LA PASSIONE PER LE DIFFERENZE


MPEG
Caricato da riketta
 
Sguardo al futuro di un vescovo di nome Bello


In cammino, da cercatori. Nudi e disponibili. Con una grande bisaccia piena di un vuoto ingordo di novità.
La bisaccia del cercatore” spalanca le porte del futuro dandoci la consegna di un mondo da ricucire, da rammendare con il filo dell’amore. Le parole di Don Tonino in occasione del 50° Convegno Interreligioso del 1992 alla Cittadella di Assisi suonano per noi come un monito, terribile ed attuale, ma anche pieno di amore per la vita e di speranza, una speranza “militante”, così come l’intendeva Mons. Bello.
Sembrano dirci: guai all’indifferenza.
Queste parole non possiamo non sentirle nostre, non possiamo non vederle calpestate nei grandi silenzi dei nostri giorni, nell’assenteismo delle nostre coscienze dal pubblico dibattito planetario.
E ci danno forza, queste parole. La forza di credere, di sperare, dunque di impegnarci nel recupero dei sentieri interrotti delle differenze, dei paradossi dell’alterità che, dopo quindici anni dalle parole di Don Bello, ci vedono ancora ai blocchi di partenza a dover parlare di Nord e Sud del mondo, di PVS, di discriminazioni, di razzismo, di guerra.
Ci sconvolgono queste parole, devono sconvolgerci. D’altronde cos’altro se non sconvolgente, assurdo, radicalmente folle, straordinariamente originale; cos’altro se non questo è il Vangelo.
Don Tonino ce lo racconta a modo suo, con quel linguaggio di immagini che esprime la poesia del cuore, e ci invita a metterci alla sequela; e a camminare con una bisaccia pronta a raccogliere quanto il nostro viaggio vorrà donarci, da chiunque venga, sempre disponibili al dialogo, pronti a lasciarci accarezzare dalle esperienze esotiche che ordinariamente stazionano fuori del nostro habitus di “normalità cristiana”.
Col sorriso sulle labbra, aperti alla bontà della vita, anelanti dell’incontro con l’altro che sta fuori possiamo essere un po’ più noi. Possiamo rincontrare noi stessi e ritrovarci più veri di prima, autenticamente immersi nella vita che scorre fluida nelle nostre vene e ci infiamma, e ci spinge, e non ci permette di assistere da spettatori allo spettacolo di questa esistenza umana.
La passione. Che ci avvinghia e ci libera. Che ci crocifigge e ci resuscita. E ci chiama alla responsabilità condivisa di quanto andiamo vivendo. Insieme. Ogni giorno.
Con quella concretezza, con quell’autenticità che – soli – gli occhi di Mons. Bello ci trasmettono, appena velati dalla malattia in agguato, eppure carichi di un’estasi, di un trasporto che ci conduce sulle più alte vette dell’eternità.

Sabino Paparella
 

LA PASSIONE PER LE DIFFERENZEultima modifica: 2007-12-12T08:50:00+01:00da bfreezones
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento