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07/07/2008

OSPEDALE, “PIÙ VALORE” ACCENDE I RIFLETTORI SULL’ ASSISTENZA DISTRETTUALE

Parlano i responsabili dell’Onlus bitontina accreditata presso la ASL BA quale organizzazione di tutela dei diritti civili e sociali dei cittadini di Bitonto, nonché unica del territorio ad aver espresso un parere nella fase di concertazione e consultazione del Piano Regionale della Salute 2008-2010.

6440248a4373de6cb6f1c49bb3d19e6e.jpg Non si tratta solo di Ospedale. La questione del Piano della Salute 2008-2010, come di tutti i piani sanitari regionali, è ben più ampia ed  attiene alla garanzia di un’assistenza sanitaria globale adeguata. E che coinvolge tutta la cittadinanza.
La prospettiva d’analisi della Associazione Più Valore Onlus , ente di difesa dei diritti civili e sociali dei cittadini, invita a riflettere su un modello di servizio sanitario a 360 gradi, cui non si può prescindere in questa concitata fase di dibattito sul piano firmato da Tedesco.
Più Valore – è bene sottolinearlo – è l’unica parte sociale bitontina attiva che in fase di partecipazione alla costruzione del Piano Regionale della Salute ha palesato ad agosto 2007 la propria opinione in materia alla giunta Vendola, con un documento ufficiale.
Angelo Caldarola, Presidente della Onlus e Luigi Aresta, Coordinatore del Comitato operativo attivo al suo interno “Salute e Sanità”, hanno così ritenuto utile incontrare sabato mattina Raffaele VallaDamiano Somma, assessore al ramo, manifestando l’iter già percorso dall’organizzazione nella sanità bitontina,  ed il punto di vista del cittadino, soprattutto delle categorie più “fragili” sul tema in discussione, nella consapevolezza che, sebbene i referenti istituzionali “naturali” in materia sanitaria siano la Regione Puglia (Assessorato alle Politiche della Salute) ed i vertici della ASL BA, il primo cittadino si é pubblicamente impegnato a difendere il nosocomio e a far sentire le ragioni bitontine anche al di fuori della deputata sede istituzionale della Conferenza dei Sindaci.
Secondo Più Valore, allora, ci sono due nodi cruciali in tutta la questione, non certamente imperniati sul tema  “Ospedale si o no”, ma di tutela globale della Salute dei cittadini di Bitonto.

4261e88078f3daf6636185bcb5895255.jpgIn primo luogo, le politiche della salute nella nostra città richiederebbero un’attenzione diversa e soprattutto maggiore responsabilità. Da parte di tutti,  amministratori, politici, ma anche dei cittadini. Dai politici, cioè, che dovrebbero  spiegare chiaramente all’opinione pubblica come quell’idea di ospedale a Bitonto, cui la popolazione è storicamente legata, “non esiste” in realtà da molto tempo nei piani regionali, e che la struttura ospedaliera bitontina é ormai da considerare in una diversa prospettiva,  cioè di ospedale ‘distrettualizzato’, oggi con il Presidio di  Terlizzi, in cui si possano ancora erogare prestazioni sanitarie fondamentali e di qualità, ma a bassa intensità, quali Day Hospital, Day Surgery, così come è attualmente, ma con maggiori risorse. Ai cittadini, invece, spetta il compito di una maggiore sensibilità e coscienza alla cittadinanza attiva anche in materia sanitaria, che passi attraverso il rispetto verso gli operatori, che da anni sostengono una sanità bitontina in difficoltà (sia per carenze strutturali, logistiche che di risorse umane), ma che al contempo sia più vigile ed attenta a rappresentare i disagi quotidiani, talvolta vere “vessazioni”, per la difesa della propria salute ma anche per quella dei concittadini più deboli.   Critica e costruttiva, in altri termini, la posizione di Più Valore che auspica in un più serrato confronto tra le Parti nonché un ascolto reale più proficuo e sistematico dei cittadini e dei loro bisogni in materia di tutela della Salute.

Secondo nodo cruciale l’assistenza sanitaria tout court.
In realtà, oggi, la sanità pubblica a Bitonto è affidata, come è giusto, ad una pluralità di strutture e articolazioni sanitarie operanti sul territorio. Se da un lato, infatti, la ASL eroga l’assistenza ospedaliera come momento di cura in fase acuta, tutto quello che attiene all’assistenza sanitaria non di competenza ospedaliera rientra nell’assistenza distrettuale o territoriale: una macroarea di competenze, pertanto, che si estende dalla prevenzione all’assistenza e cura. La complessa articolazione della assistenza sanitaria territoriale trova legittimazione nella legge regionale 25 del 2006;  fondamentale potenziare ed implementare quindi tutte le articolazioni specifiche dell’assistenza territoriale, presenti anche a Bitonto,  come  il Distretto Socio Sanitario di Via Fornelli, il  Dipartimento di Salute Mentale con il SIM di Via Mazzini (prossima  al trasferimento su Via A. Volta ?!?), la Medicina Fisica e Riabilitazione di Via P. Nenni, o le Dipendenze Patologiche - SerT di Via Castellucci.     In queste articolazioni  il problema risiede nelle strutture inadeguate e nelle limitate risorse logistiche, economiche, umane e professionali.
A questa assistenza  bisogna poi affiancare una rete dell’emergenza (118 e U.O. di Medicina e di Chirtugia  d’Accettazione e d’Urgenza quale ex Pronto Soccorso) adeguata alle esigenze, funzionale e di qualità.
Chiudono il complesso cerchio i Servizi Integrati, correlati al Piano Sociale di Zona, che dovrebbero fornire strumenti  come – per esempio – la Porta Unica di Accesso quale front office cui rivolgersi per conoscere ed informarsi su strutture e percorsi, in ogni esigenza.
A quadro tracciato, Più Valore fa una considerazione molto tagliente: qualsiasi piano regionale non può concepire una riorganizzazione ospedaliera a Bitonto senza migliorarne “prima” l’efficienza della assistenza distrettuale.  “Lo abbiamo già detto a tutti gli interlocutori istituzionali, a partire da  Fitto nel 2005...” incalza  Aresta.
Ma l’esempio ‘al negativo’ è tutto bitontino, e siamo al 2008… con una  realtà di assistenza territoriale con ancora gravi carenze strutturali, logistiche e di risorse umane e professionali, così come emergono anche dal monitoraggio dell’Audit Civico 2007, dove spesso l’utenza viene accolta già in sale di attesa/corridoi angusti, prive di climatizzazione, senza comfort né privacy, per poi essere assistita  in ambienti a volte fatiscenti ed inadeguati e spesso in condizione emergenza.
Rari e recentissimi sono i casi di aree attrezzate a nuovo.
Se la strategia del ‘distretto’ è la nuova idea di sanità italiana  e regionale – si chiede Più Valore – perché non si lavora all’unisono a Bitonto, utilizzando opportunamente l’ospedale distrettuale ed integrandolo con  una assistenza territoriale calibrata quantitativamente sui bisogni e di qualità?
Una provocazione, quella della onlus bitontina, che mette seriamente in discussione le politiche adottate, particolarmente nell’ultimo decennio e che interroga le coscienze di  amministratori e cittadini,
La cittadinanza non ha bisogno della sanità-ospedale solo nei casi più estremi, ma di una tutela globale della Salute e di attenzione verso i cittadini più deboli” aggiunge Aresta,  e conclude con un   impegno – “Presenteremo formalmente, nelle prossime ore, i nostri suggerimenti tecnici al Piano Regionale, dopo quello dei professionisti già ascoltati dal Sindaco Valla”.

BitontoTv Staff

 

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