PENSIERO nr 2

 e814c0f47d1600464b34c4abb1c890ec.jpgda Letterine di Affari Italiani

Cara Meredith,
da dove ti trovi adesso per favore non leggere i giornali, non ascoltare i telegiornali. La tua vita, le tue ultime ore, il tuo corpo, sono sottoposti a un massacro per certi versi peggiore di quello che ti ha inferto il tuo carnefice.
Un lettore mi ha scritto parlando di “condanna a morte” che a te è stata sentenziata senza che tu potessi opporti, mentre sicuramente l’assassino, se sarà individuato, non verrà ripagato con la stessa pena. Io non so come tu la pensassi, ma credo che le parole di questi giorni, in molti animi, siano davvero formulate senza pensare alle conseguenze.
I delitti, specialmente quelli che hanno uno sfondo sessuale, sono sempre caricati di una attenzione speciale, morbosa, attirano l’opinione pubblica che da un lato si indigna, dall’altro scava nei dettagli.
Condannare a morte il tuo assassino non è certo la risposta di un paese civile. E non ti riporterebbe in vita. Sulla pena di morte, a costo di ripeterlo in continuazione, non potrò mai cambiare idea, perché sarebbe la sconfitta della civiltà giuridica che questo Paese ha esportato nel mondo.
Altra cosa è la pietà e il silenzio, che forse ci vorrebbero attorno a casi come il tuo, lasciando agli investigatori il compito non facile di trovare i colpevoli. Secondo me ci riusciranno, e forse scopriremo che sono nostri simili, tuoi conoscenti, persone delle quali ci si poteva “fidare”, certamente non brutti, sporchi e cattivi.
Non c’è nessuna morale da trarre, cara Meredith. Neppure sul tuo tipo di vita. Perché a 22 anni, in Italia per studiare e per vivere, avevi tutto il diritto di fidarti e di cercare esperienze anche personali.
Che nessuno ti giudichi, che molti ti ricordino per il tuo sorriso.

Franco Bomprezzzi
franco.bomprezzi@affaritaliani.it

PENSIERO nr 2ultima modifica: 2007-11-06T08:20:00+01:00da bfreezones
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2 pensieri su “PENSIERO nr 2

  1. le vittime diventano carnefici, passate al microscopio…
    la colpa ricade spesso sui media, gli investigatori hanno il diritto di scavare, i media non hanno il diritto di lucrarci sopra…
    il confine si supera quando si cerca il sensazionalismo…

  2. le donne e gli uomini del nostro Paese, assuefatti a logiche che non hanno contruibuito a decidere e soprattutto avvezzi ad avere in pasto dai media esattamente i cibi di più largo consumo, credono che ormai solo quello plachi la loro fame di conoscenza del mondo…il mondo purtroppo non migliora scavando nei dettagli di brutali assassinii, specie se il punto non è comprenderli per evitalri, ma comprenderli per comprenderli…nemmeno l’indignazione è più vera troppo spesso…

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