PENSIERO nr 5

ab9616147a651510ed7e77a70895b7ff.jpgQualche tempo fa un nostro lettore ci aveva chiesto di parlare, nella rubrica “pensieri“, di depressione. Accogliendo l’invito abbiamo cercato per un po’ il blog o il sito che potesse meglio centrare l’obiettivo.
Avremmo potuto parlare di statistiche, di cure, di studi illuminati e di strane terapie miracolose. Ma parleremo di una storia vera e useremo una riflessione tanto vera quanto agghiacciante.
Lo so è una bella domenica di dicembre, con il sole alto e i riflessi chiari che attraversano le stanze, vi chiederete perchè ammorbare questa bella sensazione con un argomento tanto tetro e forse non arriverete in fondo alla pagina. 
Ma non parlare e soprattutto non ascoltare uccide più di un colpo di pistola. E ci sono donne, uomini, ragazzi e ragazze già morte dentro, molto prima di premere il grilletto o di saltare giù da un cornicione.
A loro, alle vittime della malattia fantasma e a tutte le persone che li amano, soffrendo con loro,  dedichiamo questa lettera, tratta da www.liberipensieri.net.
Perchè il leggero tepore di questo sole di dicembre riscaldi anche gli animi più affranti…

<<Oggi si parla di qualcosa di cui nessuno voul parlare mai, nemmeno i diretti interessati. Oggi state leggendo qualcosa che vuole smuovere le acque apparentemente calme di un Mare troppo grande per poterne soltanto riuscire a vederne un infinitesima parte.
Oggi togliamo la maschera e ritorniamo ad essere noi stessi. Da oggi non saremo più fantasmi. Chi di voi starà leggendo per ora starà anche provando quelle emozioni che da sempre l’uomo evita: paura, sconforto angoscia, solitudine, sbandamento e sarà tentato d’evitare le mie parole. “Non evitare, saresti come quelli che evitano te”.
Inizieremo a parlare di noi, di alcuni di noi, e con il NOI voglio farvi capire che anch’io sono un depresso, ormai da cinque anni, e solo dei tranquillanti, a volte, mi danno la forza per andare avanti. Ma sono un depresso che non vuole fuggire non vuole nascondersi e vuole aprire un dibattito sul perchè veniamo abbandonati a noi stessi, trattati da anormali, ed evitati fino al punto di tacere anche sui nostri suicidi. Nell’arco dei secoli siamo stati arsi vivi, rinchiusi in manicomi inumani, trattati da visionari da adorare e da persone da compatire, forse questa è la volta buona per far capire al mondo che un Depresso è un uomo che non ha dentro se una componente importante: “l’affetto”.

Non voglio parlare di fantasmi, Dio mi allontani solo dal pensiero ma parlerò di persone reali che vivono in solitudine l’angoscia della malattia e vedrete che suicidio, droga, sesso e molto altro rientrano in una cerchia più ristretta, quella del “mal di vivere”.
Alcuni penseranno che bisogna dividere ogni cosa separandola dall’argomento depressione, io invece dimostrerò soltanto raccontando me stesso e gli altri, che tutto gira attorno una mancanza d’affetto.
J. è una ragazza di 18 anni, qualche mese fa mi è casualmente arrivata all’orecchio che “è uscita pazza”, come dicono in modo molto sbrigativo per definire una persona che soffre di problemi mentali. Per risollevarsi non ha voluto l’aiuto di nessuno, neanche di quelle persone che le stavano accanto ma che per lei erano la causa del suo malessere: i propri genitori. L’unico aiuto l’ha trovato nella cocaina dopo che anche gli amici l’avevano abbandonata. La coca è stata l’unica arma contro la gente e il suo dolore, la Madre che beve e dorme dall’amante e il Padre che guarda tutto in silenzio. Mancanza d’affetto-depressione-cocaina. Trovate un nesso? Il Padre e la Madre di M. hanno divorziato circa otto anni fa, e da allora lei non ha più rivisto nè suo Padre né i suoi due nuovi fratellini. Ha sofferto di depressione per un pò, poi ha trovato un ragazzo e si è sposata, ma la storia è durata sei mesi e poi subito il divorzio. Da allora ha combattuto la sua mancanza d’affetto con il sesso, arrivando anche a prostituirsi per il solo fatto di vendere il proprio corpo che per lei era inutile. Mancanza d’affetto-depressione-prostituzione. R. aveva delle liti col Padre da qualche anno, quest’ultimo non accettava la nuova fidanzata del figlio che considerata una sgualdrina a differenza delle ex a cui si era tanto affezzionato. “Sposala se vuoi, ma qui non metterà più piede”. Lui cadde in depressione ma sfuggì a tutte le cure. “Meglio che tu soffra adesso, che per tutta la vita.” queste furono le ultime parole scritte su un foglio di carta da pane prima di togliersi la vita circa due anni fa. Eravamo cresciuti nello stesso palazzo. Mancanza d’affetto-depressione-suicidio.
Si potrebbe continuare all’infinito ma basta questo per riflettere, sta a noi aggiungere la terza parola al fatidico trio : Mancanza d’affetto- depressione-...
E’ ora di svegliarsi, non credete a chi vi dice che “pensare troppo fa male” che avete bisogno di riposo, che delle sostanze nel vostro cervello non hanno il giusto equilibrio: sono le nostre emozioni a provocare lo squilibrio o è lo squilibrio a provocare le nostre emozioni? E’ come dover constatare s’è nato prima l’uovo o la gallina. Voi avete bisogno di pensare come non avete mai fatto, di cercare nuovi stimoli e riagire come non avete mai fatto, di cercare l’affetto perduto come non avete mai fatto, di fare di voi stessi uno strumento di comunicazione di massa attraverso le maniere più disparate senza arrendervi mai, perchè noi esistiamo e non siamo “fantasmi”.
Ciò che ho scritto non è nemmeno una parte infinitesimale di ciò che ho da dire, ma voglio vedere se siete pronti assieme a me ad affrontare di petto l’emozioni più negative trasformando in vittoria ciò che apparentemente sembrava sconfitta. Anch’io incontro menefreghismo anche da parte di chi sta male e da questo male vuole nascondersi, ma ho visto morire persone valide e piangere gente a sessant’anni ammalata e alcolizzata gridando “Mamma aiutami” e ho capito che noi soli possiamo essere psicologi di noi stessi, solo chi ha visto il male sa riconoscerlo, solo chi lo conosce può sconfiggerlo.
Continueremo”.

Dal diario di F., morto suicida nel settembre 2002

Questa email è stata mandata da una mamma al sito www.liberipensieri.net

PENSIERO nr 5ultima modifica: 2007-12-02T10:30:00+01:00da bfreezones
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