DON TONINO, PASTORE DELLA CHIESA DEL GREMBIULE

1e14e5e18d48592a1b6826bd11a4888b.jpgVoce di colui che grida nel deserto: Preparate la Via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri
Don Tonino Bello: un uomo, un vescovo, assurto ormai ad emblema del coraggio della testimonianza viva, della determinazione di chi non teme di mandare in frantumi il muro di artificiose costruzioni dell’uomo moderno.
Un inquieto cercatore di verità, un profeta coraggioso, un costruttore di pace.
È stato il protagonista, giovedì 3, del primo incontro di “Gennaio, mese di pace”, manifestazione organizzata dai giovani dell’Azione Cattolica della parrocchia di Santa Caterina e giunta alla sua seconda edizione.
Don Tonino, con le sue parole e, soprattutto, con le sue opere continua a far parlare di sè e ad emozionare anche i cuori dei più giovani, che non l’hanno conosciuto.
Ed è stato appunto un ragazzo, Emanuele Paparella, responsabile dell’Azione Cattolica giovani, ad aprire la serata delineando la figura del noto vescovo in relazione ad un personaggio del Vangelo a lui molto simile, Giovanni Battista.
Entrambi hanno vissuto il loro tempo alla ricerca incessante della verità più pura, cercando di denudare l’anima degli uomini, senza badare a “Ciò che si pensa, ciò che si dice, ciò che si fa”, Heidegger docet. Hanno entrambi scelto di vivere da protagonisti con determinazione e coraggio e di gridare il proprio messaggio anche se nel deserto.
Mons. Vincenzo Pellegrini, parroco di Ruvo, ha, poi, raccontato la propria amicizia con Don Tonino, descrivendolo come un uomo comune, ordinario, che non si è mai risparmiato per gli altri.
Pur conscio dei propri obblighi di vescovo, non è mai stato un burocrate ma ha sempre indossato gli abiti del pastore, in continuo contatto con tutte le sue pecore.
Un vescovo fuori dagli schemi, talvolta anche “ribelle”, sempre in prima fila, pronto a chinarsi per aiutare un debole pur nella consapevolezza della propria “grandezza”
Il suo motto di vita è stato “Chi non vive per servire non serve per vivere”  che gli è valso l’epiteto di Vescovo della Chiesa del grembiule.
Anche quando le sue forze lo stavano abbandonando e la malattia gradualmente lo divorava, non gli sono mai mancate parole di conforto e di coraggio per quanti soffrivano per lui.
La sua voce, che ancora trasmetteva un messaggio di speranza e di pace, seppure debole, riusciva ad essere assordante e a squarciare il silenzio di un mondo sordo ai bisogni dell’altro.
L’unico rammarico è stata la scarsa presenza alla serata di giovani, forse ancora troppo presi dal vortice del consumismo natalizio.
La figura di Don Tonino, al contrario, dovrebbe ispirare un nuovo stile di vita improntato al coraggio, alla determinazione e all’impegno tenace per la costruzione della pace nella consapevolezza che, nelle sue stesse parole “Strada facendo… Quasi per dire che il cantiere della pace vera ferve là dove si snoda il traffico della vita quotidiana e povera

FRAMMENTI DI SPERANZA E DI PACE, ESTRATTI DAI SUI SCRITTI

Che cos’è la Pace? È un cumulo di beni. È la somma delle ricchezze più grandi di cui un popolo o un individuo possa godere. Pace è giustizia, libertà, dialogo, crescita, uguaglianza.
Pace è vivere radicalmente il “faccia a faccia” con l’altro, non il “teschio a teschio”. Vivere il “faccia a faccia” non con gli occhi iniettati di sangue ma con l’atteggiamento del “disinteresse”
Questo lo dico per tutte le religioni. Quando tutte le religioni saranno capaci di dare la vita per l’uomo, allora scompariranno anche le loro contraddizioni.
Don Tonino Bello

 

A cura di Chiara Colamorea

DON TONINO, PASTORE DELLA CHIESA DEL GREMBIULEultima modifica: 2008-01-07T06:40:00+01:00da bfreezones
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