03/04/2008

LA MAGIA DELLO STREGONE GRANDOSIO: STASERA AL TRAETTA

07cbc241b41c217d578215ad25e27c33.jpgÈ uno spettacolo rivolto ai piccoli. I Nani e lo stregone Grandosio, di Riccardo Santoboni ed Anna Rita Ticari, va in scena oggi (ore 20,00 - ingresso gratuito) al Teatro Comunale Tommaso Traetta. Uno spettacolo originale e formativo, in cui il tempo del divertimento si unisce e si mischia al tempo dell’educazione. Una voce recitante, quella di Betty Tonòn, accompagnerà la musica: ad ogni personaggio verrà assegnato uno strumento musicale, - Gocciolo, il flauto  (Raffaele Bifuco); Coccolo è l’oboe (Annibale Guarini); il clarinetto basso diventa Buffolo  (Angelo Clemente); il trombone Crucciolo (Francesco Tritto); i campanelli sono Vigilo (Marco Girardo); la Marimba è Ninnolo (Stefano Baldoni); il violino personifica Silasol, (Daniela Carabellese); lo Stregone Grandosio è il pianoforte  (Rosalba Lapresentazione) - personaggi assegnati  in base alle caratteristiche che il timbro e la musicalità dello strumento assumono. Una voce fuori campo, elaborata con tecnologia informatica, spiegherà poi il contenuto linguistico dei dialoghi fra i suoni degli strumenti. L’obiettivo è quello di avvicinare al teatro, attraverso le valenze espressive della musica, un pubblico giovane, di educarlo all’ascolto, di creare il contatto con il palcoscenico, di cercare lo svago costruttivo; d’altra parte fin da piccolo un bambino, quando gioca, non fa altro che “far finta di essere qualcun altro”. Provare, sperimentare, avvicinarsi all’arte: è questo il senso dell’interazione fra la parola e la musica nello spettacolo.
Un gioco che ha come repertorio Beethoven, Brahms, Mozart, ma che si esprime attraverso la semplicità del linguaggio primordiale della gestualità. Un ascolto ed una partecipazione attenta, consapevole ed originale, in cui un discorso di suoni e melodie diverse porta i piccoli in un mondo magico, che va al di là delle tavole del palcoscenico. Un linguaggio simbolico e colorato, che avvicina la fisicità del corpo alla spiritualità della musica classica.
Dunque, una chiave, quella fornita dagli autori, per leggere e comprendere il classico con metodi contemporanei, incantesimo che solo il teatro può creare

Lara Carbonara - foto Ezio Marrone

 

01/04/2008

CARMINA BURANA: IL CORPO E LO SPIRITO

564a8dbe51d987aa6c9174ba04e35076.jpgIl corpo che domina sull’anima. È questo il motivo portante dello spettacolo Carmina Burana, in scena il 28 e 29 marzo sul palcoscenico del Teatro Comunale Tommaso Traetta. La Spellbound Dance Company ha danzato sulle coreografie di Mauro Astolfi, le musiche del compositore tedesco Karl Orff, di Caracciolo e Vivaldi.
Uno spettacolo ispirato ai testi poetici contenuti in un importante manoscritto del XIII secolo, proveniente dall’abbazia di Benediktbeuern che narrano dei viaggi degli studenti universitari fra le scuole europee; viaggi che si dividevano fra l’austerità dell’apprendimento e dello studio e la sfrenatezza dei giochi, delle serate profane fra vino ed erotismo, fra l’opprimente austerità monastica e la dedizione al vizio dei giovani.
L’opera non presenta una trama precisa ed è disegnata in tre parti dalla musica: si passa da violente aggressioni a scene quasi rinascimentali, scandite dalla musica di Vivaldi, ed infine la liberazione totale degli istinti nella taverna, luogo emblematico di perdizione.
Una luce sempre fioca e calda, traccia con rigore i contorni ben definiti dei ballerini, disegnando i muscoli in tensione. Una tensione e un rigore che ben si delinea con movimenti spigolosi, quasi meccanici, a tratti innaturali; movimenti ritmati, rapidi e seriali, preparatori di un inquietudine ed una tensione pronta ad esplodere nell’ultima parte del balletto. Il corpo risponde a slanci esatti, si muove con precisione in funzione dell’altro: i ballerini non si coprono, diventano complementari l’uno dell’altro. Sguardi ammiccanti e gesti dal sapore erotico, alternati a smorfie di rabbia e violenza. Come posseduta, la danza riempie lo spazio quasi demonizzandolo.
Una sorta di viaggio nel sentimento cupo del gotico, che anestetizza la realtà con l’eccesso e la vitalità. La creazione del mito della libertà, che rompe gli schemi e sperimenta la lussuria e il vizio. I Carmina Burana di Astolfi hanno il gusto del lontano ma riportano alla riflessione di una società sempre uguale a se stessa, sempre spregiudicata e senza limiti; una società esaltata e senza valori, pronta ad eccedere e a farsi possedere dal puro istinto. Una coreografia con nessuna pretesa narrativa, ma con forme, immagini, respiri e passioni che vanno oltre la parola.

Lara Carbonara

12/03/2008

MONI OVADIA E IL SIGNOR KEUNER, IN ESILIO DAL SENSO COMUNE.

9a351a6d4b4d87de2df59724099b40f4.jpgPungente, ironica ed attuale è la lettura sul senso del teatro, della storia, dell’uomo di Moni Ovadia e Roberto Andò: Le storie del Signor Keuner, di Bertold Brecht, sono protagoniste del palcoscenico del Teatro Comunale Tommaso Traetta di Bitonto l’8 e il 9 marzo.
Il signor Keuner personifica l’alter ego del drammaturgo tedesco Brecht: antinazista, rivoluzionario ed esiliato dalla patria perché ‘scomodo’; l’autore diventa il personaggio e il suo doppio insieme, il signor K. e il suo spettatore. Keuner espone con forza le sue certezze, pur mettendole sempre in dubbio: è un personaggio che rimane al confine, in esilio, lontano dalla patria, tuttavia pieno di essa. Il palcoscenico diventa il luogo delle domande, della scomposizione scenica e della sensazione del disorientamento dell’uomo attuale.
Su uno schermo appeso dall’alto, quasi sospeso nel vuoto, personaggi illustri, Alessandro Bergonzoni, Massimo Cacciari, Gherardo Colombo, Philippe Daverio, Daniele Del Giudice, Oliviero Diliberto, Dario Fo, Arnoldo Foà, Don Gallo, Claudio Magris, Michele Michelino, Milva, Eva Robins, Carlo e Sabina Rivetti, Sergio Romano, Roberto Scarpinato, Gino Strada danno volto e voce ai grotteschi racconti del signor Keuner.
Proiettati sul fondale, si alternano la leggerezza dei cartoni animati e la provocazione delle immagini di Totò Riina, Andreotti, della propaganda nazista, dei delitti di Aldo Moro, Falcone, Borsellino, Che Guevara. Uno straordinario Moni Ovadia interpreta un intellettuale curatore di mostre, accompagnato a ritmo di musical da Lee Colbert, una ballerina anni 20, Roman Siwulak, un mafioso russo, Maxim Shamkov, una maschera straniante,  Ivo Bucciarelli, il custode del museo, ironico e divertente, ed una formidabile banda di suonatori travestiti da donne, alla maniera di Billy Wilder.
Una soluzione scenica dialettica, dubbiosa, mutevole: una scenografia composta da porte e finestre, che danno il senso del movimento, dell’avanguardia storica e del cambiamento; fotografie appese alla parete, annebbiate dal tempo, che rimandano ad altre realtà, un pianoforte che diventa un balconcino e un manichino che dice la condizione di mascheramento politico e storico; il teatro di Brecht mette in scena la frammentarietà come inquietudine e disordine dell’uomo politico, il travestimento come condizione di esilio, la citazione come scomposizione dei gesti, la multimedialità come attualizzazione del teatro.
Un palcoscenico, dunque, che sembra assumere le forme di un collage di musica, video, danza, colori e luci, in cui lo spettatore sembra quasi immergersi, prenderne parte, cercare una ricostruzione lineare della storia. Tutto reso più affascinante da un’armonica ed eccellente interpretazione degli attori, che sembrano quasi divertirsi nel disorientare il pubblico, quando abbattono la quarta parete e si mescolano in esso. Il testo costruisce situazioni alienanti, gesti quasi paradossali, balletti grotteschi e riflessioni spiazzanti in un miscuglio di lingue diverse.
Il peso della negazione della condizione umana è nella leggerezza delle forme che l’arte mette a disposizione, la drammaticità della storia, nella bellezza della riflessione teatrale.
L’uomo brechtiano sopravvive ancora oggi, con le stesse incertezze, ancora inesorabilmente in bilico fra la realtà e la citazione. È soprattutto un uomo che non ha risposte,  solo domande.
O, come dice Bucciarelli, se ci sono risposte è solo per una piccola svista.

Lara Carbonara

01/03/2008

CLITEMNESTRA O IL CRIMINE??

Parte domani, domenica 2 marzo (ore 18 Teatro Traetta), la terza rassegna teatrale "Delle donne il canto" organizzata dalla Compagnia Teatrale Degli Adriani ed inserita nel percorso "Tra utopia e realtà" promosso dall'Assessorato alle Politiche di Genere e Pari Opportunità del Comune di Bitonto  

 
RITORNELLO
CLITEMNESTRA O IL CRIMINE
di Marguerite Yourcenar

con Annika Strøhm

Che significa vivere?
Vivere – ecco quel che significa: respingere senza tregua da sé qualcosa che vuole morire;
Vivere – vuol dire essere crudeli e spietati contro tutto ciò che sta diventando
debole e vecchio in noi e non soltanto in noi.
Essere sempre di nuovo assassini?
F. Nietzsche (Gaia Scienza)


UNA STORIA
Una serva e un padrone si sposano. Il tempo passa. Il padrone deve conquistare il mondo e va in guerra. Per una serva esiste un solo padrone nel mondo. La serva aspetta il suo ritorno. Il tempo passa.
La serva si trova cambiata. Il tempo passa. Il padrone ritorna. Il padrone è cambiato.
La serva uccide il suo padrone … il tempo passa. La serva viene arrestata.
L’uomo ritorna…

HISTORY REPEATING
Marguerite Yourcenar ci racconta una di quelle storie d’amore che si ripetono spesso.
L’amore-abnegazione della donna verso l’uomo; di una serva verso il grand’uomo.
Si può dire che ogni donna che crede nell’amore adora servire il suo uomo, ma non ama essere trattata come una serva.
Clitemnestra ama il suo marito-padrone ed in nome della fedeltà si fa quasi invisibile.
Quando lui torna dalla guerra, entrambi non sono che le ombre di se stessi.
Clitemnestra uccide il vecchio padrone perché l’uomo possa tornare a vivere.
Il crimine di Clitemnestra è un atto per la vita. E’ un semplice togliere qualcosa di morto che ci si porta addosso…come una foglia secca sull’albero.   
La foglia di un albero si secca. L’albero lascia che la foglia si stacchi, cada e muoia.
L’albero rimane. Crescono nuove foglie.
Viviamo le nostre vite ripetendo gli stessi ruoli, le abitudini... ripetendo la storia di secolo in secolo. Ci piace vivere in questo modo. Questa ripetizione ci da una sensazione del vivere.
Così la Yourcenar sembra volerci spingere a tornare padroni della propria vita attraverso la morte. A lasciar cadere le foglie secche ed a smettere di inventarci mille modi per tenerle attaccate.
Il testo è scritto in prosa lirica. Le tante immagini poetiche lo rendono pungente e denso, morbido e fluido. Come il fuoco.

RITORNELLO - UNO STUDIO
La necessità di essere padrona della mia vita in scena mi spinge a dover continuamente uccidere tutto quello che è morente e vecchio in me e nel lavoro. Di conseguenza questo lavoro è e sarà sempre uno studio.
Il testo propone una situazione chiara. Il personaggio si trova davanti alla corte e seguendo questa proposta ho scelto una forma aperta tra me ed il pubblico, senza quarta parete.  

14/02/2008

COSMOFONIE AL TRAETTA

cdfcdf4674a485d0f035b386b8d55b29.jpgAncora un appuntamento questa sera con le Passeggiate Musicali al Teatro Traetta.
E' prevista la perfromance del quartetto ONEIROS che si esibirà con uno spettacolo intitolato Cosmofonie.
Il quartetto, formato solo da strumenti ad arco, è composto da:
Pantaleo Gadaleta -  violino
Serena Soccoia - violino
Teresa Laera - viola
Giovanni Astorino - violoncello

Orario: Porta ore 20.30 – Sipario ore 21.00
Prezzi:
€ 10,00 Biglietto intero  
€ 5,00 Biglietto ridotto (under 18, over 60, abbonati alla stagione di prosa)  
€ 3,00 Biglietto ridotto gruppi (gruppi di 5 persone e convenzionati)  

06/02/2008

AUSCHWITZ BIRKENAU AL TRAETTA

fa47fc9b1d88315138fdec66780921ab.jpgNell’ambito delle manifestazioni de «Il tempo della memoria, la memoria del tempo» con le quali il Comune di Bitonto ricorda la Shoah e le Foibe (clicca qui per leggere il programma completo), il Teatro Traetta ospiterà sabato 9 febbraio uno spettacolo che racconta la distruzione dell’uomo, la follia al potere, lo scempio come conseguenza. Una drammatizzazione scarna ed essenziale che alterna videodocumenti alle parti recitate, cercando di raccontare lo sgomento e l’orrore. E’ Auschwitz Birkenau, un testo di Alfredo Vasco che affida a Gianluigi Belsito il compito registico di mettere in scena le sensazioni di angoscia e sgomento provate nel corso di un viaggio-pellegrinaggio in quei campi di sterminio. E per “meditare ché questo è stato”, per dirla con le parole di Primo Levi - uno degli autori le cui testimonianze sono fonte di ispirazione dello spettacolo stesso - la Compagnia Alfredo Vasco propone Auschwitz Birkenau, puntando sulle emozioni del racconto di un gruppo di ebrei dalla loro cattura all’arrivo nel campo di concentramento dal quale, forse, non usciranno mai più. Enormi massi, che diventano di volta in volta elementi scenografici, simboleggiano il peso di questo passato tragico. Del dolore immenso. Di questa specie di monumento alla follia dell’uomo che è Auschwitz, di cui vengono proiettate immagini di repertorio che si fondono con videoriprese originali (curate da Ermes Di Salvia). Spezzoni di documenti d’epoca, musiche della stradizioni ebraica, e i corpi degli attori come terminali viventi della percezione di tutta l’angoscia, con le loro voci per pregare, piangere, imprecare per poi ammutolirsi: questo il piccolo contributo teatrale ad una grande sofferenza.
Gli interpreti sono: Angelo Tanzi, Mariella Parlato, Dino Parrotta, Marianna Di Muro, Valerio Caputo, Tiziana Gerbino, Alessia Garofalo, Maurizio Loconsole e lo stesso Alfredo Vasco.
Reduce da una serie di repliche per le scuole in Puglia e fuori regione, lo spettacolo è in scena il 9 febbraio al Teatro Traetta di Bitonto con inizio alle ore 21.
Media partner dell’iniziativa è Cannibali.it, magazine on-line specializzato in cultura e spettacolo in Puglia.


Info: 080.5332232 
Ufficio Stampa: La Fabbrica Di Oz
su segnalazione dell'Ufficio Comunicazione Comune di Bitonto

24/01/2008

NOVITA' TARGATE TEATRO TRAETTA

Comunicazioni, segnalazioni e nuovi appuntamenti per l'attività teatrale e non del Comunale Traetta (clicca qui per conoscere il cartellone completo della stagione in corso).

a3955a90495b84be3d9b1a44a614d33a.jpg>>Salta, solo per questa settimana, il consueto appuntamento del giovedì con le Passeggiate Musicali (clicca qui per conoscere tutti gli eventi della Rassegna). Con Maria Antonietta Cancellaro, clavicembalo e voce recitante, Antonio Tinelli al clarinetto e Giuliano Mazzoccante al pianoforte, "Percorsi" in programma stasera è rinviato a domenica 24 febbraio, alle ore 18.00.
 
>> Incontro con l'arte, invece, domani 25 gennaio, alle ore 19.00 nel Foyer del Teatro Taetta.
Eyes Wide Shut, la personale di Giuseppe Fiorello, sarà presentata da Lucia Anelli, giornalista e critico d'arte. Interverrà al vernissage anche il Sindaco di Bitonto, Nicola Pice.
La mostra, con ingresso gratuito, è visitabile sino al 10 febbraio, dalle 18.30 alle 20.30.

cd9474e0520cfbb2d5b12118b71e962a.jpg>> E' una domenica diversa quella proposta dal Traetta il prossimo 27 gennaio.
In cartellone il secondo appuntamento con "Domenica Insieme", la mini-rassegna teatrale dedicata alle famiglie, con celebri storie "rivisitate", capaci ancora di affascinare grandi e piccini (clicca qui per saperne di più).
Questo weekend salirà sul palco del nostro Teatro una incontenibile Alice, perdutasi nel suo favoloso Paese delle Meraviglie.
 
3bac09a24d18b96a4d1464665aa822d0.jpg>> Gradito ritorno, infine, lunedì prossimo, 28 gennaio con uno spettacolo di totale produzione bitontina, che sta riscuotendo notevole successo di pubblico e critica in tutta la penisola.
Raffaello Fusaro, talentuoso attore nostro concittadino, calcherà nuovamente il palco del Traetta con l'amato, toccante spettacolo "Il Canto della Rosa Bianca" (in foto la locandina dello spettacolo tenutosi al SalaUno di Roma), liberamente ispirato all'omonimo testo di Maurizio Donadoni. La storia racconta l'eroica resistenza di cinque giovani amici più il loro professore che, armati di un solo ciclostile, stamparono 15000 copie di 6 volantini contro la follia totalitarista nazista, dando vita ad un piccolo e memorabile episodio di coraggio e libertà.

Per maggiori info si consiglia di contattatare direttamente il botteghino del Teatro Traetta allo 080/374 26 36

Bitonto.myblog

16/11/2007

TEMPOFAVOLANDO

70506766f54e19c6dbd1f4f34c27a0da.jpgDomani, sabato 17 Novembre 2007, la compagnia "I manod'opera" è in scena al Teatro Comunale Tommaso Traetta di Bitonto "Tempofavolando"
L'idea, della VS Records é stata quella di rileggere le favole della tradizione letteraria italiana ed internazionale e scrivere un testo volto alla attualizzazione della morale di ciascuna di esse. La protagonista “Anna”, in un momento di riflessione, compie un viaggio immaginario e involontario. Incontrerà i personaggi delle favole più belle e soprattutto riscoprirà la semplicità e la bellezza della favola. Ciascuna storia sarà una metafora della vita quotidiana...affrontata con ironia e allegria. Non mancheranno momenti di riflessione più intensa...
Il 17 Novembre sarà una giornata dedicata alla scoperta e valorizzazione della favola con ben tre spettacoli:

ore 9.30 matinè riservato alle scuole;
ore 11.30 matinè riservato alle scuole;
ore 20.30 spettacolo serale.

Per informazioni
VS Records
Via Crocifisso, 40 Bitonto
infoline 0803739896 - 336215758 (Cecilia Maggio) -
info@vsrecords.com

Fonte: www.comune.bitonto.ba.it
News pubblicata il 16 novembre 2007; ore 00.05

07/11/2007

CREDO - TRE INCONTRI DI RIFLESSIONE

817e151965f68bd2ec533a0cae07b517.jpgTre incontri per parlare di fede e di tensione verso l'Assoluto. Tre incontri per riflettere sull'uomo finito ed il suo bisogno di avvicinarsi all'infinito. Tre incontri per andare al di là delle appartenenze confessionali.
Ha il sapore dello scandaglio filosofico e della ricerca serena dell'equilibrio il ciclo di incontri "Credo", che Francesco Saracino terrà queste tre settimane di novembre.
In collaborazione con l'Associazione Docenti Bitontini, il Centro Ricerche, la Libreria del Teatro e le testate giornalistiche "Primo Piano" e "Da Bitonto", KallisteArte invita a tre apputamenti che si terranno mercoledì 7, mercoledì 14 e mercoledì 21 a Bitonto.
Questi i dettagli degli eventi:

CREDERE E COMPRENDERE: COS'E' UNA FEDE RAGIONANTE
7 novembre 2007 - ore 19.00
Teatro Traetta
largo teatro, 17

LA TRADIZIONE RELIGIOSA EBRAICO-CRISTIANA
14 novembre 2007 - ore 19.00
Sala Polifunzionale Ex Cappuccini
via Traetta

IL CREDO DEI CRISTIANI
21 novembre 2007 - ore 19.00
Sala Polifunzionale Ex Cappuccini
via Traetta

29/10/2007

ERASMO: LA DIALETTICA DEGLI AFFETTI, LA VERITA' DELLA FOLLIA

5d76f095c0d179f3155e64d98bfc8ab1.jpgVenerdì 2 Novembre
ore 18.30 Foyer Teatro Traetta Bitonto

Dialoghi dell'imparare
ERASMO: LA DIALETTICA DEGLI AFFETTI, LA VERITA' DELLA FOLLIA

Incontro con
Prof. Giuseppe Brescia

Letture da Erasmo da Rotterdam
Christian Di Domenico

Una profonda riflessione sul rapporto uomini-figli e sul formidabile problema platonico della verità della follia suscitata attraverso due celebri scritti di Erasmo come “L'educazione precoce e liberale dei fanciulli" e “L'elogio della follia”.

è un evento della rassegna FILOSOFANDO 

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