06/06/2008

DECISIONE DELL'UE SULL'OLIO: LA POSIZIONE DI GIOVANNI PROCACCI

cda136cac8f6335c46557a084d1a52bc.jpgIl senatore bitontino della Repubblica interviene sulla questione dell'olio e sulla posizione assunta dall'UE di aprire una  procedura di infrazione contro l'Italia per la decisione assunta dal governo Prodi con un decreto dell'8 Ottobre 2007 ed entrato in vigore lo scorso 16 Gennaio, sull'obbligo di indicare nell'etichetta il luogo di provenienza delle olive (leggi l'articolo coordinato: clicca qui)


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Intervista realizzata da Francesco Paolo Cambione 

 

04/06/2008

ANCORA UNO SCHIAFFO DALLA UNIONE EUROPEA AGLI OLIVICOLTORI

03a2fb77485feb065d4668e6841fd728.jpgAncora una stangata dalla Unione Europea all'olio extravergine di qualità. Quell'olio, per intenderci, che viene prodotto nelle campagne bitontine. La Comunità europea, infatti, ha inteso aprire una procedura di infrazione contro l'Italia per la decisione assunta dal governo Prodi con un decreto dell'8 Ottobre 2007 ed entrato in vigore lo scorso 16 Gennaio, sull'obbligo di indicare nell'etichetta il luogo di provenienza delle olive. Un deciso passo avanti, quello voluto dall'ex premier, nella identificazione della vera qualità delle olive usate. Così alle DOP e alle IGT, l'aggiunta della ulteriore postilla offriva una garanzia quasi assoluta al consumatore, tutelato nell'acquisto - per esempio - dell'olio bitontino e prodotto esclusivamente con olive raccolte nell'agro cittadino. Era stata una grande vittoria, questa, per i produttori nostrani, sempre più stretti nella morsa della grande distribuzione, sui cui scaffali si vendono bottiglie che anzichè "olio extravergine di oliva" dovrebbero indicare "cocktail di olio di oliva".

Tuttavia, tenendo fede al luogo comune secondo cui l'U.E. è soltanto economica e non politica e che gli indirizzi comunitari vengono suggeriti dalle grandi multinazionali, l'Unione ha ritenuto che questa postilla obbligatoria voluta dai produttori italiani contravvenisse alle regole europee. L'onorevole Enzo Lavarra, europarlamentare PD, di fronte a questa decisione ha scritto al Commissario europeo per l'agricoltura, Signora Mariann Fischer Boel, chiedendo spiegazioni sulla posizione assunta da Bruxelles. La risposta, di questi giorni, è sconcertante. Nella replica della Commissione Europea si legge che l'indicazione del luogo di provenienza delle olive sulla etichetta delle bottiglie non si può inserire perchè "aumenta troppo i costi di imbottigliamento dell'olio di oliva". Tradotto: la grande distribuzione non potrebbe più vendere olio extravergine in bottiglie che contengono tutt'altro e farle pagare anche meno di 3 €uro al litro. In pratica l'Europa, proprio nel momento in cui si fanno più intensivi gli sforzi di marketing, afferma che vendere olio di qualità, certificato, è antieconomico. Nè, allo stato delle cose, il governo nazionale sembra dare garanzie agli agricoltori. Il neo ministro all'agricoltura, il veneto e leghista Luca Zaia, ha già affermato che la sua priorità sono i produttori di latte e che la trattativa da concludere prima possibile è quella sulle quote-latte.

Il problema degli olivicoltori può aspettare.

Nel periodo in cui gli ulivi rifioriscono e i nostri agricoltori sono già in grado di prevedere l'andamento della prossima raccolta ricevono ancora una volta uno schiaffo dalla Comunità Europea. Adesso spetta ai politici, che hanno a cuore i problemi dell'agricoltura meridionale, farsene carico e sostenere le ragioni dei nostri produttori nelle sedi opportune, dimostrando come l'indicazione della zona di origine delle olive rappresenti quell'elemento che può, davvero, consentire a molti produttori locali di progettare strategie in grado di aprire mercati di nicchia e riuscire a spuntare sul mercato un prezzo dell'olio più consono al procedimento qualitativo con cui viene prodotto.

Recentemente siamo stati per un viaggio di lavoro a Londra. Durante una visita ai famosi magazzini Harrods abbiamo scoperto una cosa incredibile: una bottiglia di olio extravergine toscano era venduta a 25,95 Pounds, praticamente un litro d'olio extravergine venduto ad oltre 40 (quaranta!!!) €uro. Se hanno potuto farlo i toscani allora possiamo farlo anche noi. Ma abbiamo bisogno degli strumenti e non tutti sono nelle mani dei produttori e delle loro organizzazioni.

Francesco Paolo Cambione