EMANUELE PINTO: IL VERO “VOLTO NUOVO” DI PALAZZO

f9adbd7747747a0f437c53b2bb231a8a.jpgVentiquattro anni, dottore in legge, Emanuele Pinto è il vero “volto nuovo”  dell’emiciclo di Palazzo Gentile. Eletto con grande consenso (412 voti) in quota Partito Democratico, si avvia a rappresentare nel “palazzo” le idee e le motivazioni del mondo giovanile bitontino. Un esempio di cittadinanza attiva per tutti gli under30, in città spesso duramente accusati di inerzia civica; un outsider serio e propositivo che potrebbe riservare delle sorprese e sparigliare le carte della “intellighenzia”.

Quali sono le motivazioni che spingono un ragazzo di 24 anni ad impegnarsi in politica?

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Il suo non è un nome completamente nuovo alla scena politica bitontina. Fino a 5 anni fa è stato co-responsabile del gruppo dei Giovani della Margherita bitontina. Poi un improvviso silenzio. Come mai questo ritorno di gran carriera?

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Durante questa campagna elettorale si è guadagnato l’appellativo di “delfino” del senatore Giovanni Procacci. Quanto crede di doverlo ringraziare per il suo successo elettorale?

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Votando la sua persona l’elettorato ha voluto chiaramente affidarle la responsabilità di portare in Consiglio esigenze ed idee nuove di tutti i giovani. In che modo darà questa impronta di originalità alla sua presenza a Palazzo Gentile?

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Anche nel neo-nato PD bitontino, finora in evidente stato di crisi, la presenza dei giovani potrebbe giocare un ruolo essenziale di discontinuità, come è risultato evidente già dal primo intervento della sua collega Angela Saracino nella prima assise di consiglio. Cosa ne pensa?

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Per le politiche giovanili la nuova amministrazione ha già ben indicato una direzione di marcia, accorpando a questo assessorato le due deleghe al Turismo ed ai Grandi Eventi. È una scelta condivisibile?

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A chi dedica il suo successo elettorale?

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Sabino Paparella

 

EMANUELE PINTO: IL VERO “VOLTO NUOVO” DI PALAZZOultima modifica: 2008-06-12T09:50:00+02:00da bfreezones
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25 pensieri su “EMANUELE PINTO: IL VERO “VOLTO NUOVO” DI PALAZZO

  1. nono conosco il dr. Pinto ma da quello che dice , che pensa e dalla passione si evince che è una persona in gamba.
    in un paese (anche l’Italia in generale) in cui la politica è gestita da vecchi, da padroni e da protettori che hanno reso lo stesso Paese come la migliore prostituta da cui mungere danaro. Il Paese in cui c’è chi è felice che ritorni Berlusconi, che se non sconta gli anni di carcere che dovrebbe è perchè di santi nn solo ne ha in paradiso ma anche nei vari studi penali dei suoi amici avvocati. Il Paese in cui chiunque non si sente rappresentato da questa sinistra. il paese delle veline in politica…Il Paese dei morti sul lavoro. Il Paese del “mi trasferisco perchè manca il lavoro”. riusciamo a collegarci da qualsiasi posto con i nostri fantastici portatili e poi lasciamo morire operai che a stento riescono ad arrivare a fine mese.il paese della protesta a chi protesta.il paese dove non ci si innamora quasi più. Al massimo, di tanto in tanto, con indomabile insicurezza, ci si ostina per far innamorare di noi qualcun altro. Giusto per vedere se si è ancora capaci, se si è ancora attraenti a sufficienza, o non troppo vecchi.
    Ma poi finisce lì.
    In compenso, abbiamo infiniti album digitali pieni di fotografie strepitose, siamo capaci di riconoscere la marca del profumo di tendenza quando affondiamo il viso tra i indumenti di persone sconosciute e c’è sempre chi ci può ospitare in una capitale straniera. Aggiungiamo amici su amici, e non mostriamo mai di essere on line su messenger.
    in un paese del genere figure nuove, capaci, portatrici di valori e ideali giustamente slegati da vecchie logiche di partiti fuori moda che tentano di rigenerarsi “unendosi”.
    nel rispetto delle idee , seppur distanti, che ben vengano tanti nuovi volti (nn solo anagraficamente parlando). in un clima di critiche accese mi permetto di augurare al dr. Pinto e a chi come lui mostra passione impegno e perchè no capacità, di tornare a parlare di Politica ma di quella vera. a presto. P. (l’albatro speranzoso)

  2. Il buon dr. Pinto (come tutti lo state chiamando e non capisco perchè solo per pinto queste deferenza del dottore. A valla e rossiello li chiamate senza titoli……….. vabbè misteri dell’uomo!) nella intervista parla di se stesso ma omette come tutti i militanti eletti e non del PD di parlare del partito in cui militano.
    Non ci dicono chi è e cosa è. Se hanno intenzione di nominare un giorno qualcuno che parli per tutti, se oltre all’assemblea di condominio che definiscono simpaticamente “coordinamento” hanno anche intenzione di dotarsi di organi dirigenti come tutti i partiti seri e, siccome accusano il sindaco di non avere un programma di governo, loro hanno la più pallida idea di come riorganizzarsi visto che tra una decina di mesi hanno l’occasione della rivincita? o, sulla falsa riga del motto “squadra che perde non si cambia” voglio riproporre in pompa magna gli stessi schemi nella prossima primavera?
    Si parla di nuovo di primarie anche per le provinciali. A questo punto inizia ad andare stretta la dicitura “PD” dovrebbe chiamarsi “PDP – Partito delle Primarie”. E’ l’unica cosa che hanno dimostrato di sapere (volere) fare. Di governare, proporre, ideare, pianificare non se ne vede l’opportunità…….
    Tanto se si perde è a causa del vento nazionale……………..

  3. Sacetox, forse hai frainteso, io sono un elettore PD (sponda centrista) incazzatissimo per la maniera scellerata in cui è stata condotta la successione da un dominio più che decennale nella convizione (rivelatasi errata, scellerata e delirante) che i bitontini avrebbero comuque continuato a votare nella stessa direzione. quasi fossero delle pecore.
    In spregio alla seppur minima capacità di intelletto di uomini e donne maggiorenni che sono la vera ricchezza di questa città.
    E la vera motivazione della sconfitta è questa non quelle quattro stupidaggini che vanno diffondendi gli scocchiati che pretendono di rappresentarci in questo momento e che a stento rappresentano loro stessi e, forse, le loro famiglie
    E il dramma, quello vero è che stanno preparando la loro successione con personaggi di comodo e con loro che vogliono tirare le fila. non hanno capito che una nuova classe dirigente la si crea solo ed esclusivamente dandogli delle responsabilità e non facendola sentire sotto la lente di chi da un mmento all’altro può cacciarti.
    Il PD non deve essere una SPA in cui i “grandi azionisti” sono nelle condizioni di rimuovere il management se non segue certe direttive. Il management deve seguire tutti gli azionisti che sono gli elettori che credono in certi valori, ma grazie a dio, non più in certi uomini.

    E ti dirò di più, io non credo e non ho mai creduto in questo modello di partito che sembra uno di quei matrimoni preparati dai genitori degli anni scorsi, in cui si sta insieme ma non ci si innamora mai l’uno dell’altro, anzi ci si sopporta. E quando Veltroni afferma che la scissione sarebbe il suicidio, non ci spiega se il problema è per se stesso o per il partito o meglio, per la sua idea di partito….
    Per ridurre i gruppi parlamentari ha combinato un casino all’interno del suo schieramento politico. Non so se il gioco è valso la candela…

  4. Ebbene sì Canaruto, confesso di aver frainteso … la terza persona plurale e l’asprezza dei toni mi avevano tratto in inganno …
    Pensa mò Tu … sto così incazzato con la mia “Classe Dirigente “ (?) che penso di poter condividere quei toni solo con “avversari” e invece scopro di non essere il solo “sinistrorso disgustato e furioso”.

    Non so chi Tu sia né mi interessa, ma la Tua analisi della sconfitta del PD a Bitonto è talmente efficace ed essenziale che a mio giudizio andrebbe stampata e pubblicata su un manifesto pubblico o come base per una prossima mozione congressuale del PD. PUNTO. (… e questo è il bello di questa “piazza” in cui si confrontano le idee allo stato puro … senza facce, personalismi e storie a condizionare in qualche modo la trasmissione del pensiero …)

    Non concordo con Te sulla valutazione delle prospettive del PD ; per me il PD rappresenta in verità non solo un approdo finale ma bensì un passaggio importante nel compiersi di un percorso/progetto politico la cui prima elaborazione risale a molti anni fa.
    Devo amaramente confessare che la distanza fra i propositi di allora e la odierna attuazione di questo progetto sta in definitiva annichilendo ogni minimo senso di appartenenza.

    Avevo scritto in una lettera al Segretario Veltroni prima delle elezioni politiche che : “anche se domani perderemo, non dobbiamo perdere l’occasione per la SELEZIONE DI UNA NUOVA CLASSE DIRIGENTE PER IL PD, anche a livello locale”

    Ho già scritto su questo spazio di libertà e confronto che la mancanza di una maggioranza per Pice era conseguenza della povertà culturale e politica di una certa classe dirigente

    Intendo dire che la POLITICA per me è fatta di Progetti che camminano sulle gambe delle Persone e nel PD di Bitonto le persone sono state selezionate in modo da non disturbare i manovratori che erano ritenuti i padroni di un vasto consenso (!) gestito esclusivamente per sistemare carriere politico/personali. STOP

    Serve una rivoluzione, serve un congresso vero, è irrinunciabile un confronto in cui una ANALISI della situazione, della sconfitta e anche del successo di Valla, possa portarci a ridefinire tutti insieme un PROGETTO in cui le PERSONE siano solo “strumenti attuatori del progetto” e non statue da trasportare nella processione di una carriera politica.

    Credi sia così difficile ? La ritieni una utopia ?

    Non importa, credo che saremo giudicati non per un arido bilancio di vittorie e/o sconfitte, ma per come avremo lottato a difesa dei principi in cui abbiamo creduto (Ernest Hemingway docet)

    Io non voglio smettere di lottare

    Un saluto solidale
    Sacetox

  5. Lungi da me l’intenzione di ridurre questo spasio in una conversazione a due ma dimmi una cosa: secondo te le previsioni di un congresso nel 2009!! un anno dopo una sconfitta clamorosa nei numeri e nelle modalità a livello nazionale e locale depone di una visione ottimistica o pessimistica dello sviluppo di un progetto strategico?

    Qualcuno è evidente, vuole affossare il progetto di un grande partito riformista, ma temo che siano le stesse persone che ne hanno celebrato ai quattro venti la sua nascita…………

  6. La Tua domanda è per me “retorica”… e comunque rispondo : CONGRESSO IMMEDIATO, questo è quello che ci serve, altro ke primarie su primarie …

    Ripeto : ci manca una classe dirigente politica degna di questo nome, ma bisogna ammettere che è anche la nostra pigrizia a consentire che vadano avanti i servi sciocchi desiderosi solo di compiacere i “padroni”.

    Già circola il nome del prossimo segretario del PD di Bitonto (ed è un gossip assai affidabile) …Se ne parla come di una “bravissima persona”, ma chiunque egli sia, il barbaro processo politico che ne avrebbe definito la nomination è di uno squallore imperdonabile … mbàgiuànn’ e mbàpinùcc’ avranno raggiunto un ennesimo accordo, prosecuzione della fine strategia che ci ha portato allo splendido risultato delle elezioni comunali.

    Ma tu lo hai visto il filmato del “dibattito” nella sede del PD dopo la querelle con Valla nell’ultimo consiglio comunale ?

    Dì Tu mò Canaruto ? Dove dobbiamo andare con questo tempo ?

    Con sincera cordialità
    Saluti
    Sacetox

  7. A sacetox e il canaruto propongo altre riflessioni.

    Ci sono cose che…. noi umani non abbiamo visto e sentito.
    Ho il timore che da parte “delle minoranze delle minoranze” questo tenersi stretto il Partito (sic! democratico), vada aldilà del semplice ed egoistico autocompiacimento da potere.
    Il perchè è presto detto.
    Nella riunione decisiva per l’individuazione del candidato sindaco, tenutasi in una frazione di Bitonto, i reggenti dei vari clan di quello che fu l’ex pci-pds-ds furono zittiti, da chi immaginate, con un sibillino “Nan sapen tutt r fatt”.
    Questo a risposta a chi timidamente intese far balenare l’ipotesi “che forse” il cognome poteva essere un ostacolo per la coalizione e che si potevano proporre altre soluzioni, arrivò per l’appunto l’agghiacciante:”Nan sapen tutt r fatt”.
    La questione potrebbe essere quindi anche: Quali fatti non sappiamo?

  8. Gentile Carlo,
    senza voler assolutamente passare per scortese, vorrei rispondere alla “questione” che Tu hai posto, con una domanda provocatoria : EKISSENEFREGA ?

    Intendo questo : è grande in chi Ti scrive la nausea per gli ahimè ben noti e barbarici processi antidemocratici di “zittimento” verso chi in passato abbia anche solo tentato una riflessione in quelle sedi.

    Pur essendo da sempre anti-marxista, ritengo che Togliatti fosse nel giusto quando diceva ” … chi sbaglia l’ANALISI sbaglia la POLITICA”.
    In tal caso però farei un’eccezione perchè non credo che porti alcun valore aggiunto operare una analisi … butterei via l’acqua sporca con la bacinella e tutto quello che c’è dentro.
    Che analisi vuoi fare ? Se li tenessero “r fatt” e se li giocassero a carte … noi dobbiamo guardare avanti e voltare pagina !

    A mio parere sarebbe da studiare e tenere a futura memoria esclusivamente il modo in cui i sibillini zittimenti di cui Tu scrivi, abbiano potuto inaridire e annebbiare intelligenza ed entusiasmo di tante persone che avrebbero potuto essere una risorsa di questa Città.

    Dobbiamo ricordare questo tragico errore per non ripeterlo + nel futuro

    Non lo dico soffrendo perché oggi ha vinto Valla … non è questa l’amarezza e ripeto con pura onestà intellettuale che auguro alla mia Città un grande successo a questo Sindaco.
    La sofferenza è dettata dalla convinzione che oggi avremmo una migliore qualità della vita e che abbiamo perso in passato moltissime occasioni e risorse per poter essere una “Comunità” migliore di quella che siamo.

    Oggi per esempio non avremmo questo triste scempio che è rappresentato da una classe dirigente del centro-destra fatta da figure scartate dal centro-sinistra del passato (pìnz’ mò tò …) e avremmo fra gli elettori di Valla una capacità più autorevole di urlare la propria sacrosanta disapprovazione su questo bassissimo profilo che è stato prodotto da una vittoria così netta.

    E invece no … anche su questo blog pullulano urla da stadio, maiuscole in abbondanza e punti esclamativi a gogo …
    “Evviva il capo e vaffanculo al popolo porco madama la marchesa !”

    La sporca legge delle pecore che belano non ha colore politico o di bandiera, essa comanda là dove mancano dignità e pudore, ovvero dove mancano Uomini e Donne degni di questo NOME (Nomina sunt consequentia rerum)

    Grazie Carlo per la Tua preziosa proposta di una sia pur tristissima riflessione che mi ha inacidito il pranzo …ora torno a lavorare.

    Un saluto
    Sacetox

  9. sarebbe bello che anche emanuele – giovane, in gamba e sicuramente lettore del blog – intervenisse esprimendo la sua posizione… almeno riusciamo a parlare con qualcuno del pd, visto che fino ad ora tutti gli altri sono internet-fobici…
    emanuele se ci sei batti un colpo!
    😉

    elettrice di sinistra anch’io

  10. Quoto decisamente Sarah, anche perchè il giovane Pinto ci ha tenuto, sul Levante, a puntualizzare alcune sue risposte cercando di districarsi nel difficile terreno del “delfinato”.
    Essendo lui giovane ma già esperto “uomo di partito” essendo stata questa la sua seconda candidatura ed avento alle spalle un periodo di responsabilità delle “giovani margherite” sarebbe interessante che si esprimesse su questa discussione che stiamo intavolando. a meno che voglia rimangiarsi le dichiarazioni di indipendenza intelletuale che ha professato in questa intervista………….

    D’altronde siamo orfani di dichiarazioni ufficiali del PD di qualsiasi genere. La stessa caotica riunione che ci hanno parzialmente (credo) mostrato i ragazzi evidenzia la caoticità della organizzazione del PD. Non dimentichiamo che l’unica prova della esistenza è il manifesto che in pratica è un riassunto delle posizioni dei singoli conglieri assunta durante il primo consiglio comunale. Nulla di inedito.

    Insomma sentiamo il bisogno, ma lo sentiamo come dell’aria per vivere, di un dibattito vero, sincero, magari anche acceso ma che punti alla creazione vera di un partito e di una idea di strategia politica intorno alla quale costruire un futuro politico e amministrativo. In queste condizioni non vedo come poter proporre una alternativa valida. Non basterà solo dare un nome diverso in pasto agli elettori alle prossime elezioni.

  11. ….è questione di….fisico
    …finchè nel PD bitontino non emerge una figura dalla statura “fisica” in grado di contrapporsi alla prorompente “fisicità” dei rossiello le cose nel suo interno non cambieranno mai.
    ogni qualvolta è capitato di sentirli parlare in un comizio o di incrociarli per strada, ho spesso percepito nella loro “fisicità” una strana “sensazione” quasi un “timore”, una “paura” che ti impedisce di metterti contro
    questo è, secondo me, quello che “paralizza” quasi tutti i membri
    (privi di “fisico”) di quel partito.

  12. Il discorso che vorrei fosse chiaro, non deve essere una “questione personale”. Quello che bisogna subito definire è che non deve essere una battaglia contro caio o tizio ma semplicmente un confronto “per” qualcosa.
    Perchè alla fine se il tutto si riduce ad una battaglia contro “qualcuno” non si risolverà niente e chi verrà dopo di loro assumerà gli stessi aggeggiamenti.

  13. Le difficoltà che stanno accompagnando il processo di formazione del PD sono sicuramente commisurate all’ambizione del progetto. Creare un partito a vocazione maggioritaria muovendo dalla sintesi (non dalla semplice unione!) di due realtà politiche fortemente radicate ai propri valori e alla propria storia, richiede anzitutto una profonda assunzione di consapevolezza del “che cosa vogliamo” e del “come intendiamo realizzarlo”;così facendo riusciremo a capire effettivamente “chi siamo” e a valorizzare le nostre competenze umane per offrire il nostro modello di vivibilità collettiva, nazionale e locale. Un eventuale inverso processo che anteponga le persone agli obiettivi rischia di farci perdere di vista il senso “dell’essere partito” riducendoci a mero cartello elettorale in grado di unirsi (bene o male) solo in occasione del rinnovo dei vari organi istituzionali: in tal caso sarei il primo a tirarmi indietro!

    Ecco che forse la ricetta giusta (specie a livello locale) per venire fuori da un innegabile momento di difficoltà sta nella ricerca dei contenuti e nella definizione di proposte che come PD dobbiamo essere in grado di offrire. Penso che fare chiarezza sull’intero sistema di valori, obiettivi e linee guida che sta alla base del nostro partito e definire le priorità della nostra agenda politica sia il primo passo verso un’organizzazione più virtuosa fatta di donne e uomini che trovano nella condivisione degli obiettivi il senso dell’agire insieme.

    Per fare questo è necessario in primo luogo “partecipazione” ossia apertura all’esterno organica e sistematica (e non affidata alla buona volontà di qualche singolo) attraverso assemblee, forum tematici, presenza effettiva sul territorio, pubblici dibattiti, rendicontazioni sulle attività istituzionali svolte dai rappresentanti eletti, informazione e approfondimenti: penso che su questo versante forse siamo stati un po’ leggeri in questa prima fase, ma al tempo stesso ritengo troppo diffusa la percezione del PD, da parte dei simpatizzanti, come di una realtà dalla quale si attendono solo indicazioni rispetto alle quali poi ciascuno prende la propria posizione (è un invito ad offrire il proprio contributo rivolto a tutti i sedicenti Democratici col suggerimento di non arenarsi alle prime apparenti difficoltà!). Penso che l’errore più grande che abbiamo fatto nelle ultime settimane sia stato quello di considerarci più “coordinamento” e meno “assemblea”; fortunatamente al tempo stesso riscontro la volontà condivisa di superare questo empasse e la consapevolezza di rimetterci al lavoro in maniera più responsabile.

    In secondo luogo ritengo fondamentale l’aspetto formativo: senza inoltrarmi in inutili retoriche che possono apparire anche pedanti, avverto l’esigenza (non solo per i più giovani e quindi in primo luogo per il sottoscritto) di educar(mi)ci alla formazione delle competenze in base alle attitudini di ciascuno, per poter essere in grado di disporre di donne e degli preparati rispetto ai ruoli politici e istituzionali che affermiamo di poter svolgere. In tal modo faremmo del “merito” il criterio primo per l’adozione di qualsivoglia decisione, dando concretezza ad una delle idee fondanti del Partito Democratico.

    L’apertura ad ogni tipo di suggerimento, da parte e del sottoscritto e di tutto il PD bitontino, è per lo meno pari all’impegno che ho assunto assieme all’intero gruppo giovanile di dare concretezza a quanto su scritto e di non lasciare che ciò resti un semplice manifesto di idee.

    Emanuele Pinto

    PS: scusate il ritardo nella risposta!

  14. Gentilissimo Dott. Pinto,
    a mio modesto parere il pur corretto svolgimento del Suo componimento ha prodotto belle parole che purtroppo risultano prive di contenuti attuali e veritieri.

    Brutalmente … se uno decidesse di passare l’inverno in Siberia, dovrebbe coprirsi adeguatamente per non morire di freddo e allo stesso modo, se uno decide di fare Politica a Bitonto, non può non cominciare partendo da una seria ANALISI basata su una approfondita CONOSCENZA e MEMORIA dello “storico/politico” di Bitonto.
    Solo ed esclusivamente partendo da questi presupposti, un confronto politico su base locale può ritenersi “credibile”.

    E allora proviamo a farla questa analisi ( almeno recente ) … in primis dobbiamo constatare una SCONFITTA e cercarne le cause, lasciando da parte il “vento nazionale” perché se no non vale la pena nemmeno cominciare.

    Una azione amministrativa lacunosa e assai poco efficace (chi è contento del bilancio decennale della amministrazione Pice può essere querelato …) è sicuramente alla base del tracollo. Questa azione va comunque analizzata in dettaglio e non è questa la sede.

    A mio avviso però, la “madre di tutte le cause”, è la mancanza di una CLASSE DIRIGENTE POLITICA a Bitonto che abbia affrontato questi temi negli anni passati.
    Abbiamo bisogno di individuarne UNA che possa e voglia affrontarli nel futuro.

    Ribadisco il concetto che la POLITICA è fatta di PROGETTI che camminano sulle gambe delle PERSONE … in che senso ? Proverò a dirlo schematicamente : ci servono CLASSE DIRIGENTE + CITTADINANZA ATTIVA.

    Dobbiamo avere cioè la capacità di aprire il partito a confronto e condivisione secondo un percorso di DEMOCRAZIA come Lei ha scritto nel Suo intervento e dobbiamo garantire partecipazione alle occasioni di confronto e condivisione.
    Abbiamo bisogno che la DEMOCRAZIA venga garantita nei processi e nei risultati da quella Classe Dirigente democraticamente eletta.

    Il problema principale di oggi nel PD (in Italia ma specialmente a Bitonto ) non è la difficoltà della “sintesi di 2 realtà fortemente radicate” come Lei ha scritto, bensì il fatto che si sia operata solo ed esclusivamente una SINTESI DI GRUPPI DIRIGENTI e si sia detto alle pecore elettrici : “ora sommate i voti”

    Adesso, dopo il primo clamoroso buco nell’acqua e senza una minima pianificazione futura, Lei ci scrive di “partecipazione … apertura all’esterno … assemblee, forum tematici, presenza effettiva sul territorio etc etc”

    Ma si rende conto di quanto le Sue parole suonino vuote e teatrali in una realtà triste e livida come la nostra ?

    Bisogna sapersi guardare allo specchio senza fingere e senza rabbrividire per poter crescere. Io sono un cittadino libero che non deve chiedere ad alcuno permessi o correzioni di quello che scrive; mi permetta di dire che il Suo intervento ha un sapore troppo forte di perbenismo che non vuole disturbare, per poter rappresentare un utile contributo.

    Indichi fatti concreti Dott. Pinto : A quando il congresso del PD a Bitonto ? In che termini ? Quali le regole per la presentazione di mozioni congressuali anche a livello locale ?

    Mi perdoni ma, visti i precedenti, io e molti altri non abbiamo intenzione di parlarci addosso in qualche forum per poi scoprire di non poter avere nessuna voce in capitolo quando si tratta di contribuire a scelte importanti o di incidere sui processi decisionali stessi !

    Dott. Pinto, Vi chiediamo di indicare la strada … Questo si può chiedere solo ad un grande partito e il PD ha sicuramente delle potenzialità enormi per diventarlo.

    Se queste enormi potenzialità non dovessero essere sfruttate, se il PD rimanesse un comitato elettorale semipermanente per la gestione di carriere personali basate su una gestione generalizzata di favori familiari e non, allora il fallimento sarebbe epocale.

    A Voi la splendida responsabilità di gestire in modo virtuoso il potenziale che è rappresentato dalle nostre aspettative di una vita migliore, anche eventualmente facendo un passo indietro dal punto di vista della “visibilità” e della “carriera”.

    A noi Cittadini la responsabilità di partecipare e FARE DEMOCRAZIA raccogliendo le occasioni che non possono mancare in quello che vuole e può diventare un grande partito.

    La ringrazio per l’attenzione
    Cordiali saluti
    Sacetox

  15. Pinto, dobbiamo prendere il suo scritto come uno sfogo personale dedicato in esclusiva al blog o ha anche avuto l’autorizzazione di pronunciare le stesse parole davanti alla prestigiosa assise del “coordinamento”?

    Ha ragione Sacetox, basta dichiarazioni di principi. Il gruppo che ha guidato la “squadra” alla sconfitta ne prenda atto e organizzi quanto prima il percorso che sia in grado di sostenere la crescita, anzi la nascita, del PD. Sentire membri del coordinamento che si interrogano tra loro su “a chi devo chiedere cosa” è abbastanza avvilente.
    In questi giorni si sta svolgendo la “costituente” del PD. Quale grande novità Veltroni ha proposto l’antiberlusconismo militante che ha dimostrato di non pagare in quanto non attacca più e uno storico membro non DS ha dichiarato: ” A questa assemblea si associa con difficoltà l’aggettivo democratico”. Anzi dal sito di repubblica leggo che “nel padiglione 8 della Nuova Fiera di Roma siedono sì e no 1.200 delegati contro i 2.800 delegati eletti con le primarie”. E ancora il segretario: “la linea scelta per il Pd è quella giusta, ma “ha bisogno di ulteriori innovazioni e soprattutto di un partito che la esprima in modo efficace”. Insomma per chi dirige il PD è tutto rose e fiori e la sconfitta è colpa del solito vento contrario (la prossima volta prima di decidere la data bisognerà vadere le previsioni sui venti!).

    Ora se devo giudicare da questo che sto vedendo in questi giorni a livello nazionale e da quello che non sto vedendo a livello locale. allora amici io sono pessimista sul PD e non poco.

  16. A furia di leggerti mi sono innamorata a tal punto da prendere anche il tuo nome al femminile.
    Sul PD hai perfettamente ragione.
    Pare che i dirigenti si siano sciolti come neve al sole o che, tramortiti per la sconfitta, stiano ancora in sala di rianimazione.
    Siete stati sconfitti, bene, ma ora incominciate a reagire.
    Preparate il partito, uscite dal guscio, uscite per istrada, interrogate i bitontini per sapere cosa fare per guarire, interrogatevi sugli errori commessi, chidetevi se non è il caso di liberarvi di tutto quell’apparato che si è servito dei voti dei bitontini per fare carriera, per nulla curando la città.
    Dovete essere spregiudicati nell’analisi, guardate ed esaminate bene i risultati elettorali e rendetevi conto che la risalita poi non è così difficile, a meno che non volete definitivamente immolarvi e diventare residuali ,come lo siete diventati in alcune parti della Sicilia.
    Non fatevi prendere dallo scoramento.
    La maggioranza nell’ultimo Consiglio Comunale ha dimostrato di non avere fiato politico, in questi giorni sta dimostrando di non avere fiato amministrativo.
    Cogliete la palla al balzo.
    Il vulnus democratico creato ingenuamente dalla maggioranza fateglielo pesare.
    Le commissioni consiliari , la maggioranza se le facesse da sola, girate la palla in mezzo alla città e fate comprendere quello che non sanno fare o quello che “soltanto” sanno fare.
    Cambiate la squadra, inventate una nuova classe dirigente che prepari le Europee e soprattutto le Provinciali , se si faranno.
    Preparate le trappole, disseminatele.
    Dall’altra parte non sono in grado di individuarle.
    Scusami canaruto, ma avevo desiderio di companatico e di dare la sveglia a questi addormentati.
    Non me ne volere.
    Ti voglio bene,
    la tua canaruta

  17. Urla nel silenzio Canaruta … poderose ed efficaci se avessero un interlocutore, ma purtroppo urla nel silenzio poichè temo tu ti rivolga a figure inesistenti o sorde a richiami di passione civica e politica.

    Dott. Pinto, ha compreso che Lei a queste persone non può rifilare un compitino compilato in un silenzio che non vuole disturbare ???

    Questa gente ha forza, ha passione e porta una memoria che è fonte di verità …

    “Piange … chi era Ecuba per lui ?”

    Sacetox

  18. Il guaio è che sono tutti in ferie o tutti all’assemblea nazionale a decidere a quale corrente a bassa tensione appartenere.
    Se decidono di non rispondere, quasi quasi vado al mare ad abbronzare le mie gambe bianche e a gustare una bella granita al limone.

  19. preparate le trappole, disseminatele….dall’altra parte non sono in grado di individuarle……………
    spero sia uno scherzo….il potere dei simboli e dei cognomi pesanti è finito. E’ tempo che la gente inizi a guardare i progetti (non le idee e le promesse) e i fatti. E’ tempo in cui chi fa parte di un partito sia mosso da una reale voglia di occuparsi di Politica e non delle proprie sostanze.
    Il PD (esiste!?) prende tempo perchè non vuole reinventarsi. Non si vuole lasciare strada battuta finora. Si ha ancora fiducia nel fatto che quel simbolo riesca a risollevare le sorti di una classe dirigente-decadente.
    Basta trappole. Non esistono nemici. Esiste il rispetto per gli elettori (sogg attivi) e gli eletti (sogg passivi). Che facciano il proprio Dovere nei Diritti loro concessi.

  20. E invece bisogna reinventarsi, bisogna costruire una politica con la P maiuscola, bisogna andare incontro ai problemi della gente, ridurli a sintesi e quindi in proposte politiche.
    Quando si parla di trappole, è un modo per provocare i dirigenti del PD e farli uscire allo scoperto.

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