STRUMENTI INADEGUATI PER COMBATTERE LA MAFIA

La Commissione Antimafia lancia l’allarme: servono strumenti più efficaci e meno obsoleti per la lotta alla mafia, anche in materia di confisca e riqualificazione dei beni. E negli “esempi negativi” fa capolino la nostra città. 

Tra le notizie del portale Alice di oggi, spicca quella che commenta, con citazioni testuali, la relazione della Commissione Antimafia in materia di sequestro, confisca e destinazione dei beni della criminalità organizzata. Considerazioni amare che lasciano emergere l’inadeguatezza degli strumenti dello Stato in questa lotta, divenuta ormani impari.
Non è superfluo notare che gli strumenti a disposizione si stanno dimostrando obsoleti ed inefficaci, anche per i caratteri di internazionalità e di transnazionalità che stanno assumendo le organizzazioni criminali moderne“. Il documento continua così: “La ricerca di margini di miglioramento non deve tralasciare l’esigenza, ormai oggetto di attenzione e di dibattito sia politico sia giuridico a livello europeo, di armonizzare le procedure ed i presidi normativi con i principi derivanti dall’esperienza comunitaria ed internazionale, nel rispetto dei principi costituzionali“.
Nuove strategie, dunque, nuove progettualità che migliorino pertinenza, rapidità ed efficacia degli interventi.
L’attenzione della criminalità organizzata verso i beni illecitamente costituiti” si sottolinea “non accenna a diminuire, neanche quando ai beni è stata data una destinazione sociale“.
Emergono pertanto necessità di “attribuire una notevole importanza al momento della gestione e della destinazione dei beni confiscati che, anzi, può divenire determinante per esaltare o vanificare l’azione precedentemente svolta con notevole impiego, appunto, di risorse pubbliche umane e materiali”.
L’amara affermazione della Commissione muove i suoi passi dall’analisi emprica di significativi, recenti fatti di cronaca nera, tra questi uno tutto bitontino, riportati come esempi in nota alla relazione.
A Gioia Tauro sono stati distrutti i macchinari e danneggiati i capannoni della cooperativa agricola Valle del Marro, gestita dall’Associazione Libera sulle terre confiscate a membri delle famiglie Piromalli e Mammoliti nella Piana di Gioia Tauro. A Bitonto (Ba) sono state arrestate tre donne, tra le quali due figlie di Cosimo Zonno, narcotrafficante barese ritenuto il capo dell’omonimo gruppo criminale;le donne sono ritenute responsabili del tentativo di sottrarre la gestione economica di due macellerie e di un’azienda agricola, sottoposte a sequestro preventivo dalla magistratura barese alle famigli Zonno e Valentini , imponendo il pagamento del ‘pizzo’ al custode giudiziario. A Monreale (Pa) sono stati gravemente danneggiati i vigneti confiscati a Giovanni Simonetti e gestiti dalla cooperativa ‘Lavoro e non solo’; a Castelvetrano (Tp) si sono verificati danneggiamenti all’azienda agricola gestita dalla cooperativa ‘Casa dei giovani’“.

Bitonto.myblog
le citazioni della relazione sono tratte da notizie.alice

STRUMENTI INADEGUATI PER COMBATTERE LA MAFIAultima modifica: 2007-11-28T08:10:00+01:00da bfreezones
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