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24/08/2008
CAMPAGNE BITONTINE, È EMERGENZA SICCITÀ
Non piove da troppo tempo: l’acqua diventa sempre più costosa per l’agricoltura bitontina. Il malcontento dei coltivatori e la situazione regionale.
È emergenza siccità in tutta la Regione. Il cielo non regala precipitazioni, la terra chiede acqua. E l’agricoltura bitontina soccombe.
L’allarme lo lanciano alcuni coltivatori che confermano i malcontenti delle cinque province. Anche le attività agricole della città risentono della prolungata siccità. L’assenza di piogge, infatti, rende indispensabile l’uso di un sistema di irrigazione artificiale. Pochi sono gli agricoltori fortunati che possono contare su un pozzo artesiano proprio, cui attingere l’acqua necessaria. I più si uniscono a cooperative private, che detengono la gestione di altri pozzi. Tanto in una ipotesi quanto nell’altra, però, il costo dell’irrigazione incide notevolmente sul bilancio annuale.
Chi preferisce consorziarsi, infatti, oltre alla quota associativa deve corrispondere un pagamento orario per attingere acqua dal pozzo comune, rispettando per di più un calendario prestabilito che consenta a tutti i soci di disporre del servizio. Coloro i quali optano per la strada privata, invece, devono sostenere costi elevatissimi per la realizzazione del pozzo e delle tubature, più una necessaria e continuata manutenzione. Un investimento elevato per l’agricoltore medio, che rischia di ammortizzare il costo vivo soltanto nel lungo termine.
“Mediamente per la stagione estiva spendo circa 400 euro per l’irrigazione – spiega un coltivatore diretto – ma quest’anno ho già superato la cifra e dicono che il caldo si protrarrà ancora a lungo. È pesante come spesa.” “La crisi c’è già da anni nel nostro settore – interviene un altro – e si sa pure che l’estivo è un periodo di bassi profitti. Magari di per sé il costo dell’acqua non è altissimo, ma i fattori si aggiungono e noi ne paghiamo le spese.”
Profilare ipotesi non è cosa semplice: il problema non è così elementare; dinamiche amministrative, deficienze infrastrutturali, interessi politico-economici si mescolano ad intorpidire le acque.
“Se il Comune o la Provincia investissero denaro pubblico nella costruzione dei pozzi artesiani – commentano – l’affidamento andrebbe sempre ad una cooperativa e il problema resterebbe. Sarebbe invece una alternativa possibile quella di sfruttare l’acqua piovana, accumulata nei mesi in apposite cisterne. Se si potesse fare, si potrebbe pensare ad un sistema di accesso paritario e gratuito.”
Il problema, in realtà, non dovrebbe sorprendere le istituzioni. Il luglio 2007 è ricordato dalle cronache locali come un mese ‘a secco’, con carenze idriche un po’ in tutta la Regione, l’agricoltura in ginocchio e persino quartieri di grandi città con rubinetti asciutti. Avvisaglie della crisi 2008 si erano avvertite, invece, già a febbraio quando la CIA invocò il Tavolo Verde. Allora a destare preoccupazione era la previsione di aumento di prelievo dagli invasi pari al 107% rispetto all’anno precedente; con l’aggravante delle ‘reti colabrodo’ dell’Acquedotto Pugliese, causa di enormi sprechi. E il 5 giugno gli agricoltori – a centinaia – si erano raccolti fuori al palazzo della Presidenza Regionale per far sentire forte il loro malcontento.
L’assessore Introna e il presidente Vendola non lesinano interventi. Un paio di giorni fa, accogliendo le richieste delle associazioni di categoria, hanno chiesto all’AQP di sospendere, fino al prossimo 31 agosto, l’utilizzo a scopo potabile dell’acqua prelevata dai pozzi irrigui di Avetrana, Adelfia, Manduria, Ruvo, Palo, Casarano e Corigliano. Nei prossimi giorni, invece, convocazione urgente del Comitato di Coordinamento con il presidente lucano, Vito De Filippo, per l’esame della situazione delle attuali disponibilità idriche allo scopo di assicurare l’approvvigionamento alle due regioni.
Introna, intanto, rende nota la linea di azione della giunta di cui è amministratore. “Quattro – spiega in un comunicato stampa – sono le direttrici da seguire: la realizzazione di nuovi invasi, accelerando pertanto le intese e le procedure in atto con il Molise per la realizzazione della diga di Piano dei Limiti; l’indifferibile realizzazione di fonti di approvvigionamento aggiuntive come i dissalatori; l’impegno a garantire, d’intesa con le Associazioni di categoria, gli Enti Locali ed i Consorzi e soprattutto alle nostre produzioni agricole più pregiate, sufficienti quantità di acqua grazie ad infrastrutture e reti irrigue in grado di utilizzare acque provenienti dalla depurazione e – conclude - l’avvio da settembre di una campagna informativa - che coinvolgerà anche le scuole - per imparare tutti insieme il corretto utilizzo dell’acqua.”
06:48 Scritto da: bfreezones in Cronaca&Attualità | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: bitonto, bitontotv, web tv bitonto | OKNOtizie |
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Commenti
stiamo pagando la pigrizia nell'investimento che ci pone indietro rispetto altri concorrenti. continuiamo ancora con la storia della capitale dell'olio, del passato glorioso ecc. !!!
Intanto altre piazze hanno investito, creduto e stanno producendo un prodotto che non è da scartare. Da noi a bitonto l'esperienza cooperativistica è stata un pò sbilenca. Ritengo che l'iniziativa privata supportata dall'amministrazione comunale, possa dare frutti sperati.
Scritto da: MingFrascedd | 24/08/2008
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