LA CITTÀ DIETRO IL “GRATTA E VINCI”

Uno spaccato sociale sulla Bitonto che gratta e spera. Gioco o mania? “Il lasciapassare per un sogno”

322545780.jpgUn reseller può venderne anche 500 in un solo giorno. Sono i “Gratta e Vinci”, i biglietti della lotteria istantanea da taglio basso. Li trovi ovunque – al bar, nelle ricevitorie, ai tabacchi – e costano davvero poco: 1, 3, 5 o 10 euro.
“Sono il lasciapassare per un sogno”: il sogno di essere ricchi e quindi felici. Sillogismo immediato per chi fatica ad arrivare alla fine del mese e al vecchio detto sul binomio non ci crede affatto. Perché se è vero che i soldi non fanno la felicità, è altrettanto vero che la povertà genera disperazione. “O speranza di provarci ancora” ribatte un giovane 27enne, che ha appena acquistato due Gratta e Vinci da 5 euro l’uno.
“Perché li compro? – domanda con fare canzonatorio – Perché se avessi anche solo 30 mila euro in più potrei pagarmi quel corso di Visual Designer a Milano e forse avere speranze di trovare un lavoro. Considerato  che sono laureato da 3 anni e vivo ancora alle dipendenze di papà. Sa una cosa? I creativi non vanno di moda qui in Puglia.” A star fuori da una tabaccheria qualunque ne ascolti tante di storie come queste, legate tutte alle centinaia di biglietti che ogni giorno si vendono in città. Sono spaccati di un sociale che, un po’ come nelle scatole cinesi, ripropone immagini di un Sud che ha fame.
I Gratta e Vinci nascondo tutto questo: senso di sfida e paura, divertimento e curiosità, adrenalina e rassegnazione, disperazione e speranza in un gioco sul filo dell’ossimoro. Fare un profilo dell’acquirente tipico è praticamente impossibile. “Chiunque li compra – conferma un barista – dal ragazzo ventenne all’anziano attempato, dalla signora in tailleur al muratore. Piace a tutti, uomini e donne, giovani e vecchi.” E pure poveri e ricchi, perché a provarci non ci sono solo i classici squattrinati ma anche chi – a lume di naso – può definirsi benestante. “Di soldi – chiosa l’esercente – non se ne hanno mai abbastanza.” 
Il sistema della ‘lotteria istantanea’ a Bitonto – e in tutta Italia – funziona benissimo. Azzera l’attesa della vincita, adesca con jackpot da capogiro e seduce con i piccoli premi. Il metodo è collaudato: se si vince con il primo, se ne comprano altri nella speranza di beccarne uno da almeno alcune centinaia di euro. “Io non ho mai preso i biglietti della lotteria nazionale – spiega una signora – ma con il Gratta e Vinci è diverso. Entro nel tabacchi per acquistare le sigarette e ogni tanto mi compro pure qualche ‘Sette e mezzo’ (una tipologia, ndr). Sa, l’occasione di racimolare quegli euro in più… è un modo di giocare poco pericoloso, poco costoso ma eccitante, perché puoi vincere spesso.”
“In realtà può diventare un vizio grave – ribatte da dietro il bancone una barista – sa quanti uomini ne comprano mazzetti interi? Anche 50 da 10 euro, che fanno 500 euro: praticamente il mio stipendio mensile, pure a nero. Certe volte il gioco diventa una psicosi, non vorrei mai un marito così.”
È mania o divertimento, allora? Le opinioni si contrappongono, le persone si dividono ma i favorevoli hanno numericamente la meglio sui contrari.“È vero, c’è chi ci prende la mano – afferma un 30enne – ma il discorso lo trovo banale. Anche a giocare al Bingo o alla schedina o a qualsiasi altra cosa si rischia di esagerare. Il gioco è un vizio, mica una virtù.” Per alcuni, invece, il problema è tutto sociale “I Gratta e Vinci sono un po’ gli eredi dei videopoker, adesso vietati – argomenta una signora – E non dimentichiamoci che le famose ‘macchinette’ hanno mandato al lastrico tante famiglie. Visto che qui si tratta di un monopolio di Stato, forse qualche politico importante dovrebbe pensarci.”

Marica Buquicchio
LA CITTÀ DIETRO IL “GRATTA E VINCI”ultima modifica: 2008-09-25T08:54:00+02:00da bfreezones
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6 pensieri su “LA CITTÀ DIETRO IL “GRATTA E VINCI”

  1. ….brava marica, anche stavolta hai saputo cogliere nel segno
    sollevi un “problema sociale” molto attuale che è sotto gli occhi di tutti
    quasi nessuno ha “voglia” di parlarne e affrontarlo con la serietà che merita
    …complice lo “stato” primo socio azionista

  2. Daniele Silvestri ha dedicato una canzone a questo argomento: si intitola “Pozzo dei desideri”, ripresa ultimamente con il titolo di “Monetine”; qui di seguito il testo con un suo stesso commento – interessante ma che, secondo me, dà una visione parziale del problema -:

    “Io vendo promesse di ogni sorta
    qualcuna la mantengo di tutte le altre invece non mi importa
    io smisto monetine da gettare in fondo a un pozzo
    o da grattare sulla patina dorata di un concorso
    a premi multimiliardari, diffidate dei falsari
    e non incolpate me se ci gettate dei denari
    non ho colpa se siete schiavi di una tombola
    stracolma di tesori che distribuisce a vanvera
    e vi coccola l’idea di impadronirvi della vincita
    vivere di rendita capita ogni domenica
    e se non hai mai vinto fino ad ora
    sei stato sfortunato, amico tenta ancora…
    tenta ancora…
    Io vendo scommesse sul futuro
    qualcuna vince molto, di tutte le altre invece non mi curo
    e non ci sono meriti non c’è una gerarchia
    ma solo il cieco meccanismo di una…lotteria
    e non posso che adeguarmi non posso lamentarmi
    se usate queste mie monete al posto delle armi
    se tutti i vostri sogni li puntate in questo gioco
    io vendo un’illusione in più e non è poco

    Una monetina a te una a te una monetina pure a te così fanno 3
    una monetina per questa serata che non può finire
    una per trovarti e l’altra per sparire
    una monetina a te una a te un’altra monetina pure a lei così fanno 6
    una monetina per sapere che non ho sbagliato mondo
    fiumi di monete tutte in fondo al
    Pozzo dei desideri
    mille monete se indovini i miei pensieri
    pozzo dei desideri
    rivoglio indietro quello che ti ho dato ieri

    Io sono imparziale e non mi impiccio
    se vinci prendi tutto, se perdi in fondo è solo qualche spiccio
    il rischio è minimo, la posta in gioco alta
    prendi una moneta, amico e gratta
    credici, provaci, potresti fare tredici
    se cedi il turno adesso sei pazzo, riflettici
    magari il tuo destino sta girando…ora!
    … sei stato sfortunato amico, tenta ancora

    Una monetina a te una a te una monetina pure a te così fanno 3
    una monetina per questa serata che non può finire
    una per trovarti e l’altra per sparire
    una monetina a te una a te un’altra monetina pure a lei così fanno 6
    una monetina per poterti dare quello che mi hai chiesto
    una per un viaggio e ancora non è tutto
    Una monetina per il Chiapas una per Filippo che è partito per Caracas
    milioni di monete per il sogno di una terra dopo il mare
    per chi malgrado tutto continua a navigare
    una monetina per la Cina, una per il ponte sullo stretto di Messina
    sperando che il calore della terra siciliana
    possa sciogliere la nebbia fissa in Valpadana

    Pozzo dei desideri
    mille monete se indovini i miei pensieri
    pozzo delle illusioni
    ma non sarà che siamo tutti un po’ coglioni
    pozzo io non ti credo,
    io non mi fido quando il fondo non lo vedo
    pozzo dei desideri
    rivoglio indietro quello che ti ho dato ieri
    pozzo non mi convinci,
    me li ripaghi tu i 2000 gratta e vinci

    Queste monetine sono sudamericane
    guardate che colori e che forme strane
    e poi ce ne ho moltissime venute dal Giappone
    ci riesco a fare calcoli di estrema precisione
    ecco qui monete d’Africa, di lega poverissima
    perché li si discrimina perfino in numismatica
    monete e monetine di ogni parte del mondo
    tra queste c’è anche quella che stavate cercando
    Una moneta soltanto una, una moneta per la mia sfortuna
    una moneta, per cortesia, una moneta e dopo vado via
    una moneta per continuare, per tutto quello che non posso fare
    una moneta almeno una, una moneta contro la sfortuna”

    “La canzone che mi sembra più importante fra quelle che sto scrivendo adesso (la dichiarazione risale alla composizione dell’album “Sign. Dapatas” (1999), in cui è inserito il brano, ndr), è una canzone che tratta qualcosa che è sicuramente molto attuale, anzi è proprio volutamente scritta adesso, perché parla di qualcosa di cui mi sembra importante parlare adesso, ma anche in questo caso sono discorsi che si potevano fare in altri momenti.
    E’ una canzone di denuncia… è una canzone che parla della civiltà della cultura del concorso a premi, quindi del gratta e vinci, dei quiz televisivi, ma soprattutto della facilità con cui ogni energia, anche quella che una volta si sarebbe trasformata anche in qualcosa di negativo, anche in rivoluzione, anche in lotta, oppure semplicemente in sfoghi di tutti i tipi, culturali, artistici o politici, si tramuti adesso nel desiderio di inseguire un sogno prima di tutto economico, ma soprattutto estremamente povero spiritualmente, come quello di affidare il proprio successo a rispondere alla domanda giusta in un quiz televisivo o beccare il bigliettino vincente. Che sia o no premeditato, è sicuramente un grande strumento nelle mani di uno Stato come il nostro, ma come tanti altri che che ci hanno preceduto in questo, per tenere buone le coscienze…
    Che poi un governo, che fra l’altro è anche un governo di sinistra, costruisca anche parte dei suoi più importanti introiti economici e monetari su un gioco d’azzardo, perché, alla fine, il “Gratta e vinci” è un grosso gioco d’azzardo nazionale, mi sembra una cosa gravissima. Mi sembra che il peso culturale che tutto questo ha, sia troppo grave perché non se ne parli. E quindi mi sono messo a scrivere una canzone su questo”.

  3. tentare la sorte non è una colpa, fà vivere di illusioni la gente che per pochi istanti si lascia andare a dei sogni………….diventa assurdo quando si finisce per consumare anche 30 0 40 euro al giorno ad acquistare gratta e vinci.
    semmai mi verrebbe da dire che spesso, come mi è capitato di assistere, si finisce per litigare con gli ausiliari per non voler fare un bilgietto di 30 centesimi di euro quando ci si ferma a parlare e ad acquistare i biglietti dalle ricevitorie, eppoi si consumano tanti soldi tentando una fortuna, che non sempre arriva!!!
    se non è assurdo questo, ditemi voi cos’è??

  4. Complimenti Marica e complimenti a tutti gli altri della redazione.
    Belli davvero questi articoli che raccontano lo spaccato di realtà (vera e non virtuale) della nostra città.
    E il fatto che l’argomento sia più o meno serio (chi può giudicare, poi, cosa è e cosa non è serio) non toglie niente al vostro lavoro.

    Non ho saputo trattenermi dal porgervi i miei complimenti.
    Continuate.

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