PACE E CULTURA: L’ARTE CHE UNISCE LE GENTI

77463037b3de488b1a33ab803f719758.jpg– Resoconto della seconda giornata –  

La Pace, si sa, quando si concretizza diventa marcia, e quando si mostra diventa bandiera. Forum Euro mediterraneo delle Arti per la Pace:  la pace nel segno dell’Arte è il primo forum organizzato durante la XIII edizione della Biennale dei Giovani Artisti  dell’Europa e del Mediterraneo presso la Fiera del Levante a Bari. E alla Biennale non si può parlare di pace se non identificandola con una qualche forma d’arte, dal momento che la prima e originale bandiera della pace, è segnata dalla mano di Pablo Picasso: la bandiera si intinge dei colori dell’arcobaleno, simbolo di mescolanza di razze e popoli, ed una colomba bianca al centro, dipinta dal pittore spagnolo. Dunque sette colori, tanti popoli e soprattutto tante idee messe insieme in un unico simbolo, che già dice tutto, data la sua etimologia: syn-ballo significa “mettere insieme”. Discutere, confrontarsi, scambiare esperienze. Forse a questo si riferisce Zygmunt Bauman quando parla di “modernità liquida”: luoghi e tempi che si fondono e si contaminano come fluidi.
La stessa fluidità che diventa leit motiv del vero battesimo di fuoco: il primo convegno sulla Mobilità degli artisti, a cura del GAI – Associazione Circuito Giovani Artisti Italiani – e moderato da Alessandro Stillo, segretario generale della BJCEM. Affiancare all’arte dei momenti di riflessione, workshop e discussione, come la chiama Stillo, la “Pecora Blu” dell’evento, “dal momento che il colore predominante di questa manifestazione è l’arancione”.
Mobilità perché “c’è bisogno di comprendere la percezione diversa dell’artista che c’è da un luogo all’altro”. Ai suoi esordi, il GAI è riuscito a mettere insieme solo 11 comuni, oggi sono 48, “una conquista, che raggiungiamo ogni giorno agendo su 4 vertici – spiega Leonardo Punginelli, rappresentante del GAI – formazione, documentazione, promozione, circuitazione”. Un invito ad incontrare gli artisti, a vivere lo spirito artistico che anima le loro performance, a capire ciò che esprimono, è invece il pensiero di Luigi Ratclif, Presidente della BJCEM, che promette: “Vi assicuro che usciremo arricchiti da questo luogo, sia da un punto di vista personale, che interpersonale”. L’intento è quello  di fare in modo che il mare, attraversato da conflitti e testimone spesso di violenza, diventi solo simbolo di pace: “Siamo partiti con un’idea – continua Ratclif –  creare un porto, un’agorà, un luogo dove si arriva, si lascia qualcosa e si porta via qualcos’altro”. A testimonianza di questa ‘accettazione’ dell’altro, la presenza di comunità Rom in questa Biennale, in una contemporaneità viziata dal pregiudizio e dalla paura: “C’è una primavera nuova nell’aria, e noi
cerchiamo di coglierla”. Parlano della creazione di una rete di residenze per gli artisti, di sviluppo economico e di opportunità e nuovi progetti,  Patrice Bonaffè, Direttore dell’Associazione Pépinières Europèennes Pour Jeunes Artistes, Nicola Mullenger, Responsabile Comunicazione Labforculture/ECFErminia Schiaccitano, Responsabile Ufficio Studi e Rapporti Internazionali della PARC e Patrizia Rossello, Relazioni Esterne GAI.  Racconta ancora la sua esperienza di incontro con i giovani artisti, la Segretaria Generale Res Artis, Marijke Jansen. Anche alla Puglia tocca cogliere il suo kairos, il tempo giusto per ricucire le ferite del Mediterraneo, per essere protagonista del set9bc3e4a679c37c7d0dcee8e0741d4a45.jpg dell’arte: questo, il tema del convegno successivo, Conversazioni sul Mediterraneo, che vede come moderatore Luigi Ratclif e come ospiti il Docente di Sociologia Franco Cassano, il caporedattore della rivista La Pensèe de Midi, Thierry Fabre, e Hassan Abbas, Professore e critico d’arte.
Quando si parla di interculturalità, si pensa alla transcodificazione, alla multistratificazione di culture. Una mezcla, nei padiglioni 9 ed 11 che ospitano opere d’arte dalle quali è difficile non rimanere coinvolti. L’impressione, è quella di trovarsi davanti ad una follia collettiva, dal sapore dadaista, in cui domina l’atto della scissione e ricomoposizione di corpi, immagini e parole, tessuti. Vuoti e pieni in cui lo ‘spettatore’ è letteralmente gettato. Ombrelli aperti colmi di giocattoli, un tavolo appeso al soffitto,  corpi che si allungano che si sezionano, che si rompono, che si graffiano. Ma non solo immagini in movimento, anche la danza dello spagnolo Marcos Mora, del gruppo D2D, che viene dall’Estonia, e degli inglesi Antje Hildebrandt & Adam Weikert; la poesia del francese El Meddeb Jihane che fa della libera associazione di pensiero la sua cifra stilistica; la musica etnica del gruppo Macedone Project Zlust, delle sperimentazioni dell’italiana Ironique e della ricerca poetica del gruppo bosniaco The Last Location; sul palcoscenico di uno dei due teatri allestiti per l’occasione, la felicità rovinata dalla guerra dello spettacolo Muta Imago.  La vera audience però l’ha raggiunto il padiglione gastronomia, preso d’assalto da artisti e visitatori. Pietanze che fondono colori e sapori; sembra quasi di vederlo questo sapore, negli occhi di chi non aspetta neanche che il piatto sia poggiato sul tavolo per la composizione artistica. Non fa niente, dal momento che la performance l’ha creata chi ha degustato, creando un’atmosfera da Miseria e Nobiltà.
L’unica nota stonata, insomma in questa prima giornata soddisfacente, anzi, come dice l’Assessore al Mediterraneo Silvia Godelli : “fin troppo bene”, è la pioggia, che arriva inesorabile a scombinare un po’ il pomeriggio solare della fiera. Ma la contaminazione, si sa, esiste anche fra cielo e terra, e la pioggia diventa allora semplice messaggera di vita.

Lara Carbonara

PACE E CULTURA: L’ARTE CHE UNISCE LE GENTIultima modifica: 2008-05-25T10:25:00+02:00da bfreezones
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12 pensieri su “PACE E CULTURA: L’ARTE CHE UNISCE LE GENTI

  1. è proprio vero che siamo morti nell’animo e nell’arte. siamo un esercito di zombie che cammina per forza di inerzia. COME NON SI PUò NON SCRIVERE NEANCHE UN POST, su un evento del genere, a Bari poi!!! ragazzi, ma qualcuno di voi c’è andrà in fieri sti giorni? SVEGLIA BITONTO, BITONTO SVEGLIA! abbiamo l’oro sotto casa e ci accontentiamo del ferro arruginito a migliaia di chilometri!

  2. Caro Fabio,
    quando in piena campagna elettorale ho lanciato l’idea della creazione a Bitonto dell'”Agenzia per i Grandi Eventi”volevo avviare non solo un dibattito sull’argomento, ma incominciare a far “volare alto” la nostra città e incominciare ad occupare spazi artistici, sociali, economici e culturali che dessero la possibilità ai nostri “bollenti spiriti”,con la loro creatività ,di far vivere Bitonto, Palombaio e Mariotto.
    Ma tant’è…

  3. vince’, la vita non finisce qui e poi c’è ancora del tempo, sono convinto che un UOMO come valla saprà valorizzare te e la tua persona… prima o poi accadrà, perchè, semplicemente, non può non accadere. vedrai… lo meriti…
    ti abbraccio…

  4. La politica pura non infanga nulla, ok hai ragione “io”.
    ma i commenti che scrivete qui, tutto sanno, tranne che di politica pura. Francamente poi, non vedo quale utilità possa avere un commento di “politica” su un post che parla di arte…..
    Coerenza ragazzi!!!

  5. io non credo il dott. Fiore volesse fare un esplicito riferimento politico, anche se ora leggo di questa sua iniziativa di un nuovo movimento. fatto sta, carissimo IO, che la politica deve lasciar perdere l’arte, quella giovanile specialmente. al massimo può incentivarla, sostenerla ma non può sostituirsi all’immensa creatvità di un giovane artista in piena esplosione di creazione e inventiva eche tutto vuole fuorchè essere politicizzato, incanalato. non credo poi sia questa,e mi associo a Lara, la pagina per fare “Tu” espliciti riferimenti e offese con intenti politici.

  6. E comunque, sottolineo il fatto che al di la di questo commento “fuori luogo” che ha scatenato qualche battuta (spero finisca qua) nessuno mi ha ancora detto se c’è stato ancora all’evento a bari… siam ancora dormienti… anzi no, addormentati. lara, scusami, ma ti sei accertata che i “migliaia” di artisti bitontini o simpatizzanti dell’arte in genere, non abbiano confuso la biennale dell’arte con la nave dello sceicco? no perchè sabata io ne ho visti molti di +abbindolarsi di fronte a qualcosa di irraggiungibile, desiderio perverso della società consumista odierna, che in fiera. alcuni addirittura hanno improvvisato spettacoli avanti al porto… io credo che credano sia li la biennale in questione… ridicolo.

  7. ciao Fabio, tu hai perfettamente ragione. è un evento di grande importanza e pure sembra passare sotto silenzio. proprio quelli ai quali è indirizzato e che non fanno che chiedere spazio e visibilità non sono qui a parlare di che esperienza possa essere partecipare, assistere, essere solo di passaggio in una manifestazione così bella. oggi ho fatto una pesante critica in risposta ad un post di giulia, nella sezione di occhio all’arte-flash. nessuna risposta.
    vince la politica o pseudo-politica, anche ‘il giorno dopo’.
    io persevero, come te del resto, che sei innamorato del tuo lavoro e della musica, spero solo che un giorno sarà valsa la pena di essere rimasti qui…

    p.s. io ci sono stata qualche sera fa, è stato bellissimo…ci torno sicuramente. è indescrivibile: una vera sbronza di arte musica vita…
    spero non sia una meteora, perchè mi sembra la strada giusta -finalmente- per far aprire Bari, e la nostra terra, all’Europa. un respiro d’aria fresca, nuova..

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