LA FASCIA TRICOLORE A RAFFAELE VALLA

5e56cb438ff39755b8fef9d6631410e0.jpgRaffaele Valla è il nuovo sindaco di Bitonto. L’esito del turno di ballottaggio, noto già alle 17 di ieri pomeriggio, ha assegnato al candidato della coalizione di centrodestra una vittoria netta con il 60,9% dei consensi (17.815 preferenze). Undicimilaquattrocentoventotto (11.428) voti la magra consolazione di Giovanni Rossiello, 459 le schede nulle, 140 le bianche. Un risultato schiacciante, che segna una svolta epocale nel governo della città.
Dalla proclamazione della Repubblica, infatti, mai una forza di destra o centrodestra era riuscita ad occupare gli scranni più alti di Palazzo Gentile. Un esito inaspettato, che premia il segnale di rinnovamento e di discontinuità cui Valla ed il suo entourage hanno improntato tutta la campagna elettorale. In ogni caso, un grande successo personale del candidato-prefetto. Classe ‘42,  egli ha dedicato la sua vita alla tutela dell’ordine pubblico ed ha ricoperto numerosi incarichi all’interno della Polizia di Stato, prima a Taranto, quindi a Milano, Bari e Venezia. Questore a Taranto nel ’94, nel 2000 si è candidato a sindaco della città nelle fila del centrosinistra, perdendo al ballottaggio contro Rossana Di Bello. Nel 2004 il Consiglio dei Ministri lo ha nominato Prefetto, destinandolo alla sede di Foggia come Presidente della Commissione Rifugiati politici.
All’indomani del clamore delle urne, una riflessione seria e gravosa si impone dunque all’attenzione del Partito Democratico e dei suoi alleati, anima politica storica della città. Ad un’analisi più attenta, infatti, più che con il mero peso politico del centrodestra bitontino (PdL, ndr), che al primo turno aveva totalizzato il 17,33% contro il 25,59% del solo  PD, il risultato elettorale dimostra di essere in debito con meriti o demeriti dei singoli candidati.
Sul verdetto definitivo sembra infatti aver decisamente influito la cappa di diffidenza e di risentimento gravante sulla testa di Giovanni Rossiello, neanche troppo taciuta sin dalle prime battute di una campagna elettorale densa di tensioni e di infingimenti. La sua candidatura, mai condivisa da tutte le anime del centrosinistra bitontino, ha prima determinato la scissione dei Socialisti e quindi, in occasione della consultazione definitiva, un’evidente diaspora dei tradizionali elettori sinistrorsi. Sulla vittoria di Valla, unanimemente, non potrà che rimanere dunque l’ombra vaga del “voto di protesta” paventato da ogni parte. Un’impressione che non potrà non dar vita nei prossimi giorni a dure critiche e recriminazioni all’interno del PD bitontino, oggi certamente imputabile di una scarsa lungimiranza politica.
Sarò il sindaco di tutti, di coloro che mi hanno votato e di coloro che non lo hanno fatto”: classica la prima dichiarazione di Raffaele Valla sull’onda emotiva del risultato conseguito. Il neo-sindaco, sostenuto da Valori Sociali, il Cantiere della Partecipazione, UDC, Nuovo PSI, Lista Valla e PdL, negli ultimi giorni aveva molto colpito per l’ultima delle sue “trovate” elettorali, annunciando il proprio apparentamento “con i cittadini di Bitonto, con le persone libere, con i giovani, con chi crede nello sport e nella cultura, con gli artigiani, commercianti, imprenditori, professionisti, con il mondo rurale, con la società civile, con chi crede in una città legale, libera, trasparente e incondizionata”. Un ulteriore punto a suo favore, in antitesi all’antipatia suscitata invece a sinistra dall’apparentamento dei candidati Scauro e Palmieri (PS e Laboratorio, Forza e Movimento) con il nucleo “forte” a sostegno di Rossiello (PD, Riformisti, la Sinistra l’Arcobaleno, IdV).
Secca e neutra, invece, la reazione dello sconfitto, resa mezzo funereo manifesto diffuso qualche minuto dopo l’annuncio della debacle: “Ringrazio tutte le elettrici e gli elettori di Bitonto, Palombaio e Mariotto che mi hanno votato. Auguro Buon Lavoro al Sindaco Valla alla sua Giunta. Prof. Giovanni Rossiello”. Al di là di questo, per il momento, nella scricchiolante sede del Partito Democratico aleggia un’eloquente aria di triste silenzio. Regolamenti di conti e mea culpa sono rimandati ai prossimi giorni, quando potrà delinearsi la linea d’azione dei 12 di opposizione.
Intanto, a giudicare dai caroselli e dai cortei festanti snodatisi in città fino a notte inoltrata, Bitonto sembra davvero gioire dell’avvicendamento a Palazzo di Città. Nei mesi prossimi, in un Municipio completamente rinnovato ed eterogeneo, la traduzione concreta delle goliardie con cui Valla e i suoi hanno condito la propria riscossa elettorale.
E intanto è già partito il toto-giunta per l’assegnazione di poltrone e incarichi.

Sabino Paparella – Foto Ezio Marrone

LA FASCIA TRICOLORE A RAFFAELE VALLAultima modifica: 2008-04-29T12:00:00+02:00da bfreezones
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4 pensieri su “LA FASCIA TRICOLORE A RAFFAELE VALLA

  1. ANNARITA,BANALE DAVVERO,MA TI RENDI CONTO KE LA GENTE VOTA UNO SCONOSCIUTO?SE FOSSE STATO PARTE SOCIALMENTE/POLITICAMENTE ATTIVA DI BITONTO FORSE LO AVREI VOTATO ANKE IO…TROPPO COMODO VENIRE A QUI A FARE IL BITONTINO DOC SOLO PER AVERE IL POTERE…PENOSISSIMO…

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