03/11/2007

PENSIERO nr 1

44317597ddad7ea29ea1f8e0db23dc0a.jpgUn blog che parla della città non dovrebbe affrontare argomenti a 360° sul panorama dell'informazione globale. Ma certe cose sono come un pugno nello stomaco e meritano di essere affrontate, perlomeno nello spazio di una riflessione.
Nasce da qui la nostra nuova rubrica "Pensieri", aperiodica ed atematica. Una sorta di contenitore di frasi prese qua e là nel mondo dei blogger, di schegge di idee tirate fuori dai nostri diari, di deliri e sospiri stampati sul web... insomma di tutto quello che è pensiero che prende forma...


dal blog http://folata.splinder.com
 
Solo per ricordare che Nicolae Romulus Mailat prima di essere un romeno è un uomo…anzi, un maschio…
…perché per quanto scontata una verità resta comunque una verità, e non tutt* hanno il coraggio di nominarla…di esplicitarla, a partire da molti uomini, e purtroppo ancora,  da molte donne, che ci stanno accanto, fino ad arrivare a chi per noi, uomini e donne di questo paese, governa. Uomini. Uomini che fingono di aver capito pur di non mettersi in discussione, uomini che continuano a ritenersi indispensabili per la sicurezza delle donne, uomini che continuano a trovare un nemico altrove pur di non  rompere quel patto di genere stipulato in silenzio nei secoli dei secoli. Un patto che prima è di genere e poi “di razza”: un patto tra uomini, che poi, quando la cerchia si stringe,  è preferibilmente tra uomini “bianchi”. Un patto che si fa beffe di qualsiasi norma securitaria, anche della più restrittiva, perché non lo sarà mai abbastanza per penetrare nelle ristrette mura di una casa. Un patto che irrompe silenziosamente nel quotidiano di troppe donne, perché è silenzioso nell’agire, e perché troppo spesso induce le donne stesse al silenzio. E’ giusto, giustissimo, cari compagni(maschi) che voi prendiate parola su un tema che non vi ha mai visti protagonisti, ma che vi vede, comunque, attori nel vostro genere, ma è indispensabile, io credo, che noi compagne perseguiamo in un lavoro che evidentemente non è capillare, forse tra di noi, di certo nella società che vogliamo trasformare. Se così non fosse avremmo avuto almeno una condanna di genere non solo all’impostazione del “pacchetto sicurezza”, ma anche a tutte le derive a cui approdano sistematicamente e trasversalmente sia i nostri alleati di governo che i nostri oppositori. Se così non fosse mercoledì stesso avremmo avuto una grande manifestazione di soggettività femminile a condannare quella violenza, e non Fini alla stazione di Tor Quinto che strumentalizza xenofobamente l’accaduto, né tantomeno lo sgombero del campo rom oggi. Se così non fosse molti uomini avrebbero taciuto, per una volta loro.
E il risultato qual è?
Che la soluzione di certo più efficace, più attraente nei confronti dell’opinione pubblica è lo sgombero del campo rom, lo stesso campo rom in cui vive, credo, la donna che ha denunciato il crudele aggressore della Reggiani…
Perché le donne immigrate non uccidono, non stuprano, non commettono violenze? Anche questa sembrerà una banalità, ma è una banalità a cui molt* italian* non danno importanza…Quello che in realtà davvero mi preoccupa, car* compagn*, è un arretramento culturale profondo della nostra società, che porterebbe pian piano alla scomparsa  di parole come autodeterminazione, libertà, non-violenza, solidarietà, sicurezza…sicurezza, quella di poter essere donna e poter vivere libera dagli oppressori. Un giro, anche rapido, tra i vari forum della rete e tutto questo, da timore che diventi realtà diventa realtà di cui avere timore…Piuttosto che continuare ad assistere quasi inemri alle strumentalizzazioni dei politici, maschi, troppo adulti e spesso non di sinistra, io credo che dovremmo irrompere in questo mare di falsi luoghi comuni e rompere il muro dell’ipocrisia che sta facendo fin troppe vittime tra le donne, italiane e migranti. E soprattutto per rompere quel patto. Abbiamo un’occasione tra 20 giorni, non sprechiamola, trasformiamo il 24 novembre in una presa di parola davvero collettiva, davvero comunitaria, davvero democratica. Scendiamo in piazza per dire NO ALLA VIOLENZA DEGLI UOMINI SULLE DONNE!
Anche se non cambierà nulla quel fiore, bianco e triste, è per Giovanna Reggiani, ennesima vittima di una matassa di violenze...