10/05/2008

NESSUN “ANNIVERSARIO”. ANCORA E SEMPRE UNA SPERANZA MILITANTE

1b76091a85edb330b1d53a922643bcd3.jpgPer rompere le catene. Per baciare la speranza. Per vivere la passione. Per amare la giovinezza.
Per dare un senso a quella Libertà che è troppo facilmente divenuta ovvia merce della nostre transazioni sociali.
Per professare ancora, e ancora, la fede nei profeti della Giustizia. Come Peppino Impastato.
A lui, morto ammazzato trent’anni e un giorno fa in nome della Verità, dedichiamo oggi questo nostro Video-foto Reportage realizzato a Bari lo scorso 15 marzo, in occasione della XIII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime di mafia.
Perché quegli scatti, quei frammenti di emozione freddati da un otturatore, non siano ancora una volta un placida carezza sulle fiere coscienze del nostro perbenismo. Perché ci turbino, e ci umilino, e ci assordino, e ci scuotano; dal torpore del populismo, dal “puzzo dell’indifferenza”, dalla viltà del settarismo, dall’abiezione dell’assenteismo civico.
Perché non si può essere Vivi se non si è Giovani. E non si può essere Giovani se si è Schiavi.

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26/03/2008

DELLA SERIE "DI BITONTO NON PARLA MAI NESSUNO". MEDITATE...

75206e83770db1169a554e61bbb35336.jpgDella serie "di Bitonto non parla mai nessuno".
Di seguito linkiamo, direttamente dal sito di Avviso Pubblico, la rete italiana di enti pubblici contro le mafie, il resoconto ufficiale dell'Assemblea Nazionale dell'Ente tenutasi lo scorso 14 marzo a Palazzo Gentile.
Foto e parole dicono di una Bitonto che, al di là delle disdicevoli polemiche che che noi bitontini amiamo riversarci sadicamente addosso, sa distinguersi a livello nazionale per il proprio impegno e, quantomeno, la propria capacità di inserirsi nei circuiti virtuosi degli enti locali italiani.  Un riconoscimento che dovrebbe far ripensare a remore e veleni troppo facilmente riversati su chi di tali distinzioni nazionali di Bitonto si è fatto promotore...
Per una volta, piuttosto che recitare le litanie lamentose della nostra autocommiserazione, cerchiamo di suffragare il nostro buon nome in Avviso Pubblico: compriamo tutti al costo di 15 euro una delle 1000 bottiglie di negramaro prodotte dalla cooperativa "Terre di Puglia - Libera Terra" e sosteniamo la rinascita agricola nei campi nostrani confiscati alle organizzazioni mafiose.
BitontoTv, nell'ambito della mediapartnership concordata con i vertici di Avviso Pubblico, si farà carico di coordinare le richieste di acquisto che potrete inviarci via mail.

LEGGI IL RESOCONTO 

14/03/2008

QUELLA MAFIA DI CUI ABBIAM PIENE LE TASCHE

fcf97a38b540787b94e8044b7b28f801.jpg"La lotta alla mafia dev'essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà”
Classico, direi d’obbligo, iniziare una riflessione sulla questione della mafia, magari alla vigilia della XIII Giornata Nazionale per la memoria e l’impegno in ricordo delle vittime, con una densa citazione di un “testimonial”, magari morto ammazzato, meglio ancora se di nome Paolo Borsellino.
Una finezza di retorica civile. Un gorgheggio giornalistico a metà strada fra il rutto politico e lo slogan pubblicitario. Tacita e appaga le nostre coscienze, fragili e indicibilmente sensibili al sangue sparso dalla criminalità organizzata.
Lo dicono pure le statistiche: leggere, ascoltare, discutere di mafia ci piace terribilmente. Va di moda. Gli slogan, le marce, gli striscioni, le piazze; è la nostra “cultura dell’antimafia”, la nostra reazione legalitaria, il nostro attivismo civile. Ci sguazziamo dentro e ne facciamo una cosmesi per i nostri spiriti, beffardi e spregiudicati. Con gli aromi delle epifanie democratiche cerchiamo di coprire l’olezzo appestante delle nostre eclissi morali.
Non ci passa mai per la testa che la mafia è un balsamo quantomai pericoloso. Ci unge e ci inebria, addomestica e irretisce. E strepitiamo contro i provenzano della tv, ma non ci accorgiamo delle latitanze delle nostre coscienze.
Perché la mafia, si sa, è quella che spara, quella che minaccia, quella che violenta il senso comune e lacera la serenità inerte della società civile.
Dimora nelle masserie del corleonese, la mafia. Non certo nei cumuli di immondizia con cui infestiamo i tratturi di campagna, né nelle segrete stanze della spartizione del potere “legale”, né sui pannelli di affissione occupati abusivamente, né nelle cooperative e nelle imprese che assumono a nero i loro giovani galoppini.
Ospite inquietante, seduttore malizioso, il pensiero mafioso ci tenta e non ci indigna, ci ammalia ma non ci scandalizza. Lo tolleriamo, spesso lo ospitiamo nella penombra del nostro perbenismo, là dove la responsabilità declina all’affarismo delle coscienze, là dove la speranza si infesta di veggenza, là dove la demagogia dei forti incrocia la psicagogia dei furbi, là dove l’etica pubblica diviene velleità personale degli stolti. Là dove ci sono le Mafie. Che brandiscono la giustizia del compromesso e galoppano le deleghe della nostra irresponsabilità. Negli uffici di lavoro o all’angolo del corso, dal panettiere piuttosto che nel salotto di casa.
Là, nottetempo, secchiello di colla e pennello, siamo pronti a coprire con la saccenza ed il sensazionalismo dei nostri manifesti quegli spazi di libertà che ci interrogano e ci sfidano.

Che siano presupposti, auguri, “scomodi” (don Tonino mi perdonerà) quelli che ci accompagnano alla ribalta della testimonianza. Pungenti, fastidiosi, schiaffeggino a rovescio e mettano alla prova l’arroganza di chi, come il sottoscritto in questo momento, pianta in terra il suo vessillo.
Ci educhino a ritrovare la giustizia, la verità, la pace dentro di noi,e non fuori. Ad opporre la freschezza della libertà, per dirla con Borsellino, al “puzzo dell’indifferenza”, che ci lascia languire nel silenzio.
Riscopriremo tutto intorno i veri segni della passione, dell’impegno, della forza profetica che guida chi crede nell’importanza dell’umile contributo di ciascuno nell’edificazione della collettività.
Allora, forse, avrà un senso quella manifestazione, quella testimonianza, quel sogno che, alle tre di notte, chino su un notebook che implora pietà, ti spinge a colorare, tasto dopo tasto, una parte del tuo personale tassello nel mosaico di questa straordinaria vita.

Sabino Paparella

P.S.
Verba volant. Non commenti ma opere di meditazione. E di autocensura.

IL VINO CHE HA IL SAPORE DEL RISCATTO

39fc0d235589d514928b1c127a30ee62.jpgSostieni la cooperativa “Terre di Puglia - Libera Terra” acquistando una bottiglia di vino pregiato in serie limitata

Si chiamerà "Libera Terra Puglia", il primo vino prodotto dalla cooperativa sociale "Terre di Puglia - Libera Terra" e ricavato in prevalenza da uve tipiche di negroamaro. La prima produzione sarà complessivamente di 13 mila bottiglie.
Al fine di sostenere l'avvio della cooperativa, viene promossa la vendita di 1.000 bottiglie speciali, prodotte in un numero limitato e legate alla XIII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Il prezzo è di 15 euro a bottiglia. L’intero ricavato sarà destinato a sostenere l’operato della cooperativa, la quale produce anche tarallini pugliesi, friselline biologiche e pomodori.

Fonte: avvisopubblico.it 

13/03/2008

BITONTOTV CON AVVISO PUBBLICO

98aa0689eff97d564c09dc70bbc9575e.gifSi è conclusa all'ora di pranzo a Palazzo di Città la conferenza stampa di presentazione dell’Assemblea Nazionale di Avviso Pubblico, che domattina alle ore 11 vedrà confluire nella nostra cittadina trenta delegati della Rete degli Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie, nata nel 1996 per promuovere azioni di prevenzione e contrasto all'infiltrazione mafiosa nel governo degli enti locali e per aggregare, tra questi ultimi, quelli che hanno manifestato o manifestano il loro interesse verso percorsi di educazione alla legalità democratica.
Alla conferenza, presieduta dal Coordinatore Nazionale di AP Pierpaolo Romani e dal vicepresidente Cosmo Damiano Stufano hanno dato il proprio contributo anche il sindaco Nicola Pice e l’assessore alle Politiche Sociali Francesco Paolo Ricci, peraltro membro del Comitato Direttivo Nazionale di Avviso Pubblico, al fine di ribadire la forte adesione d’intenti alla mission dell’Associazione e presentare il proprio sostegno alle iniziative che, a partire dall’Assemblea di domani, vedranno schierata Bitonto nella cultura dell’antimafia nazionale.

BitontoTV, da sempre vicina alle tematiche dell’impegno civile e della legalità, ha per l’occasione offerto una mediapartnership ai vertici di Avviso Pubblico, al fine di costituire un presidio cittadino costante in rete e dare pronta comunicazione delle iniziative in corso.
Da domani partirà la nostra campagna a sostegno dell’Associazione con l’esposizione permanente del banner di Avviso Pubblico ed una rubrica ad hoc che, mensilmente, raccoglierà resoconti e ragguagli sull’operato della Rete istituzionale antimafia. Ci impegneremo altresì in una campagna di sensibilizzazione per la vendita delle bottiglie speciali di vino negramaro, prodotte dalla cooperativa sociale “Terre di Puglia – Libera Terra” e distribuite al costo di 15 euro in occasione della XIII Giornata Nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime di mafia, che si celebrerà sabato a Bari e vedrà il nostro comune in prima fila per iniziativa dell’assessore Ricci e di un coordinamento di giovani impegnati nel sociale bitontino.
Alla Giornata lo staff di BitontoTV contribuirà con l’invio di una propria rappresentanza e la realizzazione di un fotoreportage.

Il nostro sostegno ad Avviso Pubblico ed alla Giornata della memoria nasce, ancora una volta, dall'ostinata fiducia nelle forze giovani e sane di questa città, dalla passione e dall’amore che essa merita, dalla speranza che – con il contributo di tutti noi- davvero a Bitonto si possano arginare le manifestazioni di illegalità e di prevaricazione mafiosa a tutti i livelli, dai fatti di sangue al problema delle affissioni illecite, che in questi ultimi giorni sembrano essere dilagate sui nostri muri e sui pannelli di affissione elettorale.
Contiamo sul vostro contributo. E chiamateci pure pazzi se credete. Ne andiamo più che orgogliosi.

Sabino, Marica, Ezio, Antonella, Francesco, Chiara, Gianluca, Lucrezia, Maurizio, Lara, Gianfranco