BERNARD PRAS

4527d802b465506674d590447f0158b4.jpgBernard Pras. Inventaires. Quando riciclare diventa ARTE…

Con centinaia di rifiuti, rottami e quant’altro riscrive la storia dell’arte.
L’artista francese ricerca il materiale per le sue opere nei mercatini dell’usato e nelle discariche, l’arte del riciclaggio ai massimi livelli. Il risultato sono delle composizioni anamorfiche che poi fotografa. La fotografia rimane l’unica testimonianza dei suoi assemblaggi pittorici. Delle corna di bisonte diventano i baffi di Salvador Dalì, uno squalo il suo naso, la morbida pelliccia di Luigi XIV ridotta ad una montagna di cartaigienica, delle setole di scopa si trasforano nei regali capelli del re di Francia. Concentriche mollette per la pittura furiosa di Van Gogh, una catasta di barbie per il volto di Marilyn Monroe e una sovrapposizione di armi per il volto di Che Guevara, a ciascuno il suo. Le opere d’arte dell’immaginario collettivo vengono così rivisitate e rimodellate dal senso di rinascita del vuoto, del consumato, del finito. Vere e proprie sculture ben visibili solo da una certa distanza, perché l’unità e la compostezza che l’artista ricerca spingono l’osservatore ad accucciarsi nella sicurezza dello sguardo prospettico.  La forma conosciuta afflitta
984035a70557a76a88725c33cbd16c6b.jpgdall’illusione creata.  La materia digerita dall’uomo e vestita a festa  da Pras. L’elevazione del rifiuto, la ricostruzione sulle macerie, la rivitalizzazione del già morto.
“Mi piaceva l’idea di riscattare le immagini più usate dai mezzi di comunicazione attraverso oggetti altrettanto usati”. “Il rifiuto è ricco di significati simbolici. È un oggetto sfinito, finito che parla di morte. È usato, vuoto, consumato”.
Un’ idea originale per salvare la regione vicina dall’incubo dell’immondizia? Perché no…

A cura di Lucrezia Naglieri e Lara Carbonara 

BERNARD PRASultima modifica: 2008-07-14T06:35:00+02:00da bfreezones
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Un pensiero su “BERNARD PRAS

  1. Complimenti per questa nuova rubrica che sicuramente illuminerà, esperti e non, sulle nuove frontiere dell’arte.
    Notando le opere di questo artista mi permetto di citare altri che come lui sondano il terreno particolare ma nn nuovo (ricordiamo gli studi di Leonardo, Leon Battista Alberti e seppur con diverse metodologie Giuseppe Arcimboldo) l’arte del drawing anamorfico: Julian Beever, artista inglese famoso per i suoi pavimenti artistici in Inghilterra, Francia, Germania, America, Australia e Belgio; e Kurt Wenner, illustratore per la NASA fino al 1982 che poi si è trasferito in Italia – a Roma – realizzando l’intero soffitto della chiesa di San Giorgio, sul lago di Como. Wenner nel 1991 ha realizzato un’opera per la visita del Papa a Mantova. In un mondo cangiante, epifania di mutevoli onde visive e sonore, che ben vengano nuove espressioni se non altro a farci capire che siamo ancora “VIVI”. Buona ARTE a todos. P.

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