TROPPO/I DEMOCRATICI?

«Essere democratici vuol dire assumere nella propria condotta la democrazia come ideale, come virtù da onorare e tradurre in pratica»

Gustavo Zagrebelsky


Le melodie rustiche delle zampogne natalizie hanno appena cominciato a riempire i viottoli della città e già si sente risuonare in lontananza il valzer degli accoppiamenti di primavera.
Nello specifico, in occasione del recente convegno sulle primarie nel centrosinistra (cfr. Primarie:si, no, se nella sezione “politica”) si è resa manifesta l’interessante danza della coppia Città Democratica – Partito Democratico.
In quella sede, infatti, il sen. Giovanni Procacci non aveva fatto mistero di un invito a nozze al movimento politico cittadino presieduto dal dott. Filippo D’Acciò, non lesinando al tempo stesso amare critiche alle mosse strategiche dello stesso, che – a suo dire – mirando alla costituzione di una lista civica non farebbe altro che sottrarre risorse di rinnovamento a realtà politiche come il PD, che della ri-generazione ha fatto uno dei capisaldi della sua missione.
«Voi siete naturalmente nel PD» aveva proseguito animatamente il senatore, indicando dunque il sistema partitico vigente ( nel soggetto particolare del Partito Democratico, s’intende)  come l’unica possibilità reale di impiego di tutti quei cittadini, di quelle forze sociali che desiderano migliorare la città e dare anche alla politica un’accezione più positiva e sana di quella che sembra aver assunto negli ultimi anni presso la società civile.
Pur nell’assenza di un contraddittorio diretto –in quell’occasione- in merito alle scelte strategiche effettuate, finora il modus operandi di Città Democratica, per la verità, sembra essere sensibilmente differente da quello rappresentato, dal momento che essa «intende svolgere attività di analisi, confronto, proposta e azione politica attiva a livello locale, al fine di promuovere e realizzare una partecipazione politica popolare, democratica e reale», come si legge nell’art.2 del suo Statuto. La sua attività, infatti, muovendo dalla volontà di facilitare la partecipazione democratica, almeno in linea teorica non dovrebbe essere riconosciuta come una minaccia dalle formazioni partitiche, che –seppur per altri sentieri- la medesima finalità dovrebbero perseguire.
Questo se si crede ancora nel pluralismo come risorsa e non come attentato ai potentati, ovviamente.
Sarebbe semmai più edificante chiedersi perché la cittadinanza bitontina abbia dovuto ricorrere al mezzo del movimento civico per sentirsi rappresentata, perché il sistema partitico sia sentito così distante e falso…
La cattiva politica, su questo non c’è dubbio, si sconfigge con la buona politica, e non con l’antipolitica. Resta da capire se benedire l’articolo 18 della Costituzione combattendo in prima linea ed in prima persona per l’affermazione del criterio partecipativo come sovrano del sistema democratico sia da bollare come un gesto di antipolitica.
Mai come oggi, la democrazia è una malattia contagiosa. Per fortuna.
A proposito dei valzer, comunque, Città democratica per il momento tace, lasciando cadere nel silenzio gli accorati appelli sinistrorsi.
E intanto, tra pestoni e assoli, le danze si sono aperte. Vorticose.

Come sempre il nostro blog è aperto a chi, da entrambe le parti, volesse offrire direttamente dei chiarimenti.

Sabino Paparella

TROPPO/I DEMOCRATICI?ultima modifica: 2007-12-10T09:15:00+01:00da bfreezones
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6 pensieri su “TROPPO/I DEMOCRATICI?

  1. Lo dico subito: nutro notevole scettiscismo nei confronti delle liste civiche. Non voglio fare sterile polemica, ma gli ultimi 15 – 20 anni (non sono così vecchio…..tale è il mio “background”, …) hanno visto il formarsi a Bitonto di molte (io ne ricordo almeno 3 tra quelle che mi erano più “vicine”, ma forse sono anche più) liste civiche, tutte più o meno nel periodo che precedeva la naturale scadenza del mandato amministrativo e tutte con il nobile intento di “svolgere attività di analisi, confronto, proposta e azione politica attiva a livello locale, al fine di promuovere e realizzare una partecipazione politica popolare, democratica e reale”….
    Mi chiedo…..quale associazione o movimento a sfondo politico si sognerebbe mai di inserire nel proprio statuto frasi di diverso tenore?
    Non ricordo invece, ma forse mi sbaglio, un movimento o una lista civica con identici obiettivi che sia sorta sei mesi – un anno dopo il turno amministrativo, per accompagnare il governo della città e promuovere ALLORA la “partecipazione politica popolare, democratica e reale”.
    Nella realtà dei fatti in molti casi in passato, la lista civica ha avuto, secondo me, lo stesso ruolo di un reality in onda sulle nostre care reti Rai, rimuovere a volte decennali strati di polvere dall’immagine pubblica di taluni….aprire porte o stanze del Palazzo per altri, grazie al potere intrinseco di alcune centinaia di voti (tanti ne sono sufficienti per iniziare la contrattazione……) raccattabili tra parenti e amici o alla visibilità acquisita…e mi fermo qui!
    Ecco quindi lo scetticismo di partenza…. Ecco perché da un po’ di tempo penso (è una posizione maturata poco alla volta, in realtà….), che se si vuole cambiare qualcosa e si ritiene di avere la forza, la possibilità, la capacità, bisogna farlo standoci dentro, dentro le comunità, dentro le associazioni, ….dentro i partiti!
    Altrimenti, ci sarà sempre qualcuno “che sta dentro”, che si arrogherà il diritto, a torto, a ragione, per convenienza, per logicità, di ritenere “naturalmente dentro” chi sta fuori.
    Concludo con una provocazione: un gruppo, diciamo di 20-30 persone, fermamente motivato a mettere su una lista civica in una realtà come Bitonto, decide invece di lavorare dall’interno di un partito in cui più o meno si riconosce …….

  2. Liste civiche puah! Piuttosto le chiamerei liste civetta… Lì affluiscono i “politici” che non avendo avuto l’incarico o la poltrona promessa dal partito di respiro nazionale, hanno cercato di ammutinare il partito di origine e, scoperti e invitati a dimettersi, hanno messo insieme una ventina di nomi puliti provenienti dalla società “civile” e a questi ci hanno affiancato i loro di nomi.
    L’esempio che voglio portare all’attenzione di tutti è quello di Valori Sociali che nel lontano 2002 si presentò quale lista civica di centrosinistra appoggiando la candidatura di Nicola Pice.
    Cosa successe. Quattro amici (non quelli di Gino Paoli) Antonio Lisi (cognato di don Ciccio Savino) Michele Picciariello (quello del Frantoio di via Palombaio) Vito Palmieri (non il regista ma quello che somiglia paro paro a il Capo di Art-Attack) e Michele Sblendorio (mah!) decisero di allearsi e insieme andarono da Tonino Matarrese (quello simpatico fratello di Vincenzo il presidente del Bari) per chiedere l’investitura e poter rappresentare il suo partito a Bitonto.
    Matarrese, conosciuto il passato dei quattro e il balletto politico di cui erano stati protagonisti, non concesse mai l’investitura.
    Così i quattro amici decisero di farsi una lista a loro immagine e somiglianza (Valori Sociali) e fondarono un’associazione (La città pluralista e solidale).
    Ma le cose non andavano bene fra i protagonisti e cominciarono le lotte intestine così a poche settimane dalle elezioni amministrative la lista vantava già due correnti interne: una capeggiata da Michele Picciariello (attuale presidente del Consiglio) e l’altra da Vito Palmieri che non era presente in lista ma in essa c’erano due suoi uomini: Michele Sblendorio e Gaetano Lucera, lui li sosteneva entrambi (?).
    Ancora prima del verdetto delle urne, la lista si era divisa in due e ognuno andava già per la sua strada tanto che a settembre la parte degli scissionisti di Palmieri aderì a Italia dei Valori.
    Rimasero così alcuni dei nomi rapportabili al Picciariello che aderirono alle Provinciali del 2004 all’Udeur sostenendo la candidatura di Ciccio Lisi e che videro nel primo il candidato alle Regionali del 2005.
    Nel frattempo tra Lisi e Picciariello cominciò a non correre più buon sangue tanto che alle regionali Lisi non riconobbe in Picciariello il candidato dell’Udeur a Bitonto e promise fedeltà e pacchetto voti in cambio di un posto nel CdA della Cantina di Locorotondo. Picciariello da parte sua, ancora alleato di Tonino Lisi sperava in un aiuto “divino” per avere l’assessorato alla sanità della regione puglia o meglio ancora un posto all’Ares, l’agenzia regionale per la sanità pubblica. Picciariello però deluse le aspettative di tutti totalizzando solo 2242 voti e rimase a fare l’ispettore sanitario e il presidente del consiglio a Bitonto.
    Contemporaneamente il Palmieri si era presentato alle Provinciali e dopo le dimissioni del candidato eletto, in qualità del primo dei non eletti ebbe il seggio da consigliere provinciale e poco dopo affluendo nella lista di Divella per le regionali ebbe il posto di assessore provinciale alla cultura. Posto che fu costretto ad abbandonare a fine 2006 e a ripiegare su un posto di dirigente al comune di Giovinazzo.
    Bene. Nel frattempo fra Picciariello e Lisi cominciarono un po’ di attriti tanto che Picciariello e i suoi sudditi abbandonarono l’Udeur per sposare la causa dei Socialisti Autonomisti (quelli di Alberto Tedesco, assessore alla sanità della regione: questo vi dice qualcosa?) a dare man forte a Picciariello ci fu Giulio Ferrara, figlio di don Franco il latifondista.
    Arriviamo così alla primavera del 2007 allorquando Ferrara e il suo gruppo non riconoscendosi più nella politica amministrativa della Giunta di Pice lasciano il centro sinistra ponendosi ad ago della bilancia delle diatribe tra maggioranza e opposizione e rifondando Valori Sociali.
    Contemporaneamente Antonio Lisi ha sposato la causa della Dc e Ciccio Lisi è andato a Italia dei Valori con Palmieri & Co.
    Adesso quello che tutti dobbiamo chiederci:
    1. quali sono i valori sociali per questa gente;
    2. quante saranno le liste civiche che si presenteranno nel 2008;
    3. ci possiamo fidare di questa gente;
    4. daremmo il nostro voto a questa gente;
    5. riusciremmo a dissuadere la gente onesta a rivotare costoro che pensano solo alle poltrone e agli incarichi.

  3. Che i temi politici siano in questo momento incendiari e che le provocazioni di Sabino potessero dare fuoco alle polveri 6 mesi dalle elezioni era nell’aria. Ma un commento così circostanziato e pieno di riferimenti storicamente individuabili a pochi giorni dal Natale non ce lo aspettavamo. Il sospetto è che dietro reporter si possa celare o un “vero” giornalista o addirittura uno dei protagonisti dell’avvincente racconto.
    Quello che vogliamo comunicare a tutti è che Bitonto.myblog resterà aperto a tutti i contributi e a tutti i commenti cercando di non intervenire e lasciare ognuno esprimere le proprie opinioni (esattamente come sta succedendo con l’iniziativa di FuturAma) ma staremo attenti perché qualche intervento non debordi i confini della dialettica e sconfini nelle offese e negli insulti.
    Lo scriviamo adesso e non perché riteniamo che il commento di reporter abbia i peccati di cui sopra ma semplicemente perché è una provocazione costruita su una provocazione. E si sa le provocazioni si espandono per progressione geometrica e potrebbero diventare incontrollabili per coloro che intervengono e sopratutto per noi.
    Un preghiera quindi: esprimiamo i nostri pareri, denunciamo (se in possesso di prove!), ribattiamo ma che tutto resti nella dialettica educata e sopratutto costruttiva.
    Laddove riscontreremo comportamenti che potrebbero risultare lesivi della reputazione di chiunque sia chiamato in causa o che possa mettere in pericolo il nostro blog ci vedremo costretti a cancellare immediatamente l’intervento e a bannare definitivamente l’IP da cui il commento è stato inviato senza dover dare spiegazioni.
    Pur tuttavia noi crediamo nell’Intelligenza e siccome il dibattito pubblico è iniziato in maniera serena e riteniamo costruttiva sta a noi riuscire a farlo crescere lontano da qualsiasi tentazione di strumentalizzazione.

  4. Una bella storia…non c’è che dire!! purtroppo una storia di ordinaria politica bitontina (=nazionale) che ben spiega le motivazioni vere alla base del frazionamento partitico che viviamo in questo momento storico!! Altro che ideologie! …nel mio contributo precedente non mi ero spinto così tanto ma alla fine il succo del discorso è sempre lo stesso….. le persone disposte a far politica nel senso puramente etimologico del termine si contano (?) ormai sulle dita di una mano monca…e monca di brutto!!

  5. fare di tutta l’erba un fascio secondo me è sbagliato…
    daccordo non vantiamo esperienze positive in fatto di liste civiche e anche io come nicola (ai miei 40 anni) ricordo molte altre storie, accanto a quella di cui Reporter con minuzia di particolari (grazie del tuo contributo libero e sincero!) ci raccontava…
    però cerchiamo di parlare seguendo la direttrice che l’autore dell’articolo ci mostrava: “La cattiva politica, su questo non c’è dubbio, si sconfigge con la buona politica, e non con l’antipolitica”…
    A me citta democratica mi sembra diversa, non foss’altro perchè ha all’interno persone che da sempre si impegnano per il bene di questo paese. e io parlo di gente che per anni ha fatto atti di volontariato e adesso ha scelto di fare il passo e portare l’etica nelle stanze dei bottoni… e non mi sembra quindi assimilabile al caso di politici orfani di benedizioni…
    alcuni di loro li conosco personalmente e penso di potermi fidare della loro buona fede… anche perchè in qualcosa che ci rinnovi dovremmo pur credere!

  6. Ci sono pratiche, che attechiscono molto in città come la nostra, che ci parlano, purtroppo, di come si possa rendere antidemocratica anche la democrazia. La democrazia prevede che chiunque senta il bisogno o la volontà di associarsi liberamente possa farlo, e questo è dato assunto, ormai dalla fine della Guerra.
    Lasciare che la democrazia scimmiotti se stessa, in un walzer condotto sempre dagli stessi ballerini e suonatori è una tecnica di passivizzazione utilizzata ben bene dai politici noti e navigati che governano quetsa città anche quando sembra che non lo facciano, attraverso le loro relazioni personali, che poi diventano politiche, e incidono sulla politica. Non basta parlarne, bisogna scardinare questi meccanismi, anche poco alla volta, ma è necessario partire. Guardiamoci attorno e ripartiamo da quel poco che ci è rimasto….

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