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01/03/2008
CLITEMNESTRA O IL CRIMINE??
Parte domani, domenica 2 marzo (ore 18 Teatro Traetta), la terza rassegna teatrale "Delle donne il canto" organizzata dalla Compagnia Teatrale Degli Adriani ed inserita nel percorso "Tra utopia e realtà" promosso dall'Assessorato alle Politiche di Genere e Pari Opportunità del Comune di Bitonto
RITORNELLO
CLITEMNESTRA O IL CRIMINE
di Marguerite Yourcenar
con Annika Strøhm
Che significa vivere?
Vivere – ecco quel che significa: respingere senza tregua da sé qualcosa che vuole morire;
Vivere – vuol dire essere crudeli e spietati contro tutto ciò che sta diventando
debole e vecchio in noi e non soltanto in noi.
Essere sempre di nuovo assassini?
F. Nietzsche (Gaia Scienza)
Vivere – ecco quel che significa: respingere senza tregua da sé qualcosa che vuole morire;
Vivere – vuol dire essere crudeli e spietati contro tutto ciò che sta diventando
debole e vecchio in noi e non soltanto in noi.
Essere sempre di nuovo assassini?
F. Nietzsche (Gaia Scienza)
UNA STORIA
Una serva e un padrone si sposano. Il tempo passa. Il padrone deve conquistare il mondo e va in guerra. Per una serva esiste un solo padrone nel mondo. La serva aspetta il suo ritorno. Il tempo passa.
La serva si trova cambiata. Il tempo passa. Il padrone ritorna. Il padrone è cambiato.
La serva uccide il suo padrone … il tempo passa. La serva viene arrestata.
L’uomo ritorna…
HISTORY REPEATING
Marguerite Yourcenar ci racconta una di quelle storie d’amore che si ripetono spesso.
L’amore-abnegazione della donna verso l’uomo; di una serva verso il grand’uomo.
Si può dire che ogni donna che crede nell’amore adora servire il suo uomo, ma non ama essere trattata come una serva.
Clitemnestra ama il suo marito-padrone ed in nome della fedeltà si fa quasi invisibile.
Quando lui torna dalla guerra, entrambi non sono che le ombre di se stessi.
Clitemnestra uccide il vecchio padrone perché l’uomo possa tornare a vivere.
Il crimine di Clitemnestra è un atto per la vita. E’ un semplice togliere qualcosa di morto che ci si porta addosso…come una foglia secca sull’albero.
La foglia di un albero si secca. L’albero lascia che la foglia si stacchi, cada e muoia.
L’albero rimane. Crescono nuove foglie.
Viviamo le nostre vite ripetendo gli stessi ruoli, le abitudini... ripetendo la storia di secolo in secolo. Ci piace vivere in questo modo. Questa ripetizione ci da una sensazione del vivere.
Così la Yourcenar sembra volerci spingere a tornare padroni della propria vita attraverso la morte. A lasciar cadere le foglie secche ed a smettere di inventarci mille modi per tenerle attaccate.
Il testo è scritto in prosa lirica. Le tante immagini poetiche lo rendono pungente e denso, morbido e fluido. Come il fuoco.
RITORNELLO - UNO STUDIO
La necessità di essere padrona della mia vita in scena mi spinge a dover continuamente uccidere tutto quello che è morente e vecchio in me e nel lavoro. Di conseguenza questo lavoro è e sarà sempre uno studio.
Il testo propone una situazione chiara. Il personaggio si trova davanti alla corte e seguendo questa proposta ho scelto una forma aperta tra me ed il pubblico, senza quarta parete.
11:25
Scritto da: bfreezones
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