LA POSIZIONE DI CITTA’ DEMOCRATICA SULLE PRIMARIE

4199b9e221ddee53faa53fe74483406f.jpgCittà Democratica si esprime sulla possibilità di elezioni primarie per le amministrative bitontine del prossimo maggio in una lettera aperta ai partiti e ai movimenti di centro-sinistra

L’incontro sulle primarie organizzato da “Città Solidale” il 3 dicembre scorso nella Sala degli Specchi è stata una buona occasione di confronto. Perciò ringraziamo i promotori dell’iniziativa.
Per l’associazione politica “Città Democratica”, che per la prima volta si confrontava pubblicamente con le altre forze partitiche, è stato un momento significativo, in linea con il suo spirito di ascolto, scambio e partecipazione.
Nel suo piccolo, un’occasione storica, in cui, per la prima volta, il confronto fra le forze politiche di coalizione non è avvenuto nelle “segrete stanze”, ma in uno spazio pubblico, in cui tutti, liberi cittadini e rappresentanti istituzionali, hanno potuto parlare delle proprie aspettative, delle proprie proposte, delle proprie ansie. Riteniamo che sia già questo un segno dei tempi che cambiano.
Come abbiamo già affermato nel corso del dibattito, saremmo favorevoli alle primarie se esse fossero uno strumento reale di partecipazione, contrari se si riducessero a strumentalizzare lo spirito e l’idea democratica da cui sono nate.
Sembra nel panorama politico attuale che le primarie siano diventate un passaggio obbligato della partecipazione democratica e garanzia dell’effettivo coinvolgimento dei cittadini nella cosa pubblica. Purtroppo non sempre è così. Per questo, la proposta di elezioni primarie nell’ambito di una pluralità di forze politiche ci lascia piuttosto perplessi per una serie di ragioni. Ne indichiamo almeno due:
1. ORGANIZZAZIONE: Perché tale procedura produca effetti positivi in termini di democrazia è necessario che esse siano condotte con rigore ed efficace organizzazione; tale presupposto, già difficile da ottenere nelle elezioni ordinarie, diventa ancora più difficile da ottenere se deve essere organizzato non all’interno di un singolo partito, ma coordinato tra più partiti o movimenti, o liste civiche.
2. FORZA DEGLI APPARATI DI PARTITO: Tale procedura, se non ci fosse piena consapevolezza degli elettori, porterebbe – come è facilmente prevedibile- al solo risultato di designare il candidato della forza politica maggiore all’interno dello schieramento; questo di fatto lo legittimerebbe e rafforzerebbe ulteriormente, consacrandolo come voluto dal “popolo”, e toglierebbe alle forze politiche nuove l’occasione di proporre all’elettorato il proprio candidato sindaco.

Da qui la nostra proposta di organizzare le primarie non all’interno del centro sinistra ma, invece, all’interno dei singoli partiti e associazioni politiche, lasciando emergere i migliori. Poi si vada direttamente alle amministrative, a sottoporsi al giudizio dell’elettorato.
Fin dagli inizi del suo percorso Città Democratica ha osservato e analizzato con attenzione l’evolversi del quadro politico nazionale e locale. La ricomposizione delle forze dell’area di sinistra e la nascita del Partito Democratico sono state motivo di grande speranza per la spinta di rinnovamento e di partecipazione che hanno sprigionato.
Nel dibattito interno, seguito al nuovo assetto nazionale, Città Democratica  ha ritenuto fondamentale privilegiare l’impegno a favore della Città e mantenere indipendente la sua identità, con passione costruita in questi mesi e alla quale non vuole rinunciare; perché, a dispetto dei mutamenti politici nazionali in atto, in Bitonto – nella migliore tradizione gattopardesca- tutto sta cambiando (sigle, slogan, parentele) ma nella sostanza tutto resta come prima: nei metodi e nei protagonisti.
Questa nostra identità è quello che vogliamo ci contraddistingua non solo agli occhi dei partiti storici, ma anche agli occhi dei tanti bitontini stanchi e delusi della politica. In questo panorama di disillusione e di confusione, la nascita di un altro movimento politico, a giusta ragione, potrebbe essere giudicato con sufficienza e dispetto come l’ennesimo tentativo di conquistare una poltrona e poi disinteressarsi dei problemi della città.
Anche su questo ci siamo a lungo confrontati all’interno del movimento. Per questo, ribadiamo che Città Democratica vuole in primo luogo partecipare alla vita della città, senza scadenze o mandati. Le elezioni amministrative sono uno dei momenti di questo confronto. Non l’unico, certamente, per noi, non l’ultimo.
Siamo convinti che nella politica bitontina si debba avviare una rivoluzione copernicana: mettere al centro della nostra attenzione non i nomi, gli apparentamenti, le liste, gli accordi ma piuttosto la nostra città.
Quale volto vogliamo darle? Quale futuro immaginiamo per lei? Su quali risorse umane, materiali, storico-artistiche, finanziarie e produttive, ambientali possiamo immaginare un nuovo rinascimento? Quale assetto urbanistico e quale vivibilità possiamo garantirle? Quali risposte dare alle sue emergenze sociali? E alla domanda di sicurezza sociale come vogliamo rispondere? Quale investimento fare sulle giovani generazioni?
Come svegliare gran parte della cittadinanza assopita in un lungo letargo civico e cominciare a fare  esercizi di cittadinanza attiva?
Bitonto è sotto i nostri occhi e noi non siamo contenti di come è. La vorremmo diversa.
Basta attraversarla e guardarla attentamente per comprendere che non c’è prossimità ai problemi della gente, che trionfa l’assoluto individualismo e il fai da te.
Riteniamo che, a conclusione di un’amministrazione decennale del centro sinistra, si debba aprire un pubblico dibattito e un serio articolato confronto sui risultati e gli obiettivi raggiunti.
In una logica progettuale il momento della verifica è un passaggio decisivo. Non è possibile pensare che il voto possa essere il momento della verifica per eccellenza.
Prima che la campagna elettorale accenda gli animi e con le sue dinamiche renda poco oggettive e falsifichi la valutazione sui successi conseguiti e sulle inadempienze o fallimenti, è possibile che gli amministratori uscenti e la maggioranza che li ha sostenuti diano ai cittadini il resoconto di questo decennio? In quale stato di salute consegnano questa città?
Anche questa piccola proposta è un atto di partecipazione, nell’orizzonte della “democrazia di prossimità”.

Visita il sito www.cittademocratica.org


Fonte: newsletter Città Democratica

 

LA POSIZIONE DI CITTA’ DEMOCRATICA SULLE PRIMARIEultima modifica: 2007-12-21T00:20:00+01:00da bfreezones
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6 pensieri su “LA POSIZIONE DI CITTA’ DEMOCRATICA SULLE PRIMARIE

  1. ma che intende città democratica per primarei nei partiti e poi via , tutti alle amministrative? che ogni partito porti il suo candidato sindaco, il migliore secodno loro, e che poi corrano tutti alle primarie per scegliere quello della coalizione? e così non sarebbe una frammentazione foriera di una legittimazione totale del candidato del partito di maggioranza?non ho ben capito, e se quello che ho capito è esatto….bè, penso che abbiamo un problema di comprensione e analisi delle dinamiche delle primarie….

  2. Carissimo/a A.
    Per “primarie nei partiti…” intendiamo che ogni movimento o partito, al suo interno, qualora lo ritenga opportuno, indica le primarie per definire il proprio candidato sindaco. Successivamente, senza le primarie di coalizione, ogni candidato andrebbe direttamente alla competizione elettorale. Per esempio, qualora “Città Democratica” lo ritenga opportuno, potrebbe indire le primarie per eleggere, fra i suoi soci, il proprio candidato sindaco da proporre poi direttamente ai cittadini. Per ogni altra indicazione sulle nostre proposte, puoi scriverci a info@cittademocratica.org

  3. Carine però queste consultazioni elettorali all’americana. Eh che ve ne pare amici del blog? Ma in realtà a cosa servono se poi va a finire come al solito? A far pagare 1 euro ad ogni elettore? Vi sembra democratico far pagare per un diritto civile sancito dalla Costituzione? E perché mai fare le primarie anche per le liste civiche e per i candidati sindaci. Tra un po’ faremo le primarie anche per eleggere il capoclasse, il capitano della squadra di calcio o di volley, per eleggere il capocondomino e le primarie tra uomini e donne per eleggere chi e con chi si sposerà!
    tutto perché? per apparire sulle pagine dei giornali, in televisione, essere additati come gli uomini che cambieranno le sorti della città… e bla bla bla…
    Ma scusate non mi è chiara una cosa: ci sono due liste civiche con nomi simili una che si chiama città solidale e l’altra città democratica? oppure sono la stessa cosa…e poi fuori i nomi di tutti i promotori delle liste… non facciamo come Laboratorio ‘qualcosa’ (sta in via traetta angolo via spinelli) già Italia dei Valori, già lista Divella, già Valori Sociali, già Udc, Ccd ecc ecc.

  4. FRancamente pernso che questo sia un metodo per svilire la democrazia. Mi spiace doverlo dire così bruscamente, ma penso che 10 candidati nella stessa tornata elettorale siano una dispersione inutile di consensi. Anzi, queste modalità servirebbero solo per eleggere il candidato sostenuto dal partito più forte. Vi prego non facciamo finta che la democrazia sia rapida ed efficacce come prendere un caffè, e abbiamo il coraggio di dire che è una pratica costante, spesso molto lenta, ma che di certo non si può improvvisare. Se non cambiano le condizioni del territorio, attraverso un lavoro profondo e continuato, avremo sempre e comunque le masse pilotate all’urna. E con un candidato pe rogni partito, scusatemi, ma sarà così…
    grazie comunque della disponibilità.

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