AMORE E MORTE

Prestigioso secondo appuntamento con il Bitonto Opera Festival 2008

1723119875.jpgLa dolcezza della morte in scena con le musiche di Bizet e Puccini martedì 29 luglio nell’atrio dell’Istituto Sacro Cuore.
La quinta edizione del Bitonto Opera Festival 2008, stagione lirica estiva organizzata  dalla Associazione La Macina in collaborazione con il Comune di Bitonto, è al suo secondo appuntamento con “Quadri D’Opera”: le flessuose danzatrici del Mediterraneo Opera Ballet, con le coreografie di  Anna Di Giovine interpretano scene tratte da “Carmen” e “Madame Butterfly”.
Sfumature di rosso per la passionalità tragica de la Carmen e squarci bianchi e gialli per la candida anima di Madame Butterfly. Sette ballerine irrompono sul palcoscenico con la fierezza che contraddistingue le note più famose del compositore francese. Colori accesi, gonne ampie e toni suggestivi per i sussulti drammatici dell’anima infuocata della gitana. Due manichini, ad indicare l’amore viscerale del torero e l’amore possessivo della guardia e il destino sempre in agguato. La potenza espressiva della musica si intreccia con i movimenti eleganti e morbidi delle ballerine, quelli decisi ed intensi dell’unico ballerino in scena e le movenze ipnotiche e ritmiche della brava ballerina mascherata.
Giochi di luci di taglio disegnano i corpi precisi che abitano il palcoscenico: braccia sinuose, gambe stirate e schiene arcuate si mischiano, scambiandosi di posto, disegnando diagonali e tracciando ampie volute nello spazio. Superbo, l’incontro fra la donna e il suo destino, vorticoso e lento avvitamento dei corpi. Un ordine ed un rigore stilistico che provocano tuttavia un disordine emozionale soprattutto nella scena del trionfo del destino. Una morte fluida, la perdita della donna amata e non meritata, accompagnata da accesi bagliori.
Più coreografica, la morte di Madame Butterfly, introdotta dalle gentili e delicate note orientali. Un lenzuolo bianco, ad indicare il candore dell’illusione fanciullesco, che sarà anche il riparo dietro cui si consuma il sollievo del suicidio. Movimenti spezzati e gesti meccanici, che dolcemente accompagnano al triste destino a cui l’anima si piega. Dalla scena della vestizione delle nozze alla lotta con il fato, la cornice orientale irradia una delicatezza e una grazia che diventano un timbro cupo e minaccioso verso l’epilogo. “Con onor muore chi non può serbar vita con onore”, narra l’angoscia della scelta più facile. In un’atmosfera lieve e visionaria, dai colori lucidi e dalle sfumature tenui, dai movimenti cadenzati e dalla psicologia cristallizzata,  la giovane geisha ci fa entrare nel suo mondo distrutto dall’illusione.
Una parabola che tocca amore, tradimento e morte e a cui le ballerine riescono a dare volto, corpo e forma.

Lara Carbonara
AMORE E MORTEultima modifica: 2008-07-31T07:40:00+00:00da bfreezones
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Un pensiero su “AMORE E MORTE

  1. Ahimè.. sono sinceramente dispiaciuta di dover dissentire dai toni positivi di questo articolo (Lara, non volermene a male, sai bene che hai tutta la mia stima).
    “Quadri D’Opera” nel programma era annunciato come un “balletto” ma di danza classica non c’era nemmeno l’ombra.
    Classificare come “coreografie” un insieme di passettini sul palco, aperture e chiusure di ventagli e inchini, è un vero insulto a chi fa questo di professione. Quei movimenti sono gli stessi che nei saggi di danza le scuole fanno fare alle bambine di 6 anni, perchè non saprebbero fare altro. Se nella prima parte dello spettacolo (quella con coreografie sulle arie della Carmen) ci sono stati degli abbozzi di danza classica ed un passo a due, nella seconda (quella dedicata alla Madama Butterfly) il livello si è completamente azzerato.
    Trovo pertanto SCANDALOSO l’aver previsto uno sbigliettamento per uno spettacolo di danza, quando per mezz’ora abbiamo visto ragazze che rompevano e riformavano delle file, facevano il girotondo mano nella mano, si sventagliavano e si inchinavano continuamente a piedi uniti e con le mani giunte. Non un salto, una piroetta, un Ronds de Jambe, un Attitude (e siamo alla base base) …. non oso, peraltro, chiedere che fine avessero fatto le scarpette da punta…
    Insomma apparte l’unica ballerina con la maschera, il resto della compagnia risultava piuttosto inutile, se non a fare numero. La danza è altro.
    Fondamentalmente mi sento truffata per aver dovuto pagare per assistere a questa messa in scena del nulla.
    Bisognerebbe smetterla di fare le cose tanto per farle.
    Abbiamo assistito a una corrida, a pagamento per giunta, e questo per chi si occupa di cultura è intollerabile.

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