COUNTDOWN: MENO UNO

Questi ultimi scampoli d’anno ci offrono l’opportunità – e l’ineludibile necessità – di tracciare un bilancio di questo 2007. Interroghiamoci sul senso delle strade intraprese lungo questo periodo.

Meno uno.

Unico come ciascuno di noi, come quell’assoluto e irrepetibile principio che ci abita e ci anima, che ci distingue e ci restituisce la nostra originalità di creature sempre diverse fra loro.

Ai pochi avventori che, districatisi tra capitoni e caviale, si trovino ora a scorrere queste righe, l’auspicio che queste ultime ore di 2007 possano essere dedicate alla riflessione ed alla cura di noi stessi, dei nostri bisogni, delle nostre mosse di vita, che possano segnare un impeto d’amore verso noi stessi, esempio per il futuro.

Non trascuriamo mai il “dettaglio” della nostra singolarità. Coltiviamo, anzi, le nostre intime pulsioni ricordando come esse siano essenziali per il cammino della storia intera.

Vogliamoci bene, insomma. Veneriamo il mistero incarnato nelle nostre persone senza temere di cadere nell’egoismo che – dicono- abbruttisce la nostra società. Non di egoismo, infatti, soffre questa nostra umanità, quanto di un individualismo alienato, dello smarrimento vero e proprio della matrice creativa di ogni nostra individualità.

Impariamo ad accettarci per quelli che siamo. Ad accettare anche la china di sofferenza cui la nostra anima troppo spesso è esposta. Specie attraverso il dolore e la tribolazione sappiamo accettare il nostro limite di creature come un’opportunità ed uno stimolo a vivere.

Guai a farci spettatori passivi della nostra avventura.

Che l’esperienza di un anno che si esaurisce possa significare l’inizio di un continuo percorso di rinascita.

E se gli ultimi istanti di questa giornata ci strapperanno una lacrima e ci faranno sospirare con un filo di disperazione: “Speriamo che l’anno nuovo sia migliore”, proviamo a guardare alle nostre passate traversìe come il ricco equipaggiamento per il nostro domani, cerchiamo di ravvisare anche nei momenti di tenebra i riverberi sgargianti della nostra forza interiore.

 

Recita un adagio di Lao Tse: «Quella che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla».

 

 

Sabino Paparella

COUNTDOWN: MENO UNOultima modifica: 2007-12-31T18:00:00+00:00da bfreezones
Reposta per primo quest’articolo

6 pensieri su “COUNTDOWN: MENO UNO

  1. ore 19,30
    manca pochissimo!
    qualche minuto fa sono uscito per una paseggiata preparatoria per il cenone che ci aspetta ho rassicurato la famiglia che sarei tornato presto.
    Volevo godermi la tranquillità pre-cenone almeno così mi ricordavo ebbene son dovuto tornare in fretta per salvagrdare la mia incolumità fisica:mi hanno fatto bersaglio di un poderoso petardo che quattro imbecilli a bordo di un auto hanno indirizzato dritto alla mia persona, per fortuna ho visto la scia fiammante l’ho evitato per un pelo me la sono cavata solo con un sibilo che ho ancora nelle orecchie. quale fine anno avrei passato io e la mia famiglia se mi avessero beccato?
    non c’è l’ombra di un vigile, di un carabiniere di un poliziotto di un finanziere e fuori c’è la guerra civile mai come quest’anno e non è capitato solo a me.
    se poi cerchi colpe non se ne trovano i carabinieri sono pochi idem per le altre forze dell’ordine(!!) allora la colpa è mia e della gente che si permette di essere in giro a quest’ora certamente è così.
    nella nostra città accanto a mille altre esigenze l’ordine pubblico è al primo posto.
    facciamo grande attezione a chi diamo il nostro voto tra qualche mese apriamo gli occhi vigiliamo e sopratutto partecipiamo oculatamente al futuro della nostra città perchè può essere migliore è fondamentale scegliere bene i nostri governanti. facciamo attenzione non facciamoci illudere da false promesse che i vecchi volponi restino a casa.

  2. Caro amico, comprendo la tua rabbia, anch’io come te nel corso della mia vita ho fatto esperienza di episodi e fatti spiacevoli, delinquenziali. Una volta dei bulli hanno rubato il cellulare a mio figlio adolescente costringendolo ad usare la sua carta di credito per rubargli ancora qualche spicciolo. E non si contano i furti di macchina o in casa subiti negli anni. La sicurezza è un bisogno fondamentale di ogni cittadino e di questo le istituzioni preposte devono tenere conto. Una volta il figlio del giudice Costa ammazzato dalla mafia ebbe a dire a riguardo ” I cittadini hanno il diritto di avere paura, ma le Istituzioni hanno il dovere di avere coraggio”. E quindi forze dell’ordine, magistrati, i responsabili istituzionali preposti alla salvaguardia fisica delle persone e del patrimonio, devono agire con autorità per dare ad ogni cittadino il senso della protezione e del benessere. Eppure voglio dirti che la sicurezza è un problema complesso che investe tutta la società. Penso che oggi ancora più di ieri la cultura individualista e consumista così diffusa, genera atteggiamenti egocentrici. Ci si preoccupa poco degli altri, l’importante è che si stia bene con se stessi e con i propri intimi. E quindi posso divertirmi gettando petardi contro un passante e vedere l’effetto che fa. E’ la cultura dello “scherzi a parte”. Più ti spaventi e più mi diverto…Mi fermo qui, non voglio farla lunga in uno spazio come questo. Concludo dicendoti che hai ragione nel dire che alle prossime amministrative bisogna poter usare bene il proprio voto e la propria sovranità. Chi sarà eletto dovrà impegnarsi a restituire ad ogni cittadino e alla città intera la sua dignità adoperandosi con ogni mezzo legale a sua disposizione. Ma per favore anche noi cittadini facciamo la nostra parte. Io riuscii a convincere mio figlio aiutandolo a superare la paura a denunciare in questura i presunti aggressori. I poliziotti ci incoraggiarono e dopo alcuni mesi furono presi. E dopo addirittura due anni il cellulare fu ritrovato e restituito. So che altri hanno fatto così. In questo modo possiamo creare un circolo virtuoso. Dobbiamo farci coraggio. Possiamo farcela.

  3. Ringrazio il dottor morea per l’attenzione prestata al mio sfogo. Inutile dire che condivido tutto quello che egli dice. Tuttavia non condivido appieno il suo modo di fare campagna elettorale. Le malcelate autoproclamazioni potrebbero nascondere altro o almeno essere mal interpretate e il cavalcare maldestramente i problemi comuni per attirare a se l’attenzione (o i voti!) non mi sembra la maniera milgiore per farsi conoscere. Almeno è questo che io penso.
    saluti

  4. Mi offre ancora l’occasione per dialogare con lei e con tutti coloro che ci leggono. Nel suo commento mi ringrazia per l’attenzione e dice di condividere tutto quello che ho detto. Subito dopo, però, dice di non condividere, “il mio modo di fare campagna elettorale”. Le sarei grato se mi dicesse a cosa si riferisce e dopo se mi potesse suggerire un modo alternativo. Quanto al “le malcelate autoproclamazioni potrebbero nascondere altro o almeno potrebbero essere male interpretate….” mi chiedo perchè mi dice questo. Io non mi sono autoproclamato (l’autoproclamazione la fanno solo i dittatori, che prendono con la forza un potere publico), semmai mi sono proposto per una candidatura e un gruppo di amici a cui l’idea è piaciuta molto, mi sostiene. Non sento quindi di dover celare nulla, è tutto alla luce del sole. Se poi lei è a conoscenza di altro, se vuole ne riferisca apertamente, renderemmo un servizio alla verità, altrimenti, la pregherei di non affrettare giudizi. Quanto infine al “cavalcare maldestramente i problemi comuni per attirare a sè l’attenzione ( o i voti). Anche qui lei vede nei miei interventi qualcosa di “maldestro”, è una sua opinione che io rispetto pur senza condividere. Al contrario io penso che chi come me ha deciso di fare un passo così importante nella direzione della guida della cosa pubblica, ha il dovere di farsi conoscere e di mostrare alla cittadinanza in tutte le sedi pubbliche (e questo blog ne è una),come pensa, come ragiona, come intende affrontare le questioni concrete per essere giudicato per quello che dice e per quello che fa.
    Mi scusi per essermi dilungato in questo lavoro di puntualizzazione, ma lo ritengo necessario perchè tra noi si mantenga serenità e rispetto al di là delle simpatie politiche che appartengono all’insidacabile esercizio della libertà di ciascun cittadino.

  5. Egregio dottor Morea
    puntualizzo che tutto quello che ho scritto è esclusivamente un mio parere personale che è venuto fuori leggendo quanto da lei precedentemente dichiarato su organi di cominicazione come questo che opportunamente ci ospita (mi complimento con i reponsabili di questo blog e li esorto a continuare così).
    Pertanto se parlo di autoprocalmazione (senza estremizzare il significato della parola) è perchè tale mi è sembrata la sua scesa in campo. Non ho capito se si è costituito prima il comitato (e da chi è composto? ) per Lei sindaco o viceversa; per quanto riguarda l’altra osservazione “il cavalcare ecc. ecc.” bè, ho osservato che Lei è attento a tutti i commenti su questo blog che spesso sono critici con i nostri governanti e Lei che puntualmente firma i suoi interventi è altresì puntuale a porre l’attenzione su chi votare nella prossima tornata il riferimento a se stesso è talmente palese che trovavo superfluo precisarlo. Ecco non mi dilungo oltre era giusto toglierle i dubbi ma Le auguro di avere un ottimo risultato e comunque di rendere il suo servizio alla città non solo da sindaco ma anche in altro modo e se mi permette un tantino più modestamente.
    Auguri

Lascia un commento