DECISIONE DELL’UE SULL’OLIO: LA POSIZIONE DI GIOVANNI PROCACCI

cda136cac8f6335c46557a084d1a52bc.jpgIl senatore bitontino della Repubblica interviene sulla questione dell’olio e sulla posizione assunta dall’UE di aprire una  procedura di infrazione contro l’Italia per la decisione assunta dal governo Prodi con un decreto dell’8 Ottobre 2007 ed entrato in vigore lo scorso 16 Gennaio, sull’obbligo di indicare nell’etichetta il luogo di provenienza delle olive (leggi l’articolo coordinato: clicca qui)

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Intervista realizzata da Francesco Paolo Cambione 

 

DECISIONE DELL’UE SULL’OLIO: LA POSIZIONE DI GIOVANNI PROCACCIultima modifica: 2008-06-06T14:30:00+02:00da bfreezones
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2 pensieri su “DECISIONE DELL’UE SULL’OLIO: LA POSIZIONE DI GIOVANNI PROCACCI

  1. Al di là delle parole retoriche dell’intervista, vorrei riempire una delle tante lacune della mia vasta ignoranza.
    Desidero che qualcuno mi faccia capire, colmando le mie lacune con migliori e corrette informazioni, perchè, cittadine viciniori alla nostra, Andria e Bisceglie, hanno ottenuto la D.O.P. e con tutti i benefici del caso, quello che noi bitontini, abitanti della “città dell’ulivo” non abbiamo. Città cui viene conferito il prodotto agricolo bitontino. Forse perchè ” ad pacem promptum designat oliva botontum”?
    prcè sim fiss e pacios?
    f. palino

  2. nON FACCIAMOCI DEL MALE pINcO pALLINO!
    Bisceglie e ancor di più Andria hanno gli stessi problemi di Bitonto dal punto di vista economico, del mercato.
    In quanto al marchio D.o.p. …bèh!
    Il marchio è “D.O.P. Terra di Bari” con tre sottozone a menzione geografica: “Castel del Monte” “Murgia dei trulli e delle Grotte” e udite udite “Bitonto”…ebbene sì siamo gli unici tra i paesi viciniori ad aver questo “onore”.
    Di chi il merito lo ometto, perchè sono certo scatenerebbe invidie e maldicenze varie…
    Bene la questione è che a questo marchio non è seguito alcuno sforzo da parte dell’imprenditoria olivicola SANA per dare un senso al Consorzio di Tutela DOP Terra di Bari che lavora praticamente a vuoto.
    Ovvero, a differenza del “Dop Parmiggiano reggiano”, non c’è accordo che stabilizzi il prezzo della merce, per cui capita per esempio che Auchan, Coop acquisti nello stesso giorno da X a 4,00/KG e da Y a 3.50-3.30-3.20/kg, in un gran guazzabbuglio di “ammazzafratelli”.
    Provate a comprare una forma di Parmiggiano da un qualsiasi contadino della bassa a un prezzo diverso, inferiore che non sia quello indicato dal Consorzio emiliano.
    Vi rideranno in faccia!
    Siamo levantini, la voglia di fottere il vicino è nel nostro dna, non vedo molte speranze tranne in un innesto da parte dei tanto vituperati…CLANDESTINI.
    A proposito un pensiero va ai caduti nell’ennesima strage libica.
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