FAME D’ARTE

c8764ec358def66b4f796738ba915d10.jpg– Resoconto della terza giornata –  

Per questa fame trovami una cura”.  È la fame dell’arte che imperversa durante il caldo pomeriggio di sabato 24 maggio nella XIII edizione della Biennale del Mediterraneo. Così recita un poeta nella sua performance artistica, che oggi dà spazio all’improvvisazione e all’estemporaneità.
Una improvvisazione “no-sense”, divertente e simpatica è stata quella di tre poeti, nella sezione letteratura, che fra modulazioni di voci e intonazioni di fraseggi musicale hanno dato colore a semplici proposizioni.
La fantasia fa da padrona su numerose pareti a forma di cubo messe a disposizione della spray art, o dei writers, o come a volte li chiamano “gli imbrattatori di muri”. È questo uno dei quesiti che il giornalista Marco Mathieu si è posto durante il convegno “L’artista è un eroe mediale?”, se i writers possano essere definiti  “vandali o eroi”. Un convegno sul rapporto che molto spesso finisce in identificazione, fra i media e gli artisti, raggomitolati nella loro aura di mitismo. È questo infatti l’elemento caratterizzante dell’esse
912cf4a2c9842899fd64d856013e2f00.jpgre artista: finire con il fondersi con il media stesso. Dunque forse quasi quasi un eroe non lo è, dal momento che spesso il confine fra il divismo e la schiavitù del personaggio è lieve. In ogni caso, l’artista si muove fra le contaminazioni dei generi, delle distorsioni e delle sovrapposizioni: lo spiega Andrè Breton quando dice: “Si oscilla tra talento e genio. Tra virtù e vizio. Senza pronunciare parole, si inserisce in un sistema di interferenze”.
I workshop distribuiti durante la giornata hanno dato anche la possibilità ai giovani creatori di mettersi alla prova scattando fotografie: la Fondazione Apulia Film Commission ha organizzato delle visite guidate sul territorio pugliese, in cui 36 filmakers selezionati fra occhi particolarmente ‘cinematografici’ hanno ripreso momenti, particolari, situazioni, che potrebbero diventare, entro il 29
maggio dei cortometraggi. Durante la serata di Sabato sulla scena, gli spettacoli teatrali degli italiani “Duemilacentododici”, dei greci “Alogi”, incentrati sulla corporeità e sull’irrazionalità; la danza dei danesi “Runatic Dance Theatre”,  degli estoni “Feldmann, Leetsar, Marts”, del portoghese “Victor Hugo Pontes”, che uniscono la fisicità della danza alla staticità della fotografia, e che parlano, dialogano con l’alterità  attraverso lo specchio; per la sezione musica si alternano gli “Imsax Ensemble”, della Repubblica di San Marino, l’italiana Chiara Raggi, l’irlandese “Lord Altmont” e il “Nuwwar” dal sapore della Palestina. Dal classico all’avanguardismo, dalle sincopi africane alla continuità irlandese, la musica si fa sogno e trasporta in paesi che sanno di mare. L’arte in movimento, un’estetica del quotidiano che dice sempre di più di quello che mostra ed intende sempre meno di quello che si immagina. Alla fine, per dirla con le parole di Salvador Dalì, sarà vero che: “L’essenziale per il pittore è la mancanza di dottrina: un pittore non può tracciarsi la strada senza violare la propria sensibilità”.

Lara Carbonara

FAME D’ARTEultima modifica: 2008-05-25T10:30:00+02:00da bfreezones
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Un pensiero su “FAME D’ARTE

  1. l’affamato d’arte è consapevole è privilegiato, ricettivo ai messaggi multigeneri che aprono mente e cuore e predispongono l’individuo a migliorare la propria esistenza enon solo a proprio vantaggio ma anche di chi è compagno di viaggio nello splendido cammino che è la vita.
    chi invece non ha quella consapevolezza, rimane vulnerabile all’indifferenza…….alla chiusura …alla solitudine.
    complimenti a tutta la redazione di bitontotv per lo spazio dedicato all’arte e gestito con maestria e per i molteplici argomenti che trattate

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