COMMENTANDO…

53807d98dd9d71e25bc885466f0e7d4e.jpgSecondo commento dell’utente viva i giovani che ci ha inviato mezzo mail alcune altre sue considerazioni

Cari amici di bitonto.myblog,
vorrei chiedere a tutti i frequentatori del blog di fare insieme attività di visioning. Cosa sarà mai mi direte. Consiste nel condividere visioni del futuro, cercando di intravedere un percorso verso cui tendere. Certamente dietro ogni visione ci sono ideali, valori, emozioni che sono differenti per ogni persona, ma in una comunità bisogna cercare almeno di condividere per orientare le decisioni politiche.

Utilizzando i commenti, vi chiedo quindi di farlo

1.sulla nostra città. Immaginiamo insieme come sarà Bitonto fra 10-15 anni. Come saranno i suoi cittadini. Come sarà la sua economia e il suo ambiente. Cerchiamo di vedere al meglio le condizioni presenti. Immaginare per esempio che fra 15 anni la città sarà ancora più insicura o poco vivibile, significherebbe che in 15 anni la nostra comunità non sarà stata capace di risolvere tali problemi. Immaginiamo invece al positivo. Proponiamo progetti concreti. Forse in questo momento è l’unico modo per andare oltre il dibattito sterile che la politica cittadina (in linea con quella nazionale) sta portando avanti. Il programma scriviamolo noi. Osiamo, facendo in modo che poi le nostre idee di futuro diventino realtà. Questo lo si potrà fare solo con il voto! Scegliendo chi vorrà far propri gli obiettivi che liberamente ognuno vorrà esprimere.

2.Vi chiedo inoltre di provare a creare insieme l’identikit del prossimo sindaco. Nello specifico: secondo voi dovrà essere giovane e innovativo (stile Zapatero) o saggio e navigato (stile Iervolino)? Dovrà essere donna o uomo? Facciamo noi, costruiamo noi dal basso, visto che i nomi ci vengono e ci verranno imposti dall’alto.
Consiglio ai vari onnipresenti del blog di lasciare spazio alla libera espressione, cercando di evitare che anche questa proposta cada sotto le scuri della vostre faziosità. Evitate di indicare nomi, sigle politiche: lasciateci fare politica da cittadini liberi!

Viva i giovani

COMMENTANDO…ultima modifica: 2008-01-28T08:30:00+01:00da bfreezones
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26 pensieri su “COMMENTANDO…

  1. Che a Bitonto siamo talmente delusi dalla realtà che non riusciamo neanche a prefigurarci una figura per il futuro????

    Il mio identikit personale: non interessa se uomo o donna; una età che non sia troppo avanti ma che guardi con attenzione alle problematiche dei giovani che si avvicinano al lavoro e alla vita civile, che punti alla crescita culturale ma anche economica e produttiva della nostra città, e che presenti un progetto intorno al quale coalizzare un gruppo di persone condividendone idee, metodi e finalità.

  2. Ricordo da bambino quando mia nonna preparava di domenica la focaccia che poi sarebbe partita per il forno di san francesco la scarpa. Con occhi attenti e curiosi guardavo la lavorazione dell’impasto, la cui ricetta era tramandata dalla madre di mia nonna, e a quet’ultima dalla sua. E non capivo perchè dopo tutto quel lavoro bisognasse aspettare tanto prima di imfornare…non conoscevo ancora il grande lavoro invisibile del lievito…Aspettiamo pazientemente che qualche proposta arrivi. Il lievito richiede tempo!
    A presto

  3. Nel tentativo di risollevare la discussione dal languere del post “Raffaele Valla: Candidato sindaco del cantiere”, accetto ben volentieri la proposta di viva i giovani e tento di proporre all’attenzione degli utenti un problema che credo riguardi tutti e che chiama tutti in causa.

    l’educazione stradale

    so che molti di voi adesso staranno pensando che la cosa è diffusa, attanaglia un po’ tutte le città etc etc ma il fatto che il male sia comune non è per me motivo di mezzo gaudio, anzi!

    per prima cosa vi chiedo: lo sentite anche voi un problema reale?
    è necessaria secondo voi la realizzazione di un sistema di educazione più efficace?

    in secondo luogo vi domando: quali sono le vostre esperienze in merito? e partendo da queste, quali possono essere le soluzioni al problema?

    aspetto fiduciosa vostre risposte, così da potervi raccontare la mia esperienza e magari cercare con voi soluzioni!
    grazie

  4. Brava nuvoletta! è il mio primo commento e sono felice di poterlo fare per COSTRUIRE QUALCOSA e non per DEMOLIRE QUALCUNO!!!!
    SECONDO ME l’educazione stradale è un problema abbastanza radicato e proprio perchè è così sembra quasi che ci siamo abituati!! io abito in via traetta quasi di fronte alla scuola elementare e devo dire che la mattina dalle 8.15 vedo scene incredibili.
    da qualche tempo c’è sempre un vigile, è vero, solo che non tutti lo ascoltano, ci sono mamme che un sacco di volte si fermano al centrostrada per far scendere i pargoli e delle volte prendono pure le multe ma se ne infischiano. per non parlare poi delle macchine parcheggiate ovunque, situazione che si è peggiorata notevolmente dalla introduzione delle strisce blu.
    io faccio delle considerazioni:
    1) il sistema strisce blu è inevitabile, tutti i paesi ce le hanno, dobbiamo rassegnarci e non vedo perchè a Bitonto per evitarle siamo disposti a lasciare la macchina anche sui marciapiedi, a Giovinazzo paghiamo e basta.
    io non sono per nulla ricca e certe volte mi infastidisco pure a cambiare i soldi eccetera, ma è giusto che le regole ci siano in una società organizzata e forse è arrivata l’ora di rispettarle
    2) il problema secondo me è l’educazione e il poco peso che le si dà. se vogliamo una città vivibile costruiamola partendo con il nostro impegno quotidiano. io forse sbaglio in questa mia considerazionema credo che diamo troppa poca importanza all’altro. ci arrabbiam se qualcuno ci blocca il nostro passo carrabile ma non ci facciamo poi tanti problemi se parcheggiamo la nostra auto su quello di qualcun’altro.
    per venir alla soluzione, secondo me bisogna organizzare tante campagne di sensibilizzazione, investendo denaro e risorse
    nelle scuole prima di tutto, certo, ma anche casa per casa, magari con piccole guide o contenuti multimediali. insomma una proposta di educazione per gli adulti anche piuttosto invasiva
    meglio scocciare la gente con queste campgane che lasciare scivolare il problema!

  5. investire in educazione e sensibilizzazione è sicuramente una scelta importante da farsi soprattutto per una amministrazione.
    importante ma difficile…
    …perchè, in un momento dove la logica della aziendalizzazione delle strutture pubbliche è imperante, investire in cultura significa scontrarsi con il modello del tutto e del subito
    …perchè l’investimento, che per natura comporta un ritorno nel medio-lungo termine, è ancor più arduo se è fatto in tematiche sociali, difficilmente quantificabili di per sè
    …perchè siamo abituati a curare piuttosto che a prevenire (più vigili per multare, ad es)
    …perchè, e questo è bene tenerlo sempre a mente, l’investimento di sensibilizzazione non deve essere scisso da quello in creazione di servizi e strutture permanenti, nonchè in sistemi di controllo

    insomma, forse come in tutte le cose, le azioni devono essere ben ponderate ed integrate, a più livelli

    che proporre allora?

    io propongo una piattaforma online da usare come bacheca per permettere ad utenti/cittadini di lasciare “le denunce” delle problematihce che vivono, con una richiesta di soluzione

    se il portale venisse seguito da giovani laureati, molto web oriented, magari coordinati dall’ufficio comunicazione (che mi sembra molto attivo e competente), si potrebbe avere un livello di aggiornamento e di animazione quotidiano, una sorta di interfaccia, di ufficio relazioni con il pubblico sempre attivo. ovviamente poi sarà compito del team di amministratori del portale indirizzare le richieste e le problematiche agli uffici competenti.

    che c’entra con la sensibilizzazione? ebbene il portale non servirebbe solo da “muro del pianto” ma dovrebbe dare anche delle risposte, certo con i tempi richiesti, in modo così da produrre matierale informativo costantemente aggiornato, da diffondere quotidianamente anche agli altri siti di informazione cittadini ed ai giornali cartacei e perchè no? anche alla radio!

    così si potrebbe investire in
    informazione, trasparenza, relazione

    si potrebbe dare lavoro a giovani laureati

    si potrebbe integrare l’esigenza di uno sportello ente/cittadino efficace con quella di sensibilizzare e educare sulle più disparate tematiche

    che ne pensate?

  6. Cara Nuvoletta, la tua idea è sicuramente valida e ti direi che sei quasi in anticipo sui tempi, visto che questi applicativi del peer to peer sono visti con molta attenzione dalla Pubblica Amministrazione e in generale da chi eroga un servizio pubblico. e tutto questo, è chiaro, in una generale rivoluzione degli strumenti della rete che si evolvono sul solco della interazione.
    Ed è proprio sulla interazione che vorrei fare la mia proposta
    A mio dire, il diffuso malcontento e la sfiducia nutrita nei confronti della politica in generale, tanto più verso le istituzioni (scuole, comune, eccetere) nasce proprio da una rottura della comunicazione, e badate bene, intendo della comunicazione in due sensi.
    Ritengo che questo blog ne sia la dimostrazione più lampante: è bastato istituire con mezzi minimi uno spazio aperto, senza richiesta alcuna di loggagio, per creare una vera moda (ne sia fiero chi ne ha avuto l’intuizione) dilagante nella cittadina di Bitonto.
    Maggiore comunicazione, dal mio punto di vista, significa maggiori possibilità di interazione tra cittadino ed ente e viceversa.
    Il che, d’altro canto, significa anche maggiore trasparenza e maggiore visibilità per l’Amministrazione, così i dimentichi (vedasi commenti del post “Raffaele Valla candidato sindaco del cantiere”) avranno la possibilità concreta di ricordare quello che si è fatto.
    Credo sia legittimo per il cittadino/contribuente conoscere la destinazione dei denari della città.
    Certo, però, per costruire tutto questo si dovrebbe cominciare quantomeno con il restyling del sito istituzionale….

  7. Diciamocela tutta: il sito istituzionale non si modifica perché al Settore Informatico del comune credono di poter infantilmente gestire il potere (figlio del fatto che pochi sanno usare internet al palazzo comunale e guai a organizzare corsi di formazione!) di pubblicare cosa, quando e come si vuole le notizie che dovrebbero essere pubblicate real time da chiunque possa disporre dei diritti per accedere al sw gestionale.
    Un assessore può arrivare addirittura a chiedere a mò di favore a questo(a) fantomatico(a) web master di pubblicare una delibera o quant’altro.
    E sopratutto ostacola qualsiasi tentativo della Pubblica Amministrazione di creare un sito internet in linea non solo con la tecnologia contemporanea, ma almeno graficamente più vicino ai gusti di chi legge.
    Senza pensare che così com’è contravviene alla Legge Stanca, che obbliga tutti i siti della Pubblica Amministrazione ad essere navigabili anche per i diversamente abili. E si vede lontano un miglio che anche un più che abile non sa come muoversi in quel sito…………………………..
    Se anche per i dipendenti pubblici ci fosse il criterio della efficienza e della capacità avremmo già un nuovo funzionario all’ufficio informatico.

    e questa non è campagna elettorale per nessuno, ma semplice sfogo di fine serata di un cittadino che non riesce mai a trovare lo straccio di un’informazione su un sito che nasce per informare

  8. sembra che nuvoletta abbia uno straordinario fiuto per i problemi concreti cui suggerire soluzioni: brava, complimenti!
    In merito, quindi, all’educazione stradale ci tengo a comunicarle che presso il primo circolo didattico “N. Fornelli” i bambini di quarta elementare (non so se solo quelli ma sono sicuro di quelli di quarta perchè mio figlio frequenta, appunto, la quarta elementare) stanno, per l’appunto, partecipando ad un progetto di educazione stradale.
    Quando sarà completato sarò lieto, se vorrete, di fornirvi tutte le informazioni o, in alternativa, posso chiedere a scuola chi se ne sta occupando e magari possiamo contattarlo per vedere se può essere d’aiuto anche a noi.
    Approfitto del post per lanciare la riflessione su un altro argomento che, immagino, interssa la maggior parte dei cittadini, a cui sempre facciamo riferimento come problematica ma che, purtroppo, poche volte è accompagnata da soluzioni concrete: la sicurezza!
    Immagino potrebbe sembrare da qualunquista affrontare questo problema ma mi permetto di far osservare quanto segue: il concetto di libertà è antitetico al concetto di controllo? Ovvero: ci sentiremmo meno liberi se per la nostra Bitonto circolassero più Forze dell’ordine o se le stesse organizzassero più posti di blocco? Personalmente sarei contento di essere fermato più spesso se questo significasse avere una città più sicura e non mi sentire affatto violentato nella mia libertà, anche perchè vale il discorso che chi nulla ha da nascondere nulla ha da temere.
    E voi? Cosa ne pensate?

  9. si richiedono, giustamente, proposte concrete…passo anch’io a fornirne una ma sposto l’interesse su un altro campo. Mi piacerebbe che il comune di Bitonto, quindi col patrocinio del futuro sindaco, procedesse ad un finanziamento, insediamento e gestione di nuove attività produttive (produttive intendo in senso stretto) alle quali si dovrebbe accedere per pubblico concorso e selezione. In questo modo si darebbe un concreto giro di vite contro quel cancro che attanaglia sopratutto il sud che si chiama disoccupazione e al tempo stesso si darebbe una alternativa alle decine di progetti sostenuti in città del terzo settore, che onestamente, in buona sostanza e con tutto il rispetto sono “a perdere” e impiegano solo poche decine di operatori (raccomandati). Non voglio dire che non ci devono essere ma solo che accanto a questi progetti socio-culturali ci vedrei bene anche la realizzazione di attività produttive che porterebbero anche un utile (magari da reivestire, alla maniera del libero mercato) per il comune di Bitonto. Non so se la legge consente che un ente locale diventi praticamente anchhe imprenditore, non so: l’ho buttata lì! Magari può rispondermi chi è + informato/preparato di me. Buona giornata a tutti.

  10. ciao a tutti. io non sono tanto informato su quello che chiede marcella ma credo che non si possa tanto fare. perchè se nasce una azienda sostenuta e finanziata dal comune avrà sicuramente gestione e costi in concorrenza sleale con quelli nati dalla volontà imprenditoriale del singolo. io credo che il comune può fare altre cose, come per esempio:
    >rendere più visibili con più pubblicità i finanziamenti regionali, nazionali e fse per questi campi
    >dare consulenza per accedere a questi fondi, magari spiegando a chi è interessato come fare e con quali mezzi
    ma cmq questi soldi che già arrivano dalle istituzioni più grandi sono degli incentivi, cioè aiutano chi comunque ha già intenzione di avviare una attività e quindi chi comunque rischia investendo dei soldi
    non può un ente pubblico – credo, lo dico per logica- creare di sana pianta una azienda privata che opera poi nel libero mercato, non credo sarebbe corretto

  11. pure io non ne sono sicurissima ma penso che NOipsedixit stia dicendo qualcosa di giusto…..
    anche perchè è scorretto per gli altri imprenditori…
    però a parte le cose che dice NOipsedixit, un’altra cosa penso che si possa fare emi sembra lo diceva un altro utente su qualche post ingiro: dare più servizi alle aziende, più sportellli informativi e diconsulenza, più strutture nelle zone di maggiore concentrazione

  12. Più controllo non è restrizione di libertà! E’ ampliamento delle libertà di chi non ha nulla da temere. Su questo, mi pare di essere in pieno accordo con l’utenza maxandmal! LA mia proposta: dicevo nei miei interventi che occorre riconoscere il forte IMPEGNO alle forze dell’ordine attualmente schierate contro la delinquenza sempre più dilagante a Bitonto.
    Quello che oggi permette alla delinquenza organizzata (il vero cancro del tessuto sociale cittadino) è il modo di fare dei cittadini comuni. La mancanza di controlli, crea abuso. Ed è così che il ragazzo che usa la sua moto non usa il casco, o va controsenso, o sfreccia nelle strade centrali della città come fosse in pista ecc ecc. Ed ancora il cittadino comune non si preoccupa di trovare un parcheggio decente, ma lascia la macchina dove capita (purchè non sia parcheggio BLU). Quindi la mia prima proposta è REPRESSIONE di ogni gesto non conforme al codice stradale. Il corpo dei vigili ubani a Bitonto vanta numerosi dipendenti la cui notevole esperienza e capacità professionale (riconosciutissima) è SOTTOUTILIZZATA. Occorre una presenza massiccia dei vigili urbani che reprimano ogni tipo di illecito commesso da centauri e automobilisti. Questo non costa nemmeno una delibera! La “repressione” degli atteggiamenti “contra legem” costringe il cittadino nell’alveo naturale del pieno rispetto verso la comunità a cui appartiene. Rispetto che oggi manca!
    E muta l’aspetto della città! La rende una città ordinata. Controllata.
    Ho letto di illuminazione ecologica in qualche post. A me basterebbe che TUTTI i quartieri periferici e tutte le stradine del centro storico siano ILLUMINATE. Oggi non è così! Si è preferito illuminare il rettilineo Palombaio – Mariotto (sarebbe stato preferibile illuminare il tratto Bitonto e Palombaio tortuoso e più stretto… dove di morti ce ne sono stati parecchi molti di più.. ma questa è altra storia, certamente non meno importante).
    Poliziotto di quartiere: sinora li ho visti solo nel pieno centro di Bitonto, a piedi e inermi a qualsiasi eventuale azione da parte di malavitosi (che se decidono di operare lo fanno in moto, auto e non a piedi). Quindi occorre l’utilizzo di tutti gli strumenti in dotazione ai Vigili Urbani: motociclette, motocicli ecc ecc.
    Queste sono piccole cose attuabili da subito.
    In previsione futura: potenziamento degli agenti impegnati per il contrasto alle attività malavitose. Ascoltavo tempo fa, il Commissario di Bitonto che ammetteva che il numero di arresti è superiore al numero di “clienti” del Commissariato: cioè … sono sempre gli stessi che vengono arrestati, incarcerati e rimessi in libertà e dopo pochi ripresi nuovamente! Quindi … maggiori controlli su quegli “elementi” che altri non sono se non “i soliti clienti” del commissariato.
    RECUPERO DEL CENTRO STORICO E DELLE PERIFERIE: a Bari era impossibile anni fa passeggiare nel centro storico. Oggi quel centro storico è un pullulare di attività commerciali, locali … ed è occupato da gente che accorre da tutta la provincia! Quindi …. forti incentivi per chi vuole aprire attività nel centro storico.
    CREAZIONE di una consulta PERMANENTE nella quale associazionismo, istituzioni e cittadini possano fondersi in un unico fronte che ammetta l’emergenza. Insomma, perchè non coinvolgere la gente per bene nel curare la parte “malata” della società civile bitontina. Queste sono solo piccole proposte buttate sul tavolo di questo confronto (senza rifletterci più di tanto) che a Bitonto MAI è esistito .
    Il primo passo verso la risoluzione del problema è ammettere che il problema esiste! Chiunque neghi che a Bitonto, il problema ordine pubblico è inesistente, affoga questo problema (ed altri) nel brodo dell’ipocrisia e di un perbenismo banale che ci conduce al peggioramento del problema stesso.
    queste piccole proposte se attuate con energia e serietà, renderebbero più vivibile la città

  13. se mi consentite io a questo punto mi spingerei oltre! Spero ovviamente di non scandalizzare nessuno e comunque accetterò il confronto.
    il potenziamento delle unità a cui faceva riferimento lei, gabriele, per la pubblica amministrazione, ovviamente, ha un costo e questo potrebbe essere un ottima giustificazione alla mancata soluzione del problema.
    è di qualche settimana fa la notizia che il genio militare è stato impiegato in campania per l’emergenza rifiuti. il mio commento è questo: ma non sarebbero più utili (i militari intendo) per rafforzare il controllo nelle nostre città?
    quanto alle forze dell’ordine che già operano sul nostro territorio, alle quali va il mio sentito ringraziamento per quanto fanno, sarebbe più opportuno, però, tornare alle vecchie concezioni secondo cui chi è tutore dell’ordine non dovrebbe esercitare il proprio lavoro nel comune di residenza. chissà se questa potrebbe essere un’altra soluzione, che ne dice?

  14. Maxandmal, accetto in parte la sua valutazione. Potenziare significa più polizia che la questura destina a Bitonto (dove il problema è più sentito) anzicchè ad altro Comune. Potenziare significa chiedere la capitaneria dei Carabinieri a Bitonto. Ma se i ns amministratori hanno sempre affermato che a Bitonto non ci sono problemi gravosi di delinquenza… ovvio che non hanno fatto pressione nelle opportune sedi (Prefettura, Ministero dell’Interno e Minestero della Difesa) per ottenere di più!!
    Primo passo: i vigili già esistenti, utilizzarli in modo massivo. Far loro operare utilizzando a fondo quella professionalità che in altri tempi hanno usato nel mettere ordine a Bitonto!
    Esercito? … sicuro che qualcuno Le obietterà “ma lei è un fascista”?
    io che non lo sono e che ho una cultura profondamente cristiana, dico: OK, VA BENE ANCHE L’ESeRCITO!
    Ultimo punto: le forze dell’ordine … non devono operare nei Comuni di Residenza. Supponga che vi sia un concorso dei vigili urbani: io cittadini di Bitonto … ho TUTTI i diritti per parteciparvi al concorso e se vincitore chi può spostarmi fuori Bitonto! Tecnicamente non possibile! lo stesso vale per Polizia e Carabinieri. I trasferimenti sono soggetti (immagino) a Leggi nazionali.
    Invece, gentile maxandmal, delle mie proposte? cosa pensa?
    grazie

  15. Mi introduco, se permettete, giusto per non trasformare il tutto in un dialogo a due…
    Sui Vigili. A bitonto mi sa che sono intorno alle 60 – 70 unità. Sappiamo tutti per quali meriti la maggior parte di queste unità sia stata assunta… non voglio fare polemica ma è un dato di fatto….
    Non mi risulta che i carabinieri facciano servizio obbligatoriamente nella zona di residenza, anzi mi sa che un carabiniere non può abitare nella stessa città della caserma cui è assegnato……. correggetemi se sbaglio… idem per la polizia…. Forse per i vigili che, se non sbaglio sono dipendenti comunali, le modalità sono un po’ diverse…. bisognerebbe modificarle perchè è ovvio che è difficile combattere chi in un attimo dopo ti minaccia la famiglia, la casa , la macchina…..Purtroppo non penso che questo sia nei poteri di una amministrazione comunale….

  16. a tutti quelli che mi hanno dato del fascista pongo queste mie considerazioni: vediamo chi le obietta!!
    La scuola non insegna più come si diventa cittadini
    Rilanciare l’educazione civica nelle scuole. Ma c’e’ un bisogno nuovo e stringente di educazione civica nel nostro Paese, non solo per i giovani e i giovanissimi ma per tutti gli italiani”. L’esortazione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non ha destinatari particolari, anche se il contesto nel quale rivolge il suo invito-monito, ovvero l’inaugurazione delle celebrazioni al Quirinale del 60° anniversario della Costituzione italiana potrebbe facilmente far pensare a una ‘tirata di orecchie’ rivolta soprattutto alla nostra classe politica.
    Per migliorare il senso civico nei ragazzi c’è bisogno dell’insegnamento di più educazione civica sia a scuola che nella famiglia. Se per strada non sputo a terra; se mi fermo al rosso,
    aspettando pazientemente il semaforo verde; se non mi piazzo nel bel mezzo del marciapiede a parlare, essendo di impaccio alla gente; se non mi «attacco» al tram, preferendo farmela a piedi;se insomma mi comporto da persona civile, lo debbo essenzialmente ai miei genitori e alla scuola. Ma quale scuola? La scuola degli anni Cinquanta e Sessanta, che prestava molta attenzione a una materia chiamata «educazione civica».
    Che fine ha fatto l’educazione civica? È quasi morta,si è ammalata nel Sessantotto, è entrata in coma negli anni successivi e oggi tutti le danno uno, due anni di vita. Nei libri scolastici (se pure c’è) è ridotta ad appendice della Storia. Tanto che non si chiama più «educazione civica», ma «cenni di educazione civica», come a dire: briciole del saper vivere.
    Qui davanti ho un sussidiario degli anni Sessanta. L’educazione civica viene subito dopo la Religione (che apre il libro) e prima della Storia. Ci sono paragrafi che insegnano a comportarsi bene a casa, per strada e a scuola, a rispettare gli amici, a distinguere tra diritti e doveri. Ci sono spiegazioni del Codice civile e penale, ed articoli della Costituzione.
    Se i giovani nell’anno di grazia 2008 ti danno una spallata che a momenti ti butta a terra; se alzano a tutto volume lo stereo; se strappano i manifesti pubblicitari all’uscita della scuola; se attaccano la gomma al sedile dell’autobus; se rincasano alle due di notte facendo un chiasso indiavolato; se a scuola si comportano da bulli, mettono la mano sul sedere all’insegnante, danno il «tu» ai professori; se insomma non si rispettano le regole elementari del vivere civile, la colpa è (principalmente) loro, ma anche dei genitori e della stessa scuola, che a un certo punto ha ritenuto un’equazione o un verbo latino più importante della formazione morale e civile dell’individuo. C’è bisogno di una proposta di legge per l’introduzione della materia «Educazione civica e ambientale» in tutte le scuole dell’obbligo. Materia importante, si badi, da porre sullo stesso piano di Storia, Geografia o Scienze. Tanto importante da doversi ritenere fondamentale ai fini della promozione. Le Regioni dovranno provvedere alla preparazione dei docenti. Ritengo che la disgregazione della famiglia e la perdita dei valori (tra cui il rispetto dell’ambiente) siano da addebitare anche alla perdita del senso civico.
    Anni o decenni fa non è che la scuola fosse un paradiso terrestre o uno zoo di animali addomesticati che agivano secondo le grida o le frustate. C’erano anche allora dispetti, qualche gomitata, qualche pedatone sotto il banco, e guai a chi mostrasse di essere stato vittima di una violenza. Finiva per provocare una nuova violenza di cui era lui la vittima.
    Il «fare giustizia» era riservato a quando si spalancavano le porte delle aule: dopo te le do, e partivano urtoni e ceffoni sonori, senza, però, che il maestro o il professore sapesse nulla, e nemmeno i genitori; diversamente scattava un supplemento di urla e di sberle.
    Oggi si è evoluti un poco in tutto: non si aspetta che si alzi la voce per provocare una lite; semmai si segnala la volontà di qualche pugnaccio da riservare a tempo debito. E il pugnaccio – o la zuffa – arriva puntuale; e il tempo debito non è necessariamente quello che scatta dopo il suono della campana della fine della lezione. Non necessariamente la guerra è dichiarata: la si inizia e chi vince vince; sennò si esce con gli occhi blu. Non basta. Talvolta la bagarre scatta anche tra alunni e docenti. Il gradino della cattedra non serve più a dare autorità. Alzano la voce anche docenti di spicco, poiché sembra che non si riesca diversamente a farsi sentire. E non è detto che l’alterco cessi all’improvviso e del tutto.
    La stampa un po’ civettuola e pettegola si diverte anche a riferire con tutti i particolari del caso anche gli arrembaggi di qualche alunno o dell’intera scolaresca nei confronti dei docenti, quand’anche non sono i docenti stessi a provocare qualche bailamme perché magari qualche professoressa o qualche maestra si spoglia e si stende lungo la cattedra. Cose non inventate(basta connettersi a you tube!). Dopodiché, si capisce che scoppia l’ambaradam tra gli scolari.
    Il problema concerne in primo luogo i genitori. Non è possibile educare dei figli mettendoli contro gli educatori. E per suscitare rispetto verso gli educatori bisogna essere educatori a propria volta. In certi casi sembra che siano alcuni genitori da mandare a scuola: anche elementare. Poi è da vedere l’atteggiamento che tengono i docenti. Vi sono quelli che senza forzature si fanno rispettare, e allora non si danno lotte furibonde. Ce ne sono altri la cui finalità sembra essere quella di farsi accettare a tutti i costi, anche a costo di perdere qualsiasi autorevolezza, magari perché non ce l’hanno già. Il lavoro pedagogico nei confronti dei ragazzi è un’impresa corale. Guai se nella équipe degli educatori vi sono sbreghi: un po’ tutto va a monte. Il fatto è che quando non si crea una disciplina almeno passabile, non si riesce nemmeno a trasmettere delle nozioni. Volano gli aeroplanini di carta e le parolacce e i sorrisetti di compatimento. Chi insegna può spiegare le lezioni più impegnative o più elementari: se non riesce ad attirare l’attenzione, anche la tavola pitagorica diviene impervia. Per non parlare della grammatica e della sintassi. E’ dell’altro giorno la notizia apparsa su tutti i giornali, che nel concorso per diventare magistrati, i concorrenti abbiano commesso degli svarioni ed obbrobri di ortografia, grammatica e sintassi!!!
    Il bullismo scatta quando non si riesce più a dialogare, né si lascia che il docente si esprima. Allora alla conversazione o al silenzio dell’apprendimento si sostituisce la forza. Urge ordine e severità. Per la pace di tutti e l’apprendimento del programma scolastico.
    Ad majora

  17. gentile gabriele
    parlare con me di valorizzazione del centro storico è come sfondare una porta aperta.
    Concordo pienamente con lei con la necessità di rivalutarlo oltre quel che già, in effetti, è stato fatto. Forse io e lei pensiamo ad una giusta valorizzazione artistico-commerciale mentre la giunta uscente essendo guidata da un socio del centro ricerche ha badato più al lato artistico-culturale. In buona sostanza sul centro storico non me la sento di dire che nulla è stato fatto magari non è stato fatto quello che piacerebbe a me, questo si. E allora gabriele (e tutti gli altri ovviamente) sotto con le proposte.
    Come al solito ne faccio una che potrebbe scandalizzare: a mio avviso il centro storico dovrebbe diventare totalmente pedonale, con il divieto assoluto al transito delle auto (ma qui il discorso ci porterebbe alla polemica “parcheggio interrato) o, magari, come nel centro storico di Siena (ci siete mai stati?) consentire ad un auto a famiglia di “entrare” e parcheggiare nel centro storico pagando una specie di abbonamento al comune da esibire sul parabrezza. In Francia, nel 1998, per la prima volta vidi addirittura il sistema di pistoni idraulici che facendo da barriera agli ingressi del centro potevano essere sbloccati solo dai residenti. Una volta tolto di mezzo le auto e i motorini concordo, nuovamente, con lei che si dovrebbe incentivare l’apertura di esercizi commerciali sopratutto quelli che pubblicizzino i prodotti tipici della nostra terra.

  18. per pinko
    non ha certo bisogno di chiedere il permesso di intervenire ne era intenzione mia o di gabrile duettare. se lei ha intenzione di essere propositivo è il ben accetto in questo post dove ci siamo spostati proprio per questo motivo.
    non ho preconcetti su nessuno, tranne sui maleducati e coloro che non rispettano le idee degli altri e su quelli che, in partenza, pensano di essere meglio degli altri.
    Si faccia avanti anche lei con delle proposte e avremo sicuramente il piacere di confrontarci.
    penso condividete no?

  19. caro cinese, incredibile ma vero…. sono perfettamente d’accordo su tutto il tuo lungo “papiro” (non in senso negativo). Ma esprimere concetti di questo tipo non penso significhi essere fascista…. sposterei l’attenzione sul “come” far fronte ai problemi da te evidenziati… e qui…

  20. ma a nessuno viene in mente che ci possono stare anche 2 poliziotti ogni 2 abitanti, se poi i malviventi trovano giudici che applicano tutte le agevolazioni di questo mondo non serve a niente, due giorni dopo se li ritroveranno per strada?
    Il problema non è solo la repressione ma anche una deterrenza che deve venire dalla giustizia. A cosa servono due settimane di galera per certi ceffi che si vedono in giro.
    Scusatemi, ma i lavori forzati, permetterebbero delle riflessioni approfondite sulle proprie azioni, verrebbero fatti a gratis per le casse dello stato lavori di pubblica utilità e la polizia potrebbe meglio gestire l’ordine pubblico.
    Così è solo un ciclo di produzione continuo che dura non più di 20 giorni: scippo-arresto-processo-carcere-scarcerazione-scippo.
    Provate a parlare con un poliziotto e sentite quanta frustrazione per questa cosa hanno in corpo!

  21. Carissimo Cinese, anch’io sono profondamente amareggiata, a volte disgustata per questa triste dissoluzione di costumi a cui assistiamo, a volte impotenti, in questo nostro tempo. Mi permetto solo di prendere in considerazione la questione scuola, sulla quale lei, a mio avviso, ha caricato + responsabilità di quante effettivamente ne abbia. Per me la scuola deve fare il lavoro suo, deve andare imperterrita per la sua strada perseguendo il suo fine primario che è l’istruzione e la formazione culturale dell’utente, senza affanni e distrazioni di sorta. In qualità di agenzia educativa, per me, senz’altro è importante per la trasmissione di valori umani e della civile convivenza ma è la famiglia il luogo deputato e la massima responsabile di questa formazione “altra”, e non può e non deve demandare questa prerogativa a qualunquesia realtà, istituzionale o no.

  22. Gent.ma Marcella,
    mi permetta di fare ancora una considerazione:
    a scuola i ragazzi passano + ore che a casa,considerando progetti pon e quant’altro, ma la prima regola del vivere civile è l’educazione e il senso civico che non può essere che demandata alla scuola, diciamo per 2/3 e per 1/3 alla famiglia.
    non è possibile assistere da parte di alcuni docenti l’indifferenza al bullismo e non intervenire!! l’ho visto con i miei occhi!!
    se non erro molti dei nostri politici sono anche docenti!ho detto tutto!!
    ora lei mi dirà: che centra con i problemi di Bitonto? io le rispondo che i politici nostrani possono investire molto di più sulle politiche giovanili, giacchè i giovani sono il nostro futuro ed eliminare la microdelinquenza!
    io de “LA DESTRA” FARò INSERIRE NEL PROGRAMMA QUESTO PUNTO!

  23. maxandmal. Condivido in pieno il suo intervento. Lo sottoscrivo. E aggiungo: navette interne al centro storico! Come anche propongo: (estendendo a tutta la città) eliminazione delle strisce blu e sostituzione delle strisce blu con il parking ad ora!! Inoltre navette veloci per lo spostamento lungo tratti brevi (impensabile pensare ad una linea UNICA per una città come Bitonto!!! ). Insomma ridefinire il TRASPORTO PUBBLICO.
    Insomma, l’ordine pubblico non è soltato gestione dei criminali incalliti, ma anche EDUCAZIONE dei cittadini …
    Vedete come dal problema criminalità … scaturiscono tutta una serie di piccoli problemi che se trascurati diventano grandi????????

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