13/12/2007
LA CONVIVIALITÀ DELLE DIFFERENZE
Stasera, ore 19 presso l’ex Convento dei Cappuccini l’appuntamento diretto con il testo “La bisaccia del cercatore” ed ulteriori provocazioni sul tema.
Don Tonino pronuncia il discorso redatto ne “La bisaccia del cercatore” ben 15 anni fa, nel 1992, parlando della “Casa Comune” Europa come di una meta futura, un traguardo lanciato da Maastricht, tutto da costruire.
Cita i marocchini, il Sahel, i niños brasiliani, la Iugoslavia, i suoi albanesi.
Non parla di Libano, né di Iraq. Né di romeni. Ma le periferie umane, si sa, ad un certo punto finiscono per assomigliarsi un po’ tutte; tutte ci raccontano lo scandalo di uomini che rifiutano altri uomini, di alterità incomprese, di prevaricazioni sociali, di gesti efferati che soffocano nel sangue la supplica della fraternità.
E allora ci sembra di esserci. Ci sembra di viverle quelle realtà che la sua parola ci rivela. Nei suoi albanesi, nei suoi marocchini ci sembra di vedere i nostri romeni.
E ci si batte il petto. Perché dopo tre lustri, a Europa fatta, ci accorgiamo di essere ancora fermi sulla strada della conciliazione, di non riuscire ancora in quella sintesi sociale e spirituale che egli invocava, di accrescere anzi sempre di più le barriere che ci impediscono di guardare fuori e di incrociare lo sguardo del diverso.
Gli stranieri li crocifiggiamo. Chiodi alle mani e lancia al costato li facciamo stigmi delle nostre paure, delle nostre insicurezze, delle nostre privazioni, del nostro folle proposito di assolutizzare la verità. Credevamo di non poterci più arrivare, di averlo superato ormai, e invece siamo ancora capaci di sguinzagliare gli inquisitori e di alimentare una vera e propria caccia al diverso; lo scriviamo sui pannelli stradali all’ingresso delle città, nelle delibere comunali, nei disegni programmatici di talune nostre realtà partitiche.
Ce lo ripetono i nostri buoni politici alla finestra dei media, e noi stiamo a guardare, ascoltiamo imperterriti come ancora oggi, nonostante tutto, con il cuore ancora vibrante della dirompente eloquenza di un profeta come Mons. Bello, sia possibile giustificare la propaganda xenofoba con il pretesto della sicurezza pubblica.
Ci diventa difficile persino ascoltarle le parole di Don Tonino; non sappiamo come dirgli, come spiegargli che dopo 15 anni il suo grido di convivialità echeggia nel vuoto di una casa che sarà anche comune, ma è rimasta disabitata.
Un grido di convialità. Guai a dire di tolleranza. Perché se l’incontro con l’altro deve rappresentare un “favore”, una concessione, un elemosinato gesto di carità spicciola allora non porta a nulla, se non a confermarci nella convinzione – direi nell’illusione- di essere noi i cittadini a pieno titolo, gli indigeni, quelli che stanno dentro, gli inquilini del primo piano.
Un grido di convivialità, nemmeno di convivenza. Perché se la casa comune dev’essere un albergo in cui ciascuno ignora chi sia il proprio vicino di stanza, allora la nostra permanenza sarà improduttiva.
Un grido di convivalità, piuttosto. Di quella convivialità che Don Tonino indicava nel dogma della Trinità, in cui persone diverse sussistono nella medesima entità.
Perché se intraprendiamo il nostro viaggio con i soli sandali dell’identità, dimenticando il nostro bastone di pellegrini ed una capiente bisaccia di cercatori, la nostra non potrà mai essere un’autentica sequela di Cristo.
Sabino Paparella
08:20
Scritto da: bfreezones
in Speciale Pensieri... don Tonino Bello | Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| Tag: bitonto, bitonto blog, eventi, don tonino bello | OKNOtizie |
Facebook
12/12/2007
LA PASSIONE PER LE DIFFERENZE
In cammino, da cercatori. Nudi e disponibili. Con una grande bisaccia piena di un vuoto ingordo di novità.
“La bisaccia del cercatore” spalanca le porte del futuro dandoci la consegna di un mondo da ricucire, da rammendare con il filo dell’amore. Le parole di Don Tonino in occasione del 50° Convegno Interreligioso del 1992 alla Cittadella di Assisi suonano per noi come un monito, terribile ed attuale, ma anche pieno di amore per la vita e di speranza, una speranza “militante”, così come l’intendeva Mons. Bello.
Sembrano dirci: guai all’indifferenza.
Queste parole non possiamo non sentirle nostre, non possiamo non vederle calpestate nei grandi silenzi dei nostri giorni, nell’assenteismo delle nostre coscienze dal pubblico dibattito planetario.
E ci danno forza, queste parole. La forza di credere, di sperare, dunque di impegnarci nel recupero dei sentieri interrotti delle differenze, dei paradossi dell’alterità che, dopo quindici anni dalle parole di Don Bello, ci vedono ancora ai blocchi di partenza a dover parlare di Nord e Sud del mondo, di PVS, di discriminazioni, di razzismo, di guerra.
Ci sconvolgono queste parole, devono sconvolgerci. D’altronde cos’altro se non sconvolgente, assurdo, radicalmente folle, straordinariamente originale; cos’altro se non questo è il Vangelo.
Don Tonino ce lo racconta a modo suo, con quel linguaggio di immagini che esprime la poesia del cuore, e ci invita a metterci alla sequela; e a camminare con una bisaccia pronta a raccogliere quanto il nostro viaggio vorrà donarci, da chiunque venga, sempre disponibili al dialogo, pronti a lasciarci accarezzare dalle esperienze esotiche che ordinariamente stazionano fuori del nostro habitus di “normalità cristiana”.
Col sorriso sulle labbra, aperti alla bontà della vita, anelanti dell’incontro con l’altro che sta fuori possiamo essere un po’ più noi. Possiamo rincontrare noi stessi e ritrovarci più veri di prima, autenticamente immersi nella vita che scorre fluida nelle nostre vene e ci infiamma, e ci spinge, e non ci permette di assistere da spettatori allo spettacolo di questa esistenza umana.
La passione. Che ci avvinghia e ci libera. Che ci crocifigge e ci resuscita. E ci chiama alla responsabilità condivisa di quanto andiamo vivendo. Insieme. Ogni giorno.
Con quella concretezza, con quell’autenticità che – soli - gli occhi di Mons. Bello ci trasmettono, appena velati dalla malattia in agguato, eppure carichi di un’estasi, di un trasporto che ci conduce sulle più alte vette dell’eternità.
Sabino Paparella
08:50
Scritto da: bfreezones
in Speciale Pensieri... don Tonino Bello | Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| Tag: bitonto, bitonto blog, don tonino bello | OKNOtizie |
Facebook
