16/04/2008

IL SIGILLO DELLE ORE 4.00: ANALISI DEL VOTO

Debacle annunciata quella del centrosinistra bitontino.
Pur non riuscendo a soddisfare le aspettative di vittoria al primo turno, la maxicoalizione a sostegno di Raffaele Valla si assicura la leadership assoluta nelle consultazioni amministrative con un rassicurante 43,04% (15.346 preferenze) e ben 9 punti percentuali di scarto sul diretto rivale Giovanni Rossiello (33,72%).
Le operazioni di scrutinio, quantomai tese e controverse, si sono concluse solo alle prime luci dell’alba. Fanalino di coda nello spoglio dei voti la sezione 10, sita presso la Scuola Materna di via Michelangelo, oggetto di forti contestazioni e costretta alla revisione delle schede.
In cima ai consensi degli elettori di Valla, com’è comprensibile, il PdL con il 17,33%, che pure deve cedere il passo al 25,59% del PD, che si conferma quindi con forza primo partito in città. Sorprendente nelle fila del centrodestra la lista Valori Sociali, che con il 6,06% dei consensi è prima fra le liste civiche. Sulla soglia del 5% UDC, Nuovo PSI e Lista Valla, mentre il Cantiere della Partecipazione, anima simbolica della coalizione che ha conquistato al prefetto un posto di tutto riguardo nella campagna elettorale, riscuote un modestissimo 3,43%.
Variegato lo spettro dei consensi anche a sinistra. Dopo il risultato complessivamente buono della compagine veltroniana, che oltre alle vicende cittadine sembra aver accusato il colpo per la disfatta nazionale, segue il notevole 7 e mezzo percento di IdV, il 5,18% della lista Riformisti e, in coda, La Sinistra l’Arcobaleno, che arranca con l’1,88% dei consensi, “un risultato resistente” come lo definisce la portavoce del circolo locale Anna Belligero.
Se, dunque, una laboriosa cautela domina le dichiarazioni di amministratori uscenti e candidati rossielliani, già proiettati verso il prossimo traguardo del turno di ballottaggio, dall’altra parte, nascostamente gaudenti, gli esponenti di centrodestra fanno quadrato attorno al loro candidato e si mostrano quasi indispettiti per il tempo, quasi superfluo per loro, da dover ancora  investire in discorsi elettorali prima di potersi insediare a Palazzo di Città.
Autentica sorpresa delle consultazioni, però, i Socialisti, che solleticando le ataviche simpatie politiche della città vedono premiata la loro scelta di autonomia e totalizzano il 7,41% portando Franco Scauro sul gradino più basso del podio, a un soffio dagli 8 punti di percentuale.
A seguire, le chiacchieratissime liste civiche, a pieno titolo protagoniste della bagarre elettorale scatenatasi nelle ultime settimane ed in qualche modo responsabili di una parcellizzazione del voto.
Guida la cordata Pippo D’Acciò (5,37%), che porta in Consiglio Comunale Città Democratica (3,54%) e beneficia chiaramente di un buon numero di preferenze derivanti dall’opportunità di voto disgiunto. Solida la lista Laboratorio (4,13%), che in concomitanza alla poco determinante Forza e Movimento (0,41%) conferisce a Vito Palmieri un ottimo piazzamento, con il 5,02% dei suffragi.
Deludente rispetto alle ben più rosee aspettative l’avventura politica di Arcangelo Morea, che si conclude con un 2,84% che sa di un nulla di fatto. Stesso dicasi per gli Amici di Grillo e Giuseppe Cannito, di poco sopra il punto percentuale, e per l’ultima delle forze partitiche scese in campo, La destra-Fiamma Tricolore, che non riesce a regalare a Pasquale Bacco neanche il punto della bandiera.

La notizia vera, però, è l’esorbitante numero di schede non valide, che tra bianche (394), nulle (882) e contestate (88) sfiorano il 4% del totale. Una cifra impressionante, che dovrà fare certo riflettere sul voto disgiunto e sulle modalità di scrutinio adoperate.
E intanto, nella composizione del nuovo emiciclo di Palazzo Gentile, due volti noti degli opposti schieramenti di testa, Domenico Damascelli e Francesco Paolo Ricci, si attestano come primo e secondo suffragato per voti di preferenza.
Tra 13 giorni la parola fine a questa odissea elettorale.

Sabino Paparella