11/03/2008

CHE SANNO DI VECCHIO

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CHE SANNO DI VECCHIO
circuito nr 1
NUOVI PRODOTTI

chi vuole introdurre nuovi prodotti coerenti con la logica della riduzione del consumo (spreco) di risorse. Prodotti a vita piú lunga, che consumano meno energia, facilmente riusabili e riparabili (possibilmente ad opera dell’utilizzatore), producono benefici sulla fedeltà del consumatore. Le imprese possono uscire dal circolo vizioso dell’usa e getta (che mette il consumatore sempre piú frequentemente nelle condizioni di cambiare marca) e puntare alla realizzazione di nuovi prodotti che rispondono ai reali bisogni dell’uomo di oggi e che per la loro realizzazione richiedono nuove figure professionali da occupare.

Hai bisogno di aiuto? Il prodotto appena acquistato non funziona? Chiama il numero verde, un efficiente operatore ti farà capire che è meglio comperarne un altro perchè i costi per portarlo al centro assistenza, i pezzi di ricambio, il mancato utilizzo, ti costano di piú del nuovo modello ancora piú efficiente del precedente. Quanto costerà alle generazioni future il nostro trasformare in rifiuti prodotti appena comprati che non possono essere riparati? Molti progettano, producono e vendono prodotti per un mondo peggiore.

Questo intervento fa parte del percorso dePILiamoci che il gruppo di Bitonto.myblog sostiene e condivide.
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05/03/2008

NUOVA TECNOLOGIA

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AL SERVIZIO DI PRODOTTI E SOLUZIONI PRATICHE PER LA DECRESCITA DEL PIL SUPERFLUO
circuito nr1
NUOVA TECNOLOGIA


Grazie all’aumento della richiesta di prodotti e servizi a basso consumo di risorse e grazie al miglioramento dei processi, le imprese imparano a fare uso di nuove tecnologie per pensare e produrre prodotti che soddisfino i reali bisogni della comunità. Trattasi di un processo di apprendimento globale che ristabilisce il corretto rapporto tra domanda e offerta, dove la prima, non piú vittima della seconda, ritorna a guidarla.

Purtroppo, ancora oggi, la nuova tecnologia è utilizzata per introdurre sul mercato prodotti che con la scusa di non essere inquinanti sono destinati comunque a diventare rapidamente rifiuti. I prodotti in plastica ricavati dal mais, ad esempio piatti e bicchieri, incentivano ancora di piú il consumismo. Ci hanno detto: “come non lo sapete? In 18 mesi si disfano completamente; non dobbiamo preoccuparci; ora possiamo consumarne ancora di piú senza inquinare ed aiutando l’agricoltura”.

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19/02/2008

COME RIDEFINIRE LA CATENA DEL VALORE

MIGLIORAMENTO DEI PRODOTTI/PROCESSI
circuito nr1
COME RIDEFINIRE LA CATENA DEL VALORE


Grazie al contributo di persone motivate che lavorano in azienda, è possibile avviare il miglioramento dei prodotti/processi, che deve essere sempre accompagnato da buoni investimenti non solo orientati all'aumento della produzione ed all'abbattimento del prezzo. Il miglioramento così interpretato comporta che i prodotti/processi nuovi o modificati (meno inquinanti, meno “spreconi” di risorse, capaci di dare ritorni non solo economici al territorio locale) diventano portatori di valori che possono facilmente essere tramutati in componenti del prezzo, che il consumatore desidera “competitivo” anche se non “più basso”.

La mappa del BIL affronta temi spesso assai complessi e quasi sempre assai controversi.
Questo, come ogni altro elemento della mappa merita di essere conosciuto ed approfondito attraverso lo studio l'analisi ed il commento delle posizioni assunte in merito da studiosi, opinion leader, politici, ecc....
Quì una raccolta di tali fonti di approfondimento alla quale contribuiscono tutti i volontari che stanno sviluppando questo portale e la Mappa in particolare. E' una attività di ricerca cui tutti possono partecipare.

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13/02/2008

UNA PRATICA FINANZIATA SOLO QUANDO FA CRESCERE

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INVESTIMENTI IN INNOVAZIONE
Circuito nr 1
UNA PRATICA FINANZIATA SOLO QUANDO FA CRESCERE 

Introdurre innovazione pensando al BIL, sostenendone i necessari investimenti in assenza di finanziamenti pubblici, è cosa naturale per le imprese che hanno una visione non orientata al solo profitto economico. Il miglioramento dei prodotti e dei processi che ne deriva non solo riduce il consumo di risorse e migliora la qualità delle prestazioni dei lavoratori, ma incentiva l’introduzione di nuova tecnologia.

Una dinamica azienda grafica pugliese ha recentemente rinnovato completamente il suo sistema produttivo passando dalla quadricromia alla esacromia con tecnologie che consentono di annullare l’utilizzo di pellicole e solventi chimici (riduzione di materie prime e rifiuti ad alto costo di smaltimento) . Ora offre ai suoi clienti un prodotto di qualità migliore, ecologicamente piú compatibile realizzato con un processo produttivo semplificato e piú sano per i lavoratori. Il tutto ad un prezzo del prodotto finito minore. Per questa innovazione, l’imprenditore non ha cercato finanziamenti pubblici.

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29/01/2008

PROFITTI PARTECIPATI

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PROFITTI
Circuito nr 1
SONO MAGGIORI PER LE IMPRESE CHE LI SANNO DESTINARE ANCHE A CHI HA CONSENTITO LORO DI PERSEGUIRLI

La riduzione dei costi e/o l’aumento dei ricavi contribuiscono sicuramente alla crescita degli utili di bilancio. Entrambi (costi e ricavi) si avvantaggiano della dedizione al lavoro delle persone. Cosa saggia è investire i maggiori utili, oltre che per remunerare il capitale, nella ricerca e nello sviluppo precompetitivo e nella formazione dei lavoratori (crescita culturale ed apprendimento di nuove prassi e tecnologie). Ci sono imprese ancora piú sagge che destinano una parte dei loro utili a quelle azioni sul territorio che fanno crescere il valore del loro bilancio sociale. L’aumento della fiducia dei lavoratori e dei territori nei confronti dell’impresa è un acceleratore di qualsiasi tipo di profitto (economico incluso).

Le cooperative argentine che hanno preso in gestione gli impianti delle industrie fallite nel periodo del crac economico dimostrano, pur con tanti limiti, come si possa distribuire reddito ai lavoratori, distribuire serenità alle famiglie ed alle comunità, distribuire tasse alle municipalità, distribuire prodotti e servizi ai clienti, facendo tornare a funzionare aziende che erano state chiuse solo perchè incapaci di distribuire dividendi

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22/01/2008

SARANNO SEMPRE CRESCENTI SE IL CONSUMATORE SA COME VERRANNO IMPIEGATI

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RICAVI
Circuito nr 1
SARANNO SEMPRE CRESCENTI SE IL CONSUMATORE SA COME VERRANNO IMPIEGATI

I ricavi delle imprese aumentano grazie a scelte di competitività (quali-quantitativa), a strategie di prezzo e anche per il valore etico percepito dai consumatori. Tale visibilità aiuta a realizzare maggiori vendite in quanto il consumatore trova nella marca quei valori morali e sociali che desidera condividere.
I vantaggi per le imprese non sono solo economici ma anche patrimoniali per effetto della fidelizzazione del cliente.

Pensate alle tesi di laurea, matrimoni, cresime e battesimi di cui avete memoria negli ultimi 2 anni. Cosa avete regalato? Era una marca importante? Di quale “lista” vi siete serviti? Eppure da qualche tempo si sente dire: “non acquistare nulla, “abbiamo fatto una adozione a distanza”, “stiamo partecipando alla costruzione di un ospedale nel Sud del mondo” il tuo regalo sia un contributo a questa iniziativa”. In molte ricorrenze è sempre piú frequente ricevere, come bomboniera, articoli d’artigianato locale o equosolidale o realizzati da una cooperativa di ex carcerati.

 

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16/01/2008

PER QUALITÀ E NON PER QUANTITÀ

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Prezzi competitivi
per qualità e non per quantità

Attraverso il miglioramento dei processi produttivi e la conseguente riduzione dei costi di produzione ma, ancor piú, con l’introduzione di caratteristiche dei prodotti e dei processi produttivi e di vendita capaci di soddisfare esigenze diverse da quelle tradizionali, si possono innescare positivi meccanismi di competitività sul mercato, anche non necessariamente correlati con la riduzione del prezzo, con interessanti prospettive di ricavi.

Competitivo è il prezzo del sapone ecologico, biodegradabile, venduto a pezzi da tagliare come il salame e da ridurre in scaglie a casa al momento dell’uso, che non ha praticamente nessun imballaggio e che è completamente anidro (disidratato) in modo che nel volume di una scatola di scarpe ci stia l’equivalente potere detergente di dieci fustoni di detersivo tradizionale. Competitivo è il prezzo dei cereali per la colazione venduti a peso nei “distributori” dei supermercati, nella quantità desiderata ed in varie tipologie, praticamente senza generare rifiuti in scatole e confezioni.

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08/01/2008

SI RIDUCONO AUMENTANDO LA QUALITÀ

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Costi di produzione
si riducono aumentando la qualità

I costi di produzione vengono ridotti direttamente dal minor consumo di materie prime e di energia ma molto piú dalla riduzione dei rifiuti e dal miglioramento dei processi. Altri vantaggi si possono avere tramite il meccanismo dello scambio delle esternalità tramite il quale le imprese recuperano gli scarti di produzione, aumentano la fiducia interna ed esterna fra le persone, abbattono i costi di approvvigionamento, ecc… E tutto ciò incide anche positivamente sul prezzo dei prodotti.

78d2bb28f9d7557f5e3088f89d5e43c6.jpg“Ti sei certificato ISO9000 per migliorare i tuoi processi? Lo sai che i costi diminuisco se riorganizzi l’azienda seconda tale norma?”
“Non ci penso neppure… serve a poco nella mia azienda; anzi quello che so, è che fa aumentare il volume delle carte e i dipendenti perdono tempo a compilarle”
“E quando lo farebbero?”
“Dopo che in azienda hanno fatto giusto il contrario di quello che è scritto nel manuale della qualità che gli hanno preparato i consulenti; pensi che questo sia qualità? Questa è riduzione dei costi?
Sono convinto che le aziende in realtà cercano solo un bollino da mettere sulla carta intestata.”
“Il tuo è un problema culturale!! Mi domando come fai a ridurre i costi…”
“Con i soliti metodi… un po’ di nero, e tanto straordinario sottopagato”.

 Approfondisci l'argomento, clicca sul contenuto correlat:
*prezzi competitivi


Questo intervento rientra nella nuova sezione interattiva di Bitonto.myblog e della Libreria del Teatro, che sostengono e partecipano al progetto DEPILIAMOCI (vai alla news di presentazione), la rivoluzione di pensiero che permette con piccoli gesti quotidiani di liberarsi del superfluo e vivere più felici.
Come?
Bastano pochi semplici gesti quotidiani: gesti da cittadino, da genitore, da imprenditore, da figlio, da educatore, da politico. Comportamenti che non richiedono grandi sforzi, nessuna rinuncia, nessun sacrificio, solo buona volontà e consapevolezza.
Sul sito www.depiliamoci.it trovate i consigli e gli strumenti per realizzare, passo dopo passo, una vita più serena.
Noi di bitonto.myblog vogliamo proporvi ogni martedì una delle riflessioni del libro, seguendo di volta in volta i circuiti della mappa, cioè un percorso di considerazioni legate tra loro da un rapporto di causa ed effetto.

18/12/2007

QUELLO CHE NON DOBBIAMO PIU' PRODURRE

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Rifiuti
quello che non dobbiamo più produrre


La riduzione dei rifiuti è immediata conseguenza della riduzione dell’uso di materie prime e di energia, nonché del riuso di esternalità messe a disposizione da terzi. Il progressivo diminuire dei rifiuti comporta un beneficio sull’ambiente, innalza la qualità della salute, diminuisce i costi di produzione e quelli dei servizi pubblici collegati con la raccolta e lo smaltimento.

Un giovane papà appena ha saputo che a sua figlia, alla mensa dell’asilo, davano ogni giorno un sacchetto con posate, bicchiere e tovagliolo tutto rigorosamente “usa e getta” le ha regalato un astuccio da “pic-nic” contenente tutto il necessario, pretendendo che le educatrici le insegnassero il suo corretto uso. La piccola ha rapidamente imparato che è suo compito, tornata a casa, lavare il tutto e riporlo in cartella per il giorno dopo.

Approfondisci l'argomento, clicca sui contenuti correlati:
*costi di produzione
*effetti dannosi sulla salute e sulla pelle

 

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Come?
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11/12/2007

NESSUN BARATTO, NIENTE EVASIONE DI TASSE, MA VERO DONO

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Esternalità tra Imprese
Nessun baratto, niente evasione di tasse, ma vero dono

Uno dei principali meccanismi virtuosi che le imprese socialmente responsabili realizzano è quello dello scambio di esternalità, sempre piú efficace quando esiste la fiducia reciproca. Lo scambio di esternalità fra le imprese si configura per il sistema produttivo come corrispondente allo stile di vita degli individui, basato sulla condivisione dei beni e servizi, sulla cultura del dono e la pratica della solidarietà. Questo scambio non è baratto, cioè scambio senza danaro di prestazioni professionali (che ad esempio si fanno vicendevolmente un avvocato con un ingegnere, eludendo tra l’altro le tasse), ma una liberalità vera e propria che ciascuna impresa realizza a vantaggio della “comunità” delle imprese.

È il caso in cui un dipendente di una azienda, che si sposta in missione fra due città, offre un passaggio (semmai anche a fronte di un sovracosto per sè e la sua impresa in termini di tempo e di variazione di percorso) ad un dipendente di un’altra impresa che altrimenti avrebbe dovuto usare un’altra autovettura aumentando con i suoi consumi il PIL superfluo. Ovviamente si tratta di una vera e virtuosa esternalità solo se la seconda azienda non si arricchisce indebitamente facendosi rimborsare dal suo cliente costi non sostenuti.

Per approfondimenti esplora queste risorse:
* rifiuti
* costi di produzione

 

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