COUNTDOWN: MENO TRE

Questi ultimi scampoli d’anno ci offrono l’opportunità – e l’ineludibile necessità – di tracciare un bilancio di questo 2007. Interroghiamoci sul senso delle strade intraprese lungo questo periodo.

Meno tre.
Come la Trinità, legame vincolante con la dimensione della trascendenza.
Diremmo: Noi e l’Assoluto.
E la fine di un anno può così divenire anche l’opportunità per trovare il vuoto ed il silenzio attorno a noi, per cercare nella pace dell’anima battiti ed echi della nostra esistenza.
Al riparo dall’incomprensibile blaterare della nostra routine e dall’assordante mutezza delle nostre coscienze ricaviamo in questi essenziali scarti di tempo il cantuccio del dialogo con  noi stessi, quell’intervallo di spiritualità che ci interroga in merito ai profumi di religiosità con cui sappiamo condire la nostra vita.

Profumi di religiosità
– badate –ma non necessariamente di Dio, perlomeno quale siamo soliti pensarlo. Perché la domanda di fede è una sana inquietudine che tutti deve attraversare e sconvolgere, credenti e non, atei e santi, religiosi e laici. Guai a risolvere nell’epicureismo il rifiuto di Dio o della Chiesa.
Un profumo di religiosità, dicevo piuttosto, perché in ogni possibile traduzione esso interpreta etimologicamente il raccordo residuale (re-ligio appunto) fra  presenza contingente ed esistenza originaria degli uomini. Cifra della condizione umana generale, esso dipinge il nostro ritratto sulle scabrose superfici dell’eternità, annuncia di noi una parola che ci impone di fare scalpore nella storia.
Che questo lasso di attesa si imponga come ricerca del silenzio.
Che il nuovo anno che ne seguirà porti con sé domande di senso, autentiche e profonde. Attraverso di esse ci venga garantito, sempre e comunque, il diritto alla fede, lo slancio verticalistico verso una Verità superiore, quale che essa sia.
Nel rimarcare una sperequazione palese, d’altronde, il nostro rapporto con l’Assoluto ci ricorda come la nostra finitezza sia una risorsa. L’invocazione al cielo in qualche modo ricorda come a ciascuno di noi, indipendentemente da qualsiasi considerazione di merito, sia affidato un tempo; ed uno spazio.
Nel limite di una scheggia temporale come quella del nostro anno ancor meglio sappiamo apprezzare come questo sia un dono di grande dignità e viva incarnato nella diacronia della nostra storia, una storia in costruzione ed evoluzione, pregna del nostro contributo dinamico e creativo, della libera aggiunta che sappiamo imprimerle.
Nella parzialità degli orizzonti miopi dei nostri panorami, infine, sappiamo riconoscere l’anima –  di per sé “immagine mobile dell’eternità”, come avrebbe detto Agostino – come  “luogo” privilegiato a cui rapportare gli spazi della nostra vita.
Se nei sogni appassionati della vigilia di Capodanno, se in quegli istanti che vedono il rimpianto per il tempo fuggito superato dal lume di una speranza che si accende, se in quegli attimi di commozione sapremo confermare l’eternità e l’anima come riferimenti irrinunciabili della nostra transumanza di uomini, ci sarà ancora spazio per un futuro di serenità e verità.

Sabino Paparella 

COUNTDOWN: MENO TREultima modifica: 2007-12-29T10:00:00+01:00da bfreezones
Reposta per primo quest’articolo

3 pensieri su “COUNTDOWN: MENO TRE

  1. Cara, carissima befana
    lo so che non sei abituata a ricevere letterine di richieste doni e che tutti preferiscono a te quel magnanimo babbo natale, ma spero tu possa fare un’eccezione per una tua fan. essì perchè tu sei la mia preferita, prima di tutto perchè sei brutta ma te ne freghi eppoi, soprattutto, perchè hai il potere di ricordare agli uomini che la meritocrazia può esistere su questa terra e non sarebbe poi così male. lo so, lo so, la storia del carbone ai cattivi e dei dolciumi ai buoni è superata, le aziende di dolciumi t’hanno fottuta anche su questo e si sono inventati il carbone di zucchero…
    ma pensa, pensa forse c’è un rimedio anche a questo…
    stavo riflettendo, sai, e credo di poterti aiutare a scegliere cosa lasciare nelle calze di chi…
    senti un po’…

    caramelle alla frutta ma senza zucchero a tutti i politici di centro sinistra. qualcosa dal sapore fruttato può cambiare così l’amaro che hanno in bocca dopo ogni riunione e magari aiutare loro ad evitarci di avere 4 candidati-sindaco, 300 aspiranti consiglieri e una frammentazione indecorosa.
    mi raccomando, però, befana amica mia, che siano senza zucchero e con l’incarto rosa, così si ricordano che al mondo esistono anche le donne capaci, in politica, e non si limitino a metterne una solo dopo che tutte le fette della torta siano state spartite.

    caramelle al guaranà ai politici invece di centrodestra così recuperano un po’ di forza e cominciano a fare davvero opposizione per questi ultimi mesi che restano e si preparano ad una campagna elettorale degna di nome

    pasticcini di mandorla e cartellate a tutti quei ragazzi e quelle ragazze che odiano bitonto, che credono non abbia nulla da offrire e non muovono un dito per cambiare le cose, che vanno nel salento alle feste di paese e a ballare la pizzica ma disertano gli eventi in piazza della città. a loro i dolci della nonna forse (!) potranno alimentare la curiosità per la nostra tradizione che ha bisogno di giovani menti per essere rinnovata

    cioccolato da meditazione, per trovare un po’ di pace, a quanti suonano in coda ai semafori, a quanti parcheggiano in doppia fila, a quanti dall’altra parte degli sportelli ti trattano male, a quanti per un motivo o per un altro hanno sempre qualcosa da criticare (me compresa) e usano questo blog per sfogarsi un po’

    incarti di cioccolatini colorati, ma senza alcun cioccolatino all’interno, a chi inganna, a chi fallisce due tre volte nella vita, mette in ginocchio altre famiglie ma ha sempre una bella mercedes da mostrare, a chi si ritrova ad organizzare eventi, progetti, convegni o a ricevere finanziamenti sebbene non abbia alcuna competenza o peggio possa vantare solo parentele eccellenti… a tutti loro soltanto incarti vuoti, perchè sappiano cosa significa essere presi in giro e non avere nulla.

    infine, cara amica befana, tanti, tantissimi cioccolatini, praline gustose e caramelle dolcissime a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, a tutti coloro che nella propria vita, che sia in politica, nel sociale o nel mondo economico, quotidianamente non hanno dimenticato di rispettare, di amare, di lottare perchè a tutti loro una piccola gratificazione possa essere da mordente a continuare sulla retta via.

    grazie

    una tua fan

  2. le riflessioni a fine anno… io credo che siano un momento molto importante … soprattutto se si è scelto di vivere la propria vita da “protagonista”… da primo attore … se si è scelto di “vivere” piuttosto che di “campare” o ” lasciarsi vivere”. Non è facile in un tempo in cui hai da tutte le parti chi ti offre un copione da recitare. Devi solo scegliere… Puoi scegliere il modello all’ “ultima moda” si tratterà solo di stare sempre attento a quello che va e a quello che non va…oppure il modello “mordi e fuggi”, tante esperienze lasciate anche cader prima che siano giunte al termine…C’è poi il modello “il più furbo va avanti” o ancora “esisto io e nessun altro”.
    Scegliere di non recitare nessun copione, scegliere di scrivere per sè le proprie battute, scegliere di essere “persona” che sceglie per sè liberamente, la maggior parte delle volte porta alla esclusione.
    eppure dà una grande soddisfazione…Alla fine di un anno, certo non manca una nota di tristezza, per le cose che non si sono fatte ma che si potevano fare… le parole non dette o dette male… le volte che è mancato quel pizzico di coraggio in più.
    ma c’è anche anche l’orgoglio di una vita che tenta di essere “piena” e piena non di cose, ma di senso. Una vita che a volte sembra una lotta contro i mulini al vento, ma che in realtà è guidata dalla capacità di vedere oltre il buio. E’ guidata dalla speranza. Non una speranza che induce alla passavità ma che spinge all’azione. Mi viene chiesto tanto perchè mi è stato dato tanto. Che sia un anno quello che viene di senso e di speranza.

Lascia un commento