15/07/2008
QUESTIONE AUDIZIONE MANCATA, IL DOTTOR SCAURO INTERVIENE
Riceviamo e pubblichiamo l'intervento del dottor Francesco Scauro, consigliere per il partito Socialista, che chiarisce la dinamica della mancata audizione di ieri in Regione ed esprime una propria valutazione politica sulla situazione.
Spett.redazione di Bitontotv,
sono il dott. Francesco Scauro capo gruppo del Partito Socialista in consiglio comunale e sono uno di quei consiglieri invitato dall'aministrazione a parecipare all'audizione con la III Commissione della Regione Puglia che s'è tenuta presso la sala giunta della Provincia di Bari. L'invito rivoltomi da parte dell'ammistrazione era fissato per le ore 10.30 presso la sede del Comune di Bitonto, per poi insieme al Sindaco e/o assessore al ramo recarsi presso la sede della Provincia. Il sottoscritto alle ore 10.05 - in perfetto orario - si trovava davanti all'entrata del Comune, pronto per partire. Ricordo, mi era stato riferito, che l 'appuntamento era fissato per le ore 11.00.
All'appuntamento si sono presentati, oltre al sottoscritto, due consigleri di maggioranza e due consiglieri di minoranza, mancava il Sindaco e l'assessore al ramo che facevano sapere di essere impegnati altrove. Siamo arrivati in provincia alle ore 11 10 e l'audizione era quasi conclusa, in quanto l'ora d'inizio era fissata per le ore 10.00. Ad ogni buon conto, come recita un noto broccardo "De minimis non curat praetor"; in altri termini è sterile polemica guardare l'orologio e non già i fatti e i fatti sono che gli altri comuni della Provincia erano rappresentati ai massimi livelli, Sindaci ed assessori, mentre il Comune di Bitonto era rappresentato da semplici consiglieri comunali. Altri i tempi, quelli in cui il primo cittadino era fattivamente presente nei posti e nei ruoli chiave (vedi l'ATO in cui siamo passati dall'aspettativa di una presidenza ad un ruolo di comparse).
dottor Francesco Scauro - capogruppo PS
14:50
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PIANO DELLA SALUTE, AUDIZIONE IN REGIONE. MA BITONTO È ARRIVATA IN RITARDO.
Ieri in calendario l’audizione del Comune di Bitonto alla III Commissione della Regione Puglia. Ma Bitonto non c’era e i rappresentati del Consiglio sono arrivati in ritardo a causa di un disguido.
Per il Comune di Bitonto era stata fissata ieri mattina alle 10 l’audizione in III Commissione Consigliare della Regione Puglia. Tema dell’assise l’apportare proposte, correzioni e suggerimenti della città al Piano della Salute della Regione Puglia 2008-2010.
In queste settimane il Sindaco si era dimostrato più volte disponibile a raccogliere le istanze delle forze politiche, degli operatori del settore, della cittadinanza tutta su una sanità adeguata ed efficiente e difatti non pochi erano stati gli impegni dallo stesso assunto, fino ad arrivare alla formulazione di un documento votato all’unanimità in Consiglio il 7 luglio.
Ieri, giorno in cui queste esigenze avrebbero dovuto essere portate a conoscenza dell’ente regionale, i rappresentati del consiglio non c'erano. Valla, poichè impossibilitato, aveva passato il testimoni ad un gruppo di consiglieri, in composizione mista tra minoranza e maggioranza. Pare che i delegati - legittimamente individuati a rappresentare Bitonto - siano arrivati, infatti, con notevole ritardo all’appuntamento, a causa di un problema di comunicazione che aveva portato gli stessi a sapere che l'incontro fosse stato fissato alle 11, piuttosto che alle 10. Sembrerebbe che, però, informalmente gli stessi consiglieri siano poi riusciti a consegnare il documento al presidente della Commissione, il dottor Marino, nell'auspicio che la nota e le richieste annesse siano prese in debita considerazione.
13:30
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SALVA-OSPEDALE, L’ASSESSORE SOMMA FA CHIAREZZA
L’amministratore ribatte alle affermazioni di Rossiello e Natilla ed evidenzia una “strana” mancanza di comunicazione tra le forze di minoranza.
“Ciò che interessa è la qualità delle prestazioni al di là di chi le fornisca, pur restando convinto della tesi espressa nel documento iniziale”.
L’assessore Somma non ci sta. Durante la conferenza stampa di giovedì 10, la minoranza in consiglio comunale ha duramente attaccato l’operato di alcuni amministratori dell’attuale giunta, retta dal sindaco Raffaele Valla. Ad alcuni giorni di distanza, uno dei più “contestati”, l’assessore ai servizi alla Comunità e alla Persona, Damiano Somma, ha ritenuto di puntualizzare su delle considerazioni fatte, in particolare dall’ex assessore Francesco Ricci e dal consigliere Franco Natilla.
Di grande attualità, all’indomani dell’audizione del Sindaco alla III Commissione regionale, il tema su cui l’avvocato Somma si è soffermato: il documento unitario sull’affaire Ospedale, votato dal consiglio comunale lunedì 7 luglio.
Sulla nota, giovedì scorso in conferenza stampa, qualcuno aveva tenuto a sottolineare come alcune delle conclusioni raggiunte fossero in antitesi rispetto a quelle proposte dallo stesso assessore, nel suo documento di presentazione. Le considerazioni dell’opposizione si riferiscono, nello specifico, alla parte relativa al Presidio Ospedaliero cui legarsi. Il dibattuto si era, allora, sviluppato nella dicotomia della scelta tra San Paolo o il nascente polo del nord barese con Molfetta, Giovinazzo, Terlizzi e Ruvo. A riguardo Somma tiene a sottolineare che la sua proposta – quella cioè di optare per il San Paolo - è stata “frutto di suggerimenti e sintesi documentali provenienti in primis dai consiglieri comunali dottor Scauro e dottor Granieri, coadiuvati da tutti i medici di base ed ospedalieri”. Ed è più duro quando afferma che probabilmente, quando è intervenuto, “il consigliere Natilla non fosse in possesso di tale informazione”; come accaduto, del resto, per “il professor Rossiello che in consiglio comunale ha definito chiacchiere alcune riflessioni lette da me ma suggerite proprio dal collega di opposizione, il dottor Scauro”. Inevitabile la conclusione dell’avvocato che definisce molto “strana” questa mancanza di comunicazione tra le forze di minoranza.
Lo spirito che ha animato la stesura del documento - sempre secondo l’assessore - è la “volontà pura e semplice di addivenire ad un accordo comune, frutto di reciproche visioni che dovevano necessariamente trovare una sintesi”. Le modifiche della nota finale, approvata dall’assise consigliare, rispetto al documento iniziale, vanno pertanto individuate proprio nel concorso di posizioni differenti e nella necessità di determinare una summa, per riuscire a definire in tempi brevi una linea quanto più condivisa da tutte le forze politiche rispetto ad un problema di primaria importanza per la vita cittadina. “Ciò che interessa - chiosa Somma - è la qualità delle prestazioni al di là di chi le fornisca, pur restando convinto della tesi espressa nel documento iniziale”.
08:40
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14/07/2008
PRS 2008-2010, “PIÙ VALORE” CHIAMA A RACCOLTA
Più Valore chiama a raccolta le associazioni bitontine perchè esprimano un loro parere sulla questione sanitaria e sul Piano Regionale della Salute 2008-2010, in vista della audizione del prossimo giovedì presso la Regione Puglia
Il Presidente della Ass. Più Valore - Onlus, con i Coordinatori dei Comitati operativi “Salute e Sanità” – “Disabilità e Diversabilità”, a seguito dell’invito di audizione prevista per giovedì 17 p.v. presso la III Commissione Consiliare – Regione Puglia - in merito al Piano Regionale della Salute 2008-2010, invita le Organizzazioni cittadine settoriali impegnate anche nell’ambito della tutela sanitaria e/o socio-sanitaria, gli operatori dei settori interessati, nonché i singoli cittadini che lo desiderano, a rappresentare (a mezzo fax - e-mail) ulteriori contributi e suggerimenti in tema, finalizzati a garantire la massima partecipazione e condivisione in questa delicata fase che porterà a raffigurare il quadro della sanità pugliese e cittadina dei prossimi anni.
Associazione Più Valore Onlus - Fax 080.3715363 - email: info@piuvalore.org
Fonte: Cs ufficiale
08:40
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10/07/2008
“PIÙ VALORE”, BASTA CON LE DISCUSSIONI OSPEDALOCENTRICHE
Come anticipato in un nostro articolo di lunedì scorso (clicca qui per leggerlo), l'Associazione Più Valore ha redatto un documento sulla questione del Piano Regionale della Salute 2008-2010. La nota è stata poi consegnata, in questi giorni, alle autorità competenti e agli organi di stampa, con preghiera di diffusione ai cittadini.
Interessante la prospettiva di veduta che dal documento emerge: basta con le discussioni ospedalocentriche.
Alleghiamo - e invitiamo a leggere - la nota integrale, disponibile cliccando sul seguente link:
Documento di Più Valore Onlus
08:00
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09/07/2008
CONSIGLIO, APPROVATO IL SALVA-OSPEDALE
Nella seduta lampo ratificato il documento che sintetizza le posizioni maggioritarie emerse nell’emiciclo nella precedente seduta di lunedì nonché della conferenza dei capigruppo del pomeriggio stesso di ieri.
Seduta lampo del Consiglio ieri sera. I lavori, sospesi a notte inoltrata di lunedì dopo un estenuante tour de force, in pochi minuti hanno consentito di approvare all’unanimità un documento condiviso di risposta all’annoso problema del Piano Regionale di Salute 2008-2010. La conferenza dei capigruppo consiliari, convocata già per 19 di ieri, è così riuscita nell’impresa di realizzare un’accettabile sintesi fra le varie proposte emerse nell’emiciclo per “salvare” il nosocomio bitontino che, come è noto, secondo il PRS dell’assessore Tedesco, contando meno di 70 posti letto, andrebbe incontro alla chiusura ed alla riconversione in servizi territoriali.
Proposto sostanzialmente dalle forze di minoranza e condiviso dai capigruppo di maggioranza, il documento approvato snellisce in massima parte quello redatto dai medici bitontini e portato lunedì in aula dall’assessore alle Politiche Sociali Somma.
Con meno tecnicismi ed enfasi celebrativa e più marcati toni politici, l’atto varato dal Consiglio “RIGETTA la tipizzazione dello stabilimento di Bitonto ad Ospedale territoriale, così come proposto nel PRS”; considerando, invece, la già espressa volontà della città (indicata nell’atto di indirizzo del 30/11/2005 e nel protocollo d’intesa del febbraio 2004) di associarsi al patto delle cinque città con Molfetta, Ruvo di Puglia, Terlizzi e Giovinazzo, si fa invece esplicita richiesta al Presidente della Giunta Regionale ed all’Assessore Regionale alla Salute di “inserire il Comune di Bitonto nel comprensorio del nord barese” e di consentire che il nosocomio bitontino possa “continuare ad erogare prestazioni mediche e chirurgiche, di diagnosi e cura configurate nel presidio ospedaliero Terlizzi Bitonto, così come attualmente organizzate e con ulteriore potenziamento sia delle attività mediche e chirurgiche, che delle dotazioni”, in attesa che si possa portare a compimento nel suddetto comprensorio il mega-ospedale provinciale con bacino di utenza di oltre 200mila unità.
Solo sull’ordine di elencazione di questi due punti, l’inserimento della città nel comprensorio ospedaliero nord barese e la tutela dei servizi attualmente erogati dal nosocomio bitontino, si è accesa in aula un piccola discussione fra i consiglieri Natilla (Riformisti) e Perrini (PdL), che ha portato ad una lieve modifica della bozza iniziale ed all’assegnazione della priorità in elenco alla questione dell’associazione della città al suddetto comprensorio.
Forte ed unanime, dunque, la volontà del Consiglio Comunale bitontino di opporsi al troppo facile declassamento predisposto dal Piano Tedesco. Lo dimostra l’ultimo punto del documento approvato, con il quale si “chiede altresì al Presidente della Terza Commissione Consiliare Permanente (quella competente in materia di sanità, ndr) l’audizione di una delegazione rappresentativa dei gruppi presenti in Consiglio Comunale secondo quanto previsto dallo Statuto della regione Puglia e dal regolamento interno del Consiglio Regionale”.
Bitonto, dunque, non ci sta. E alza la voce per chiedere ciò che è suo.
Resta da capire, al di là della prova di forza e compattezza del Consiglio, quale peso politico potrà sortire la volontà dell’assise bitontina nel Palazzo di Via Capruzzi. Al di là delle giuste rivendicazioni avanzate, e del chiaro peso d’immagine, alias demagogico, che una questione come quella della “salvezza dell’ospedale” può avere presso l’opinione pubblica cittadina, infatti, le sorti della struttura bitontina appaiono sostanzialmente definite. Peregrine non sarebbero, allora, le ulteriori riflessioni sul reimpiego dei fondi regionali per i servizi territoriali di assistenza domiciliare che il consigliere Ricci (PD) avanzava già nella seduta consiliare di lunedì.
Nei prossimi giorni le reazioni baresi al duro diniego di Bitonto.
15:10
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08/07/2008
TOUR DE FORCE DEL CONSIGLIO PER SALVARE L’OSPEDALE
Sospesa alle 0.45, la seduta riprende stasera alle 21
Tour de force fino a notte inoltrata ieri per il Consiglio Comunale, in seduta straordinaria sul tema sanità.
“Pietra dello scandalo” il “Piano Regionale di Salute 2008-2010” definito dall’assessore Tedesco e prossimo al varo nell’assise consiliare pugliese. Prevedendo la chiusura delle strutture ospedaliere con meno di 70 posti letto e la riconversione in strutture territoriali, tale Piano destinerebbe infatti il nosocomio bitontino ad incerte sorti, sopprimendo anche quei minimi servizi ospedalieri rimasti superstiti dopo le pesanti serrate del precedente Piano Fitto.
Ad inaugurare il dibattito nell’emiciclo bitontino un’accurata relazione dell’assessore al ramo, l’avvocato Damiano Somma, che sottolineando l’urgenza e la gravità della questione in oggetto si è fatto portavoce di un documento redatto nei giorni scorsi dai medici di base ed ospedalieri bitontini. Tale documento, proposto al Consiglio perché potesse farlo proprio e presentarlo così alle competenti autorità regionali, si pone come opera di sintesi di tutte le realtà sanitarie presenti sul territorio, esprimendo forte preoccupazione per le linee di indirizzo indicate dal piano sanitario ed evidenziando, con una lunga e doviziosa disamina sui servizi attualmente presenti nell’ospedale bitontino, l’importanza che esso avrebbe non solo in città, ma addirittura su di un bacino di utenza di ben 90 000 unità, comprensive anche del centro di Palo del Colle, che dal Distretto socio-sanitario bitontino è servito.
Precise e chiare, sulla base di queste rivendicazioni, le richieste avanzate: un consolidamento delle realtà già presenti tramite una ridefinizione dell’organico e delle figure professionali da esso contemplate, il potenziamento del Pronto Soccorso e l’implementazione dei servizi di collegamento con l’Ospedale S. Paolo, considerato unico punto di riferimento possibile per la struttura sanitaria bitontina.
Pienamente in linea con le istanze dei medici l’assessore Somma, che ha proposto al consiglio di invitare l’assessore Tedesco nell’assise cittadina per ulteriori chiarimenti. Su una posizione critica invece il consigliere di maggioranza Muschitiello, medico bitontino di lungo corso, che richiamando i cenni storici salienti del nosocomio cittadino ha espresso viva disapprovazione per la condotta di Vendola ed ha auspicato l’inserimento di Bitonto nel comprensorio Molfetta-Ruvo-Terlizzi-Giovinazzo per la realizzazione di un nuovo ospedale di riferimento.
Su posizioni analoghe diversi consiglieri di maggioranza, tra cui la voce forte e bellicosa di Michele Labianca, e di opposizione, fra cui il consigliere Scauro, che ha ribadito a chiare lettere la necessità di lottare per il mantenimento ed il consolidamento dei servizi tuttora in funzione nel nosocomio bitontino.
Voce fuori dal coro Francesco Ricci (PD), che insistendo sulla bontà del Piano di Salute nel suo complesso ha cercato di persuadere il consiglio dell’opportunità di reindirizzare i fondi ospedalieri sulle emergenti strutture di sostegno socio-assistenziale operanti sul territorio, dall’ADI all’UDT a tutte le altre attività di competenza del Distretto Socio-sanitario cui, ad esempio, andrebbero dedicate strutture e mezzi più idonei all’opera di grande rilievo socio-assistenziale che svolge.
I numerosissimi ed appassionati interventi di gran parte dei consiglieri e di alcuni assessori, però, non sono riusciti in sostanza a trovare la quadratura del cerchio “sanità”. Parte dell’opposizione, infatti, ha rifiutato la sottoscrizione diretta ed immediata del documento realizzato dai medici bitontini, chiedendo ulteriore tempo per poter realizzare una proficua sintesi degli svariati punti di riflessione sollevati dall’assemblea consiliare.
Dalla proposta di lottare per il mantenimento ed il consolidamento degli attuali servizi ospedalieri (Scauro ed i medici firmatari del documento), a quella di lottare per un ridirezionamento dell’asse ospedaliero di riferimento verso l’area di sviluppo provinciale nordbarese Terlizzi-Ruvo, lasciando a Bitonto un posto in prima fila (Muschitiello) a quella di assecondare sostanzialmente il ridimensionamento indicato dal Piano regionale per poi pretendere una forte implementazione dei servizi territoriali di assistenza domiciliare (Ricci), lo spettro di strade percorribili è apparso davvero composito, se non confuso.
Per questo, su richiesta della conferenza dei capigruppo, la seduta del Consiglio è stata sospesa fino alle 21 di questa sera. Già alle 19, comunque, i capigruppo si riuniranno per lavorare unitamente alla redazione di un nuovo documento rappresentativo di istanze unanimemente condivise.
In serata una proposta “salva-ospedale” dovrebbe essere pronta. Resta da capire, a pochi giorni dal varo definitivo del Piano di Tedesco, quale valenza effettiva potrà sortire agli occhi della Regione.
Sabino Paparella - foto Maurizio Loragno
09:30
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07/07/2008
SCAURO, SULL’OSPEDALE CHIEDIAMO CHIAREZZA ED IMPEGNO
Il chirurgo spiega la ratio del documento degli ospedalieri da presentare stasera in Consiglio, riunito in seduta monotematica. Il medico ribadisce: “Garantire un percorso diagnostico-terapeutico d’eccellenza ed eliminare le vessazioni”
Chiarezza ed impegno. Chiedono questo i medici ospedalieri bitontini, che oggi presenteranno ufficialmente un documento al Consiglio Comunale, chiamato a discutere in seduta monotematica proprio del futuro del nosocomio e della linea di intervento della città tutta nei confronti del governatore della Regione. Il dottor Scauro, medico chirurgo, chiarisce la posizione del personale dipendente e anticipa la ratio della riflessione che ha accompagnato la discussione degli ospedalieri.
Delusione, a pelle, è la prima sensazione che affiora ad ascoltare le parole del medico, intrecciate in una imprescindibile disamina storica. “I buoni propositi”, di cui le strade della politica sono ben lastricate, diventano, invece, pietre di scarto della reale scelta amministrativa. “Fino al 1996 – spiega Scauro – l’Ospedale di Bitonto ha lavorato a pieno ritmo. La sanità poi è cambiata, nel modo di approcciarsi alle patologie, nei fondi destinativi, nella sicurezza. E di questo noi siamo consapevoli. Non a caso nel 2002, quando Fitto decise il piano di riordino, non alzammo le barricate perché la struttura bitontina ha dei vincoli che non si possono ignorare.” Le parole di Scauro, però, non alludono ad una “resa incondizionata” dei medici e degli amministratori comunali. Anzi. “L’accordo che riuscimmo a raggiungere – chiarisce – era di potenziare l’Ospedale in modo da dare realmente un servizio di cui i cittadini avevano bisogno e in rete con la grossa struttura del San Paolo, a 5 km da qui.”
“Garantire un percorso diagnostico-terapeutico d’eccellenza ed eliminare le vessazioni per i pazienti”: sono queste le parole d’ordine per i medici ospedalieri. Se il coordinamento con il San Paolo non fosse stato inspiegabilmente eliminato a favore di Terlizzi, se gli interventi sulla viabilità ed i trasporti da e per Bitonto fossero stati eseguiti come promesso, se le istanze di quella proposta unanime del Consiglio del novembre 2005 non fossero state disattese, quelle parole d’ordine da tali sarebbero diventate buona regola della vita ospedaliera. Così non è stato ed il processo di svuotamento di reparti s’è connaturato quasi come incontrovertibile.
“Nonostante le decisioni di riordino si siano dimostrate riduttive – controbatte Scauro - il personale ha saputo tenere testa alle scelte cadute dall’alto.” Il risultato è un presidio che fornisce servizi d’eccellenza, checchè ne dica la stampa dai toni sensazionalistici o l’opinione pubblica, abituata a puntare il dito contro. Fonte, inevitabilmente, di una doppia delusione.
A riprova delle affermazioni del dottore c’è una lunga lista di servizi: l’UDT con 10 posti letto; l’ambulatorio ed il day hospital di pediatria, con più di 1200 prestazioni l’anno; gli interventi di chirurgia generale in regime di day surgery, con 700 operazioni ed oltre 4000 prestazioni ambulatoriali solo nel 2007; i day surgery per ortopedia, ginecologia ed ostetricia o, ancora, gli ambulatori di otorino laringoiatria, di cardiologia, di urologia e di analisi cliniche all’interno del quale ben 500 pazienti bitontini, prima costretti a recarsi al Policlinico, sono in cura oggi con anticoagulanti orali (TAO, ndr).
“Vorremmo potenziare tutto questo e continuare a farlo al massimo – argomenta Scauro – per questo chiediamo chiarezza sul futuro del presidio ospedaliero e degli stessi operatori.” Le domande dei medici, allora, puntano in prima istanza ad una implementazione del personale specialistico, per realizzare quell’assistenza di base che è prevista per la proiezione territoriale dell’attività sanitaria. “È necessario – aggiunge Scauro – che venga garantita la presenza dei medici nella fascia oraria 8/20 e con la reperibilità nei giorni festivi e notturni, con conseguente adeguamento minimale delle figure professionali almeno dei settori dei servizi.” Dodici ore di attività non-stop, allora, ed una riorganizzazione dei posti letto, in funzione del prevedibile prolungamento della sosta dei pazienti, che possano essere fermati in strutture protette come l’osservazione temporanea del pronto soccorso o presso il reparto di medicina.
Sulla stessa lunghezza d’onda, infine, si attesta l’ultima delle richieste degli ospedalieri. “È indispensabile – spiega Scauro – la persistenza organizzativa di un pronto soccorso attivo, adeguatamente dotato dei posti letto in osservazione intensiva.” A garanzia, ancora una volta, di quell’inquadramento diagnostico-terapeutico efficace cui tutta l’attività ospedaliera bitontina dovrebbe essere vocata.
07:30
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OSPEDALE, “PIÙ VALORE” ACCENDE I RIFLETTORI SULL’ ASSISTENZA DISTRETTUALE
Parlano i responsabili dell’Onlus bitontina accreditata presso la ASL BA quale organizzazione di tutela dei diritti civili e sociali dei cittadini di Bitonto, nonché unica del territorio ad aver espresso un parere nella fase di concertazione e consultazione del Piano Regionale della Salute 2008-2010.
Non si tratta solo di Ospedale. La questione del Piano della Salute 2008-2010, come di tutti i piani sanitari regionali, è ben più ampia ed attiene alla garanzia di un’assistenza sanitaria globale adeguata. E che coinvolge tutta la cittadinanza.
La prospettiva d’analisi della Associazione Più Valore Onlus , ente di difesa dei diritti civili e sociali dei cittadini, invita a riflettere su un modello di servizio sanitario a 360 gradi, cui non si può prescindere in questa concitata fase di dibattito sul piano firmato da Tedesco.
Più Valore – è bene sottolinearlo – è l’unica parte sociale bitontina attiva che in fase di partecipazione alla costruzione del Piano Regionale della Salute ha palesato ad agosto 2007 la propria opinione in materia alla giunta Vendola, con un documento ufficiale.
Angelo Caldarola, Presidente della Onlus e Luigi Aresta, Coordinatore del Comitato operativo attivo al suo interno “Salute e Sanità”, hanno così ritenuto utile incontrare sabato mattina Raffaele Valla e Damiano Somma, assessore al ramo, manifestando l’iter già percorso dall’organizzazione nella sanità bitontina, ed il punto di vista del cittadino, soprattutto delle categorie più “fragili” sul tema in discussione, nella consapevolezza che, sebbene i referenti istituzionali “naturali” in materia sanitaria siano la Regione Puglia (Assessorato alle Politiche della Salute) ed i vertici della ASL BA, il primo cittadino si é pubblicamente impegnato a difendere il nosocomio e a far sentire le ragioni bitontine anche al di fuori della deputata sede istituzionale della Conferenza dei Sindaci.
Secondo Più Valore, allora, ci sono due nodi cruciali in tutta la questione, non certamente imperniati sul tema “Ospedale si o no”, ma di tutela globale della Salute dei cittadini di Bitonto.
In primo luogo, le politiche della salute nella nostra città richiederebbero un’attenzione diversa e soprattutto maggiore responsabilità. Da parte di tutti, amministratori, politici, ma anche dei cittadini. Dai politici, cioè, che dovrebbero spiegare chiaramente all’opinione pubblica come quell’idea di ospedale a Bitonto, cui la popolazione è storicamente legata, “non esiste” in realtà da molto tempo nei piani regionali, e che la struttura ospedaliera bitontina é ormai da considerare in una diversa prospettiva, cioè di ospedale ‘distrettualizzato’, oggi con il Presidio di Terlizzi, in cui si possano ancora erogare prestazioni sanitarie fondamentali e di qualità, ma a bassa intensità, quali Day Hospital, Day Surgery, così come è attualmente, ma con maggiori risorse. Ai cittadini, invece, spetta il compito di una maggiore sensibilità e coscienza alla cittadinanza attiva anche in materia sanitaria, che passi attraverso il rispetto verso gli operatori, che da anni sostengono una sanità bitontina in difficoltà (sia per carenze strutturali, logistiche che di risorse umane), ma che al contempo sia più vigile ed attenta a rappresentare i disagi quotidiani, talvolta vere “vessazioni”, per la difesa della propria salute ma anche per quella dei concittadini più deboli. Critica e costruttiva, in altri termini, la posizione di Più Valore che auspica in un più serrato confronto tra le Parti nonché un ascolto reale più proficuo e sistematico dei cittadini e dei loro bisogni in materia di tutela della Salute.
Secondo nodo cruciale l’assistenza sanitaria tout court.
In realtà, oggi, la sanità pubblica a Bitonto è affidata, come è giusto, ad una pluralità di strutture e articolazioni sanitarie operanti sul territorio. Se da un lato, infatti, la ASL eroga l’assistenza ospedaliera come momento di cura in fase acuta, tutto quello che attiene all’assistenza sanitaria non di competenza ospedaliera rientra nell’assistenza distrettuale o territoriale: una macroarea di competenze, pertanto, che si estende dalla prevenzione all’assistenza e cura. La complessa articolazione della assistenza sanitaria territoriale trova legittimazione nella legge regionale 25 del 2006; fondamentale potenziare ed implementare quindi tutte le articolazioni specifiche dell’assistenza territoriale, presenti anche a Bitonto, come il Distretto Socio Sanitario di Via Fornelli, il Dipartimento di Salute Mentale con il SIM di Via Mazzini (prossima al trasferimento su Via A. Volta ?!?), la Medicina Fisica e Riabilitazione di Via P. Nenni, o le Dipendenze Patologiche - SerT di Via Castellucci. In queste articolazioni il problema risiede nelle strutture inadeguate e nelle limitate risorse logistiche, economiche, umane e professionali.
A questa assistenza bisogna poi affiancare una rete dell’emergenza (118 e U.O. di Medicina e di Chirtugia d’Accettazione e d’Urgenza quale ex Pronto Soccorso) adeguata alle esigenze, funzionale e di qualità.
Chiudono il complesso cerchio i Servizi Integrati, correlati al Piano Sociale di Zona, che dovrebbero fornire strumenti come – per esempio – la Porta Unica di Accesso quale front office cui rivolgersi per conoscere ed informarsi su strutture e percorsi, in ogni esigenza.
A quadro tracciato, Più Valore fa una considerazione molto tagliente: qualsiasi piano regionale non può concepire una riorganizzazione ospedaliera a Bitonto senza migliorarne “prima” l’efficienza della assistenza distrettuale. “Lo abbiamo già detto a tutti gli interlocutori istituzionali, a partire da Fitto nel 2005...” incalza Aresta.
Ma l’esempio ‘al negativo’ è tutto bitontino, e siamo al 2008… con una realtà di assistenza territoriale con ancora gravi carenze strutturali, logistiche e di risorse umane e professionali, così come emergono anche dal monitoraggio dell’Audit Civico 2007, dove spesso l’utenza viene accolta già in sale di attesa/corridoi angusti, prive di climatizzazione, senza comfort né privacy, per poi essere assistita in ambienti a volte fatiscenti ed inadeguati e spesso in condizione emergenza.
Rari e recentissimi sono i casi di aree attrezzate a nuovo.
Se la strategia del ‘distretto’ è la nuova idea di sanità italiana e regionale – si chiede Più Valore – perché non si lavora all’unisono a Bitonto, utilizzando opportunamente l’ospedale distrettuale ed integrandolo con una assistenza territoriale calibrata quantitativamente sui bisogni e di qualità?
Una provocazione, quella della onlus bitontina, che mette seriamente in discussione le politiche adottate, particolarmente nell’ultimo decennio e che interroga le coscienze di amministratori e cittadini,
“La cittadinanza non ha bisogno della sanità-ospedale solo nei casi più estremi, ma di una tutela globale della Salute e di attenzione verso i cittadini più deboli” aggiunge Aresta, e conclude con un impegno – “Presenteremo formalmente, nelle prossime ore, i nostri suggerimenti tecnici al Piano Regionale, dopo quello dei professionisti già ascoltati dal Sindaco Valla”.
07:25
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01/07/2008
IL 7 CONSIGLIO COMUNALE MONOTEMATICO SULL'OSPEDALE
Si terrà lunedì 7 luglio, con inizio alle 19, l'annunciato Consiglio comunale monotematico sul futuro dell'Ospedale di Bitonto nell'ambito del Piano Regionale della Salute 2008-2010.
Il Consiglio comunale monotematico segue le altre iniziative promosse dal sindaco Raffale Valla, che all'indomani dell'approvazione in Giunta regionale del Piano Sanitario destinato a ridisegnare la mappa ospedaliera pugliese, ha chiamato a raccolta la città per scongiurare ulteriori penalizzazioni nell'assistenza sanitaria sul territorio.
Nelle scorse settimane il Sindaco aveva incontrato, in distinti momenti, i medici di base e i medici ospedalieri del nosocomio cittadino.
11:45
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