LE PRIGIONI DI UNA LIBERTÀ SESSUALE

La cosa di cui si è certi a proposito della natura umana, è che essa cambia.

O.Wilde


451077482.jpgIl Bart (Bitonto art Festival) alla sua prima edizione ha messo coraggiosamente in mostra l’eros, con i suoi volti nell’arte, dalla pittura alla danza, dalla musica alla scultura; l’eros plasma la vita stessa forse perché l’avvolge e la stravolge.
In mostra, figure avvolte nell’estasi, pubi, labbra seni, schiene, movimenti: metafore, simboli di un eros che per fortuna non viene demonizzato.
Nel 1895 Oscar Wilde, oltre a venire perseguito per la sua omosessualità, dovette essere protetto da una folla inferocita, chissà cosa avrebbero pensato i nostri nonni nel vedere Palazzo Gentile tappezzato da peperoncini, foto e quant’altro….
Chissà cosa hanno pensato i nostri concittadini già spaventati di vedere in un nostro spot una vagina o meglio ancora “La creazione del mondo” famoso dipinto di Coulbert, perché disturbava la sensibilità di ognuno…
Chissà forse proprio loro, i puritani sono gli stessi che commentano alla vista di una donna o anche solo di un pezzo di carne…
Quale libertà sessuale oggi?
Ci si incontra, ci si piace, si fa sesso, come dicono gli americani, e poi ci si separa, senza tanti troppi drammi; tuttavia nonostante la qualità della vita, la libertà sessuale crea disagio e paura, sarà probabilmente un effetto della saturazione.
Quando si passa dal troppo al troppo o viceversa, l’individuo entra in crisi:
si va dalla pena di morte per il peccato di sodomia alla legalizzazione dei matrimoni omosessuali, dalla lapidazione dell’adultera alla separazione consensuale tra coniugi, ci si accontenta dell’adesione formale ai valori dominanti e non importa se libertini o ascetici.
Ogni qual volta che l’uomo ha cercato di esprimere una nuova etica, una nuova qualità della vita ha rivendicato sempre maggiore libertà sessuale: il sesso oggi è sempre più condizionato dal potere del mercato, della tecnologia e della pubblicità.
L’amore etero, gay o bisessuale permea qualsiasi aspetto della cultura pubblicità e tv, ormai è diventato un prodotto globalizzato malgrado l’incubo dell’aids.
Tutto è permesso purché sia praticato in spazi protetti, direbbe qualcuno, le case farmaceutiche creano prodotti per chi del piacere sessuale ha solo il ricordo, il sesso non è più uno strumento per allargare le conoscenze e offrire possibilità di accesso a vita creatrice e creativa, ma diventa una ricerca biologica, una tecnica una merce da comprare e vendere. Si parla molto di sesso ma se ne fa poco e anche in maniera egoistica, consumistica e virtuale: calendari, webcam…. Siamo solo illusi di essere più liberi di provare più piacere.
Mentre insoddisfazione e rabbia si celano sotto una apparenza di conformismo ingannevole: la depressione si concretizza e circola.
Forse proprio ridando al sesso la dimensione comunicativa creativa e affettiva soprattutto riusciremo a liberarci da una delle cause del malessere moderno.

Antonella Natilla
LE PRIGIONI DI UNA LIBERTÀ SESSUALEultima modifica: 2008-09-14T13:55:00+02:00da bfreezones
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4 pensieri su “LE PRIGIONI DI UNA LIBERTÀ SESSUALE

  1. il sesso inteso come eros-fisico fa parte della ricerca del piacere….fare arte a volte equivale a fare sesso cosi’ anche suonare un brano musicale o gustare una pietanza recitare una poesia o ammirare il corpo di una ragazza che passeggia per il corso….il piacere ha i suoi limiti solo nella nostra mente…

  2. gentile Antonella
    apprezzo molto la tua rubrica, il tuo modo di porti, il tuo modo di scrivere, il tuo modo di porre attenzione a tutto.

    Tralasciando i falsi pudori, i falsi moralismi e chi più ne ha più ne metta mi piacerebbe farti riflettere su una cosa.
    Capisco che se un dipinto è di un famoso artista e in più è esposto in un famoso museo sia, di per se, considerata un’opera d’arte ma … non per questo bisogna sentirsi giustificati a propinarla.
    Il fatto che il tema del Bart fosse l’eros (a proposito alcune opere erano davvero belle!) non era un obbligo far scorrere, per forza, alcune opere d’arte.
    Non sono una che si scandalizza ma penso che non bisogna per forza eccedere.

    Al di là di tutto complimenti a te e anche a chi ha realizzato il Bart a Bitonto.

  3. è incredibile come tutti si dicano scandalizzati dai ”nudi” e tutti alla fine ne siano affascinati….forse va di moda dire che alcune opere d’arte siano scandalose. io sinceramente rimango più sconvolta quando vedo qualcuno mettersi sotto una campana di vetro a far finta di coprirsi gli occhi…

  4. carina come iniziativa..nn oserei chiamarla “coraggiosa”.. nn è niente di trasgressivo o azzardato..anzi. o forse x i bitontini lo è.
    vi invito cmq ad andare avanti.a proporla ogni anno…
    ma se posso permettermi…..raga’ quei veli di tulle con le arance nn vi potevano guardare..erano scandalosi.gia’ la qualità di molte opere lasciava a desiderare.tranne qualcuna ovviamente, molto bella, come le foto di f.sco ricci anche se nn avevano molto di erotico, ma perfette fotograficamente parlando.oppure le opere di ornella ceci, piu’ avanti rispetto alle altre. vi invito quindi ad effettuare selezioni più severe x i prossimi eventi..a volte è meglio avere meno artisti, ma con qualità maggiore.
    complimenti x il workshop.davvero bello..
    in bocca al lupo ragazzi, e pesate le parole di oronzo maggio, che con grande diplomazia ed esperienza ha fatto intendere che la strada x molti artisti è ancora moooolto lunga..

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