E IL CANTIERE VIENE ALLO SCOPERTO

2d616a849183cf93a5a3589d9e6ec370.jpgSi è aperta con un accorato ricordo di Bettino Craxi, di cui per coincidenza (freudiana?) ricorreva l’anniversario di morte, la 1^ Conferenza Programmatica del Cantiere della Partecipazione, celebrata Sabato 19 Gennaio presso la hall dell’Hotel Nuovo.
La nuova formazione politica, che dopo l’ingresso del gruppo di Bitonto dei Valori (dissociatosi dalla sezione bitontina di I.d.V.) vede l’apporto trasversale di ben undici soggetti politici ufficiali (cfr. Il Cantiere organizza per il 19 p.v. la Conferenza programmatica, clicca qui), esce allo scoperto presentando alla cittadinanza i punti salienti del proprio progetto politico ed inaugurando definitivamente una campagna elettorale che si andava bisbigliando da mesi.
Tutti hanno tessuto la tela, non c’è stata nessuna Penelope che la disfacesse in attesa di Un Ulisse…”: le parole di Vincenzo Fiore, portavoce della compagine, indicano da subito la pluralità di sensibilità politiche ed ideologiche all’interno del Cantiere come una delle sue maggiori risorse.
I singoli simboli ci infastidiscono. Noi vogliamo andare al di là di essi”: sarebbe a dire che in questa avventura elettorale ciascuno mette se stesso e la propria voglia di dare una svolta democratica e popolare all’amministrazione comunale, indipendentemente dai retaggi politici e dalle definizioni di partito, talora evidentemente distanti dal punto di vista storico (si pensi solo all’accostamento di Dc e Comunisti Italiani).
Quello che emerge dalle parole del suo attuale rappresentante è un Cantiere duttile e dinamico, che rinuncia al vecchio settarismo partitocratrico e ideologico in virtù di una sintesi superiore che guardi all’interesse comune della cittadinanza e, dopo un quindicennio di governo del centro-sinistra bitontino – definito come l’espressione di una casta di potere che deputa a pochi fedelissimi le decisioni da prendersi nelle “segrete stanze”- riesca innanzitutto a “restituire fiducia e speranza ai cittadini”, che nell’espressione di un’amministrazione sorda e inerte avrebbero perso il proprio diritto alla partecipazione.
A chi li definisce “cariatidi” (è esplicito il riferimento a dei commenti apparsi poco tempo fa proprio sul nostro blog), gli esponenti del Cantiere rispondono rivendicando la propria gioventù d’animo, la passione, sempre fresca e viva come un tempo, con la quale intendono imprimere una sferzata di novità e di trasparenza alla politica locale in vista delle prossime amministrative, facendosi solo promotori di un movimento che in realtà –promettono- proporrà nomi e volti nuovi e giovani per le proprie liste.
Certo, le laudationes temporis acti acutamente rilanciate – quando non vecchi rancori e recriminazioni di opportunità negate – non si direbbero propriamente segni di una politica che appartiene ai giovani e, soprattutto, che pensa con i giovani e respira il loro (sit venia, il nostro!) desiderio di discontinuità, la ricerca di una gestione della cosa pubblica che – piuttosto che cambiare solo i nomi – cambi habitus etico e metodologico e, ad esempio, non ipotizzi nemmeno di “recuperare gli stracci vecchi gettati via dal centro-sinistra bitontino negli ultimi anni”.
Sicurezza. Ambiente. Territorio e urbanistica. Lavoro, specie nella piccola e media impresa. Trasparenza. Tutte le priorità programmatiche del Cantiere, peraltro riassunte nei 13 generali punti indicati nelle cartoline distribuite ai cittadini, vengono affermate in forte tensione dialettica con le misure adottate negli ultimi anni dalle giunte Pice.
Fra l’invocazione di un nuovo Piano regolatore Generale, un Laboratorio per la Sicurezza ed una Struttura informatico-multimediale che funga da interfaccia fra cittadino e Servizi comunali, si fa in ogni modo palese un atteggiamento di forte critica verso taluni amministratori (leggi assessori), rei –si dice- di negligenze ed inadempienze nelle rispettive aree di competenza.
Controversa, infine, la vicenda del candidato-sindaco.
Se il Cantiere aveva infatti battuto sul tempo ogni altra iniziativa partitica indicendo le cosiddette Primarie del Popolo, da realizzarsi tramite indicazione di ideali candidati su apposite cartoline distribuite alla cittadinanza (a detta degli interessati ne sono state riconsegnate circa 2500), in occasione della conferenza Fiore ha per la prima volta cautamente rotto il riserbo in merito agli scenari alternativi che da tempo si andavano teorizzando, parlando di “una variante, che inaspettatamente potrebbe rientrare nelle Primarie, che comunque il 3 febbraio dovranno essere celebrate”; espressione, per la verità, assai enigmatica, non fosse stata accompagnata dall’ammissione del fatto che il Cantiere sta ultimamente ricevendo indicazioni fortemente convergenti su uno stesso nome, come i suoi stessi componenti avrebbero appreso da “Il Grillo Parlante” di Valentino Losito. (Una domanda: il Grillo rappresenterebbe da sé una quota di espressione popolare o ci sono ulteriori notevoli accreditamenti popolari – solamente riportati dal Grillo – che noi non conosciamo?) [cfr. “Il Grillo Parlante”- 02_05 e prec., clicca qui]
L’innominabile arcano verrebbe così a risolversi, deduciamo, nella persona di Raffaele Valla, già questore di Taranto ed ivi sconfitto nel confronto elettorale allora candidato per il centro-sinistra con la Di Bello nel 2000; intuizione (se ancora si può dire tale) peraltro confermata dalla ingente presenza, nella hall gremita dell’Hotel nuovo, di esponenti del partito di Forza Italia, che attualmente sosterrebbe Valla.
Che la sedicente giovane politica del rinnovamento e della partecipazione non stia già cedendo il passo a quella del tacito compromesso, della cooptazione, delle vecchie (vecchissime!) benedizioni?
Che non ci si ritrovi a piangere le prime morti bianche nel Cantiere della Partecipazione.
Quelle del Popolo.

Sabino Paparella

E IL CANTIERE VIENE ALLO SCOPERTOultima modifica: 2008-01-20T14:30:00+01:00da bfreezones
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6 pensieri su “E IL CANTIERE VIENE ALLO SCOPERTO

  1. Ottimo articolo, anche se di benedizioni non ne vedo.
    Non credo ci saranno morti bianche nel cantiere (bellissima comunque la battuta), visto che mi sembra una compagine molto unita.
    L’inizio mi sembra ottimo e Fiore è stato convincente.
    Credo che questa campagna elettorale meriti di essere osservata perchè sarà molto combattuta.
    non posso esimermi comunque dal dire, in riferimento alla presunta presenza di esponenti di Forza Italia (se per questo c’erano anche esponenti di altri partiti) che c’è una ridda di voci in giro che sembrano essere un pò le solite voci di corridoio facili da smentire perchè false, un pò voci atte a destabilizzare e a incrinare l’immagine del cantiere….la politica purtroppo si fa anche con questi mezzucci.
    Come dissi in passato, non ci resta che aspettare e vedere cosa il futuro politico ci riserva.

  2. Caro Sabino, che tu abbia una formidabile capacità di redigere, è evidente. Meno formidabile appare ai miei occhi la tua trasparenza nell’elencare e riportare i discorsi emersi ieri.
    E’ vero, un giornalista non deve solo elencare i fatti, ma deve anche interpretarli. E tu lo fai. Ma lo fai con occhi di chi vede marcio dapperttutto, o quanto meno nel cantiere…spero tu abbia gli stessi occhi “critici” anche quando si parlerà dei “progetti del PD” bitontino, che poco e niente ha a che fare con quello nazionale e/o regionale. Veltroni pare che abbia detto camminerà da solo. Il PD Bitontino ha la necessità di essere mantenuto da stampelle altrettanto “di sensibilità diverse e differenti molto di piu’ di quelle che osservi tra DC e PdCI!! Immagini un candidato diessino sostenuto dallo SDI? Puo’ mai un socialista votare per un diessino?
    Corsi e ricorsi storici scriveva G. Vico agli inizi del 700…
    Comunque qualora fosse il Valla il candidato sindaco, una mano sulla coscienza dovrebbero mettersela davvero anche gli aspiranti sostenitori moderati del centro sinistra….
    E’ vero che, come tu scrivi, perse le elezioni nel 2000, ma allora il centrosinistra ESULTAVA per essere almeno arrivato al ballottaggio…tu invece lo descrivi come un già-perdente…e poi la Di Bello non ha fatto niente di bello…anzi tranne gli stipendi d’oro e il crack finanziario non ho molte notizie in merito a lei…(quindi i tarantini stanno ancora mordendosi le mani per le scelte sbagliate fatte allora).
    Ad ogni modo ben poco credo che “i tanti” forzisti presenti (io ne vidi a malapena 3 o 4) erano li solo per il fatto che si è già prestabilito il nome del candidato…. D’altra parte vorrà dire che, qualora a queste 11 sigle si aggiunge pure quella di FI e magari anche dell’UDC e di AN… …………………………………………………………………………………
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  3. Gentile “un giovane”,
    lungi da me ogni dietrologia. Sono convinto anzi, come scrivevo qulache giorno fa, che il pensar sempre male e dubitare di ogni iniziativa sia solo deleterio per il pubblico dibattito.
    Attenti, però, a non bendarci gli occhi, perchè talvolta i gesti e le immagini -i “sèmata”- possono essere ben più eloquenti delle parole -i “semèia”- (ti rimando ad una lettura attenta della leggenda del Re Ittita Itandura e del Gran Re Ciro nella Scienza Nuova del citato G.B. Vico).
    Non dubitare che la mia coscienza critica si mantenga integra nei confronti di tutti e di ciascuno.
    D’altronde non si può parlare di chi è ancora rinchiuso nelle botteghe di partito.
    Che il dibattito possa continuare, per tutti, libero e democratico.
    Grazie per il tuo contributo.

  4. Arrivismo dell’ideologia tedesca.
    Se scienza è perseguire la storia, a cosa è ridotta la storia?
    Tucidide diceva che la scienza è aleteia (verità), ma la conoscenza assoluta è un idealismo hegeliano che lascia il tempo che trova… non abbiamo bisogno di idealismi ma di solide realtà che devono concretizzare i seméia.
    Qualora comunque ci sia una epifania, una rivelazione da addurre per evitare l’eterno ritorno e smascherare ciò che più sa più tace, ben venga quel momento…anche con i semata se servono…

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