stoffe, ora foglie, ora garze, che prendono parte alle opere e allo studio lungo e ‘meditato’ che le ha generate.                                                   
Suggestioni non celate di opere note si rivelano ad uno sguardo attento: Scaringi cita con ammirazione e personalità artisti come Gauguin, Picasso e gli espressionisti, soprattutto quando nel suo autoritratto trionfano con grande ironia colori accesi e contrastanti, imperdibile spettacolo di una personalità variopinta e di una inesauribile voglia di dare corpo alle idee.

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Lucrezia Naglieri

 

IL RITORNO DI SCARINGIultima modifica: 2008-03-10T07:05:00+01:00da bfreezones
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