LA MAFIA VISTA DA PINO ARLACCHI

Va di scena l’impegno civile al Traetta. Pino Arlacchi, senatore ed illustre personalità nella lotta alla criminalità, ha presentato mercoledì scorso la ristampa 2007 del suo libro “La mafia imprenditrice. Dalla Calabria al centro dell’inferno”, edito da Il Saggiatore.
La manifestazione, promossa dagli Assessorati alla cultura, alle politiche giovanili e alla pubblica istruzione del Comune di Bitonto in collaborazione con l’Istituto Tecnico Industriale “A. Volta”, è stata aperta dal saluto di Giuseppe Greco, dirigente scolastico dell’ITIS, e degli assessori Francesco Paolo Ricci e Vito Masciale.
“Venticinque anni fa, quando ho scritto e pubblicato per la prima volta questo libro, non avrei mai pensato che nel 2008 si tornasse a parlare delle medesime tematiche– esordisce Arlacchi –Va detto che in questo settore gli strumenti normativi che oggi sono a disposizione di ogni cittadino nella lotta contro la criminalità erano, allora, del tutto inesistenti. La legge oggi tutela i “testimoni di giustizia”, questi sì veri eroi del nostro tempo, che devono essere da esempio a quanti, pur essendo cittadini onesti, con il loro silenzio si rendono complici dell’illegalità.
“Il lavoro svolto in Italia per studiare e combattere il fenomeno Mafia– aggiunge – posso assicurarvi è eccellente e mi è stato di grande aiuto quando, chiamato alle Nazioni Unite, ho messo a disposizione questa esperienza per la lotta alle criminalità internazionali”.
A Pino Arlacchi, calabrese classe ‘51, si deve l’istituzione della DIA, Divisione Investigativa Antimafia, agenzia generata per combattere il crimine organizzato nonchè numerosi studi all’avanguardia sul fenomeno Mafia, oggetto di stima e riconoscimenti anche a livello internazionale.
Traendo le premesse dall’analisi empirica, il libro pone l’accento sulla nuova imprenditoria mafiosa che afferma e consolida il proprio potere all’interno della vita economica, politica e sociale di interi settori produttivi su scala nazionale e internazionale, scoraggiando la concorrenza con metodi brutali, evadendo il sistema previdenziale e violando i diritti dei lavoratori.
La platea bitontina è sembrata alquanto sensibile al tema proposto, tenuto conto della non estraneità della città ai fenomeni di criminalità. È noto, infatti, come Bitonto sia stata al centro di vicende legate al traffico di droga o lotte tra bande rivali per il controllo del territorio.
In questo periodo pre-elettorale, poi, riecheggia il tema della sicurezza della città e dei cittadini in particolar modo, non senza una punta di strumentalizzazione.
A margine della manifestazione l’avv. Francesco Paolo Ricci, assessore alle politiche sociali e giovanili del comune di Bitonto, ha lanciato alcuni spunti di riflessione. “Ritengo sia positivo che i giovani, i referenti del settore e l’intera cittadinanza abbiano la possibilità di confrontarsi su temi delicati come questi.
E’ importante che ci sia uno sforzo congiunto per
“educare” le coscienze alle tematiche della legalità. La debolezza della parte sana, fatta di non risposte, infatti, induce i cittadini a passare dall’altro lato della barricata, scegliendo la criminalità come proprio referente.”
C’è bisogno di risposte, allora, risposte con una duplice valenza. Risposte propositive, fatte di sostegno al lavoro giovanile e di aiuto alle famiglie in difficoltà, cui spesso si sostituisce appunto la criminalità organizzata. Risposte repressive, non inteso come mero inasprimento delle pene, che pure è importante, quanto come una serie di azioni atte a colpire il patrimonio della criminalità, derivante dalle attività illecite. “La Magistratura– ha concluso Ricci- deve mostrare attenzione all’iter dei processi, per evitare che decantino e vi siano tempi biblici a separare il sequestro del patrimonio dalla confisca a favore degli Enti Locali”.

Maurizio Loragno

LA MAFIA VISTA DA PINO ARLACCHIultima modifica: 2008-03-03T00:50:00+01:00da bfreezones
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