COUNTDOWN: MENO DUE

Questi ultimi scampoli d’anno ci offrono l’opportunità – e l’ineludibile necessità – di tracciare un bilancio di questo 2007. Interroghiamoci sul senso delle strade intraprese lungo questo periodo.

Meno due.
Come la coppia, paradigma privilegiato di relazione.

Io e Te.
Quanto questo anno che chiude ci ha lasciato spazi di ricerca di quell’Altro destinato ad essere interlocutore fondamentale del nostro racconto di vita? Quanto ci siamo abbandonati alla danza dell’amore? In che modo ci siamo resi disponibili all’incontro e con quali esigenze ci siamo mossi verso di esso?
Simili interrogativi non possono che suggerirci generose prospettive di speranza per l’anno che viene, lasciarci irrimediabilmente affascinati da quella teologia del volto che descrive l’insondabile bellezza di quel particolarissimo Uno a cui il nostro viaggio volge.
Non parlo semplicemente di innamoramento, né di un’esperienza mistica.
Il “volto” che inquieta i nostri sogni, che spezza le catene della ripetitività, che ci libera dalla tentazione del paludamento spirituale, quello stesso volto di cui non conosciamo magari nemmeno l’identità, quel volto irrimediabilmente ci sconvolge e ci trasforma, ci chiama a vivere non più per noi stessi, ma per qualcuno ed in qualcuno.
Pertanto, in fondo non è importante chi sia, quanto piuttosto che ci sia a ricordarci che c’è qualcosa e qualcun altro oltre noi stessi per cui valga la pena prendere il largo nel mare tempestoso della vita.

Che sia distante da noi quel volto. Il più scomodo e distratto possibile. Perché non possiamo correre il suadente rischio di farne un nostro ritratto speculare.
Che possa sempre rappresentare per noi un’incognita, un mistero da penetrare e sperimentare col rispetto che si deve ai sacri arcani dell’esistenza.
Energia pura. Appello inesorabile. Richiesta di ascolto. Questo volto sia davvero per noi una spinta propulsiva di dono e gratuità; scuota le nostre coscienze intorpidite dalla solitudine dell’anima, e ci guidi verso un cammino ispirato, fatto di passione e di intensità, di commozione e partecipazione.

Fra i buoni propositi che – si spera con la massima serietà e coerenza- ci avviamo ad esprimere a noi stessi per l’anno incipiente, non manchi mai l’esperienza del volto. L’esperienza dell’amore. L’esperienza della ricerca del nostro partner spirituale.
Lasciamocene sconvolgere.
E se anche crediamo d’aver terminato la ricerca e di avere affianco quello che riteniamo poter essere il nostro compagno di vita, lungi da noi fare a meno di una indagine del volto, anche su di lui (o lei, s’intende).
Nelle nostre relazioni non manchi la capacità di stupirsi l’uno dell’altra, mai dimentichi del fatto che sarà sempre impossibile conoscere in pienezza l’amenità del mistero di colui che stringe la nostra mano.
Per questo nuovo anno promettiamoci di non dire mai frasi del tipo “la conosco come le mie tasche”.
A meno che le nostre tasche non peschino negli insondabili meandri dell’eternità divina, avremo solo ostentato un’ingenua illusione
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Sabino Paparella 

COUNTDOWN: MENO DUEultima modifica: 2007-12-30T09:45:00+00:00da bfreezones
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