ANCHE PER GLI EX VOTO PICE E’ COLPEVOLE???

67aa1ac7e8384aa124b4f418e5ad5973.jpgLa Domenica, si sa, è per i quotidiani il giorno della cultura, dei commenti illuminati, delle firme illustri e più o meno note che si fermano a riflettere sui temi di attualità e politica. Numerose rubriche che fanno passare leggere le ore del dì di festa. Anche La Gazzetta del Mezzogiorno ne è piena. In particolare sul numero in edicola ieri, mi è caduta l’attenzione sulla rubrica “Tempi moderni” tenuta dallo scrittore e poeta modugnese Tommaso di Ciaula. La riflessione di ieri era sul “tesoro degli ex voto a Bitonto”.
Il Di Ciaula racconta di una sua visita alla nostra città che sa di romanzo già dalle prime righe, quando descrive la paura al guardare i “brutti ceffi” che lo accolgono davanti a Porta La Maya. Un’immagine che sembra molto vicina alla citazione manzoniana dei bravi che attendono il passaggio del povero Don Abbondio. Tuttavia, una poetica folata di vento fa  dissolvere i malintenzionati e gli permette di visitare la Cattedrale, passare davanti al Teatro illuminato e, finalmente, raggiungere il Santuario dei Santi Medici.
Qua la folgorazione davanti alle decine di ex voto esposti sia nel Santuario che nei corridoi laterali. A questo punto finisce l’esercizio letterale e lo scrittore deborda nella critica politica, chiedendosi “ma cosa fanno il Sindaco e l’assessore al Turismo per lasciare in tanta decadenza questi capolavori e non farne un prezioso catalogo ad uso di turisti e visitatori?”
Senza voler fare una diffesa d’ufficio ché sa difendersi da solo, al nostro sindaco si possono imputare tante cose, si possono attribuire tante iniziative,  ma rimproverargli  di non impegnarsi anche nella catalogazione degli ex voto del Santuario ci sembra ingeneroso e soprattutto una considerazione assolutamente errata e, ci permetterà Di Ciaula, fuori luogo.
Infatti gli ex voto sono di proprietà esclusiva del Santuario e quindi della autorità ecclesiastica alla quale da sola spetta il potere decisionale sull’utilizzo degli stessi. Gli ex voto sono i doni che i fedeli, che si ritengono “miracolati”, regalano al Santuario per ringraziare “della grazia” ricevuta. I più antichi, a conferma di ciò, recano tutti l’acronimo “V.F.G.A”  che sta per Votum Fecit Gratiam acepit. Gli ex voto possono essere dei quadri, dei modellini in argento degli organi che sono stati guariti o anche calchi di gesso, monili in oro ecc.
Attualmente nel Santuario dei Santi Medici sono visibili soprattutto dei dipinti e vecchi ex voto in argento, disposti lungo i muri dei corridoi e dietro l’altare dei Santi Medici. Sappiamo per certo che si sta facendo un certosino lavoro di recupero con l’obiettivo di realizzarne una musealizzazione. E la loro collocazione naturale, ovunque si vada lo si può notare, è proprio sulle pareti dei Santuari e dei locali annessi.
Tuttavia gli ex voto per anni sono stati osteggiati e anzi da qualche parte si sottolinea come un loro recupero rappresenti dei passi indietro nella “civiltà religiosa”. Quello che è visibile adesso nel Santuario è merito del vice parroco Don Mimmo Minafra che da quando è arrivato, sorretto dal rettore Don Ciccio Savino e animato dalla sua grande devozione per i Santi Medici, sta restituendo nella vita del luogo di culto il giusto ruolo che hanno i pellegrini e tutti i segni, che questi lasciano al loro passaggio. Segni che si perdono negli anni e nei decenni e che spesso sono stati considerati degli inutili ingombri di magazzino e non, come dovrebbe essere, testimonianze di una fede, che rimane l’espressione più genuina e vera di quella che viene definita la “religiosità popolare”. Una forma di fede che, una cattiva interpretazione degli  ultimi decenni, ha confinato a forma di religiosità di serie B, quasi da nascondere e magari da scoraggiare. Recenti iniziative di alcuni santuari (a S. Anastasìa, presso il Santuario della Madonna dell’Arco dove sono custoditi decine di migliaia di ex voto di ogni tipo, è sorto un Centro di Ricerche sulla Religiosità Popolare) stanno tuttavia riportando al centro dell’attenzione questo fenomeno e in molti si dicono decisi a seguire la stessa strada.
La loro catalogazione e la realizzazione di testi, magari fotografici, che aiutino nella loro visione è certamente un obiettivo importante da perseguire. Ma dare la colpa del ritardo di queste iniziative alla politica, sottolineo, è uno degli errori più grandi che si possa fare.
Magari se Tommaso Di Ciaula, oltre ad osservare la“gente distratta” che assisteva alla Messa, avesse chiesto informazioni al personale del Santuario, avrebbe potuto scrivere una riflessione sulla nostra città con meno luoghi comuni e con maggiore cognizione di causa.

Francesco P. Cambione
News pubblicata il 26 novembre 2007; ore 08.05

ANCHE PER GLI EX VOTO PICE E’ COLPEVOLE???ultima modifica: 2007-11-27T08:05:00+01:00da bfreezones
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