IL LICEO? UN VERO LUSSO

Primo articolo per “Se potessi avere…”, la rubrica di BitontoTv che si occupa di economia ‘domestica’. A qualche giorno dall’apertura delle scuole, mini-inchiesta sul caro-libri realizzata con il determinante contributo di Gianfranco Valentino.

1550815128.JPGE il caro-libri colpisce ancora. L’istruzione pesa troppo sulle famiglie bitontine: il solo costo dei libri di testo può arrivare a 668 euro per i neo-liceali. Constatarlo è semplice: basta sfogliare le liste delle prime classi di tutti gli istituti superiori.
Dallo scientifico Galilei all’Itis Volta, dal classico Sylos all’Itic Giordano, passando per l’Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura e l’Ambiente, l’IPSSCST e l’Istituto Professionale Chimico Biologico: le tasche dei genitori si svuotano nel caldo settembre scolastico. Vanno da un minimo di 225 euro ad un massimo di 668 i budget richiesti per gli studenti-matricole, iscritti cioè al primo anno. Sempre sotto il tetto dei 300 gli istituti professionali, eccezion fatta solo per l’Istituto Tecnico Industriale Statale che raggiunge i 422 euro.
Un vero salasso i licei: 495 la sezione linguistica del classico, 668 – il più caro in assoluto – lo scientifico. A queste voci di costo c’è poi da aggiungere il capitolo dizionari, indispensabili per chi si approccia per la prima volta al latino o al greco, difficilmente rimpiazzabili con i volumi maneggevoli delle scuole medie per chi approfondisce le lingue straniere.
Mia figlia si iscrive quest’anno al liceo classico – racconta una mamma – abbiamo un solo stipendio, quello di mio marito che è operaio. Attingiamo al nostro gruzzolo che abbiamo da parte per pagare i libri. L’istruzione è importante, i sacrifici di oggi saranno la ricchezza di domani di mia figlia.” Dello stesso parere molti altri genitori, che non si tirano indietro davanti ad una spesa tale ma che non nascondono le difficoltà incontrate. “Abbiamo due figli – spiega un papà, appena uscito da una libreria con in mano la lista dei libri scolastici – uno frequenterà il primo, l’altro il secondo. Devo dire che sembra la spesa diminuisca andando avanti con l’anno di corso, l’investimento iniziale è sempre il più duro da sostenere… soprattutto di ritorno dalle vacanze!”
Classico il consiglio salva-euro per eccellenza: l’acquisto dei volumi usati. Un falso mito per alcuni studenti, che difficilmente riescono a comprare tutto usato. “Usato – sottolinea per di più una intraprendente studentessa – non significa mica metà prezzo. Chi prende un libro di seconda mano dalle librerie paga di solito il 60% sul prezzo di copertina, che va al 40 a chi lo ha venduto e al 20 all’intermediario (ovvero la libreria stessa). Di solito recuperi qualcosa negli anni successivi, quando rivendi.” Il problema vero è che il libro usato è più una occasione che la norma: soltanto un terzo del totale dei libri richiesti è disponibile di seconda mano. “Perché cambiano le edizioni – spiega una mamma – e le mie due figlie si passano gli abiti, ma non i libri, nonostante abbiano solo due anni di differenza.”Anche perché – ribatte uno studente liceale – qualche professore ti fa storie se hai i libri usati, perché gli eserciziari sono tutti belli completi di risoluzioni ai quesiti.”
Dal canto loro i professori si difendono: cercano di limitare i cambi di volumi il più possibile ma quando lo fanno si muovono in maniera coscienziosa, tenendo conto delle esigenze delle famiglie. Se è vero che i ‘ferri del mestiere’ di uno studente sono i libri, è altrettanto vero che per lavorare bene si ha bisogno di adeguati strumenti; “soprattutto – chiosa un neodiplomato – quando le strutture scolastiche sono piuttosto carenti.

Marica Buquicchio
IL LICEO? UN VERO LUSSOultima modifica: 2008-09-09T06:47:00+02:00da bfreezones
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5 pensieri su “IL LICEO? UN VERO LUSSO

  1. Non capisco perché tutto questo ‘pianto greco’. Anche la mia famiglia ‘campava’ con un solo stipendio da operaio e io a scuola e all’università ci sono andata senza chiedere troppi sacrifici ai miei genitori.
    Per tutto l’anno il sabato e la domenica ho lavorato nei bar o nei pub per mettere insieme qualche soldino, mentre l’estate lavoravo tutti i giorni: al mare ci andavo ma lo vedevo da lontano.
    Non ho mai fatto le vacamze con gli amici, mentre ora sento sul treno che prendo ogni giorno per lavoro, ragazzine/i che pensano solo a questo o quel viaggio, all’ultimo modello di cellulare, all’ipod, all’avere a tutti i costi questo o quel paio di occhiale…
    I capi ‘griffati’ non ne ho mai indossati. I jeans, le magliette, le scarpe, le borse e tutti gli altri capi sono stati acquistati dalle bancarelle del mercatino.
    Vedo ragazzini dell’età dei miei figli con telefonini di ultima generazione. mi dite a che servono?
    Mi sono laureata, sono una professionista con uno studio ottimanente avviato e ai miei figli ho insegnato a fare sacrifici: a loro ho spiegato che gli zainetti e il corredo scuola hanno lo stesso scopo e raggiungono gli stessi obiettivi anche se non c’è l’immagine di questo o quel personaggio.
    cari genitori non è necessario ‘piangere’ povertà soltanto quando si tratta di acquistare i libri ma occorre ‘tirare la cinghia’ per tutte le altre spese insegnando agli adolescenti il valore del denaro. insegnando che non va sperperato per cose futili ed effimere e soprattutto se vogliono il capo firmato dite chiaramente ‘celeste mia celest, fatiche e fatte la veste’. perché questo proverbio noi ce lo siamo sentiti ripetere fino allo stremo noi?

  2. la differenza tra uno zaino firmato e un libro è che il secondo è necessario. se una famiglia non ha soldi o ne ha pochi, è sacrosanto che un figlio non faccia i capricci e non voglia inutili oggetti che costano tanto solo perchè ha un marchio. ma i libri – tutti – sono importantissimi ed è una spesa che si fa, che si deve fare. e scusate spendere 700 euro tutti insieme pesa eccome…

  3. Alessja
    condivido pienamente il tuo intervento.
    Anch’io pur avendo una famiglia che “poteva permetterselo” non ho mai avuto abbigliamenti firmati ed anche a me hanno fatto capire che la funzione dello zaino è esattamente la stessa con o senza griffe.
    Ammetterai, però, che 668 euro per i libri di testo è, comunque, una spesa esagerata. Penso a quanti hanno uno stipendio da 1.000 euro: come faranno a Settembre?
    E’ vero: oggi non siamo più abituati a fare sacrifici e ci pieghiamo ai voleri dei figli solo per non farli sentire “diversi” all’interno del loro contesto sociale. Prima, però, con i sacrifici si riusciva a mettere qualcosa da parte, oggi i sacrifici bisogna farli per vivere. E non è normale!

  4. Cari amici, è vero non è normale fare sacrifici per vivere ma è anche vero che c’è gente ed è il caso di alcune persone che conosco bene che ha ‘chiesto’ prestiti alla finanziaria per andare a fare le vacanze o comprarsi il macchinone, che tutti i sabati vanno fuori a cena e tutte le domeniche fuori a pranzo e poi quando si tratta di comprare i libri ‘si lamentano’ che sono molto cari.
    mio fratello insegna in una scuola superiore e lo scorso anno scolastico aveva studenti che si sono rifiutati di comprare i libri perché ‘costavano troppo’ dicevano; per poi andare in giro su motorini da 5mila euro, indossare jeans con il brand sul fondoschiena e gli occhialoni di una famossissima marca che spopola tra i giovani e, con in tasca, cellulari di ultimissima generazione.
    e credo che l’esempio di mio fratello non sia il solo. fatevi un giro a novembre nelle scuole e chiedete ai professori e avrete le risposte!
    Chissà perché i genitori si lamentano solo quando devono tirare fuori soldi per i libri!

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